Ultimas noticias de la agencia Fides

ASIA/TURCHIA - L'assassino di don Santoro fornisce una versione inverosimile dell'omicidio

Trabzon - Oğuzhan Akdin, l'assassino 26enne di don Andrea Santoro, dopo la sua liberazione – avvenuta lo scorso agosto con più di 10 anni d'anticipo rispetto alla pena carceraria a cui era stato condannato - ha rilasciato per la prima volta alla stampa turca una sua versione dell'omicidio, destinata a far discutere per la sua evidente inattendibilità. Secondo le dichiarazioni dell'assassino reo confesso, pubblicate di recente dal giornale turco Karadeniz, lui stesso, il 5 febbraio 2006, si era recato armato di pistola nella chiesa di Trabzon dove si trovava don Andrea, per chiedere al sacerdote ragione delle sue attività e della conversione al cristianesimo di alcuni giovani musulmani. A quel punto, il sacerdote cattolico avrebbe affermato che “il cristianesimo è l'unica vera religione” e che un giorno “tutti i turchi si sarebbero convertiti al cristianesimo”, provocando la reazione violenta da parte del suo interlocutore. Oğuzhan Akdin a quel punto avrebbe urlato che l'islam è l'unica vera religione, uccidendo il sacerdote con due colpi di pistola. Il racconto fornito dall'assassino si configura come un ennesimo atto di offesa nei confronti della figura di don Santoro, che ha testimoniato con la sua vita di sacerdote, fino alla fine, anche l'amore per i musulmani e l'assoluta estraneità rispetto a progetti di “proselitismo” organizzato. “Don Andrea, con il suo approccio - aveva dichiarato all'Agenzia Fides il Vescovo Paolo Bizzeti SJ, Vicario apostolico dell'Anatolia, nel decimo anniversario dell'assassinio del sacerdote italiano - aiutava a capirsi e a disarmare le logiche del muro contro muro. Per questo la sua figura di missionario e uomo del dialogo è attualissima”.Oguzhan Ayudin, che al momento dell'omicidio aveva 16 anni, era stato condannato nel 2006 a 18 anni e 10 mesi di prigione, per essere poi liberato lo scorso agosto con più di 10 anni di anticipo rispetto alla scadenza della pena. .

AFRICA/SUD SUDAN - Oltre 4.500 bambini riuniti alle loro famiglie, più di 16mila reclutati come soldati

Juba – Dopo anni di separazione, almeno 4.563 bambini sono stati riuniti alle loro famiglie. “Dal 2013, sono ancora aperti 9.046 casi di bambini al vaglio continuo nella ricerca dei familiari”, si legge in una nota del portavoce locale Unicef pervenuta a Fides. A causa del conflitto in corso in Sud Sudan, sono stati sfollati circa 900 mila minori, di questi 14.628 sono stati registrati come separati e dispersi dalle rispettive famiglie da dicembre 2013, quindi esposti a rischio di abusi. Quasi 1.200 bambini sono stati uccisi come conseguenza diretta della guerra. Inoltre la nota ricorda che, dallo scoppio della guerra civile del Sud Sudan tra il governo e i gruppi ribelli, più di 16 mila bambini sono stati reclutati come soldati.

OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Nomina del Vescovo di Kerema

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 20 gennaio 2017, ha nominato Vescovo della diocesi di Kerema , il p. Pedro Baquero, SDB, Vicario provinciale dei Salesiani di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone. P. Pedro Baquero, S.D.B., è nato a Manila, nelle Filippine, il 15 settembre 1970. Ha frequentato le scuole primarie e secondarie presso i Salesiani a Pampanga. Entrato nel 1989 nel Noviziato della Società di Don Bosco, ha emesso i voti temporanei il 1° aprile 1990. Ha svolto gli studi filosofici nel Collegio Don Bosco a Canlubang, in Laguna, e quelli teologici nel Centro Studi Don Bosco a Paranaque, a Manila. Dopo aver emesso i voti perpetui, è stato ordinato sacerdote l’8 dicembre 1999 nel Santuario Mariano di Manila , nelle Filippine.Dopo l’ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 2000-2006: Parroco a Lariau, Diocesi di Kerema, in Papua Nuova Guinea; 2000-2004: Consigliere nella Comunità Salesiana a Lariau; 2004-2006: Direttore della Scuola Salesiana di Lariau; 2006-2008: Parroco ad Araimiri, Diocesi di Kerema; 2006-2010: Direttore della Scuola Salesiana ad Araimiri; 2010-2013: Direttore della Scuola Tecnica di Gabutu, Port Moresby; 2014-2016: Delegato Superiore dei Salesiani in Papua Nuova Guinea e Isole Salomone; dal 2016: Vice-Provinciale della nuova Provincia Salesiana di Papua Nuova Guinea e Isole Salomone.La diocesi di Kerema , è suffraganea di Port Moresby. Ha una superficie di 34.000 kmq e una popolazione di 160.000 abitanti, di cui 26.200 sono cattolici. Ci sono 11 parrocchie, 11 sacerdoti , 10 fratelli non sacerdoti, 14 religiose e 3 seminaristi maggiori.

AMERICA/PERU’ - “Il paese vuole la verità”: i Vescovi sulla corruzione e sul Sodalizio di Vita Cristiana

Lima – La Conferenza Episcopale del Perù, a conclusione della 109 Assemblea ordinaria, ha pubblicato una nota, inviata anche a Fides, nella quale esprime solidarietà ai fratelli vittime delle calamità naturali verificatesi pochi giorni fa vicino alla capitale a causa delle piogge, e denuncia gli episodi di corruzione che i media stanno facendo conoscere all'opinione pubblica."Siamo preoccupati per la corruzione che coinvolge grandi aziende finanziarie nazionali ed estere, quali Odebrecht e alti funzionari del paese. Ci auguriamo che la magistratura possa andare avanti con fermezza e decisione per conoscere la verità. Il nostro rifiuto della corruzione è fermo, da qualsiasi parte venga" si legge nel testo.I Vescovi hanno sottolineato anche la richiesta di giustizia e verità sul caso della società di vita apostolica “Sodalizio di Vita Cristiana”, fondato in Perù e diffuso anche all’estero: "Siamo d'accordo con tutti coloro che vogliono conoscere la verità circa le accuse contro alcuni membri del Sodalizio di Vita Cristiana. Siamo solidali con le vittime e aspettiamo un risarcimento adeguato. Chiediamo che le decisioni dei tribunali civili siano giuste e aspettiamo una pronta risposta del tribunale ecclesiastico", puntualizza la nota. Infine si ricorda che in questo anno 2017 si celebrano i 400 anni dalla morte di Santa Rosa da Lima, santa e patrona del Perù.

AFRICA/NIGERIA - Ad un anno dal rapimento, il Card. Onaiyekan ricorda p. Oyaka, della cui sorte non si sa nulla

Abuja - Da oltre un anno non si hanno notizie di p. Gabriel Oyaka, religioso nigeriano spiritano , rapito il 7 settembre 2015 nello Stato di Kogi . Parlando durante una conferenza stampa dopo la Messa celebrata per ricordare il sacerdote rapito, il Card. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja, ha ricordato che i rapitori non si sono fatti vivi e nessuna richiesta di riscatto è stata avanzata da parte loro, sottolineando che spetta alle autorità proteggere la vita e i beni dei nigeriani. “Il governo ha la responsabilità di proteggere le vite e le proprietà dei cittadini e la Chiesa non può fare nulla a parte chiedere al governo di fare il suo lavoro” ha detto il Cardinale.Riferendosi ai diversi casi di rapimenti di cittadini innocenti, tra i quali vi sono diversi sacerdoti, il Cardinale ha osservato che “è una tragedia che ha travolto la nostra terra, e il nome che ricorre spesso è quello dei pastori Fulani che sarebbero dietro a questi omicidi, rapimenti e distruzioni di vite e di proprietà”.I pastori Fulani sono accusati di aver assalito diversi villaggi di agricoltori nei loro spostamenti alla ricerca di nuovi pascoli per i loro greggi. “Dal mio punto di vista, siamo di fronte ad un’emergenza nazionale e l’intero Paese deve unirsi per far finire questa violenza” ha concluso.

ASIA/TERRA SANTA - Vescovi del “coordinamento Terra Santa”: opponiamoci all' “annessione de facto” perpetrata attraverso gli insediamenti illegali

Betlemme – L'occupazione militare che ha pesato per cinquant'anni su Cisgiordania, Gerusalemme-Est e Gaza ha violato “la dignità umana sia dei palestinesi che degli israeliani”. E adesso tutte le persone responsabili sono chiamate ad opporsi alla costruzione di insediamenti israeliani su terre palestinesi, che rappresenta una “annessione de facto” e “mette in pericolo le possibilità di pace”. Sono questi alcuni dei passaggi chiave contenuti nel messaggio conclusivo diffuso dai Vescovi provenienti da Europa, Usa, Canada e Sudafrica, appartenenti al “Coordinamento Terra Santa”, alla fine della loro tradizionale visita di solidarietà con le comunità cristiane di Terra Santa, che quest'anno si è svolta dal 14 al 19 gennaio e ha toccato Gaza, Jaffa, Gerusalemme Hebron e Betlemme. Nel comunicato finale, sottoscritto dai 12 Vescovi che hanno preso parte al pellegrinaggio di quest'anno, si fa riferimento anche alle sofferenze di Gaza, “che continua a vivere in mezzo a una catastrofe umanitaria generata dall’uomo stesso, dove la popolazione ha trascorso un intero decennio sotto assedio, aggravato da uno stallo politico causato da una mancanza di buona volontà di tutte le parti in causa”. I Vescovi firmatari del documento indicano la strada della “resistenza non violenta” come metodo per affrontare “ingiustizie quali l’incessante costruzione del muro di separazione in terra palestinese, inclusa la Valle di Cremisan”. .

ASIA/GIAPPONE - Beatificato il 7 febbraio Takayama Ukon, "samurai di Cristo"

Osaka - Si terrà il 7 febbraio prossimo a Osaka la solenne cerimonia di beatificazione di Justo Takayama Ukon , il "samurai di Cristo", personaggio caro alla Chiesa nipponica. Lo annuncia all'Agenzia Fides il Vescovo Isao Kikuchi, SVD, alla guida della diocesi di Niigata e presidente della Caritas nipponica, riferendo che la data è stata ufficializzata negli scambi tra la Conferenza episcopale del Giappone e la Santa Sede. Papa Francesco ha firmato il decreto di beatificazione nel gennaio 2016 e la Chiesa giapponese si è preparata lungo un anno per l'evento, chiedendo venisse celebrato sul suolo nipponico. La Santa Sede ha accolto questa istanza e sarà il Card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, a presiedere la celebrazione che, come è stato già annunciato, sarà trasmessa in Giappone in diretta tv. La Conferenza episcopale, conclusa la fase diocesana del processo di beatificazione, aveva presentato nell’agosto 2013 alla Congregazione per le Cause dei Santi la documentazione necessaria. Tra i molti santi nella storia della Chiesa nel paese del Sol Levante , tutti martiri uccisi "in odium fidei" durante diverse ondate di persecuzioni, il caso di Takayama è una figura speciale: si tratta infatti di un laico, un politico, un militare , che arriva alla gloria degli altari senza essere stato ucciso ma perchè ha scelto la via della sequela di Cristo, povero, obbediente e crocifisso. Ukon ha rinunciato a una posizione sociale di alto rango, a nobiltà e ricchezza, pur di restare fedele a Cristo e al Vangelo. Nato da una famiglia di proprietari terrieri, Ukon si converte al cristianesimo a 12 anni, entrando in contatto con i missionari gesuiti, seguendo le orme di suo padre. Il Vangelo era stato introdotto in Giappone dal gesuita Francesco Saverio nel 1549 e si era rapidamente diffuso. Quando lo shogun Toyotomi Hideyoshi sale al potere e vieta la pratica del cristianesimo, tutti i grandi feudatari accettano la disposizione, tranne Ukon. Perderà le sue proprietà, la sua carica, il suo status sociale, l’onore e la rispettabilità. Diverrà un vagabondo e sarà costretto all’esilio. Con altri trecento cristiani giapponesi fugge a Manila dove, appena quaranta giorni dopo l’arrivo, ammalatosi, muore il 4 febbraio 1615.I fedeli giapponesi ne proclamano la santità già dal XVII secolo, ma la politica isolazionista del paese impedì agli investigatori canonici di raccogliere le prove necessarie per attestarne la santità. Solo nel 1965, la sua vicenda è stata ripresa dai Vescovi giapponesi che uniti ne hanno promosso l'iter di beatificazioneSulla sua storia è stato realizzato il film documentario "Ukon il Samurai: la via della spada, la via della croce", prodotto da "Aurora Vision" con il patrocinio del Pontificio Consiglio della Cultura, la collaborazione dell’Ambasciata del Giappone presso la Santa Sede, della Conferenza episcopale del Giappone, dei Gesuiti d’Italia, della "Trentino Film Commission”. Come logo della beatificazione del Servo di Dio è stato scelto il disegno di sr. M. Ester Kitazume, delle Pie discepole del Divin Maestro. Il logo riproduce le sette stelle rotonde dello stemma della famiglia di Takayama, con la croce e tre anelli sullo sfondo. Le sette stelle indicano la famiglia di Ukon ma anche i sette sacramenti e i sette doni dello Spirito Santo. La croce è segno dell’offerta della vita di Ukon.

AMERICA/PERU - “Sedie a rotelle per i più poveri tra i poveri”: supporti biomeccanici per 350 persone povere disabili

Lima – Caritas Perú, attraverso la Gerenza per lo Sviluppo Sociale, grazie al sostegno solidale di Hans Peter Dentler, un cittadino tedesco, distribuirà supporti biomeccanici dei quali beneficeranno 350 persone con disabilità fisiche e in situazione di povertà in tutto il Paese. La Campagna, denominata “Sedie a rotelle per i più poveri tra i poveri”, nasce nel 1999 quando Hans decide di aiutare le persone disabili. Nel 2001 avvia il Programma con il quale, finora, ha contribuito a migliorare la vita di oltre 26 mila persone affette da disabilità in diversi Paesi: Sri Lanka, Serbia, Malesia, Romania, Turchia, Ruanda, Congo, Kenya, Afganistan, Nicaragua, El Salvador, Bolivia e Perù. Ha distribuito, tra gli altri supporti, sedie a rotelle, deambulatori, bastoni, protesi per gli arti inferiori e stampelle. Secondo la nota pervenuta a Fides, questa Campagna si realizza attraverso 10 Caritas Diocesane, che sono incaricate di pre-selezionare i beneficiari e mandare i rispettivi casi in Germania da dove, poi, arriveranno gli aiuti mirati a seconda delle necessità. Caritas Perù, grazie al Programma, finora ha aiutato oltre 6 mila persone disabili e in situazione di povertà. Quest’anno la distribuzione sarà realizzata in ognuna delle Caritas Diocesane che vi prendono parte.

AMERICA/VENEZUELA - Mons. Celli non parteciperà agli incontri per il dialogo, un’assenza che dice molto

Caracas – Il segretario esecutivo de la Mesa de la Unidad Democratica , Jesus Alberto Torrealba, ha reso noto ieri, giovedì 19 gennaio, che il Nunzio Apostolico in Venezuela, Aldo Giordano, ha informato i membri dell'opposizione che Monsignor Celli non parteciperà alla riunione per il dialogo che si svolge nel paese.Il testo della nota pervenuta a Fides riporta la comunicazione dall'Arcivescovo Aldo Giordano a Torrealba: "Desidero informarvi che S.E. Mons. Claudio Maria Celli, delegato del Papa per il tavolo del dialogo in Venezuela, ha rinunciato alla sua visita in Venezuela per i prossimi giorni, per cui non parteciperà alle riunioni programmate". Quindi prosegue: "il sottoscritto, S.E. Mons. Aldo Giordano, Nunzio Apostolico in Venezuela, è stato nominato delegato della Santa Sede per questi eventuali incontri".Nei giorni scorsi era stata diffusa dalla stampa la posizione del Presidente della Conferenza Episcopale del Venezuela , Sua Ecc. Mons. Diego Padron, sul dialogo fra opposizione e governo, il quale ritiene che il dialogo deve continuare ma cambiando completamente forma e metodologia, perché non aveva fini chiari e mancava soprattutto l’attuazione degli accordi.Sempre ieri, Torrealba aveva dichiarato in risposta a Mons. Giordano: "si capiscono perfettamente le ragioni che portano oggi la Santa Sede a non inviare, nelle attuali circostanze, il delegato del Papa in Venezuela”. “Nella diplomazia - ha aggiunto Torrealba -, l'assenza può essere una forma di esprimere presenza e il silenzio può diventare il discorso più eloquente. Quindi ci auguriamo che questo gesto significativo faccia riflettere coloro che nel governo nazionale hanno frantumato il meccanismo del dialogo con la loro sistematica mancanza di accettazione e adempimento degli accordi".

AFRICA/COSTA D’AVORIO - Nuove proteste di militari e gendarmi, raid all’Ucao

Abidjan - Diverse aree della Costa d’Avorio sono in preda a proteste di militari, gendarmi, poliziotti e doganieri che scendono per le strade, sparando in aria e intimidendo i civili. Da Abidjan a Yamoussoukro, da Bouaké a San Pedro, nell’ultima settimana gli episodi di ammutinamento di militari e gendarmi si sono moltiplicati dopo l’accordo raggiunto con quella parte dei soldati che sono ex guerriglieri integrati in seguito nell’esercito. Questi ultimi erano scesi per le strade di Man, di Bouaké e di altre città del nord che erano state i bastioni della ribellione durante la crisi del 2002-2011, ottenendo un aumento di stipendio che non è stato però concesso agli altri militari .Le proteste dei soldati stanno creando una frattura con la società civile che oltre a vedere le proprie attività bloccate, teme che i progressi economici ottenuti negli ultimi anni possano essere compromessi da una ripresa dell’instabilità.La soluzione invocata da molti è una profonda riforma dell’esercito che escluda coloro che considerano l’indossare una divisa un’occasione per estorcere denaro e favori. Il clima d’intimidazione non ha risparmiato l’Université Catholique d’Afrique de l’ouest : la sua sede ad Abidjan è stata fatta oggetto il 16 gennaio di un raid di diversi individui armati, che hanno proferito minacce e derubato studenti e professori.

AFRICA/GAMBIA - Il Presidente Barrow si insedia nell’ambasciata gambiana di Dakar; primo passo per l’intervento militare panafricano?

Banjul - Il Presidente eletto del Gambia, Adama Barrow, presterà giuramento oggi, 19 gennaio, nell’ambasciata gambiana di Dakar, in Senegal, dove si è rifugiato dopo che il Presidente uscente, Yahya Jammeh, ha deciso di non cedere il potere .L’insediamento all’estero di Barrow apre le porte all’intervento militare in Gambia dei Paesi della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale . Barrow, riconosciuto come legittimo Capo dello Stato gambiano dalla comunità internazionale, potrà infatti invocare l’intervento degli Stati vicini per deporre Jammeh e prendere il potere nel Paese.Nel frattempo, secondo fonti della stampa locale, Jammeh avrebbe reclutato diversi mercenari originari di Liberia, Sierra Leone, Mali e Casamance, la provincia meridionale del Senegal, che confina con il Gambia. In questi Paesi sono presenti combattenti ed ex combattenti di milizie che hanno combattuto nelle guerre civili locali e che hanno spesso conservato le loro armi. È quindi facile reclutarli per nuove imprese belliche. Nel frattempo gli eserciti di Senegal, Nigeria e Ghana si sono posizionati lungo il confine tra Senegal e Gambia in vista di un intervento nel piccolo Paese africano.

ASIA/MYANMAR - Due cristiani scomparsi nello stato Kachin, mentre il conflitto continua

Myitkyina – Due leader cristiani di etnia kachin sono scomparsi nello stato Kachin, stato birmano dove proseguono i combattimenti tra gruppi indipendentisti ed esercito regolare e dove il flusso di profughi prosegue: di Dumdaw Nawng Lat e Langjaw Gam Seng, i due kachin cristiani, si sono perse le tracce dal Natale scorso e si teme siano stati sequestrati dai militari birmani. I due si erano spostati dalla città di Mong Ko alla città di Muse, nello stato Shan, per discutere con i militari stanziati in loco il caso dell'arresto di un uomo del posto, di loro conoscenza.Secondo fonti locali di Fides, la responsabilità della scomparsa dei due va attribuita all'esercito. Dumdaw Nawng Lat e Langjaw Gam Seng avevano anche lavorato come “stringer” , accompagnando alcuni giornalisti nello stato Kachin e mostrando una chiesa cattolica bombardata e danneggiata dai militari birmani. Il loro sequestro, si afferma, potrebbe essere una rappresaglia dell’esercito in risposta a quest'atto di “cattiva propaganda”.Raggiunto da Fides, p. Joseph Yung Wa, sacerdote della diocesi di Myitkyina, capitale dello stato Kachin, racconta: "La situazione è ancora molto tesa. I combattimenti continuano e la sofferenza della popolazione civile non si ferma. I profughi aumentano e stentano a vivere. La gente è disperata. A Myitkyina come Chiesa locale ci occupiamo di due campi profughi, assistendo oltre cinquemila sfollati interni”. Nell’area si nutrivano speranze dopo la conferenza sulla riconciliazione con le minoranze etniche, organizzata dal governo birmano a settembre 2016: “Quella conferenza non ha avuto un impatto nella nostra realtà. La presenza dei militari è invasiva, auspichiamo che il governo birmano si interessi con sollecitudine ad una vera pace e restituisca una vita dignitosa e serena alla popolazione locale, fatta di agricoltori” conclude il prete.“In questa nuova fase della democrazia in Birmania, è scioccante sapere della scomparsa di due leader kachin cristiani e di altre violazioni dei diritti umani tuttora commesse da militari. Chiediamo alle autorità del Myanmar di intervenire e chiarire subito il caso” chiede l'Ong “Christian Solidarity Worldwide” . “Abusi dei diritti umani vengono ancora commessi negli stati di Rakhine, Kachin e Shan” afferma una nota della Ong inviata a Fides, chiedendo una speciale Commissione di inchiesta Onu per il Myanmar, “dove si commettono impunemente crimini contro l'umanità”, rileva CSW. La richiesta di una specifica Commissione d'inchiesta è condivisa da una rete di 40 organizzazioni della società civile birmana, che l’ha presentata alla coreana Yanghee Lee, relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nel paese, che sta per concludere la sua visita in Myanmar, prevista dal 9 al 20 gennaio.

ASIA/SIRIA - Aleppo attende l'arrivo del Cardinale Zenari. Il Vescovo Khazen: “visiterà gli ospedali, i campi profughi e le chiese devastate”

Aleppo – Nel primo pomeriggio di oggi, giovedì 19 gennaio, è previsto l'arrivo ad Aleppo del Cardinale Mario Zenari, Nunzio apostolico in Siria, per una visita fitta di impegni e di incontri che si protrarrà fino a lunedì prossimo. Il rappresentante pontificio sarà accompagnato anche da mons. Giovanni Pietro Dal Toso, fino al 31 dicembre scorso Segretario del Pontificio Consiglio Cor Unum. “Quella che inizia oggi - riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo Georges Abou Khazen OFM, Vicario apostolico di Aleppo per i cattolici di rito latino – è la prima visita che il Nunzio Zenari realizza da quando tutta la città è tornata sotto il controllo del governo, ed è anche la prima volta che viene da quando lui è diventato Cardinale. Siamo tutti contenti. Qui la gente, anche i non cristiani, non si stancano di ringraziare per tutto quello che Papa Francesco fa e dice per la Siria, e certo approfitteranno dell'occasione per manifestare la loro gratitudine al rappresentante del Papa”. Il programma delle giornate del Cardinale Zenari ad Aleppo è intenso: “Il Cardinale e Nunzio pontificio” riferisce a Fides il Vescovo Georges “avrà un inconto con i Vescovi, i sacerdoti, i reliigosi e le religiose cattolici. Poi visiterà i tre ospedali cristiani, che vivono una fase di emergenza. Sono previste due visite ai campi di raccolta rifugiati dove operano la Caritas e il Jesuit Refugee Service, e dove il Card. Zenari incontrerà anche famiglie sfollate dai quartieri orientali che restano in mano ai ribelli. Il Rappresentante del Papa visiterà anche le chiese devastate, avrà incontri con autorità civili e religiose, e sabato 21 parteciperà alla veglia ecumenica con Vescovi, sacerdoti e fedeli di tutte le Chiese, riuniti in occasione della Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Pregheremo insieme anche per la rinascita di Aleppo”.

EUROPA/SPAGNA - “Quando c'è amicizia tra cristiani e musulmani, non c'è paura” afferma il Direttore POM del Marocco

Madrid – "Simeone Czeslaw Stachera, Direttore delle Pontificie Opere Missionarie del Marocco e Vicario generale di Tangeri, è soprattutto un missionario". Così è stato presentato ieri dal Direttore delle POM della Spagna, padre Anastasio Gil, questo missionario francescano di origine polacca che ha lavorato per molti anni in Bolivia. Oggi è "Pastore di tutti" e non solo della piccola comunità cristiana del Marocco. Padre Stachera ha affermato che "quando c'è amicizia tra cristiani e musulmani, non c'è più la paura, ecco perché la Chiesa in Marocco sa bene che non può rimanere nelle chiese ma uscire verso tutti, verso le famiglie, laddove sia possibile custodire e dare dignità alla vita umana".Come Direttore nazionale delle POM del Marocco, il suo lavoro con i bambini si svolge su tre fronti. Il primo è con le minoranze cristiane, in cui è necessario lavorare soprattutto con i figli dei lavoratori stranieri che trascorrono un periodo di tempo nel paese. Poi nell'educazione dei bambini marocchini e nella lotta contro la povertà. A tale proposito ha evidenziato la generosità della Chiesa spagnola, in termini di personale e di aiuti economici. La terza area, da 5 o 6 anni, riguarda i figli dei migranti più vulnerabili, in cui le situazioni di vulnerabilità coprono una vasta gamma, da coloro che sono abbandonati a quelli che perdono i loro genitori. Il Direttore delle POM del Marocco ha evidenziato in questo campo il coinvolgimento personale dell'Arcivescovo di Tangeri, anch’egli missionario francescano spagnolo, Sua Ecc. Mons. Santiago Agrelo. Padre Stachera ha detto senza mezzi termini che "tutto ciò che riguarda i migranti è nostro".La conferenza stampa organizzata dalle POM a Madrid per la Giornata dell'Infanzia Missionaria che in Spagna si celebra domenica prossima, 22 gennaio, si è conclusa con l'intervento di padre Gil che ha informato in dettaglio sul contributo delle POM a questo paese africano, lamentando che l'unica notizia che si ha del Marocco è sempre quella "della rete che ci separa", mentre "i bambini che vivono in Marocco sono come quelli che vivono nella nostra città". Padre Gil ha sottolineato infine che "dall'altra parte della barricata, molti bambini ricevono l'aiuto dell'Infanzia Missionaria, anche molti musulmani, mentre noi riceviamo da lì la testimonianza di una vita di fede che ci muove, ci spinge ad impegnarci di più".

AMERICA/STATI UNITI - Il “Movimiento de Santuario” conta più di 800 punti di riferimento per gli immigrati

Tucson – A poche ore dell'insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, il numero di chiese e congregazioni religiose che hanno aderito al "Movimiento de Santuario" per offrire protezione agli immigrati privi di documenti che si trovano negli Stati Uniti supera ormai quota 800. Ora i leader religiosi, protestanti, cattolici ed ebrei, pensano di includere anche le moschee, oltre ad organizzare veglie e manifestazioni di protesta.L'idea, secondo la nota degli organizzatori del "Movimento" inviata a Fides, è quella di opporsi ai piani annunciati dall'amministrazione Trump e proteggere i gruppi vulnerabili. Sono in programma per la prossima settimana una decina di veglie, conferenze e altri eventi a Los Angeles e San Francisco , Denver , Portland , Tucson e Philadelphia .Il "Movimiento de Santuario"' è nato nella chiesa presbiteriana a sud di Tucson, a marzo 1982, come una sfida per il governo federale che in quel momento doveva risolvere il problema degli immigrati che arrivavano dal Centro America in fuga dalla guerra civile. Il movimento è cresciuto, e poco tempo dopo contava già sull’adessione di oltre 500 realtà protestanti, cattoliche ed ebraiche in 17 città, che da allora sono diventate un punto di riferimento sicuro per gli immigrati.

AMERICA/COLOMBIA - “Tornare a sorridere”: campagna medica di chirurgia ricostruttiva per bambini

Cartagena – Anche quest’anno medici e volontari della ong americana Healing The Children faranno una selezione tra i bambini, nella fascia di età che va da 0 a 17 anni, che necessitano di interventi di chirurgia ricostruttiva. “Tornare a sorridere” è il nome dell’iniziativa che la ong porta avanti da venti anni e della quale beneficiano gratuitamente minori che soffrono di palatoschisi, ustioni, labbro leporino e malformazioni congenite . Secondo le informazioni inviate a Fides, nel corso delle 20 giornate previste per gli interventi, che si concluderanno il 18 febbraio, gli organizzatori stimano che verranno operati un migliaio di bambini.

AFRICA/NIGERIA - “Un attacco inaccettabile su persone vulnerabili” afferma MSF dopo il bombardamento del campo profughi di Rann

Abuja - Almeno 120 persone sono rimaste ferite e 52 uccise nel bombardamento compiuto ieri, 17 gennaio, dall’aviazione nigeriana sul campo sfollati di Rann, nello Stato di Borno, nel nord della Nigeria, secondo un comunicato inviato all’Agenzia Fides da Medici Senza Frontiere . “Questo attacco di vaste proporzioni su persone vulnerabili già fuggite a un’estrema violenza è sconvolgente e inaccettabile” dichiara il dott. Jean-Clément Cabrol, direttore delle operazioni di MSF, “ la sicurezza dei civili deve essere rispettata. Chiediamo urgentemente a tutte le parti coinvolte di facilitare l’evacuazione medica via aerea e via terra dei sopravvissuti che hanno urgente necessità di cure mediche d’emergenza”.Le equipes mediche di MSF stanno fornendo primo soccorso ai 120 feriti nella struttura di Rann. Le altre equipes mediche e chirurgiche dell’organizzazione nella regione si stanno preparando a curare i pazienti evacuati.

ASIA/SIRIA - Il Patriarcato di Mosca pronto a finanziare la ricostruzione delle chiese devastate durante il conflitto siriano

Aleppo - La Chiesa ortodossa russa parteciperà fattivamente alla ricostruzione delle chiese siriane distrutte o devastate durante il conflitto. Lo ha annunciato il Metropolita Hilarion di Volokolamsk, durante un recente incontro con gli studenti dell'Università statale di Mosca. Il Capo del dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca ha sottolineato che la consistenza e le modalità del sostegno alle comunità cristiane siriane nella ricostruzione dei loro luoghi di culto potranno essere definite nel dettaglio solo quando le permanenti situazioni di conflitto in territorio siriano saranno superate, e quando i gruppi da lui definiti “terroristi” saranno sopraffatti o espulsi. Il Metropolita Hilarion ha anche sottolineato che la Chiesa ortodossa russa è da tempo impegnata in programmi di assistenza umanitaria a favore delle popolazioni siriane. Anche il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, nel corso della conferenza stampa tenuta martedì 17 gennaio a Mosca, ha fatto riferimento alla condizione dei cristiani in Medio Oriente, segnalando in particolare la drastica diminuzione della presenza cristiana In Iraq negli ultimi lustri. Lavrov, nelle sue valutazioni sull'attuale evoluzione dei rapporti tra USA e Russia, rispetto alle convulsioni e ai conflitti che tormentano il Medio Oriente, ha chiamato in causa le politiche globali degli Stati Uniti e dei loro alleati, da lui definite come tentativi “messianici” di imporre i valori occidentali al resto del mondo. .

AFRICA/GAMBIA - Il Presidente uscente Jammeh non cede il potere e si prepara allo scontro

Banjul - Il Parlamento del Gambia ha votato oggi, 18 gennaio, il prolungamento di altri tre mesi del mandato del Presidente uscente del Gambia, Yahya Jammeh, a due giorni dal previsto passaggio di poteri ad Adama Barrow, il Presidente eletto il 1° dicembre . Ieri Jammeh aveva dichiarato lo stato d’emergenza per tre mesi.Jammeh ha deciso quindi di non abbandonare il potere e si presta a resistere al minacciato intervento militare degli Stati vicini . In Nigeria si è tenuto un incontro dei capi militari della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale in vista di un eventuale operazione per instaurare Barrow.

AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Lettera pastorale: niente violenza contro le donne, rispettare la loro dignità!

Santo Domingo – Per la grande festa patronale di Nostra Signora de la Altagracia, che si celebra il 21 gennaio nella Repubblica Dominicana, la Conferenza Episcopale ha preparato una Lettera pastorale dal titolo "La donna nella società dominicana". Senza la pretesa di esaurire il tema in ogni ambito sociale, la lettera presenta gli aspetti più importanti e le sfide più urgenti che riguardano la donna e la promozione della sua dignità."Le donne dominicane sono quasi la metà della popolazione nazionale: il 50,2% è di sesso maschile e 49,8% femminile. Il deterioramento della famiglia ha aumentato la leadership esclusivamente femminile dentro le case. La donna cura la previsione e la gestione della casa senza orario e tuttavia si preoccupa anche della propria formazione professionale: il 62.8% delle donne riesce a laurearsi contro il 37.2% dei maschi"."Abbiamo però notato che una spirale di violenza invade gli spazi della società dominicana – proseguono - . Tale violenza raggiunge diversi scenari, tra cui: l'interno della famiglia, il lavoro, il sociale". "Le élite di alcuni paesi ricchi, proprietari di grandi laboratori e fabbriche di armi letali, con il pretesto del sovraffollamento, con il sostegno delle organizzazioni di prestigio internazionale, hanno inventato l'ideologia del genere, il cui principale scopo sotto copertura è di distruggere la famiglia e cancellare tutti i principi etici e morali" scrivono i Vescovi.“Nonostante tutte queste difficoltà, le nostre donne, generose e lavoratrici sono piene di speranza. Il Santo Padre, che non concepisce una Chiesa senza le donne, pensa alla Chiesa pellegrina nella Repubblica Dominicana, con un orizzonte e una sfida. Egli si rammarica che il ‘servizio’ venga confuso con ‘servitù’ quando si parla al ruolo delle donne. In conclusione, invitiamo tutti a rispettare la loro dignità e soprattutto educare i bambini e i giovani a fare lo stesso”. “Niente violenza contro le donne – concludono i Vescovi -, non si deve danneggiare una bella opera del Creatore! Esortiamo le autorità a rimanere vigili in modo che l'effettiva applicazione della legge impedisca ai violenti di fare più male a una parte vitale della nostra società”.

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