Derniers flash de l'agence Fides

AFRICA/CIAD - Nomina del Vescovo di Doba

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 10 dicembre 2016, ha nominato Vescovo della Diocesi di Doba, in Ciad, il Rev.do Martin Waïngue Bani, Vicario Generale della Diocesi di Laï.Il Rev.do Martin Waïngue Bani, è nato il 12 febbraio 1963 a Laï, nell’omonima Diocesi. Ha studiato Filosofia e la prima parte di Teologia presso il Seminario Maggiore Provinciale St Augustin di Maroua-Mokolo, in Camerun. Ha concluso la Teologia nel Seminario Maggiore Nazionale St Luc di Bakara, in N’Djaména. Ha proseguito gli studi a Roma, ottenendo prima la Licenza e poi il Dottorato in Teologia Dogmatica. È stato ordinato sacerdote l’8 luglio 1991 ed incardinato nella Diocesi di Doba, passando alla Sede di Laï, al momento della sua creazione.Dopo l’ordinazione ha ricoperto i seguenti incarichi: 1991-1995: Parroco di Ngamongo, Responsabile del Centro per la Catechesi ; 1995-1998: Rettore del Seminario medio interdiocesano St Augustin di Bébédja; 1998-2000: Studi a Roma per la Licenza in Teologia alla Pontificia Università Urbaniana; 2000-2004: Parroco della Cattedrale di Laï Vicario foraneo della Regione Doba-Est; 2001-2004: Vicario generale della Diocesi di Laï; 2004-2010: Rettore del Seminario Maggiore Nazionale di Teologia St Luc di Bakara ; 2010-2013: Studi a Roma per il Dottorato in Teologia alla Pontificia Università Urbaniana; dal 2013: Vicario Generale della Diocesi di Laï.La Diocesi di Doba, eretta nel 1989, è suffraganea di N’Djaména. Ha una superficie di 10.816 kmq e una popolazione di 424.228 abitanti, di cui 96.296 sono cattolici. Ci sono 12 parrocchie, 23 sacerdoti , 21 Fratelli, 40 Religiose e 7 seminaristi maggiori.

AFRICA/SUDAN - Dimissioni dell’Arcivescovo di Khartoum e successione

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 10 dicembre 2016, haaccettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Khartoum, in Sudan, presentata da S.E. il Card. Gabriel Zubeir Wako. Gli succede S.E. Mons. Michael Didi Adgum Mangoria, Coadiutore della medesima Arcidiocesi.

AFRICA/REP. CENTROAFRICANA - Nomina del Vescovo Coadiutore di Bambari

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 10 dicembre 2016, ha nominato Vescovo Coadiutore della Diocesi di Bambari , il Rev.do P. Richard Appora, O.P., Superiore della Comunità dei Padri Domenicani a Bangui e Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori del Centroafrica.Il Rev.do P. Richard Appora, O.P., è nato il 3 aprile 1972 a Bangui. Ha studiato in patria e in Costa d’Avorio, presso l’Università Cattolica dell’Africa Occidentale ; nella Repubblica Democratica del Congo, presso l’Università Cattolica del Congo ; in Camerun, presso l’Università Cattolica dell’Africa Centrale , e in Congo-Brazzaville, presso la Libera Università del Congo . Ha un Diploma di Studi Approfonditi in Diritto Civile e una Licenza in Teologia Morale e in Filosofia.Ha emesso la professione solenne nel 2001 ed è stato ordinato sacerdote il 1° novembre 2004. Ha poi ricoperto i seguenti incarichi: Studi di Licenza in Teologia all’Università dell’Africa Centrale UCAC a Yaoundé ; Cappellano universitario e Vicario parrocchiale presso la Parrocchia Universitaria di San Tommaso d’Aquino a Douala ; Responsabile degli Studi nel Vicariato dei Padri Domenicani dell’Africa Centrale ; Docente di Teologia Morale fondamentale presso l’Ecole Cathédrale de Théologie di Douala ; Studi di Diritto civile alla Libera Università del Congo ; Cappellano Universitario a Brazzaville, Docente nel Seminario Maggiore di Brazzaville e Membro dell’Equipe dei Formatori dell’Inter-noviziato ; Studi di Diritto all’Università Cattolica dell’Africa Occidentale ; Superiore della Comunità dei Padri Domenicani a Bangui, docente nel Seminario Maggiore St Marc di Bangui ; Direttore Spirituale nel Seminario Maggiore St Marc di Bangui e nel Seminario Propedeutico di Bangui ; Presidente della Conferenza dei Superiori Maggiori del Centrafrica .La Diocesi di Bambari è stata eretta nel 1965, è suffraganea di Bangui. Ha una superficie di 173.000 kmq e una popolazione di 450.700 abitanti, di cui 110.700 sono cattolici. Ci sono 14 parrocchie, 24 sacerdoti , 12 religiose e 4 seminaristi maggiori.

AFRICA/CONGO RD - Negoziati diretti tra maggioranza e opposizione con la mediazione dei Vescovi

Kinshasa - “Le posizioni rigide delle diverse parti devono cedere alle concessioni e al compromesso, e questo non deve mai essere interpretato come segno di debolezza, ma invece come segno di grandezza e di superamento dei propri interessi per favorire l’interesse superiore della nazione”. È l’appello lanciato da Sua Ecc. Mons. Marcel Utembi Tapa, Arcivescovo di Kisangani e Presidente della CENCO in un discorso pronunciato l’8 dicembre al Centro interdiocesano di Kinshasa per l’avvio dei “Colloqui di consolidamento della pace tra congolesi”.Si tratta di una nuova fase della trattativa condotta dalla CENCO per trovare un accordo tra maggioranza ed opposizione sulla data delle elezioni presidenziali e su come gestire l’interim dopo la scadenza, il 19 dicembre, del secondo mandato del Presidente Joseph Kabila. Nella riunione dell’8 dicembre i Vescovi sono riusciti a mettere attorno allo stesso tavolo i firmatari dell’accordo del 18 ottobre e coloro che non l’hanno firmato, riuniti nella “Unione delle forze politiche e sociali per il cambiamento”.Dopo aver constatato che “un compromesso è possibile” , i Vescovi hanno deciso di riunire 30 persone di ciascun campo per “esaminare i punti di divergenza al fine di trovare delle soluzioni le più consensuali possibili”.Rivolgendosi agli invitati alla discussione, Mons. Utembi Tapa ha concluso “non ci resta che sollecitarvi al senso di cooperazione e di sincera collaborazione per la riuscita di queste riunioni che affidiamo alla misericordia di Dio, per l’intercessione della Vergine Maria, Regina della Pace, per il bene del nostro popolo”.

ASIA/INDIA - Iniziative per arrestare la violenza contro le donne, un fenomeno difficile da gestire

New Delhi – L’India, uno dei Paesi più scarsi in materia di sicurezza della popolazione femminile, ha assunto una serie di iniziative per preservare le donne dai delitti sessuali. Tra queste, in occasione delle Giornate di attivismo contro la violenza verso le donne che si concludono oggi, 10 dicembre, la polizia di New Delhi ha lanciato una iniziativa per arrestare la spirale di violenza contro le donne nella città, nota come la capitale della violenza. Secondo le notizie raccolte da Fides, si tratta di uno squadrone di cittadini che operano per la prevenzione dei delitti e contribuiscono a mantenere l’ordine. Il gruppo, chiamato “amici della polizia”, è composto da contadini, lavoratori domestici ed ex militari. Dal canto loro, i responsabili della polizia hanno creato il loro gruppo di donne allenate a lottare contro la delinquenza. Sono 40 agenti donne ben addestrate nelle arti marziali, in kimono bianco, in grado di prendere a calci e perseguire i criminali sessuali in tutto il Paese. Il gruppo monitora luoghi vulnerabili della città, come le scuole e le stazioni della metropolitana. Secondo uno studio del Comptroller and Auditor General of India , reati come stupro, abusi sessuali e molestie sono aumentati del 60% tra il 2010-2011 e tra il 2014-2015. Un altro studio di ActionAid ha dichiarato che il 79% delle donne indiane ha subito molestie o violenze in ambienti pubblici. L’aumento delle aggressioni contro le donne ha favorito diversi progetti solidali, come l’iniziativa Blank Noise, la cui campagna #WalkAlone ha chiamato le donne a rompere il silenzio e a camminare da sole per lottare contro la paura delle molestie di strada. Oltre ai gas irritanti e altri strumenti deterrenti, molte prendono lezioni di autodifesa e si uniscono a gruppi di autosostegno. Il collettivo femminile Brigata Rossa, ad esempio, istruisce donne e bambine sulle tecniche di autodifesa e persegue gli uomini che hanno commesso una violenza sessuale.

AFRICA/GHANA - I Vescovi si congratulano con il Presidente eletto, Nana Addo Dankwa Akufo-Addo

Accra – “Come Conferenza Episcopale del Ghana ci congratuliamo con il Presidente eletto della Repubblica del Ghana, Nana Addo Dankwa Akufo-Addo” ha detto S.E. Mons. Philip Naameh, Arcivescovo di Tamale e Presidente della Conferenza Episcopale del Ghana.Mons. Naameh si è detto soddisfatto per la condotta degli elettori che hanno votato nei 28.992 seggi del Paese e si è complimentato per la trasparenza nel monitoraggio dei voti da parte dei media nazionali.In un colloquio con il corrispondente dell’Agenzia Fides in Ghana, l'Arcivescovo ha invitato il Presidente eletto a riconciliare la nazione e a mantenere la promessa di essere il Presidente di tutti i ghaniani. Mons. Naameh gli ha assicurato le preghiere e il sostegno di tutto l’Episcopato.Mons. Naameh ha infine elogiato il Presidente uscente, John Mahama, per aver accettato la sconfitta in maniera tranquilla, dimostrando una natura da vero statista.Nana Akufo-Addo ha ottenuto 5.716.026 voti con una percentuale del 53.85%, battendo al primo turno il Presidente uscente John Mahama, che ha ottenuto 4.713.277 voti pari al 44.40% dei voti espressi.

ASIA/FILIPPINE - Dalla “smokey mountain” sono nati centri di assistenza per malati e bambini disabili

Manila – Nell’ottobre 1991, quindi 25 anni fa, due sacerdoti missionari italiani della Piccola Opera della Divina Provvidenza, insieme a due laici, arrivarono nelle Filippine, nella zona della "smokey mountain", la discarica di Manila, quartiere Tondo, dando così inizio alla missione dell’Opera nelle Filippine, in una situazione particolarmente difficile per diversi motivi.“Quando arrivammo noi – scrive d. Oreste Ferrari, nella nota pervenuta a Fides -, l’attività di discarica a Tondo era stata chiusa perché troppo vicina al centro della città e spostata a Payatas dove dopo pochi mesi sono arrivati i padri Vincenziani e noi nella zona vicina. Si trattava di zone nuove, abusive e insane, ma dove quasi 100 mila persone vivevano e lavoravano, di cui 40 mila nella nostra parrocchia”. Nel primo anno vennero creati un paio di asili, e nel terzo, con l’aiuto di una suora tedesca, un ambulatorio di assistenza per i malati di tubercolosi, malattia endemica date le condizioni di inquinamento dell’aria. Durante il quarto anno vide la luce un secondo polo, a circa 15 chilometri dove fu collocata la casa per la formazione e una casa di accoglienza per bambini disabili, conosciuta ora come Cottolengo Filippino.Al momento la Congregazione, prosegue don Ferrari, è presente con 8 religiosi in tre località. A Payatas, la prima opera, c’è la parrocchia con oltre 150mila persone e le opere sociali annesse. Nelle 14 cappelle in cui lavoriamo sono attivi 9 “feeding programmes”, cioè luoghi dove circa 400 bambini denutriti ricevono le cure e un pasto giornaliero. Poi ci sono due ambulatori e il sostegno a tanti bambini con le rette scolastiche e il materiale educativo. A circa 15 chilometri, a Montalban , c’è la casa di formazione per i nostri studenti, che vengono dalle Filippine ma anche dall’India e dal Kenya. Nello stesso campus c’è la casa per bambini disabili in cui risiedono 35 bambini con problemi mentali e fisici profondi e dove altri, esterni, ricevono terapie educative e riabilitative. Infine nella città di Lucena sono impegnati in due cappelle con 4 feeding programmes e di scholarship come quelli di Payatas, ma anche con un centro dove ragazzi di tutte le età possono frequentare corsi di matematica, inglese, informatica e musica.

AFRICA/KENYA - “Lo sciopero dei medici causa sofferenze inimmaginabili ai più deboli” denunciano i Vescovi

Nairobi - “Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per lo sciopero di medici e infermieri che sta causando sofferenze di proporzioni inimmaginabili ai cittadini keniani” affermano i Vescovi del Kenya in un comunicato inviato all’Agenzia Fides nel quale denunciano le drammatiche conseguenze che sta avendo lo sciopero del personale sanitario.“Persone fragili, malati inermi, anziani e bambini, compresi i neonati prematuri e le vittime di incidenti, sono state abbandonate a soffrire e a morire in condizioni terribili, mentre medici e funzionari di governo sono impegnati in protagonismi oratori senza una direzione chiara e senza la speranza di arrivare ad un accordo” è scritto nel comunicato.I Vescovi riconoscono le ragioni della protesta dei medici, affermando di “condividere la loro delusione sul mancato rispetto del contratto collettivo”, ma ricordano che “non è giusto da parte loro abbandonare i pazienti innocenti a una tale sofferenza”.“Invitiamo i medici che hanno giurato di proteggere la vita a riconsiderare la loro posizione e a non impegnarsi in azioni che minacciano la vita. E' molto doloroso il fatto che non abbiamo ancora visto alcun piano coerente da parte del governo per interrompere lo sciopero”.I Vescovi lanciano un appello al governo perché crei le condizioni di un vero dialogo “per porre fine alla situazione di stallo” , e ai medici “perché facciano fronte alle emergenze essenziali al fine di salvare delle vite umane”. Si auspica infine che “tutti i soggetti coinvolti operino al fine di ripristinare al più presto i normali servizi sanitari per il bene dei cittadini keniani che ne hanno un disperato bisogno”. Lo sciopero di medici e infermieri degli ospedali pubblici è iniziato il 5 dicembre. Di fronte allo stallo negoziale, i sindacati hanno minacciato di estenderlo anche alle strutture private. Il personale sanitario protesta perché non hanno ricevuto gli aumenti salariali previsti dal contratto nazione del 2013.

AFRICA/GHANA - Elezioni presidenziali: verso la vittoria dell’oppositore Nana Akufo-Addo

Accra – Si profila la vittoria del candidato dell’opposizione Nana Akufo-Addo al primo turno delle elezioni presidenziali e parlamentari che si sono tenute in Ghana il 7 dicembre . Il Paese vive nell’attesa dell’annuncio ufficiale. Secondo quanto riferiscono fonti locali dell’Agenzia Fides, le votazioni erano iniziate regolarmente alle 7 del mattino nella maggior parte dei seggi che il nostro corrispondente ha visitato. Alcuni seggi sono stati aperti poco dopo le 7, perché i rappresentanti elettorali dei diversi partiti politici volevano essere sicuri dei materiali e delle modalità delle votazioni. La votazione è stata generalmente tranquilla nella regione della grande Accra. Tuttavia ci sono stati dei malintesi nella circoscrizione elettorale di Tamale, dove è stato denunciato il deposito nelle urne di schede in numero superiore ai votanti, mentre ci sono stati atti intimidatori nei confronti degli elettori da parte dei cosiddetti "machomen" in un seggio nella circoscrizione elettorale di Tema centrale. Infine il voto è stato rimandando all’8 dicembre dalla Commissione elettorale nella circoscrizione elettorale del Nord Jaman a causa di una discrepanza del registro degli elettori.

AFRICA/EGITTO - Il Patriarca copto ortodosso:non si può definire “eretico” l'appello a concedere la comunione alle donne nel periodo mestruale

Il Cairo – Il Patriarca copto ortodosso Tawadros II ha rifiutato di definire “eretiche” le posizioni di chi, all'interno della sua Chiesa, sostiene che è lecito concedere la divina eucaristia alle donne durante i giorni del loro ciclo mestruale. Secondo quanto riferito dal website “Copti Uniti”, il Primate della Chiesa copta ortodossa ha aggiunto che certi costumi legati all'educazione spirituale cambiano con il tempo, e nessuno può definire “eretici” tali cambiamenti sul piano della prassi senza che prima, su eventuali punti controversi, non si sia pronunciato il Sinodo. Le controversie sul punto in questione sono iniziate dopo che Anba Pfnotios, Vescovo copto ortodosso di Samalut, ha pubblicato un libro intitolato “Donne nel cristianesimo” in cui sostiene che le donne possono accostarsi all'eucaristia anche durante i giorni del loro ciclo mestruale . Il libro è diventato bersaglio di violenti attacchi e denunce da parte di settori della compagine ecclesiale copta ortodossa, che hanno accusato il Vescovo Pfnotios di eresia e chiesto contro di lui provvedimenti canonici. La Segreteria del Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa era intervenuta sul tema con un comunicato diffuso martedì 30 novembre, dove veniva sottolineato che eventuali pareri discussi anche da ecclesiastici su simili problematiche attraverso libri e articoli esprimono solo gli orientamenti personali dei rispettivi autori, vanno considerati come contributi all'approfondimento e alla discussione e non possono essere presentati come espressione ufficiale della Chiesa e del Santo Sinodo. .

ASIA/INDONESIA - Terremoto: oltre cento morti, migliaia di sfollati e di abitazioni distrutte, scuole chiuse

Banda Aceh – Sarebbero almeno 102 i morti e centinaia i feriti a causa della forte scossa di terremoto che il 7 dicembre ha colpito la provincia di Aceh, nel norddell'isola di Sumatra. Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia Nazionale per la Prevenzione dei Disastri , raccolti da Fides, il sisma ha gravemente danneggiato almeno 10.500 abitazioni, 61 moschee e 4 scuole. Oltre 11 mila persone sono state evacuate. Pidie Jaya, l’area più danneggiata, si trova a circa 120 chilometri a est di Banda Aceh, la capitale provinciale. I soccorsi sono concentrati tutti a Meureudu, la città più vicina all’epicentro. I canali televisivi locali trasmettono immagini di edifici distrutti, strade crepate, ospedali da campo improvvisati, con la gente che viene soccorsa ai lati delle strade. Molte scuole sono state chiuse e così migliaia di bambini si ritrovano privi di una tutela psicologica e di un supporto emotivo che l’ambiente scolastico avrebbe potuto offrire loro in questa circostanza.Anche Papa Francesco ha manifestato la sua vicinanza a quanti sono stati colpiti dal sisma al termine dell’Angelus di giovedì 8 dicembre, con queste parole: “ieri un forte terremoto ha colpito l’isola di Sumatra, in Indonesia. Desidero assicurare la mia preghiera per le vittime e per i loro familiari, per i feriti e per quanti hanno perso la casa. Il Signore dia forza alla popolazione e sostenga l’opera di soccorso”.

ASIA/LIBANO - “Missione” libanese per il Gran Mufti della Siria: incontri con il Presidente Aoun e il Patriarca Bechara Rai

Bkerkè – Lo sheikh Ahmad Badreddin Hassoun, Gran Mufti della Siria, ha compiuto mercoledì 7 dicembre una breve ma significativa visita in Libano, dove è stato ricevuto prima dal Presidente libanese Michel Aoun nel palazzo presidenziale di Baabda, e poi dal Patriarca maronita Boutros Bechera Rai presso la sede patriarcale a Bkerkè. I resoconti forniti dai media libanesi non sono riusciti a verificare se la doppia visita avesse uno scopo definito. Nelle dichiarazioni pubbliche rese durante la sua trasferta libanese, il Gran Mufti siriano ha posto l'enfasi sulla “solidità” di lunga durata dei rapporti siriano-libanesi, ha esaltato la “moderazione” e “l'etica” del Presidente Aoun e, senza citarli per nome, ha rivolto parole distensive anche ai leader delle forze politiche libanesi ostili al regime di Assad, invitando tutti alla “riconciliazione” e al “perdono”. Il capo religioso sunnita ha anche affermato che “Aleppo non è stata distrutta, come desiderava qualcuno” e che “adesso in Siria e in Libano c'è grande speranza, sotto il comando dei Presidenti Michel Aoun e Bashar al Assad”. L'82enne ex generale maronita Michel Aoun, divenuto Presidente libanese a fine ottobre dopo una vacatio della carica presidenziale durata quasi due anni e mezzo, alla fine degli anni Ottanta, nell’ultima fase della guerra civile, era il portabandiera della reazione libanese contro il predominio delle forze armate siriane nel Paese dei Cedri. A quel tempo, contro i siriani Aoun aveva accettato l’aiuto anche militare del leader iracheno Saddam Hussein, grande nemico del Rais di Damasco Hafez al Assad. Dal 1990 al 2005 Aoun ha dovuto lasciare il Libano invaso dall’esercito siriano e andare in esilio in Francia. Al suo ritorno in Patria, nel 2005, ha fondato il Movimento Patriottico Libero e cambiato radicalmente la rete delle sue alleanze, inaugurando un asse privilegiato con il Partito sciita Hezbollah e ricucendo anche i rapporti con la Siria di Bashar al Assad.

ASIA/BANGLADESH - Bambini costretti a lavorare 64 ore ogni settimana

Dacca – I bambini delle baraccopoli bengalesi spesso sono costretti a lavorare 64 ore alla settimana nelle fabbriche tessili di grandi marche internazionali. E’ quanto emerge da uno studio dell’organizzazione inglese Overseas Development Institute appena pubblicato, di cui è pervenuta notizia a Fides. Il 15% dei bambini tra 6 e 14 anni dei quartieri più poveri di Dacca non va a scuola perché lavora a tempo pieno. La cifra sale al 50% tra quelli di 14 anni. Due terzi delle bambine lavoratrici sono impegnate nel settore tessile, che rappresenta 30.000 milioni di dollari nell’economia del Bangladesh, in piena espansione. Molti dei minori vorrebbero andare a scuola ma “la povertà costringe i genitori a cercare un lavoro per i propri figli pur sapendo che questo comporta gravi rischi a lungo termine”, si legge nello studio. Il responsabile di un laboratorio tessile ha ammesso che nel suo stabilimento ci sono bambini nella fascia di età tra 11 e 14 anni, ma non lo considera illegale. Nè le autorità bengalesi nè l’industria tessile hanno mai posto obiezioni.

AMERICA/HAITI - Rinunciare alla violenza, ridare fiducia, rinnovarsi a tutti i livelli: messaggio dei Vescovi

Port au Prince – Un forte appello per la rinuncia alla violenza in tutte le sue forme e l'auspicio che questo Natale sia per tutti gli haitiani una fonte inesauribile di gioia, pace e amore: questi i sentimenti espressi dai Vescovi di Haiti nel loro messaggio al Popolo di Dio, diffuso al termine della loro 123a Assemblea ordinaria plenaria svoltasi a Lilavois, il 2 dicembre. “Per quanto riguarda la storia attuale del nostro Paese, per troppo tempo il popolo di Haiti è stato ingannato dai suoi leader" affermano i Vescovi nel messaggio giunto a Fides. Ricordano quindi la scarsa affluenza registrata nelle ultime competizioni elettorali, espressione del disinteresse del popolo haitiano che, troppo spesso, ha visto i suoi sogni trasformarsi in incubi dalle persone in cui aveva posto la sua fiducia: "Questi inganni hanno fatto nascere la frustrazione, il disfattismo e la sfiducia".Considerato che l'affluenza rilevata alle ultime consultazioni è di circa il 21%, i Vescovi chiamano all’azione per dare fiducia a tutte quelle persone che “vivono con la sensazione di essere state ingannate e usate”. Quindi sottolineano: “E' urgente per i leader ascoltare la sofferenza delle persone e prendere decisioni politiche ed economiche in grado di ridare speranza e fiducia".I Vescovi, rivolgendosi nel loro messaggio anche ai politici, chiedono di lasciare ogni atteggiamento trionfalista e di cooperare tutti per fare regnare la stabilità nel paese, necessaria per il suo sviluppo. Quindi lanciano un appello per le vittime dell'uragano Matthew, nella consapevolezza che gli haitiani sono un popolo coraggioso, “sempre pronto ad affrontare ogni tipo di calamità che ci colpisce”, e “questi momenti di grande sofferenza sono opportunità che ci fanno sperimentare il vivere in profonda solidarietà ". Consapevoli di ciò che ha vissuto per troppo tempo il popolo di Haiti, i Vescovi affermano che oggi la popolazione ha sete di un autentico rinnovamento a tutti i livelli: spirituale, etico, sociale e politico.

ASIA/CINA - La parrocchia di S. Francesco Saverio ha celebrato la festa patronale nel segno della carità

Xian Xian – “Curare la salute fisica e spirituale degli anziani” con le opere di misericordia: come ormai è consuetudine, la parrocchia di Wu Qiao dedicata a San Francesco Saverio, che si trova nella diocesi di Cang Zhou della provincia di He Bei in Cina continentale, ha festeggiato in questo modo il suo Santo Patrono, il 3 dicembre. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, la parrocchia ha fornito una visita medica gratuita a circa 150 anziani, cattolici e non cattolici, in collaborazione con la fondazione diocesana del servizio sociale “Cuore a cuore”. Insieme ai medici hanno accolto e assistito gli anziani 3 giovani sacerdoti, 5 suore e i volontari laici. Dopo pranzo hanno celebrato la Messa per i cattolici anziani durante la quale è stato impartito loro il sacramento dell’unzione degli infermi. In questi anni la parrocchia ha sempre festeggiato il suo Patrono, il grande missionario San Francesco Saverio, nel segno concreto della testimonianza e dell’evangelizzazione, rivolgendo una particolare attenzione agli anziani. L’anno scorso era stata offerta una visita gratuita oculistica e dentistica, e ogni anno viene proposto un ambito sanitario specifico, tra cui anche un corso di prevenzione del morbo di Alzheimer.La diocesi di Xian Xian era l’antico Vicariato Apostolico di Tcheli-Sudest. Oggi conta circa 75.000 fedeli, 206 tra chiese e cappelle, quasi 100 sacerdoti. Ogni anno si registrano oltre cento battesimi. La parrocchia di Wu Qiao è una comunità vivace e impegnata, in cui i laici sono molto presenti e attivi.

AFRICA/GHANA - Primo turno delle presidenziali: “No ad elezioni che ci dividono” dicono i Vescovi

Accra - Sono 15 milioni gli elettori chiamati oggi, 7 dicembre, alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali del Ghana. I candidati in lizza sono sette, ma il vero duello è tra il Presidente uscente, John Dramani Mahama, e il suo principale oppositore, Nana Akufo-Addo. La consultazione avviene al termine di una campagna elettorale tesa, segnata dalle difficoltà economiche nelle quali si dibatte il Paese, a causa del crollo delle materie prime, come petrolio e cacao, principale fonte di valuta forte del Ghana.“Non possiamo accettare che le elezioni ci dividano. Dobbiamo preservare l’unità, la crescita, lo sviluppo e il nostro destino come un unico popolo” avevano scritto i Vescovi del Ghana nel loro comunicato del 14 ottobre, al termine dell’Assemblea Plenaria annuale .“Facciamo appello ancora una volta a politici, membri e sostenitori dei vari partiti politici, durante la loro campagna elettorale, al fine di evitare la tentazione di fare promesse che sanno che non possono rispettare, perché ciò equivale a ingannare il popolo del Ghana. Li esortiamo ad evitare dichiarazioni incitanti all’odio e le espressioni che minacciano vendetta. . I politici dovrebbero rendersi conto che i loro avversari politici non sono nemici, ma prossimi che condividono punti di vista diversi”.Il messaggio critica “la cultura dell'impunità che si è manifestata in segmenti della società ghaniana da parte di alcuni individui e gruppi che contribuisce ad accrescere fortemente il livello di illegalità nel Paese. Condanniamo, senza mezzi termini, la sottomissione e le operazioni di gruppi di vigilantes non autorizzate. Di conseguenza vanno affrontati i cosiddetti "machomen" che si aggirano per le strade con fare intimidatorio, maltrattando cittadini innocenti. Abbiamo ricevuto informazioni sul recente raccapricciante attacco a due sacerdoti cattolici da parte di un "machoman" ad Adugyama nel distretto sud di Ahafo Ano nella regione di Ashanti. Condanniamo questo e altri attacchi simili. Chiediamo alle agenzie di sicurezza e alla magistratura che sia fatta giustizia rapidamente in questo e in altri casi”.I Vescovi hanno infine annunciato un Congresso Eucaristico Nazionale per celebrare il 60esimo anniversario dell’indipendenza nazionale, il 6 marzo 2017, augurandosi che le celebrazioni avvengano in un “Paese pacifico”.

ASIA/INDONESIA - Il governatore di Giacarta processato per blasfemia il 13 dicembre

Giacarta - Il governatore cristiano di Giacarta, Basuki Tjahaja Purnama, detto “Ahok”, sarà processato il 13 dicembre dal tribunale distrettuale del Nord Jakarta per il caso di presunta blasfemia che lo riguarda e che nell'ultimo mese ha generato in Indonesia manifestazioni di massa di suoi antagonisti e sostenitori. Come comunicato dalla Corte, a giudicare il caso sarà un collegio di guidato dal giudice supremo Dwiarso Budi Santiarto, affiancato da altri quattro magistrati. Le udienze si terranno presso il tribunale distrettuale centrale di Giacarta. Data la grande attenzione del pubblico, la Procura ha formato un team di 13 alti funzionari che agiranno da pubblici ministeri, e saranno impegnati nelle indagini. Il processo dovrebbe porre fine a una vicenda che sta agitando la nazione: dopo l'imponente manifestazione del 4 novembre, in cui i gruppi estremisti islamici hanno portato in piazza migliaia di persone, per chiedere l'incriminazione e l'arresto del governatore, un secondo corteo pacifico per ribadire i principi di tolleranza, amore, unità nella diversità, accoglienza dell'altro, legalità, pace ha visto sfilare il 30 novembre milioni di cittadini indonesiani, appartenenti a tutte le comunità religiose, che hanno condiviso una grande "preghiera per l'unità", lanciando un messaggio di pace. Venerdì 2 dicembre si è tenuta una nuova grande assemblea nel parco del monumento nazionale di Giacarta, in un cui i fedeli musulmani hanno pregato e hanno chiesto nuovamente alla magistratura di arrestare il governatore.I cristiani indonesiani, accanto a molti fedeli musulmani, si sono uniti alla preghiera per la pace, concordando sull’urgenza di promuovere il bene del paese, il rispetto della democrazia e della “Pancasila”, la carta di cinque principi che sta alla base della Costituzione indonesiana e della convivenza civile nell’arcipelago.Ahok è accusato di blasfemia dopo che, in un intervento del settembre scorso, in cui annunciava la ricandidatura alla carica di governatore, aveva citato il versetto di una sura del Corano, affermando che ogni cittadino indonesiano ha legittimo diritto a votare per lui, mentre alcuni leader islamici sostenevano che, secondo il Corano, solo un musulmano può guidare altri musulmani.Secondo gli osservatori politici, in Indonesia è in atto un confronto tra il fronte dei riformatori, guidati dal presidente Joko Widodo e dal governatore Ahok, e le opposizioni dell'ex presidente Susilo Bambang Yudhoyono, che stanno utilizzando l'islam militante come mezzo per contrastare i riformisti. L’accusa di blasfemia al governatore di Giacarta andrebbe inserita in questa cornice di strumentalizzazione della fede islamica.

ASIA/TURCHIA - Membri della Commissione d'inchiesta sul golpe fallito intenzionati a indagare sui contatti tra Gulen e il Vaticano

Ankara – Alcuni membri autorevoli della Commissiona d'inchiesta turca incaricata di indagare sul fallito colpo di Stato del 15 luglio hanno manifestato l'intenzione di indagare sui contatti intercorsi in passato tra Fethullah Gulen – il predicatore islamico turco espatriato in Usa nel 1999, accusato da Ankara di essere l'ispiratore del fallito golpe – e la Santa Sede. Nei giorni scorsi, giornali considerati allineati con il governo turco come Aksam e Yeni Safak hanno riferito le dichiarazioni del Vice Presidente della Commissione d'inchiesta, Selçuk Ozdag, che è un deputato appartenente all'AKP, il Partito del Presidente Recep Tayyp Erdogan: "Prima di lasciare la Turchia” avrebbe dichiarato Ozdag, “Fethullah Gülen ha incontrato il Papa in Vaticano. Chi li ha messi in contatto? Occorre informarsi presso il Ministro degli Affari Esteri e presso il Vaticano”. Dichiarazioni analoghe sulla possibilità di coinvolgere la Santa Sede nei lavori della Commissione d'inchiesta sono stati espressi anche da Aykut Erdogdu, deputato del Partito Popolare repubblicano , formazione politica d'opposizione, di tradizione laica kemalista. Fethullah Gulen incontrò in Vaticano Papa Giovanni Paolo II nel febbraio 1998. Già da agosto , nelle campagne scatenate sui media turchi contro il predicatore espatriato e il suo movimento Hizmet, alcuni giornalisti avevano rivolto contro i loro bersagli politici accuse a “effetto”, che coinvolgevano anche la Santa Sede. Il giornalista Mine Kirikkanat, in un articolo ispirato al complottismo più creativo e pubblicato sul quotidiano Cumhuriyet di domenica 7 agosto, si era spinto al punto di insinuare che Fethullah Gulen potrebbe essere il cardinale creato “in pectore” dallo stesso Pontefice polacco scomparso il 2 aprile 2005, e mai da lui reso noto. .

AFRICA/NIGERIA - Manca il cibo: emergenza nutrizionale

Maiduguri - La crisi nello Stato di Borno ha raggiunto livelli allarmanti, con almeno 500 mila persone sfollate o isolate in enclave fuori dalla capitale, Maiduguri. Sono private di qualsiasi mezzo di sopravvivenza, i contadini non possono più lavorare la terra, le rotte commerciali nelle aree controllate da Boko Haram sono state chiuse e i mercati svuotati. Nel giugno scorso il governo nigeriano ha finalmente dichiarato l’emergenza nutrizionale nello Stato, riconoscendo la portata di questa crisi umanitaria. Ma le persone continuano a morire di fame. I bambini al di sotto dei 5 anni sono praticamente scomparsi. La mancanza di cibo ha portato a tassi di malnutrizione senza precedenti e livelli di mortalità ben oltre la soglia di emergenza. L’allarme è lanciato da Medici Senza Frontiere dopo la recente visita nel Paese del presidente internazionale della ong, che chiede un incremento urgente e massiccio degli interventi umanitari per garantire alle persone la fornitura di cibo e assistenza medica. Nel comunicato inviato all’Agenzia Fides si legge che in due degli 11 campi rifugiati della città di Maiduguri, da maggio a ottobre, fino al 50% dei bambini sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta. Contestualmente, i tassi di mortalità infantile sono elevatissimi: ogni giorno muoiono 5 bambini su 10 mila nel campo di Muna Garage e 8 su 10 mila a Custom House, rispettivamente 2,5 e 4 volte la soglia d’emergenza. Sul fronte delle vaccinazioni, solo il 50% dei bambini tra i 9 mesi e i 5 anni ha ricevuto la copertura contro il morbillo a Custom House e meno del 30% a Muna Garage.

AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - “Una luce, un sorriso” per bambini e giovani in situazioni di povertà

Santo Domingo - Con l’obiettivo di offrire un servizio di acqua potabile ai 1400 bambini ospiti del centro educativo Hogar Escuela Santo Domingo Savio, la Congregazione Salesiana ha promosso l’iniziativa “Una luce, un sorriso”. Si tratta di una cena di beneficenza per raccogliere fondi. L’iniziativa è nata dalla volontà dei collaboratori di lavorare per i bambini, contribuire al loro benessere, alla loro istruzione, a migliorare il loro stile di vita, soprattutto in questo periodo natalizio. Hogar Escuela Santo Domingo Savio è un centro educativo che offre formazione ai bambini che appartengono a famiglie in condizioni di povertà estrema e ad alto rischio. E’ diretto dalla Congregazione Salesiana e dalla Rete Ragazzi e ragazze con Don Bosco. Si tratta di una Casa che accoglie, una Scuola che educa, una Chiesa che evangelizza e un Giardino dove gli adolescenti possano creare reali legami di amicizia. Il Centro offre istruzione di qualità a bambini e bambine della comunità, dal primo al sesto anno di scuola primaria. Con la costruzione del nuovo edificio della scuola primaria il numero di bambini è stato esteso a 450.

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