Ultimas noticias de la agencia Fides

AMERICA/BRASILE - I Segretari esecutivi della CNBB tra gli indigeni Terena

Campo Grande – Nella fitta agenda di lavoro del loro incontro, tenutosi a Campo Grande dal 18 al 22 luglio, i Segretari esecutivi delle 18 regioni che compongono la Conferenza Episcopale del Brasile , hanno effettuato anche una visita ad una realtà indigena nel municipio di Miranda, diocesi di Jardim. Come riferisce la nota della CNBB pervenuta all’Agenzia Fides, il 20 luglio i Segretari esecutivi si sono recati nel comune di Miranda, diocesi di Jardim, ed hanno visitato alcuni villaggi abitati dagli indigeni Terena, che solo nella diocesi di Jardim sono più di diecimila, e sono numerosi in tutto il Mato Grosso do Sul. Accompagnati da p. Antonio Ferreira Catelan e dal Vescovo di Jardim, Sua Ecc. Mons. João Gilberto Moura, i Segretari sono stati accolti nel villaggio di Babaçu - Comunità Nostra Signora Immacolata Concezione, da cacicchi, sciamani e dai leader di dodici villaggi, circa sessanta persone.Tre di loro hanno presentato alcuni punti ritenuti particolarmente importanti in questo momento: lo sforzo che stanno facendo nei villaggi per salvare e conservare la cultura indigena; il consolidamento dell'identità indigena attraverso le lingue native, le danze e i rituali; la lotta per garantire che le leggi istituzionali sulla demarcazione della terra siano soddisfatte.Per quanto riguarda la Chiesa, molto apprezzato da loro, i leader indigeni hanno chiesto una maggiore presenza. Per quanto possibile, i sacerdoti facciano delle visite alle famiglie per conoscere meglio la loro realtà e immergersi di più nella cultura indigena. Tra i problemi che hanno citato la mancanza di assistenza sanitaria e l’uso di alcol e droghe. Dopo l'esposizione, i Segretari hanno avviato il dialogo per la maggiore comprensione reciproca tra la Chiesa e la realtà indigena.Al termine dell'incontro Mons. João Gilberto Moura ha definito la giornata come storica. "Siamo una Chiesa viva, una Chiesa comunione. Molto di quanto è stato detto questo pomeriggio contribuirà a migliorare il nostro lavoro nella diocesi di Jardim e anche nella Chiesa del Brasile”. Per il Vescovo si è trattato del più grande incontro mai realizzato tra la Chiesa e il popolo Terena.

AFRICA/ETIOPIA - Le restrizioni nell’uso della rete impediscono di salvare tante piccole vite

Meki – “Da quando il Governo etiope ha ristretto l’accesso a internet non è più possibile accedere a informazioni scientifiche in rete, nè discutere i casi di malati gravi che non riusciamo a gestire”. A raccontare la sua testimonianza, grazie all’uso delle VPN , visto che l’accesso ad internet continua ad essere chiuso, un pediatra spagnolo coordinatore di un centro pediatrico a Meki, in Oromia, Etiopia. “In generale, quando ci troviamo a dover affrontare situazioni allarmanti siamo soliti metterci in contatto via email o telefono con specialisti internazionali con i quali confrontarci. Grazie alla nuova telemedicina riusciamo ad avere diagnosi e cure, miglioriamo la qualità delle vita di tanti piccoli pazienti. Tuttavia, in questo periodo non è così, il Governo etiope censura internet e le reti sociali arrecando danni notevoli di varia natura”. Tanti bambini e bambine etiopi sono in attesa di diagnosi e cure, non solo nel centro pediatrico di Meki, ma anche in altri ospedali, tra questi l’ospedale di Gambo, dove bimbi gravemente malati sperano di essere salvati o rimangono in attesa.

ASIA/LIBANO - Circa 250 mila bambini siriani rifugiati in Libano non sono scolarizzati

Beirut – Oltre la metà dei circa 500 mila bambini siriani in età scolare registrati in Libano non vanno a scuola a causa delle risorse limitate e delle politiche del Governo libanese. La denuncia arriva da Human Rights Watch che, in un recente studio, ha segnalato anche i passaggi positivi del Paese per consentire l’accesso dei rifugiati siriani all’istruzione pubblica e gratuita. Nella nota pervenuta a Fides, la ong evidenzia l’importanza dell’istruzione, cruciale perchè i bambini possano avere uno strumento per affrontare e superare il trauma della guerra e dello sfollamento, oltre che avere un ruolo positivo nella futura ricostruzione della Siria. Il Libano ha stabilito una serie di lezioni serali in 238 scuole per fare fronte ad un numero maggiore di alunni nel corso dell’anno scolastico 2015-2016. Inoltre sono stati aumentati i posti per i rifugiati siriani nelle scuole del Libano, anche se molti sono rimasti scoperti a causa di problemi economici. Infatti, il 70% delle famiglie siriane non può permettersi spese per l’acquisto di materiale e mantenimento scolastico. Oltre al fattore economico, tra gli altri motivi che pregiudicano l’alfabetizzazione, influiscono abusi e molestie cui sono sottoposti i ragazzi, l’uso di lingue che i piccoli siriani non conoscono o le norme di iscrizione previste da ogni scuola. I ragazzi di scuola media incontrano ostacoli ancora maggiori, come la difficoltà di ottenere la residenza legale dopo i 15 anni. Solo il 3% di loro è riuscito ad iscriversi a scuola lo scorso anno. Attualmente in Libano ci sono 1,1 milioni di rifugiati siriani registrati ufficialmente, la metà dei quali minorenni, anche se le autorità stimano siano di più.

AFRICA/ANGOLA - Assemblea SECAM: si investe troppo poco nei media per evangelizzare l’Africa

Luanda - "La Chiesa deve assolutamente essere più presente sui media digitali inmaniera deliberata e consapevole": lo ha sottolineato il Vescovo della diocesi nigeriana di Oyo, Sua Ecc. Mons. Emmanuel Badejo, coordinatore del workshop dal titolo "L'influenza dei mezzi di comunicazione moderni e delle nuove ideologie sulla famiglia in Africa oggi", nell’ambito della 17ma Assemblea Plenaria del SECAM/SCEAM, in corso a Luanda .Il Vescovo ha invitato a riflettere sul fatto che “miliardi di persone oggi si rivolgono ai social media come loro fonte di informazione, ma si investe troppo poco nei programmi dei media per l'evangelizzazione in Africa". Secondo le notizie diffuse dall’agenzia africana Canaa, pervenute a Fides, il Vescovo di Oyo ha quindi esortato i Pastori della Chiesa in Africa a "creare nuovi apostoli”, coinvolgendo “i giovani stessi, che sono nativi del mondo digitale e affidando loro i valori del Vangelo". Riferendosi in particolare al tema dell’Assemblea, “La famiglia in Africa, ieri, oggi e domani: alla luce del Vangelo”, il Vescovo di Oyo ha sottolineato l’urgenza di educare le famiglie all’uso dei media, e soprattutto informarle “sui benefici e sui pericoli dei nuovi media", in quanto "i genitori che non hanno familiarità con il funzionamento di Internet sono più propensi a ignorare i pericoli", e "questo è ancor più vero in Africa".A livello di diocesi e di parrocchie è quindi necessario promuovere incontri di formazione sui media moderni, guidati da esperti, per genitori e figli. Anche Vescovi, sacerdoti e religiosi devono assumere familiarità con i media, in modo di saper dare risposte documentate alle domande della gente. Purtroppo va rilevato un uso negativo dei moderni media digitali in alcune situazioni, tuttavia, ha rilevato Mons. Badejo che guida la Commissione Episcopale panafricana per le comunicazioni sociali , la Chiesa deve "continuare ad essere convinta che i benefici dei nuovi media superano di gran lunga i loro demeriti, anche riguardo alle possibilità pastorali e all'impegno spirituale".

ASIA/CINA - “Gli sposi di Cana”: anche coppie non cristiane al campeggio spirituale sul matrimonio

Xian Xian – Sentire la presenza dello Spirito Santo nella vita matrimoniale; sperimentare la bellezza e la felicità del matrimonio cristiano: con questi propositi le 35 coppie cristiane e non cristiane della diocesi di Xian Xian, della provincia di He Bei, nella Cina continentale, hanno appena concluso il campeggio spirituale intitolato “Gli sposi di Cana”, che è stato organizzato dalla Commissione diocesana della pastorale della famiglia e del matrimonio, dal 12 al 18 luglio. Secondo le informazioni pervenute all’Agenzia Fides, il Vicario diocesano don Zhou, ha presieduto la Messa di apertura. Durante l’omelia ha sottolineato l’importanza del matrimonio per la Chiesa e per la società, incoraggiando i coniugi a consolidare la fede che è alla base di un matrimonio e di una famiglia sana e solida: “quando ci allontaniamo dal Signore, si indebolisce l’amore che ci unisce, la famiglia si frantuma e la coppia scoppia”. Inoltre, richiamando l’eventualità del divorzio, ha esortato: “il problema va affrontato insieme, con la fede e la spiritualità matrimoniale, magari con l’aiuto degli altri - sacerdoti, suore, catechisti - vista la varietà di sfide che la società odierna ci impone”. I partecipanti si sono detti molto soddisfati dell’esperienza, soprattutto le coppie non cristiane, che erano visibilmente commosse.

ASIA/TERRA SANTA - "Abbiamo sete della Tua pace".Quasi 700 giovani dalla Terra Santa alla GMG di Cracovia

Gerusalemme – Sono quasi 700 i ragazzi e le ragazze che dalla Terra Santa sono partiti nei giorni scorsi diretti in Polonia, per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù 2016, i cui eventi centrali si svolgeranno a Cracovia dal 27 al 31 luglio. Alla precedente GMG di Rio de Janeiro 2013 avevano partecipato solo 30 ragazzi provenienti da Israele, Palestina e Giordania. Stavolta del gruppo fanno parte un centinaio di giordani, quasi duecento palestinesi, maroniti e greco-cattolici della Galilea, un gruppo di cattolici delle parrocchie ebreofone e e il gruppo di ragazzi e ragazze del Cammino neocatecumenale, provenienti anche da Cipro. I quasi 200 ragazzi e ragazze preovenienti dai Territori Palestinesi – compresi 5 che vivono nella Striscia di Gaza - hanno deciso di raccontare le loro avventure e raccogliere emozioni e riflessioni nel “diario di George”, una sorta di giornale di bordo collettivo i cui passaggi chiave vengono rilanciati sul sito ufficiale del Patriarcato latino di Gerusalemme. Nelle prime pagine, il “diario di George” sta raccontando le prime giornate e le prime impressioni delle ragazze e dei ragazzi arabi cristiani nella loro trasferta polacca. Dicono di aver avuto "un'accoglienza travolgente" a Torun, la città che li ospita, e subito prendono nota delle cose che possono imparare durante questo viaggio che li porterà a incontrare migliaia di coetanei provenienti da tutto il mondo: “il popolo polacco” si legge nel resoconto del primo giorno “quando si impegna, lo fa fino in fondo! Io penso che noi, i palestinesi in particolare e gli arabi in generale, abbiamo qualcosa da imparare da questo popolo. Dei valori che ci mancano ancora: lo spirito del rigore nel lavoro, dell'impegno serio, e anche privilegiare il bene comune”. Il racconto del primo giorno in Polonia si conclude con una bella preghiera di ringraziamento: “Grazie, Signore, tu mi hai appagato durante questa lunga giornata di amicizia e di bellezza. Donami un cuore che ascolta, un cuore in pace, un cuore saggio, per vivere intensamente questi giorni futuri nella tua amorevole presenza. Guarisci la mia anima, io ho sete della pace.... della Tua pace”. .

AFRICA/EGITTO - Il Presidente al Sisi sugli scontri settari: perseguiremo per legge chi vuole mettere un cuneo tra cristiani e musulmani

Il Cairo – In Egitto tra musulmani e cristiani c'è uguaglianza di diritti e di doveri davanti alla legge, e lo Stato deve prestare attenzione “a tutti i tentativi di 'infilare un cuneo'” tra le due comunità. Per questo i responsabili di violenze e attacchi di matrice settaria saranno perseguiti e puniti secondo la legge, perchè “l'Egitto è uno Stato di diritto”. Così il Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi ha espresso ieri, in maniera netta, la sua posizione riguardo agli scontri settari come quelli registrati negli ultimi tempi soprattutto nel governatorato di Minya, dove domenica scorsa un cristiano copto è stato ucciso da assalitori musulmani durante una rissa. L'appello alla concordia religiosa e la riaffermata intenzione di perseguire per legge gli artefici di violenze settarie sono stati espressi dal Presidente ex-Generale nel corso di una cerimonia di consegna di attestati militari.Parlando durante la cerimonia, Al-Sisi ha sollecitato tutti a vivere e a favorire l'unità nazionale tra egiziani, ribadendo che cristiani e musulmani sono uguali davanti alla legge. A seguire, anche il Patriarca copto oerodosso Tawadros II, dopo un breve incontro con il Presidente al Sisi, in una dichiarazione diffusa dalla stampa egiziana ha invitato tutti a non offrire pretesti a chi vuole sfruttare gli avvenimenti per arrecare danno a una società che ha 90 milioni di cittadini e soffre per difficoltà economiche e penuria di risorse finanziarie, “perchè il loro obiettivo è la distruzione del nostro Paese”. Gli interventi del Presidente al Sisi e del Patriarca Tawadros seguono quello dello Sheikh Ahmed al Tayyib, Grande Imam di al Azhar, che già era intervenuto con una dichiarazione pubblica, in cui invitava gli abitanti della regione a scegliere la via della ragione, per impedire il dilagare della sedizione settaria . . L'Organizzazione “Iniziativa Egiziana” ha conteggiato almeno 77 episodi più o meno gravi di violenza settaria avvenuti nella regione di Minya dopo la cosiddetta rivoluzione del 26 gennaio 2011. Finora, in molte occasioni, dopo i casi di scontri settari non si innescano processi penali per individuare e punire i responsabili delle violenze, ma si organizzano i cosiddetti “incontri di riconciliazione”, raduni pubblici ispirati dalle autorità locali per mettere a confronto i membri delle diverse comunità religiose dopo il consumarsi di scontri settari e indurli a pubblici atti di pacificazione. Una prassi da molti considerata inefficace, e che spesso finisce per garantire l'immunità agli artefici di atti violenti e intimidatori. .

AMERICA/COLOMBIA - Probabile accordo per mettere fine allo sciopero dei camionisti che dura da 45 giorni

Duitama – Un appello al governo e ai trasportatori per raggiungere un accordo che consenta di mettere fine allo sciopero dei camionisti che da un mese e mezzo danneggia il paese, è stato lanciato da Sua Ecc. Mons. Misael Vacca Ramirez, Vescovo di Duitama-Sogamoso. Il Vescovo esorta a "mettere da parte il radicalismo e quindi a giungere ad una giusta soluzione, ma soprattutto in modo urgente", poiché questa situazione ha portato alla scarsità di beni di primo consumo e ha creato gravi situazioni di ordine pubblico in alcune regioni colombiane. Mons. Vacca, nella nota pervenuta a Fides, sottolinea che “il radicalismo impedisce il dialogo per il bene della Colombia", e deplora gli atti di violenza che si sono verificati nel dipartimento di Boyaca pochi giorni fa.L’appello del Vescovo è stato reso noto proprio quando sembra si stia raggiungendo l'accordo definitivo fra le parti. Lo sciopero generale dei camionisti era stato indetto per chiedere agevolazioni sui camion, sul costo del carburante, sul pedaggio e sull'imposta sulla proprietà dei veicolo . La durata dello sciopero, 45 giorni, ha causato gravi perdite a ditte private e alla distribuzione del governo, inoltre in alcune zone manca il combustibile, materia prima per le fabbriche, e perfino il lavoro edilizio è fermo per mancanza di materiale. A tutto questo si aggiunge lo scontro tra polizia e manifestanti, arrivati a Bogotà per una marcia non autorizzata.

AMERICA/CILE - Tavolo di dialogo sul conflitto Mapuche: invitati i rappresentanti indigeni

Temuco – Si è svolta a Temuco, mercoledì 20 luglio, la seconda sessione del "Tavolo di dialogo" per l'Araucania a cui ha partecipato Sua Ecc. Mons. Hector Vargas come facilitatore del dialogo. Al termine dell’incontro Mons. Vargas ha riferito alla stampa locale sulla partecipazione dei rappresentanti del CAM , principale rappresentanza mapuche.Secondo le informazioni inviate a Fides, il Vescovo della diocesi di Temuco ha commentato la sua conversazione con Héctor Llaitul, uno dei principali rappresentanti del CAM: "Ho parlato con lui e gli ho fatto capire che esiste questo tavolo di dialogo, qual è il suo scopo, l'obiettivo, e che se vogliono venire con una proposta interessante, ragionevole, che riesca gradualmente a superare i conflitti, così come tutte le altre istituzioni, lo possono fare". Llaitul ha risposto che tali questioni devono essere trattate con calma, con il resto dei capi della CAM.I partecipanti al Tavolo di dialogo si sono incontrati anche ieri, 21 luglio, per discutere sui temi della problematica indigena e della zona Mapuche. L'incontro si è svolto presso l'Universidad de la Frontera de Temuco, presenti 16 dei 21 membri.Nell'Araucanía Cilena, il cosiddetto “conflitto Mapuche” contrappone dagli anni 90 il più grande e importante gruppo etnico del paese agli agricoltori e agli imprenditori a causa della proprietà delle terre, considerate dai Mapuche "patrimonio ancestrale". Negli ultimi mesi ci sono stati diversi episodi di violenti scontri fra indigeni mapuche e membri di alcune comunità di agricoltori della zona , ci sono stati anche diversi incendi di chiese per esprimere in modo violento la “causa mapuche”, ora il tavolo di dialogo sembra una prima soluzione per trattare insieme il problema .

AFRICA/SUDAN - Le inondazioni causano morti e distruzione

Khartoum - Le forti inondazioni seguite alle pesanti piogge cadute nel Paese hanno causato la morte di diverse persone delle ultime settimane. Circa 2200 abitazioni sono andate distrutte dalle piogge incessanti nel campo profughi Naivasha a Shangil Tobaya, nord Darfur, lasciando decine di famiglie sfollate senza casa. Lo straripamento dei fiumi durante la stagione annuale delle piogge in Sudan è la causa principale di questi devastanti allagamenti. Tra i distretti più colpiti quello di El Fasher e Karary in Omdurman, oltre al villaggio di El Laota, Stato di El Gezira, dove sono stati registrati anche alcuni morti, e Khartoum con case andate distrutte. La Rete per la Sicurezza Alimentare, FEWS, ha segnalato che l’aumento delle piogge presumibilmente porterà una produzione migliore nei raccolti, anche se questo incremento potrebbe essere causa di inondazioni localizzate in aree a rischio.

AFRICA/EGITTO - Nuovi scontri settari a Minya. Il Grande Imam di al Azhar: torniamo tutti alla ragione

Minya – Quattro cristiani copti e cinque musulmani sono rimasti feriti negli scontri settari esplosi nei giorni scorsi nel villaggio di Edmo, situato nel terrirorio del governatorato di Minya, nell'Alto Egitto. Dopo gli scontri, le forze di polizia hanno aumentato il livello di controllo nel villaggio, con l'intento di prevenire nuovi scontri e riportare la situazione alla calma. Quello del villaggio di Edmo rappresenta l'ennesimo episodio dell'escalation di conflitti settari che sta interessando in particolare il governatorato di Minya. Lo stesso Sheikh Ahmed al Tayyib, Grande Imam di al Azhar, è intervenuto con una dichiarazine pubblica, in cui invita gli abitanti della regione a scegliere la via della ragione, per impedire il dilagare della sedizione settaria. L'Organizzazione “Iniziativa Egiziana” ha conteggiato almeno 77 episodi più o meno gravi di violenza settaria avvenuti nella regione di Minya dopo la cosiddetta rivoluzione del 26 gennaio 2011. Gli organi direttivi della Casa della Famiglia egiziana hanno deciso di inviare alcuni operatori nei villaggi della zona dove si sono verificati gli incidenti più recenti, per dare il proprio contributo alla pacificazione sociale. Ma alcune organizzazioni – compresa “Iniziativa egiziana” - contestano l'efficacia dei cosiddetti “incontri di riconciliazione”, raduni pubblici ispirati dalle autorità locali per mettere a confronto i membri delle diverse comunità religiose dopo il consumarsi di scontri settari e indurli a pubblici atti di pacificazione. Una prassi che, secondo i critici, si trasforma in mero rito convenzionale, e finisce per garantire l'impunità ai responsabili di atti violenti e intimidatori. .

EUROPA/ITALIA - Missionari Comboniani: il 2017 dedicato al 150° di fondazione

Roma – Dopo una prima esperienza missionaria indelebile in terra africana, che lo portò ad elaborare, nel 1864, il suo famoso “Piano per la rigenerazione dell'Africa”, progetto missionario sintetizzabile nel motto “Salvare l'Africa con l'Africa”, Daniele Comboni fondò nel 1867 l’Istituto per le Missioni della Nigrizia, che poi divenne “Missionari Comboniani del Cuore di Gesù”. Secondo le informazioni raccolte da Fides, le celebrazioni per il 150° dell’Istituto, fondato il 1° giugno 1867, copriranno l’intero arco dell’anno 2017. Ad aprirle sarà una lettera del Consiglio Generale, mentre l’evento principale sarà un Simposium sulla missione che si terrà dal 25 maggio al 2 giugno, rivolto all’intera famiglia comboniana diffusa nel mondo, e una celebrazione conclusiva a Roma. Anche le circoscrizioni in cui sono presenti i Comboniani programmeranno celebrazioni ed eventi locali durante l’anno. I missionari Comboniani, istituto religioso esclusivamente dedito alla missione ad gentes, sono oggi circa 1.700 in 300 comunità di una trentina di nazioni di quattro continenti.

AFRICA/RWANDA - Un nuovo intervento a favore di donne e bambini contro la malnutrizione

Muyanza - Un progetto multisettoriale a sostegno di maternità e infanzia è partito il 1 luglio. Si tratta di un nuovo intervento del Movimento Lotta contro la Fame nel Mondo in ambito medico-sanitario e nutrizionale, a supporto di donne e neonati del settore di Buyoga, Rwanda Settentrionale. In un comunicato inviato all’Agenzia Fides la ong conferma l’obiettivo di voler migliorare la situazione nutrizionale materno-infantile e la cura neonatale e pediatrica di 1500 nuclei familiari vulnerabili della zona, prevedendo tre linee di azione. La prima fase prevede un’opera di sensibilizzazione indirizzata alle gestanti e giovani madri, sia durante la gestazione che nei primi anni di vita. In secondo luogo il Centro di Salute di Muyanza verrà dotato di attrezzatura medica specifica così da assicurare una migliore assistenza alle gestanti ed essere in grado di riconoscere preventivamente gravidanze a rischio e offrire le giuste cure assistenziali, sia prima che durante il momento del parto. Parallelamente, si svolgeranno corsi di formazione specifica per il personale sanitario del Centro di Salute, che sarà in grado di prestare cure tempestive ai neonati e alle loro madri e sensibilizzare la cittadinanza. La sicurezza alimentare delle famiglie sarà inoltre rafforzata tramite il miglioramento e la diversificazione della produzione agricola e dell’allevamento. La terza fase del progetto prevede infatti formazione agli agricoltori, con insegnamento di nuove tecniche agricole e creazione di kitchen garden e attività volte allo sviluppo dell’allevamento di piccolo bestiame e corsi di veterinaria. Grazie al microcredito, nell’intero settore di Buyoga saranno beneficiari 500 tra allevatori e agricoltori. “In un solo intervento, dichiarano i responsabili di MLFM in Rwanda, ci impegniamo ad offrire sostegno nutrizionale materno- infantile fino ai 6 anni, formazione sanitaria e microcredito per coltivazione e distribuzione di animali di piccola taglia.”

ASIA/SIRIA - Mandato d'arresto per tre siriani sospettati per il rapimento delle suore di Maalula

Beirut – Il procuratore militare libanese, Fadi Sawan, ha emesso mercoledì 20 luglio un mandato d'arresto contro tre siriani sospettati di aver partecipato al rapimento delle suore del monastero siriano di Santa Tekla, nel villaggio di Maalula. Saer e Aman Skaf e Mustafa Ezzedin, considerati appartenenti a gruppi della galassia jihadista, sono già stati fermati come imputati per traffico d'armi e partecipazione ad azioni terroristiche. La vicenda delle tredici suore greco ortodosse del monastero di Santa Tekla aveva richiamato per mesi l'attenzione dei circuiti mediatici internazionali, a partire dal dicembre 2013 . Le religiose erano state prelevate dal loro monastero il 2 dicembre, insieme a tre collaboratrici, dai miliziani di una delle fazioni anti-Assad che in quel frangente avevano conquistato la cittadina, abitata in maggioranza da cristiani, e nota in tutto il mondo per essere uno dei luoghi in cui si parla ancora l'aramaico, la lingua di Gesù. La liberazione delle rapite era avvenuta il 9 marzo 2014 nella città libanese nord-orientale di Arsal, grazie anche alla mediazione degli apparati d'intelligence libanesi e del Qatar, e aveva avuto come contropartita il rilascio di 153 donne incarcerate nelle prigioni siriane. /GV) .

AMERICA/MESSICO - La creazione di un nuovo modello educativo non può essere lasciata solo agli specialisti

Chiapas – “Siamo convinti che una riforma educativa integrale sia necessaria” ha ribadito il Vescovo di San Cristobal de las Casas, Sua Ecc. Mons. Felipe Arizmendi Esquivel, precisando che questa comporta, tra gli altri aspetti, “analizzare il contenuto dei libri di testo; potenziare quelle materie che sono state sottovalutate, come l’educazione civica che porta a formare buoni cittadini; rivedere l'educazione sessuale, in modo che non sia solo informazione genitale e incitamento al libertinaggio; rivedere le responsabilità dei genitori, degli insegnanti e degli altri protagonisti sociali; tenere conto delle diverse culture che formano il paese, in particolare le modalità indigene di educare per la vita. All'interno di questa revisione, è ovvio considerare la pedagogia, la metodologia, le infrastrutture scolastiche, i diritti e i doveri dei lavoratori, etc”.Intervenendo ancora nella travagliata discussione sulla Riforma educativa approvata dal Congresso Federale , il Vescovo richiama il documento dell’Episcopato messicano dell’anno 2012, intitolato “Educare per una nuova società” in cui veniva presentata una seria analisi dell’educazione in Messico e i criteri per migliorarla. E cita, tra gli altri brani del documento, il n.18: “Se l'educazione non forma persone integre, che amano il bene, la bellezza, la verità e la giustizia, tutto il resto viene fondado in un terreno fragile e poco profondo".Il Vescovo di San Cristobal de las Casas conclude il suo intervento, pervenuto a Fides, con l’invito a genitori, insegnanti, società civile, a fare del loro meglio per arrivare ad un nuovo modello educativo: “Non lasciamo questo compito solo agli specialisti convocati dalle autorità, alcuni dei quali hanno una ideologia contraria alla nostra cultura. Dall’educazione dipende il paese. Oltre alle marce, dobbiamo fare proposte”.

AMERICA/STATI UNITI - In aumento le vittime di maltrattamento infantile causato dalla crescente precarietà delle famiglie

Austin - Secondo gli esperti, la povertà è un fattore determinante per l’aumento dei casi di maltrattamento infantile che si continuano a registrare nella Contea di Trevis, in Texas. I medici del Dell Children’s Medical Center hanno dichiarato che ogni giorno si trovano ad assistere un numero sempre maggiore di bambini vittime di abuso. Un gruppo di ricercatori di questo ospedale pediatrico, insieme al centro sanitario Ascension, si sono uniti per individuare le zone con il maggior numero di vittime e, allo stesso tempo, cercare soluzioni o prevenire il fenomeno. Secondo i dati del Child Protective Center , tra il 2009 e il 2012, dopo la recessione economica, è stato registrato un incremento di vittime tra i minori. A causa dello sviluppo della città e del rincaro dei prezzi delle case, la popolazione in condizioni economiche più precarie si è spostata verso la periferia della Contea di Trevis, in aree dove mancano servizi per la popolazione oltre ad esserci un alto tasso di disoccupazione. Per riuscire ad avere un cambiamento, dichiarano fonti locali pervenute a Fides, occorre rafforzare l’infrastruttura comunitaria per le famiglie, come case accessibili, salari dignitosi, facile accesso ai servizi sanitari, trasporto pubblico efficiente e, soprattutto, si deve migliorare la qualità delle scuole. Secondo le statistiche del 2012, negli Stati Uniti, un bambino su 100 subiva maltrattamenti; mentre nella Contea di Trevis, lo stesso anno, la cifra era di 1 minore su 85.

ASIA/YEMEN - Foto del salesiano rapito sul suo account facebook; il Vescovo Hinder: “anch’io penso che sia vivo”

Aden - “Non abbiamo notizie ulteriori e oggi, con i mezzi tecnici a disposizione in questo campo, tutto è possibile. Ma la foto può essere autentica. C'è chi vi vede comunque la prova che padre Tom è ancora vivo. E anche io credo che sia vivo”. Cosi il Vescovo Paul Hinder OFMCap, Vicario apostolico per l'Arabia meridionale, commenta la pubblicazione della foto comparsa sull'account facebook di padre Tom Uzhunnalil, il sacerdote salesiano indiano rapito lo scorso 4 marzo ad Aden dal commando di terroristi che quel giorno assaltarono una casa di cura nella città yemenuta, trucidando quattro suore Missionarie della Carità, insieme ad altre 12 persone. La foto, apparsa ieri sull'account facebook di padre Tom, ritrae un uomo dall'aria sofferta, con i capelli piuttosto lunghi, la barba incolta e le mani sul petto. Il messaggio in inglese che accompagna la foto annuncia l'imminente pubblicazione di una “supplica” del sacerdote rapito. Non viene segnalato chi abbia “postato” la foto e il messaggio. Secondo quanto riportato da media indiani, molti familiari di padre Tom, sotto la barba incolta e i capelli insolitamente lunghi, hanno riconosciuto nell'uomo ritratto nella foto i tratti somatici del sacerdote. “Per ora” riferisce all'Agenzia Fides il Vescovo Hinder “non ci sono elementi ulteriori per decifrare il senso e la provenienza di quella foto. Negli ultimi tempi, i tentativi di arrivare alla liberazine di padre Tom non avevano registrato sviluppi significativi”. Lo scorso 4 marzo, i terroristi avevano portato via con loro padre Tom Uzhunnalil dopo aver compiuto la strage nella residenza per anziani e disabili affidati alle cure dele suore di Madre Teresa. A quasi un mese dal massacro e dal sequestro, erano circolate nella rete web indiscrezioni che accreditavano senza alcun riscontro l'uccisione per crocifissione del sacerdote nella giornata del Venerdì Santo . Nei giorni seguenti, lo stesso Vescovo Hinder aveva parlato di “forti indicazioni” che facevano ritenere il sacerdote ancora in vita e nelle mani dei suoi rapitori. Poi, martedì 29 marzo, la Congregazione salesiana, in un comunicato ufficiale, aveva indicato nel governo indiano, nel Vicariato apostolico per lArabia meridionale e nell'ispettore salesiano di Bangalore, le fonti affidabili a cui riferirsi per seguire eventuali sviluppi della vicenda di padre Tom. .

AFRICA/ANGOLA - La famiglia in Africa oggi e domani, alla luce del Vangelo

Luanda – Con una solenne concelebrazione eucaristica della parrocchia della Santa Famiglia a Luanda, capitale dell’Angola, ieri si è aperta ufficialmente la 17ma Assemblea Plenaria del SECAM/SCEAM sul tema “La famiglia in Africa, ieri, oggi e domani: alla luce del Vangelo”. La Messa, cui erano presenti i circa 150 partecipanti all’Assemblea, tra Cardinali, Vescovi, Segretari regionali e nazionali di Conferenze Episcopali africane, è stata presieduta dal Vescovo di Lubango, Sua Ecc. Mons. Gabriel Mblingue, Presidente della Conferenza Episcopale di Angola e Sao Tomé: per la prima volta dalla sua creazione, nel 1969, il SECAM tiene la sua Assemblea in Angola.Durante i lavori, che si concluderanno con la Messa di domenica 24 luglio, i partecipanti analizzeranno attraverso seminari e tavole rotonde, una serie di temi legati alla realtà e al futuro delle famiglia africana, tenendo conto dei due recenti Sinodi sulla famiglia e della Esortazione Apostolica “Amoris laetitia”. Si parlerà quindi delle sfide poste oggi alla famiglia in Africa, di evangelizzazione della famiglia, di come l’influsso dei nuovi media e delle nuove ideologie sta cambiando la vita familiare nel continente. La riflessione dovrà portare ad individuare le soluzioni pastorali più adatte per rispondere alle sfide poste alla famiglia, che è il nucleo fondamentale della società.

ASIA/TERRA SANTA - L'Ordine del Santo Sepolcro inaugura il suo nuovo sito Web

Città del Vaticano – Le iniziative e i progetti realizzati e sostenuti soprattutto in Terra Santa dall'Ordine equestre del Santo Sepolcro avranno d'ora in poi un nuovo strumento per essere conosciuti in tutto il mondo: si tratta del nuovo sito Web internazionale dell'Ordine equestre www.oessh.va, inaugurato nei giorni scorsi dal Card. Edwin O'Brien, Gran Maestro dell'Ordine del Santo Sepolcro Già accessibile in cinque lingue, il nuovo Sito è stato progettato dal Dipartimento Comunicazione dell'Ordine, in collaborazione con la Segreteria delle comunicazioni della Santa Sede. Il nuovo website – riferisce sui media del Patriarcato latino di Gerusalemme Francois Wayne, Direttore del servizio comunicazione dell'Ordine – servirà in primis agli stessi membri – 30mila Cavalieri e Dame, sparsi in tutto il mondo – per seguire le informaizoni provenienti dalla Terra Santa, in particolare quelle relative alla vita del Patriarcato latino e della Custodia francescana. Ma “tutti coloro che sono interessati alla Terra Santa” aggiunge Wayne “possono trovare in questo sito stimoli e incoraggiamento per continuare ad aiutare le comunità cristiane che vivono nelle terre bibliche, dentro una prospettiva di dialogo e in una dinamica di fraternità universale”.Oggi – sottolinea ancora Wayne - “i Cavalieri e le Dame del Santo Sepolcro, sempre più numerosi, sono uomini e donne impegnati nelle loro diocesi, per lo più laici, che cercano di vivere il loro Battesimo alla luce della spiritualità della tomba vuota, a testimoniare la potenza della risurrezione di Cristo dedicando le proprie energie a sostenere le "pietre vive" della Chiesa Madre in Terra Santa”. Tra i modelli di santità a cui si ispirano c'è il Beato Bartolo Longo, apostolo del Rosario e membro laico dell'Ordine, che presso le rovine di Pompei “ha costruito un luogo di preghiera e opere sociali, fonte di speranza per milioni di pellegrini”. Proprio al Santuario della Madonna di Pompei i membri dell'Ordine si recheranno a ottobre in un pellegrinaggio giubilare, nel contesto dell'Anno Santo della Misericordia. .

AFRICA/NIGERIA - Denutrizione acuta per 240 mila bambini per la crisi umanitaria causata da Boko Haram

Abuja – A causa dell’aggravarsi della situazione umanitaria, dovuta al conflitto con il gruppo jaidista Boko Haram, oltre 240 mila bambini soffrono di denutrizione acuta oltre ad un elevato rischio di morte nello Stato di Borno, nord est della Nigeria. Secondo le stime dell’Agenzia delle Nazioni Unite per l’infanzia, dei 244 mila bambini colpiti, quasi 50 mila potrebbero morire se non ricevono assistenza tempestiva. “In media moriranno 134 bambini al giorno per cause relazionate con la denutrizione acuta se la risposta non aumenta rapidamente”, si legge in una nota stampa del direttore regionale dell’Unicef per Africa Occidentale e Centrale pervenuta a Fides. La crisi alimentare nella regione diventa sempre più evidente via via che le truppe della forza multinazionale stanno riguadagnando il controllo dei territori tenuti da Boko Haram e che diventano più accessibili agli aiuti umanitari. I luoghi che sono ora praticabili presentano un quadro desolante: città completamente distrutte che ospitano gli sfollati privi di adeguate condizioni igieniche, acqua o cibo. Le organizzazioni umanitarie purtroppo non hanno ancora accesso a quasi due milioni di persone che vivono in aree poco sicure. Nei sette anni del conflitto, Boko Haram ha causato la morte di più di 12 mila persone, secondo le stime del governo, anche se altre fonti ritengono che la cifra sia oltre il doppio, e costretto oltre 2,5 milioni di persone a fuggire dalle loro case.

Páginas