Ultimas noticias de la agencia Fides

ASIA/IRAQ - A Mosul i jihadisti chiudono anche le moschee

Mosul – I jihadisti dell'auto-proclameto Stato Islamico , che hanno occupato Mosul dal giugno 2014, nella giornata di ieri hanno chiuso almeno sei grandi moschee nella zona occidentale della metropoli nordirachena, compresa la moschea di az-Zahara. Lo riferiscono fonti locali, rilanciate da Raafat al-Zarari, portavoce del Centro Media Niniveh . La chiusura è stata annunciata alla popolazione locale insieme al divieto di utilizzare quei luoghi di culto per le preghiere quotidiane. Rimangono oscure le ragioni della chiusura. I miliziani jihadisti hanno giustificato la disposizione chiamando in causa misure di sicurezza e rimarcando che in quell'area urbana il numero di moschee aperte sarebbe eccessivo, in relazione alla popolazione rimasta. Ma secondo diversi osservatori locali, i leader del Daesh mirerebbero a trasferire nelle moschee armi e centri operativi mediatici, per continuare a far circolare i propri messaggi e i propri video, nella speranza che le moschee vengano risparmiate dalle incursioni aeree della coalizione anti-Daesh. Domenica 24 aprile, nel centro di Mosul, era stata devastata con l'uso di esplosivo la chiesa latina officiata storicamente dai Padri Domenicani e nota come la “chiesa della Madonna miracolosa” o anche come la “chiesa dell'orologio” . Le fonti ufficiali del Patriarcato caldeo hanno attribuito il sacrilego atto vandalico ai militanti del Daesh. Secondo fonti locali, i jihadisti del Daesh avrebbero evacuato la zona circostante la chiesa e avrebbero prelevato dall'edificio sacro tutto ciò che poteva essere saccheggiato, prima di far deflagrare le cariche di esplosivo.Nel luglio 2014, a Mosul, i jihadisti avevano distrutto anche la moschea intitolata al Profeta Giona, che era meta di pellegrinaggio cara a musulmani sciiti e sunniti .

AMERICA/ANTILLE - Dimissioni dell’Arcivescovo di Kingston in Jamaica e nomina del successore

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 29 aprile 2016, ha accettato la rinuncia al governo pastorale dell’Arcidiocesi di Kingston in Jamaica , presentata da Sua Ecc. Mons. Charles Henry Dufour, in conformità al canone 401 § 1 del Codice di Diritto Canonico. Il Santo Padre ha nominato Arcivescovo di Kingston in Jamaica, Sua Ecc. Mons. Kenneth David Oswin Richards, Vescovo di Saint John’s-Basseterre .

ASIA/CINA - Quasi 20 mila battezzati a Pasqua nella comunità cattolica cinese

Pechino – Quasi 20 mila battesimi sono stati celebrati a Pasqua nelle diverse comunità cattoliche della Cina continentale. Secondo la statistica realizzata e pubblicata da Faith dell’He Bei per il nono anno consecutivo, di cui è pervenuta notizia a Fides, si rileva che il numero è aumentato leggermente rispetto all’anno scorso e che la maggior parte dei battezzati sono adulti. Comunque la Pasqua non è l’unico momento in cui si celebrano i battesimi, inoltre è stato impossibile raccogliere le statistiche di tante comunità, per cui le cifre indicate non sono complete.La provincia dell’He Bei, considerata la roccaforte del cattolicesimo in Cina, è di nuovo in cima alla lista per il maggior numero di battezzati, 4.063, mentre la provincia nord-orientale di Ji Lin ha avuto l’aumento maggiore, con 775 battesimi, 5 volte più dell’anno scorso. La preparazione spirituale dei catecumeni inoltre viene sempre più curata: “dopo gli scrutini e il battesimo, il cammino spirituale continua e si intensifica con il pellegrinaggio e il ritiro spirituale, perché i catecumeni siano autentici testimoni della fede e missionari nell’ambiente di vita e di lavoro” hanno sottolineato alcuni sacerdoti diocesani.Don Yang Hai Long, della provincia di Hai Nan, che ha avuto 12 battezzati, ha sottolineato: “da noi i laici sono protagonisti dell’evangelizzazione. Abbiamo infatti un territorio vastissimo, con grandi difficoltà di trasporto e pochi sacerdoti disponibili, solo due. Quindi negli ultimi anni abbiamo formato un gruppo solido di laici catechisti, che si sono assunti la maggior parte del lavoro catechistico. Noi sacerdoti così abbiamo potuto dedicarci in misura maggiore alla pastorale”.

AFRICA/NIGERIA - Rapito il Vicario Generale della diocesi di Otukpo, p. John Adeyi

Abuja - P. John Adeyi, Vicario Generale della diocesi di Otukpo, nello Stato nigeriano di Benue, è stato rapito da sconosciti domenica 24 aprile, dopo aver celebrare la Messa in una delle parrocchie a lui affidate nel villaggio di Okwungaga,. L’auto del sacerdote è stata bloccata sulla strada Odoba Otukpa-OkwungagaSecondo la famiglia, i rapitori hanno chiesto per la liberazione del sacerdote un riscatto di 25 milioni di naira ridotto in seguito a 10 milioni .La regione dove è avvenuta il rapimento è funestata da tempo da una serie di sequestri di persona a scopo di estorsione.

ASIA/SIRIA - L'Arcivescovo Marayati: “tutti gridano 'salvate Aleppo', e intanto Aleppo sta morendo”

Aleppo - “tutti gridano 'salvate Aleppo', e intanto Aleppo sta morendo. La chiamano 'guerra civile', e intanto a pagare il prezzo più alto sono proprio i civili, da una parte e dall'altra, a cominciare dai bambini”. Sono considerazioni amare e addolorate quelle che Mons. Boutros Marayati, Arcivescovo armeno cattolico di Aleppo, esprime sulla sorte tragica del suo popolo e della sua città, dove il conflitto siriano è riesploso in maniera feroce negli ultimi giorni, provocando centinaia di morti, tra cui diversi cristiani. I quartieri centrali di Aleppo – dove vive anche l'Arcivescovo Marayati –, sotto controllo dell'esercito governativo, sono stati investiti negli ultimi giorni da una pioggia di missili e colpi di artiglieria senza precedenti, provenienti dai quartieri controllati dai ribelli anti-Assad. Anche quei quartieri, sotto controllo di milizie in gran parte legate alle sigle jihadiste, hanno subito bombardamenti pesanti da parte delle forze governative, che hanno colpito anche un ospedale sostenuto da Medici senza Frontiere, provocando circa cinquanta vittime. “Noi vediamo i colpi che arrivano sui nostri quartieri, e sentiamo da lontano i bombardamenti aerei. Nelle poche settimane in cui ha retto la tregua, si erano riaperte le scuole, abbiamo potuto celebrare la Pasqua, nelle nostre chiese, e la gente credeva di sognare. Ma adesso, dopo quei giorni di speranza, il sogno si è trasformato in un incubo ancora peggiore, e anche le informazioni sono incerte e manipolate. Ho sentito che le trattative a Ginevra riprenderanno solo il 10 maggio. Se non ci sarà un nuovo cessate il fuoco, i prossimi giorni saranno giorni terribili”. Secondo l'Arcivescovo armeno cattolico, il destino di Aleppo e del popolo siriano rimane nelle mani delle grandi Potenze: “La fine del conflitto” ripete l'Arcivescovo Marayati “dipende dagli Usa, dalla Russia e dalle altre forze della regione: solo loro possono costringere tutte le parti coinvolte in questa sporca guerra a farla finita, mettendo da parte gli interessi e i disegni nascosti che continuano ad alimentare il massacro”. .

AMERICA/HONDURAS - Ferma la costruzione del centro penitenziario a San Pedro Sula, il Vescovo cerca finanziamenti

San Pedro Sula – La costruzione del nuovo centro penitenziario a San Pedro Sula si è fermata ancora una volta. Da quattro mesi i lavori sono paralizzati, nonostante gli annunci ripetuti per riprendere la costruzione. Il presidente della Fondazione proconstrucción del centro penale, Sua Ecc. Mons. Romulo Emiliani, ha detto che ormai da più di quattro mesi i lavori non vanno avanti, mentre si tratta di una importante opera di sicurezza per tutto il paese."Il rapporto ufficiale che abbiamo ricevuto contesta che le norme di sicurezza stabilite inizialmente non sono state rispettate, così ci sono altri progetti che hanno a che fare con la sicurezza" ha detto il Vescovo. Nella nota pervenuta a Fides, Mons. Emiliani informa che è alla ricerca di nuovi finanziamenti per l'opera, e che i piani originali sono stati riformulati per rispettare i requisiti internazionali di sicurezza, ma ancora non è giunta alcuna autorizzazione al riguardo.Mons. Emiliani, nel duro compito di riportare la pace e lottare contro la criminalità organizzata in un Honduras violento , ha sempre cercato di proporre una pastorale delle carceri che abbia al centro la difesa dei diritti umani e il rispetto della dignità della persona .

AFRICA/ZAMBIA - La Chiesa condanna le violenze xenofobe e gli omicidi rituali

Lusaka / - “Il governo devo anticipare gli eventi e fare ogni sforzo necessario per far cessare questi comportamenti” ha detto all’agenzia cattolica CANAA, p. Cleophas Lungu, Segretario Generale della Conferenza Episcopale dello Zambia, nell’esprimere la forte condanna della Chiesa cattolica per gli attacchi xenofobi avvenuti di recente nello Zambia. “La violenza in questione ha due risvolti” spiega p. Lungu. “Da una parte, almeno quattro persone sono state uccise da sconosciuti in alcuni compound densamente popolati di Lusaka nelle ultime settimane. Quando si sono diffuse voci che si trattava di omicidi rituali perpetrati da stranieri che fanno affari nello Zambia - prosegue il sacerdote - gruppi di residenti nelle aree interessate della capitale hanno sfortunatamente deciso di farsi giustizia da soli ed hanno saccheggiato i negozi e le case di stranieri e migranti, specialmente di quelli originari del Rwanda”.Diversi migranti rwandesi per sfuggire alle violenze si sono rifugiati in una struttura della chiesa di Sant’Ignazio di Lusaka, dove hanno ricevuto la visita del Presidente Edgar Chagwa Lungu che ha promesso loro “la totale protezione” da parte delle autorità.Il Segretario Generale della Conferenza Episcopale ha lodato la solidarietà concreta di diversi fedeli che hanno offerto cibo e vestiario alle persone rifugiate nella chiesa. P. Lungu ritiene che le voci sugli omicidi rituali siano legate da una parte “alle credenze tradizionali sulla stregoneria e al fenomeno moderno di persone che praticano il satanismo per ottenere un vantaggio pecuniario” e dall’altro all’estrema povertà nella quale vive buona parte della popolazione. P. Lungu nota inoltre che la diffusione di voci incontrollate e l’istigazione alla violenza xenofoba è avvenuta anche grazie all’uso dei social media.Il Card. Peter Turkson, Presidente del Pontificio Consiglio per la Giustizia e la Pace, ha espresso a nome di Papa Francesco, la preoccupazione e la condanna per le violenze xenofobe nello Zambia ed ha lodato l’opera della Chiesa nell’assistere le vittime e nel diffondere nel Paese la cultura della pace e del rispetto dell’altro.

AMERICA/ARGENTINA - Il Vescovo di Orán sollecita tutti, anche le autorità, ad intervenire contro la dengue

Orán - Il Vescovo di Orán, Sua Ecc. Mons. Gustavo Zanchetta, ha di recente inviato una lettera alla comunità per sollecitare tutti, anche a livello di Stato, ad impegnarsi ulteriormente contro la dengue. Secondo l’emittente radiofonica locale Radio 10 il Vescovo avrebbe dichiarato: “in circostanze che ci addolorano e preoccupano per gli effetti devastanti della dengue e delle altre febbri di chikungunya e zika, nel mio animo di Pastore sento fortemente la necessità di unirci più che mai in questi momenti di grave emergenza”. Mons. Zanchetta prosegue: “chiedo con umiltà a coloro che sono incaricati a livello statale, di onorare il loro ruolo a favore del bene comune e raddoppiare gli sforzi affinchè questa situazione drammatica non si propaghi ulteriormente. Inoltre, prego che tutti noi impariamo a collaborare e aiutarci a vicenda a seconda delle rispettive capacità.”

AMERICA/ECUADOR - “Insieme rimettiamo in piedi l’Ecuador”: campagna della Caritas per fronteggiare l’emergenza

Guayaquil – E’ appena iniziata la campagna "Juntos levantemos Ecuador" , promossa dalla Caritas dell'arcidiocesi di Portoviejo insieme a una importante azienda che opera nel settore delle grande distribuzione in 81 città dell’Ecuador, la Tia. La campagna, secondo le informazioni pervenute a Fides, prevede la consegna di 3 milioni di mattoni per ricostruire gli alloggi distrutti dal terremoto per le famiglie più bisognose, che adesso non hanno nemmeno un posto dove dormire. La campagna è stata lanciata ieri da Sua Ecc. Mons. Luis Cabrera Herrera, Arcivescovo di Guayaquil, e dagli altri responsabili dell’iniziativa.La situazione nella costa nord del paese rimane ancora terribile, a quasi due settimane dal tremendo sisma che l’ha colpita la notte del 16 aprile . L’ultimo rapporto del governo segnala 659 morti, 17.638 feriti, 48 dispersi. Altri numeri indicano una vera emergenza sociale: 27.732 persone sono state assistite negli ospedali e nei centri sanitari d’emergenza. Il 75% della popolazione di Manabi e di Esmeraldas può avere l’acqua potabile. I senza tetto sono circa 29.067, anche se i soccorritori ancora non riescono a taggiungere tutti i piccoli centri abitati. Risultano gravemente danneggiate le città di Manta, Portoviejo, Pedernales, Bahía, Jama y Canoa.

AFRICA/TANZANIA - Nomina del Vescovo di Geita

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 28 aprile 2016, ha nominato Vescovo della diocesi di Geita , il rev. Flavian Kassala, direttore del Collegio Stella Maris di Mtwara. Il nuovo Vescovo di Geita è nato il 4 dicembre 1967 a Sumve, nell’Arcidiocesi di Mwanza. Ha frequentato il Seminario Minore S. Pio X di Makoko, nella Diocesi di Musoma, per gli studi primari e secondari. Dal 1988 al 1990 è stato alunno del Seminario Minore di Sanu, nella Diocesi di Mbulu, e dal 1991 al 1992 del Seminario Propedeutico di Kome, nella Diocesi di Geita. Ha completato la formazione al sacerdozio con gli studi di filosofia nel Seminario Maggiore St. Anthony of Padua di Ntungamo, a Bukoba, e gli studi di teologia nel Seminario St. Paul a Kipalapala, a Tabora. È stato ordinato presbitero per la Diocesi di Geita l’11 luglio 1999.Dopo l’Ordinazione, ha svolto i seguenti uffici e ulteriori studi: 1999-2002: Vicario parrocchiale a Sengerema, Diocesi di Geita; 2002-2004: Formatore e Direttore Spirituale del Seminario Minore Maria Regina degli Apostoli di Sengerema e Direttore Diocesano delle Pontificie Opere Missionarie; 2004-2012: Studente a Roma presso la Pontificia Università Salesiana, dove ha ottenuto il Dottorato in Teologia con specializzazione in Pastorale Giovanile e Catechesi, risiedendo nel Collegio Nepomuceno; 2013: Coordinatore dei Progetti dell’ufficio Episcopale della Diocesi di Geita; 2013-2015: Professore e Direttore della St. Augustine University of Tanzania ad Arusha; dal 2015: Direttore del Collegio Stella Maris di Mtwara, affiliato all’Università Cattolica S. Agostino.La diocesi di Geita, eretta nel 1984, è suffraganea di Mwanza. Ha una superficie di 10.697 kmq e una popolazione di 943.698 abitanti, di cui 553.160 sono cattolici. Ci sono 15 parrocchie, 36 sacerdoti , 30 religiose.

AFRICA/EGITTO - Sacerdoti copti “in missione” nei bar e nelle strade per annunciare la Pasqua

Minya – In Egitto le Chiese copte – che seguono il Calendario giuliano – stanno celebrando in questi giorni la Settimana Santa. In vista della Pasqua, si moltiplicano i saluti e gli auguri rivolti ai copti da parte dei rappresentanti delle istituzioni. Anche Ahmad al Tayyib, grande Imam di Al Azhar, si è recato presso la cattedrale copta del Cairo per porgere i suoi auguri pasquali al Patriarca copto ortodosso Tawadros II. E nell'imminenza della solennità cristiana, fioriscono anche iniziative pastorali mai sperimentate nel grande Paese nordafricano: nei giorni scorsi, alcuni sacerdoti copti ortodossi della diocesi copta ortodossa di Minya, nell'Alto Egitto, hanno deciso di uscire dalle proprie parrocchie per andare a celebrare momenti di preghiera nelle strade, nei caffè e nei locali pubblici, allo scopo di annunciare la Passione e la Resurrezione di Cristo anche ai tanti battezzati che non frequentano le chiese e i santuari neanche in occasione delle solennità liturgiche.La diocesi copta ortodossa di Minya ha presentato sul suo sito tale iniziativa come un tentativo di raggiungere i cristiani, numerosi soprattutto tra i giovani, che non frequentano abitualmente le parrocchie. “Si tratta di un'iniziativa che può apparire insolita in un Paese a stragrande maggioranza musulmana, sempre minacciato da conflitti settari” riferisce all'Agenzia Fides Anba Botros Fahim Awad Hanna, Vescovo copto cattolico di Minya, “ed è ovvio che può essere realizzata con libertà e serenità solo in aree e villaggi abitati soltanto da cittadini cristiani. Ma rappresenta comunque un segno di vitalità apostolica: ci si è accorti che, al di là delle identità e delle appartenenze sbandierate, tanti giovani non hanno un reale contatto con la vita della Chiesa e con le sue dinamiche liturgiche e sacramentali. Così, invece di stare ad aspettarli in parrocchia, si prova con delicatezza ad andare da loro, nei luoghi dove vivono e preferiscono passare il loro tempo”. .

AMERICA/MESSICO - Sacerdote aggredito e ammanettato, “il commercio delle armi è fiorente” denuncia il Vescovo

Irapuato – "La violenta aggressione che hanno commesso uomini armati contro la parrocchia del Señor de la Clemencia a Irapuato, è un affronto doloroso per tutta la comunità" ha detto il Vescovo della diocesi di Irapuato, Sua Ecc. Mons. José de Jesús Martínez Zepeda, nella nota pervenuta a Fides. Martedì 26 aprile quattro individui armati sono entrati nella sacrestia della chiesa, dove c'era il sacerdote e due donne. Uno dei malviventi ha ammanettato il sacerdote e gli altri hanno rubato tutte le offerte della parrocchia."Mi ha fatto molto male che abbiano umiliato così uno dei nostri sacerdoti – ha commentato il Vescovo -, così hanno offeso anche l'intera comunità. E' chiaro che il commercio delle armi è ancora fiorente, perché, come ho sentito dal sacerdote aggredito, tutti avevano le pistole". Mons. Martínez Zepeda, che intende dare raccomandazioni a tutte le parrocchie per ridurre i rischi e garantire la sicurezza, ha constatato che "la delinquenza è arrivata dappertutto, rubano nelle case, derubano le famiglie, per strada, anche con violenza, non rispettano nessuno, neanche i sacerdoti". La comunità locale è rimasta molto impressionata dal fatto anche perché, proprio in questa zona, la Chiesa aiuta molto le famiglie in stato di necessità, ma purtroppo la delinquenza aumenta sempre di più e con essa il commercio delle armi.

AFRICA/BURUNDI - “Kira Mama Plus!” un progetto per ridurre la mortalità neonatale

Cibitoke - In questi ultimi anni il Burundi ha fatto grandi passi avanti nella riduzione della mortalità materna e infantile. Lo stesso non vale per la mortalità neonatale: secondo l’UNICEF ancora 36 bambini su 1000 muoiono nei primi 28 giorni di vita, soprattutto nelle primissime ore dopo la nascita, perché prematuri, sottopeso oppure a causa di complicanze durante il parto o di infezioni. Per far fronte a questo increscioso fenomeno il Comitato Collaborazione Medica ha avviato, nel distretto di Cibitoke, nel nord del Burundi, il progetto Kira Mama Plus! che ha l’obiettivo di ridurre la mortalità neonatale attraverso la formazione degli infermieri e delle ostetriche di tutti i punti nascita del distretto. Per garantire che ogni neonato sia seguito durante il primo mese di vita dopo la nascita, la formazione riguarda anche gli operatori sanitari di comunità e le levatrici tradizionali che, attraverso visite a domicilio, garantiscono cure e assistenza, fuori dai centri di salute. Nell’Ospedale di Cibitoke, da quando i servizi di cura per mamme e bambini sono gratuiti, la percentuale di donne che partorisce in una struttura sanitaria è cresciuta al punto che l'accoglienza e l'offerta di cure di qualità sono uno dei problemi principali. Kira Mama prende il nome del canto burundese che dà il benvenuto alla mamma e al suo piccolino.

ASIA/COREA DEL SUD - In costruzione il primo monastero Camaldolese nel Paese

Seoul – In questi giorni padre Alessandro Barban, Priore Generale della Congregazione Camaldolese dell’Ordine di San Benedetto, ha incontrato l’Arcivescovo di Seoul, il Card. Andrew Yeom Soo-jung, che ha fortemente sostenuto la fondazione della prima comunità Camaldolese in Corea. La costruzione del primo monastero dell’ordine è stata avviata a gennaio scorso nella città di Namyangju, e si prevede che verrà ultimata nell’arco dei prossimi tre anni. Attualmente un gruppo di suore Camaldolesi risiede nella casa che appartiene all’Ordine Benedettino di Daegu. Nel comunicato inviato all’Agenzia Fides dall’arcidiocesi di Seoul, p. Barban dichiara di essere rimasto molto colpito dalla situazione della Chiesa cattolica in Corea: “Mi ha sorpreso sapere che ogni anno in Corea vengono battezzate 300 mila persone. Si tratta di cifre straordinarie e di una chiesa energica e vigorosa.”

AMERICA/VENEZUELA - “Essere cittadini pacifici ma attivi”: i Vescovi sulla grave situazione del paese

Caracas – "Mai prima d'ora i venezuelani avevano sofferto una estrema mancanza di prodotti di prima necessità come il cibo e le medicine, insieme ad altri mali come la delinquenza criminale e disumana, il razionamento di energia elettrica e acqua, la corruzione profonda, a tutti i livelli di governo e della società”: così inizia il comunicato della Conferenza Episcopale venezuelana che si esprime dinanzi alla terribile crisi economica e politica che vive il paese.Nel testo, pervenuto a Fides, si afferma: “Vogliamo mettere in guardia la gente. Per non essere manipolati da chi offre un cambiamento della situazione attraverso la violenza sociale. Ma non bisogna neanche seguire la rassegnazione o il silenzio per le minacce. Non dobbiamo mai essere cittadini passivi e conformisti, ma soggetti della nostra realtà… soggetti pacifici, ma attivi, e quindi agire come protagonisti delle trasformazioni della nostra storia e della nostra cultura”.I Vescovi si rivolgono quindi alle autorità, chiedendo loro “di ascoltare con rispetto la voce del popolo”, ed anche ai responsabili della violenza sociale: “Avvertiamo anche coloro che approfittano della situazione, sfruttando i bisogni degli altri, che questo è un crimine e un peccato mortale!”.“Per preservare la sana convivenza – continua il comunicato -, denunciamo e condanniamo i terribili casi di linciaggio perpetrati in alcune città” .Riguardo infine alla difficile situazione di lacerante divisione politica, la Conferenza Episcopale afferma: “Le autorità pubbliche devono rispettarsi fra loro e lavorare in favore della nazione. L'Esecutivo e l'Assemblea Nazionale sono chiamate a dare al popolo un esempio di ‘incontro e di dialogo’ a favore della convivenza nazionale".Nella conclusione del documento, i Vescovi venezuelani invitano "tutti nella Chiesa, diocesi, parrocchie, istituti religiosi, associazioni e gruppi di apostolato, istituti educativi cattolici, gruppi di riflessione", a "mettere urgentemente al primo posto la carità".

AFRICA/EGITTO - Deputata copta: porteremo in Parlamento il caso dell'omicidio di Giulio Regeni

Il Cairo - Il caso dell'omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni sarà inserito tra “le maggiori priorità” nell'agenda dei lavori di cui la Commissione parlamentare per i Diritti umani della Camera dei rappresentanti dell'Egitto si farà carico nei prossimi giorni, insieme alle questioni spinose relative alle violazioni dei diritti umani nelle carceri e agli arresti arbitrari compiuti dalle forze di sicurezza egiziane Lo ha detto la parlamentare cristiana copta egiziana Margaret Azer al quotidiano egiziano dell’opposizione Shorouk. La rappresentante politica cristiana appartiene al Partito degli egiziani liberi, formazione politica fondata dal magnate copto egiziano Naguib Sawiris. "Formeremo una commissione d'inchiesta sugli arresti casuali e le violazioni dei diritti umani nelle carceri" ha aggiunto Azer nell'intervista, confermando anche l'intenzione di chiedere un incontro al Presidente Abdel Fatah al Sisi e ai suoi consiglieri sui temi della sicurezza per discutere degli abusi degli apparati egiziani denunciati in maniera sempre più insistente anche da campagne di mobilitazione internazionale, dopo che il corpo di Giulio Regeni è stato ritrovato senza vita e con evidenti segni di torture lo scorso 3 febbraio, in un fosso lungo la strada tra Il Cairo e Alessandria. “Quel ragazzo” ha dichiarato all'Agenzia Fides Anba Antonios Aziz Mina, Vescovo copto cattolico di Guizeh, “era impegnato in uno studio scientifico sui sindacati indipendenti, e secondo il referto del medico legale, è stato torturato da professionisti, perchè le torture a cui è stato sottoposto possono essere perpetrate solo avendo a disposizione camere di tortura e attrezzature particolari” . Dallo scorso 22 marzo, la parlamentare copta Margaret Azer occupa anche il seggio riservato alle donne politiche arabe in seno all'Unione interparlamentare, dopo una competiizone che l'ha vista prevalere su candidate presentate da Arabia Saudita, Marocco, Giordania e Emirati Arabi Uniti. .

ASIA/IRAQ - I cristiani di Baghdad in pellegrinaggio a Ur dei Caldei

Bassora – E' stato il più grande pellegrinaggio compiuto da cristiani iracheni negli ultimi anni, quello che ha visto circa 200 caldei di Baghdad recarsi fino a Ur, il sito storico della bassa Mesopotamia, attualmente nel governatorato iracheno di Dhi Quar, che viene generalmente identificata con il luogo di nascita del Patriarca Abramo, padre di tutti i credenti. Venerdì 22 e sabato 23 aprile, accompagnati dal Vescovo caldeo Basilio Yaldo e da sette sacerdoti, i cristiani appartenenti a diverse comunità e parrocchie di Baghdad hanno vissuto il pellegrinaggio come momento forte nello spirito dell'Anno della Misericordia. I pellegrini portavano con sé anche cartelli e striscioni con il logo del Patriarcato caldeo e con quello del Giubileo della Misericordia, “Speriamo di poter fare qui un pellegrinaggio più grande, con migliaia di pellegrini, quando Papa Francesco verrà a visitare questo luogo, a Dio piacendo” ha detto tra l'altro il Vescovo Basilio in occasione della Messa celebrata nel sito archeologico, non lontano dallo Ziggurat sumerico, sotto una tenda innalzata a ricordo di quella di Abramo. In occasione della visita a Ur, i pellegrini provenienti da Baghdad hanno avuto anche incontri con i cristiani di Bassora e con l'Arcivescovo caldeo Habib al Naufali, che ha raccontato loro la vita quotidiana della locale comunità cristiana, formata ormai soltanto da 250 famiglie. .

ASIA/PAKISTAN - Coniugi cristiani condannati a morte per blasfemia: ricorso in appello

Lahore – E’ stato presentato ricorso alla Corte di appello e sarà fissata nel mese di maggio la prima udienza nel procedimento che vede imputati i coniugi cristiani Shafqat Emmanuel e Shagufta Kausar. Lo riferisce a Fides il team di avvocati della “Farrukh Saif Foundation”, organizzazione pakistana che ha assunto la difesa legale dei due coniugi. I due hanno ricevuto una condanna a morte nel 2014, per l'invio di messaggi di testo telefonici ritenuti blasfemi.Il 20 luglio 2013 la coppia cristiana, di Gojra, in Punjab, è stata accusata di invio di messaggi di testo sms blasfemi e successivamente arrestata. “I messaggi di testo sono stati scritti in inglese, ma entrambi gli imputati sono poveri e analfabeti, non sanno scrivere in urdu, tantopiù in inglese”, notano i legali. Inoltre Shafqat è disabile e vive su una sedia a rotelle dal 2004 a causa di un incidente alla spina dorsale. A Shafqat la polizia ha estorto una confessione, minacciando di fare del male a sua moglie. Il 4 aprile 2014 i due sono stati condannati a morte “anche se non c’era alcuna SIM o telefono registrato a nome di Shagufta” riferiscono i legali . L'unica prova prodotta dalla polizia locale è la dichiarazione della compagnia telefonica. “Il giudice in primo grado ha ceduto alle pressioni islamiste e ha emesso la sentenza di morte”, ribadiscono gli avvocati. L'intero processo si è svolto all'interno della prigione a causa di timori per la sicurezza della coppia. I due hanno quattro figli e gli attivisti della “Farrukh Saif Foundation” se ne stanno prendendo cura. “La legge sulla blasfemia, male utilizzata, ha messo centinaia di membri delle comunità di minoranze dietro le sbarre. La legge è gravemente abusata per colpire le minoranze” notano a Fides gli avvocati della “Farrukh Saif Foundation”. “Nella maggior parte dei casi, le persone sono falsamente e anche maliziosamente accusate, solo per vendette personali” concludono.

AFRICA/ETIOPIA - L’esercito libera un centinaio di bambini rapiti nel corso del massacro di Gambella

Addis Abeba - L'esercito etiopico è entrato nel territorio del Sud Sudan per cercare di salvare centinaia di bambini rapiti dal suolo etiope da un gruppo di uomini armati sudsudanesi. Secondo l’emittente radiofonica etiope Fana, i minori sono stati rapiti in una incursione della tribù murle, un gruppo etnico diffuso soprattutto nel vicino Stato sud-sudanese di Jongl, nel corso della quale sono morte oltre 200 persone. L’Esercito ha circondato il luogo dove erano tenuti prigionieri i bambini ed è intervenuto per liberarli. Secondo il Governo etiope, nell’incursione avvenuta lo scorso 15 aprile vicino alla città di Gambella, Etiopia occidentale, almeno 208 persone sono morte e 102 bambini sono stati rapiti. Gli aggressori hanno ucciso tutti quelli che opponevano resistenza e hanno rubato circa 2 mila capi di bestiame. Questa zona del Paese africano è scenario di scontri etnici, in particolare tra le due grandi tribù: i nuer e i murle.

ASIA/FILIPPINE - Trent’anni di formazione al dialogo nel Movimento “Silsilah”

Zamboanga City – Formazione ed esperienza di dialogo: questa la proposta del Movimento interreligioso “Silsilah”, fondato nel Sud delle Filippine dal missionario p. Sebastiano D’Ambra, del Pontificio Istituto Missioni Estere . Come riferisce una nota inviata a Fides, al “Villaggio dell’Armonia”, fondato dal movimento a Zamboanga, ogni anno si organizzano corsi di dialogo islamo-cristiano. Si tratta di una delle attività di base, svolta da oltre 20 anni nel Villaggio, anche se i corsi erano iniziati già nel 1987 e condotti, nei primi 10 anni, in altri luoghi. “Siamo felici di celebrare il 30° anniversario di questo programma di formazione ed esperienza sul dialogo islamo-cristiano. Siamo grati a quanti ci hanno aiutato a mantenere questa iniziativa che ha formato migliaia di leader musulmani e cristiani di Mindanao e anche di altre regioni nelle Filippine e in altri paesi” nota p. D’Ambra.I corsi organizzati in primavera - anche quest’anno tra la fine di aprile e il mese di maggio - sono di tre tipi: corso base, corso speciale e corso intensivo. Il “Corso base” di solito dura quattro settimane in cui i partecipanti hanno l'opportunità di studiare insieme gli insegnamenti di base di islam e cristianesimo. A livello esperienziale, i partecipanti cristiani vivono con una famiglia musulmana e i musulmani vivono con una famiglia cristiana. Il "Corso speciale" è una settimana in cui si approfondisce una tematica particolare. Il "Corso intensivo" presenta in modo comparato Islam e Cristianesimo, con un approfondimento sul tema del dialogo. Vi sono poi attività speciali dedicate ai giovani cristiani e musulmani, che condividono studio, amicizia, momenti di fraternità.

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