Derniers flash de l'agence Fides

AMERICA/CILE - Il vescovo di Villarrica chiede di fermare definitivamente la violenza a La Araucania

Temuco – Come ogni 15 agosto, migliaia di fedeli si sono riuniti in varie parti del paese per celebrare la festa dell'Assunzione della Vergine Maria, che nella tradizione cristiana cilena è molto sentita. A La Araucanía, i fedeli, soprattutto giovani che lavorano in campagna e rappresentanti delle comunità Mapuche, si sono recati al Santuario di Metrenco, a 10 km da Temuco. Lì, il vescovo della diocesi di Villarrica , Mons. Francisco Javier Stegmeier Schmidlin, si è rivolto ai fedeli parlando sulla violenza nella zona: "Dobbiamo parlare con i gruppi minoritari, con quelli pochi che cercano ancora la violenza e chiedere loro di smettere di usare questi mezzi e di ricorrere alla convivenza sana, che è il dialogo con le autorità perché ora è il momento di valorizzare la vita".In Cile sebbene va avanti il "Piano Araucania" , purtroppo ci sono dei piccoli gruppi che in modo violento pretendono farsi sentire, come il caso dell'ultima chiesa bruciata alla fine del mese scorso .

ASIA/FILIPPINE - Condanna da Mons. de la Peña all'uso di ostaggi come bombe umane

Manila – Un vescovo cattolico ha deplorato i presunti piani del gruppo Maute, ispirato dallo "stato islamico", che prevede usare degli ostaggi civili come attentatori suicidi contro le forze di sicurezza. La nota pervenuta dalla Conferenza Episcopale delle Filippine riferisce che Mons. Edwin de la Peña y Angot, M.S.P., vescovo della prelatura di Marawi ha detto che queste azioni "disperate" da parte dei militanti meritano una forte condanna."Orribile! Da condannare! Questi terroristi sono davvero disperati e per questo lo stanno facendo", ha detto Mons. de la Peña."Quello che fanno è tremendo e sperano poi che il governo li ascolti", ha detto.Mentre la situazione di scontri continua, i militari hanno dichiarato che meno di 40 militanti rimangono nella zona di guerra quasi tre mesi dopo che centinaia di uomini armati hanno cercato di assumere la città .Secondo i rapporti, circa 46 civili sono stati ostaggi dai terroristi, tra cui il sacerdote cattolico padre Teresito "Chito" Suganob, il Vicario Generale della prelatura di Marawi.

ASIA/SRI LANKA - Impegno e generosità, 30 anni dell’Opera della Santa Infanzia nello Sri Lanka

Maradana – 1.500 partecipanti guidati dallo slogan "Ti ho chiamato per nome per essere mio discepolo" hanno celebrato i 30 anni dell'Opera della Santa Infanzia nello Sri Lanka, che si è svolta il 29 luglio 2017 presso il Collegio San Giuseppe a Maradana con la presenza di Sua Eminenza Malcolm Cardinal Ranjith.Tutti i partecipanti hanno sperimentato ciò che significa il vero amore di Gesù espresso nel contributo verso la Santa Infanzia. L'incontro ha coinvolto i precedenti Collaboratori: direttori nazionali, direttori diocesani, animatori passati e presenti. Alcuni di questi testimoni particolari: un coordinatore ordinato Sacerdote e un'altra coordinatrice consacrata suora. Presenti anche i precedenti membri dello staff delle Pontificie Opere Missionarie.L'evento è stato organizzato dai membri dello staff dell'Ufficio Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, Sri Lanka sotto la guida del suo Direttore Nazionale, padre Basil Rohan Fernando.

AMERICA/SRI LANKA - Impegno e generosità, 30 anni dell’Opera della Santa Infanzia nello Sri Lanka

Maradana – 1.500 partecipanti guidati dallo slogan "Ti ho chiamato per nome per essere mio discepolo" hanno celebrato i 30 anni dell'Opera della Santa Infanzia nello Sri Lanka, che si è svolta il 29 luglio 2017 presso il Collegio San Giuseppe a Maradana con la presenza di Sua Eminenza Malcolm Cardinal Ranjith.Tutti i partecipanti hanno sperimentato ciò che significa il vero amore di Gesù espresso nel contributo verso la Santa Infanzia. L'incontro ha coinvolto i precedenti Collaboratori: direttori nazionali, direttori diocesani, animatori passati e presenti. Alcuni di questi testimoni particolari: un coordinatore ordinato Sacerdote e un'altra coordinatrice consacrata suora. Presenti anche i precedenti membri dello staff delle Pontificie Opere Missionarie.L'evento è stato organizzato dai membri dello staff dell'Ufficio Nazionale delle Pontificie Opere Missionarie, Sri Lanka sotto la guida del suo Direttore Nazionale, padre Basil Rohan Fernando.

AMERICA/PARAGUAY - Festa della Assunta, Mons. Valenzuela: “c’è un’indifferenza globalizzata!”

Asuncion – Una folla di fedeli ha festeggiato la festa della Vergine dell'Assunta, patrona del Paraguay. Gli atti festivi cominciarono con la processione nautica da Sajonia al Porto di Asuncion e da lì i fedeli portarono l'immagine della Madonna fino la Cattedrale. Un numero grande di Studenti di istituzioni cattoliche hanno partecipato attivamente all'evento.Nella sua omelia, l'arcivescovo di Asuncion, Mons. Edmundo Ponziano Valenzuela Mellid, S.D.B., ha lamentato l'iniquità che prevale nel nostro paese, dove la povertà estrema è cresciuta da circa 850.000 persone, abbandonate al loro destino e alla mancanza di distribuzione equa della ricchezza. "La situazione, ha aggiunto l'arcivescovo, sta arrivando a vedere intorno a noi un'indifferenza globalizzata!".Poi ha segnalato alcuni di questi elementi che vive la società in Paraguay: la perdita dei valori umani e cristiani, la distruzione della famiglia, la vita, la diffusione della tossicodipendenza, l'alcolismo.L'evento è riuscito ha coinvolgere molta gente: contadini, universitari, fedeli delle parrocchie, studenti e famiglie, alcuni convocati per altre motivi lo stesso giorno del 15 agosto nella capitale.

AFRICA/CENTRAFRICA - I leader religiosi: “Giusta la richiesta della popolazione di Bangassou di ritirare i Caschi Blu marocchini”

Bangui - La popolazione di Bangassou chiede il ritiro del contingente marocchini di Caschi Blu dispiegato in questa città nel sud-est della Repubblica Centrafricana.“La richiesta della popolazione è fondata e conferma quella di Mons. Aguirre, Vescovo di Bangassou” ha affermato l’Imam Oumar Kobine Layama, leader della Piattaforma delle Confessioni Religiose del Centrafrica che ha fatto parte di una delegazione proveniente dalla capitale Bangui, che ha condotto un’inchiesta sulla situazione a Bangassou e dintorni. La delegazione era composta da diverse personalità della politica e dell’amministrazione statale e di rappresentanti della società civile. Come denunciato all’Agenzia Fides da Sua Ecc. Mons. Juan José Aguirre Muños, Vescovo di Bangassou, i soldati della MINUSCA , dispiegati nell’area “hanno il grilletto facile” e quando sono vittime di agguati rispondono sparando indiscriminatamente colpendo anche i civili .“La popolazione è testimone e vittima delle azioni condotte nella città di Bangassou dai militari del contingente marocchino” ha rimarcato l’Imam Layama. “La popolazione non vuole che il contingente resti a Bangassou perché i suoi componenti hanno fallito la loro missione di protezione dei civili. Sono inattivi e soprattutto passivi quando sono attaccati dai miliziani. Secondo le dichiarazioni di alcune persone, i militari marocchini sono la causa di diversi casi di assassinio perché sparano a bruciapelo sui civili che vengono qualificati come miliziani” ha proseguito l’Imam.Bangassou e dintorni sono al centro di scontri tra gli ex ribelli Seleka e i miliziani Anti Balaka, da quando sono stati ritirati i militari ugandesi e statunitensi inviati in zona per dare la caccia Joseph Koni, capo del Lord’s Resistance Army . Da mesi la cattedrale di Bangassou ospita circa duemila cittadini musulmani minacciati di morte dagli Anti Balaka .

AFRICA/RD CONGO - Due progetti d’urgenza nelle province dell’ex Katanga dove sono raddoppiati gli sfollati

Kalemie - Secondo il rapporto OCHA, in marzo erano circa 450 mila gli sfollati della provincia del Tanganyika, la più colpita tra le quattro province dell’ex Katanga dal conflitto Luba-Pigmei in corso dal 2016. A Kalemie, capoluogo di provincia, su dieci persone, sei sono sfollate. Per fare fronte al fenomeno, la ong Avis ha avviato un primo progetto per garantire educazione di qualità a 15 mila bambini di Kalemie che hanno perso tutto. Il rogetto prevede corsi di recupero, sostegno economico alle scuole situate accanto ai campi di sfollati perché possano accogliere nelle classi i nuovi arrivati, formazione a insegnanti e direttori. E poi materiali scolastici, palloni e giochi per i momenti di svago e kit per gli insegnanti. L’altro progetto di urgenza in corso di realizzazione è RRMP, acronimo per Risposta Rapida ai Movimenti di Popolazione. Si articola in sei mesi e punta a raggiungere gli sfollati nelle zone più impervie delle quattro province dell’ex-Katanga , dove altri progetti non riescono ad arrivare. L’obiettivo è fornire assistenza a chi è sfollato da meno di tre mesi: beni di prima necessità, interventi nel settore dell’educazione, della salute e dell’igiene in collaborazione con International Rescue Committee .

AMERICA/STATI UNITI - Grazie all’intervento di Mons. Seitz una donna messicana potrà rimanere negli USA accanto alla figlia malata

El Paso – Una donna messicana, madre di tre figli, che rischiava di essere deportata, è stata autorizzata a rimanere negli Stati Uniti per altri sei mesi, dopo che Sua Ecc. Mons. Mark J. Seitz, Vescovo di El Paso, Texas e altri leader religiosi sono intervenuti a suo favore.María Elena De Loera, ha ricevuto un permesso per "motivi umanitari" per rimanere nel Paese per sei mesi in modo da poter assistere la figlia di otto anni Alia nelle cure mediche per il cancro. Questa è la terza volta che a De Loera viene concesso il permesso negli ultimi due anni, dopo che ha chiesto l'asilo negli Stati Uniti nel 2014, sostenendo che temeva per la sicurezza dei suoi figli dopo l'omicidio del marito in Messico. Mesi dopo la richiesta d'asilo, alla figlia più giovane è stata diagnosticata con cancro. Alla madre, è stata concessa la possibilità di rimanere negli USA nel 2015 mentre la figlia veniva curata, ma doveva rinnovare ogni anno questo permesso, cosa che non è accaduto questo anno, per questo si è reso necessario l'intervento di Mons. Seitz, e di altri leader religiosi .

AFRICA/UGANDA - Una biblioteca gratis in un furgone per i bambini di strada di Kampala

Kampala - Matatart è un progetto diretto da un architetto italiano di 30 anni, un cooperante italiano e una giovane ugandese. L’obiettivo è che i bambini che vivono per le strade di Kampala si interessino alla cultura. Il nome Matatart viene dal matatu, camioncini che funzionano come taxi. L’organizzazione ha comprato un vecchio matatu in Giappone e lo ha trasformato in un piccolo centro culturale che viaggia attraverso i sobborghi della capitale ugandese. Si trova nel sobborgo di Kawempe dove, in collaborazione con un’altra organizzazione, i bambini hanno ricostruito e pitturato una casa che servirà come alloggio gratuito ai piccoli abbandonati. I bambini possono entrare nel furgoncino, prendere i libri, leggere, dipingere, scrivere ed ascoltare musica. Secondo le stime ufficiali dell’Unicef, in Uganda ci sono circa 10 mila minori che vivono e lavorano per le strade.

AFRICA/KENYA - “No alla violenza”: appello dei leader religiosi nell’attesa dei risultati ufficiali del voto

Nairobi - “No alla violenza; sì seguano le vie legali per dirimere le contestazioni”. È questo il senso dell’appello lanciato dai leader religiosi del Kenya, riuniti nel Multi-Sectional Forum, in attesa della pubblicazione dei risultati ufficiali delle elezioni politiche e presidenziali tenutesi l’8 agosto . Dai risultati finora scrutinati appare ormai vincitore il Presidente uscente, Uhuru Kenyatta. Lo sfidante, Raila Odinga, ha accusato la manomissione dei risultati elettorali attraverso, a suo dire, la manipolazione del sistema elettronico di voto . Gli osservatori dell’Unione Europa hanno però dichiarato di non aver riscontrato indizi di “manipolazioni a livello centrale e locale” del processo di voto. “Abbiamo preso in seria considerazione le preoccupazioni espressa dall’On. Odinga, come pure quelle espresse da altri candidati” ha affermato Peter Karanja, Secretario Generale del National Council of Churches of Kenya , che ha parlato a nome del Multi-Sectional Forum. “È importante non impegnarsi in atti di violenza o di altre attività distruttive. Siamo fiduciosi che la Commissione Elettorale Indipendente e i principali partiti e formazioni politiche lavoreranno per risolvere i problemi Quindi, lasciamo che i keniani vivano in pace mentre aspettiamo che questi processi siano conclusi”.In un altro intervento i leader religiosi keniani hanno espresso apprezzamento per l’operato delle forze dell’ordine per il modo professionale con il quale hanno garantito la sicurezza prima, durante e dopo le elezioni. In alcuni incidenti isolati nell’ovest del Paese, roccaforte dell’opposizione e negli slum di Nairobi, sono morte 4 persone.

AFRICA/CENTRAFRICA - Massacro riportato dal Papa: “Soldati ONU dal grilletto troppo facile” denuncia il Vescovo di Bangassou

Bangui - “Il Santo Padre ha fatto riferimento al massacro perpetrato a Gambo, un villaggio che si trova a 70 km da Bangassou” dice all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Juan José Aguirre Muños, Vescovo di Bangassou, commentando l’appello lanciato ieri, 9 agosto, da Papa Francesco al termine dell’Udienza di mercoledì. “Sono rimasto profondamente addolorato dalla strage avvenuta domenica scorsa in Nigeria, all’interno di una chiesa, dove sono state uccise persone innocenti” ha detto Papa Francesco riferendosi alla strage nella chiesa di Ozubulu . “E purtroppo stamattina è giunta notizia di violenze omicide nella Repubblica Centrafricana, contro le comunità cristiane. Auspico che cessi ogni forma di odio e di violenza e non si ripetano più crimini così vergognosi, perpetrati nei luoghi di culto, dove i fedeli si radunano per pregare. Pensiamo ai nostri fratelli e sorelle della Nigeria e della Repubblica Centrafricana”.“Diverse decine di persone sono morte a Gambo tra venerdì 4 e sabato 5 agosto” riferisce Mons. Aguirre. “Tutto è iniziato quando gli Anti Balaka hanno attaccato il villaggio, che da 4 anni è nelle mani degli ex ribelli Seleka. Negli ultimi tempi i Seleka avevano accentuato le violenze contro la popolazione locale, soprattutto nei confronti delle donne, molte delle quali sono state rapite dalle loro case alla presenza dei mariti per essere poi violentate. Il 4 agosto gli Anti balaka sono entrati a Gambo per cacciare i Seleka”. “Da quello che mi è stato riferito-continua il Vescovo- subito dopo l’arrivo degli Anti balaka sono intervenuti gli uomini della MINUSCA . Gli Anti Balaka avrebbero sparato contro i Caschi Blu i quali hanno reagito con una reazione sproporzionato, sparando all’impazzata, colpendo anche i civili. Gli Anti balaka sono stati costretti a ritirarsi nella foresta, e i Seleka sono potuti rientrare a Gambo, dove hanno trovato un team della Croce Rossa che stava tenendo una riunione nell’ospedale, sgozzando diversi astanti, uomini e persino bambini”. “Quindi il massacro è stato commesso dai Seleka ma deriva anche dalla reazione sproporzionata dei Caschi Blu della MINUSCA, che quando sono attaccati reagiscono sparando all’impazzata. Hanno il grilletto troppo facile” denuncia il Vescovo. “Conosco persone, come un giovane seminarista e suo padre, uccise da colpi vaganti sparati dalla MINUSCA. Questo ci rattrista molto”. “Poi mi chiedo come mai una volta liberato Gambo dagli Anti balaka, la MINUSCA ha lasciato di nuovo la popolazione in balia dei Seleka?” continua Mons. Aguirre. “I cosiddetti “soldati della pace” che avrebbero il compito di disarmare tutte le fazioni centrafricane, disarmano con la forza solo gli Anti balaka ma non i Seleka che appaiono sempre più armati. Sembrano esserci complicità che non capiamo” conclude il Vescovo.

AMERICA/ARGENTINA - I Vescovi: “No alla centrale nucleare a Rio Negro”

Neuquen – In una riunione guidata da Mons. Virginio Bressanelli, Vescovo Emerito e Amministratore diocesano di Neuquén, le più alte autorità cattoliche in Patagonia hanno respinto l'installazione di una centrale nucleare a Rio Negro, la cui costruzione è stata annunciata dal governo provinciale e dall'amministrazione di Mauricio Macri.Secondo una nota pervenuta all’Agenzia Fides, i Vescovi hanno dichiarato che "oggi non ci sono le condizioni per l'esecuzione di questo progetto", nonostante riconoscano "la necessità per il Paese di incrementare la produzione elettricità, le opportunità di lavoro che questo impianto potrebbe fornire, l'urgenza di generare altri tipi di energia che non emettano gas responsabili dell'effetto serra".I Vescovi hanno ritengono però che la centrale nucleare "produce pericolosi rifiuti che rimangono radioattivi per lungo tempo e implica un costo molto elevato". Inoltre, hanno affermato che "le conseguenze di un fallimento o di un incidente sono molto gravi e irreparabili", sottolineando che c'è "poca fiducia nell'efficacia dei controlli".I Presuli affermano che il loro intervento non è "inteso a definire questioni scientifiche, né a sostituire la politica, ma a invitare al dialogo e a un dibattito onesto e trasparente".

EUROPA/SPAGNA - Integrazione, uguaglianza e rispetto: un circo sociale etiope per cambiare la vita dei bimbi in Etiopia

A Coruña – Circo, istruzione e impegno sociale sono i valori principali di Fekat Circus, un gruppo etiope che ha avviato una serie di iniziative con l’obiettivo di migliorare la vita dei bambini del loro Paese. Si tratta di un progetto di trasformazione sociale che lotta contro la povertà e la mancanza di risorse che colpisce milioni di persone in Etiopia. Otto giovani etiopi, tra i 18 e 32 anni, hanno dato vita a questo circo che trasmette valori come integrazione, uguaglianza e rispetto. Fekat Circus è nato nel 2004 ad Addis Abeba, quando questo gruppo di ragazzi che vivevano per le strade decisero di impegnarsi per migliorare le loro vite e quelle degli altri bambini. In scena i ragazzi portano una rappresentazione potente e intensa che comprende musica africana, specificatamente etiope e di altri generi che si mischiano con tanto buon umore per oltre un’ora di spettacolo.

AFRICA/KENYA - Il Presidente uscente Kenyatta in testa nelle elezioni di ieri ma l’opposizione denuncia brogli

Nairobi - Il Presidente uscente Uhuru Kenyatta è in testa nella conta parziale del voto di ieri, 8 agosto, per le elezioni presidenziali e politiche del Kenya . Il risultato è però contestato da Raila Odinga, candidato del cartello dell’opposizione NASA, secondo il quale degli “hacker hanno ottenuto accesso al database del sistema elettorale” falsificando i risultati.“Non potete ingannare la popolazione così a lungo” ha detto Odinga in una conferenza stampa. “Le elezioni generali del 2017 sono una frode” ha aggiunto.Secondo l’opposizione gli hacker sarebbe entrati nel sistema elettorale sfruttando le password di Chris Msando, responsabile informatico della Commissione Elettorale Indipendente , il cui corpo, che presentava segni di tortura, era stato trovato il 30 luglio a pochi giorni dalle elezioni .Secondo i risultati finora pubblicati dall’IEBC, relativa a più di 90% seggi scrutinati, Kenyatta è in testa con il 54,41% seguito da Odinga con il 44,72%.Le contestate elezioni presidenziali del 2007 avevano scatenato un’ondata di violenza nel Paese che aveva provocato migliaia di morti e circa un milione di sfollati interni.Secondo notizie di stampa disordini tra polizia e manifestanti dell’opposizione sono esplosi questa mattina a Kisumu, nell’est del Paese, uno dei centri più colpiti dalle violenze di 10 anni fa. La polizia ha tirato gas lacrimogeni contro diverse centinaia di manifestanti che hanno eretto barricate e incendiato pneumatici.

AMERICA/GUATEMALA - Oltre il 60 per cento dei guatemaltechi vivono in condizioni di povertà

Ciudad de Guatemala - Lo scenario di disuguaglianza, razzismo, povertà e denutrizione del Guatemala è evidente. Degli oltre 16 milioni di persone che vivono nel Paese latinoamericano, il 60% si trova in situazioni di povertà e più del 23% in stato di povertà estrema. Si tratta di cifre ufficiali diffuse dalla Commissione Interamericana dei Diritti Umani. Secondo questi dati il Paese è al 128° posto dei 188 compresi nell’Indice di Sviluppo Umano.

ASIA/PALESTINA - Un teatro itinerante per alleviare il trauma dei bambini di Gaza

Gaza - Un gruppo di giovani abitanti di Gaza si sono organizzati a portare l’unico teatro itinerante palestinese in orfanotrofi, ospedali e centri di assistenza diurna, per alleviare lo stress psicologico e i trauma dei minori della Striscia di Gaza, segnata dal bolocco e dal conflitto. Si tratta del Gruppo di Intrattenimento del Teatro Palestinestinese, dodici giovani artisti volontari che hanno messo a disposizione il loro tempo e denaro per mantenere l’unico teatro ambulante locale, fondato lo scorso anno. Uno degli spettacoli preferiti dal giovane pubblico vede un narratore, con in testa un berretto turco rosso, noto come Tarbush, e il simbolo palestinese del potere, la kufiya, che si siede al centro di un cerchio di bambini, e recita storie di avventura. Attraverso le rappresentazioni emergono temi delicati, relativi alla società nella quale i piccoli vivono, inoltre, vengono trasmessi messaggi pratici come quello di non toccare i resti dei missili israeliani e tenersi lontani dalla frontiera. Questo genere di eventi ludici non sono frequenti in questo enclave impoverito. Secondo l’Ufficio Centrale di Statistica Palestinese attualmente ci sono 14 teatri in Palestina, 11 di questi in Cisgiordania e 3 a Gaza, tuttavia nessuno ha esperienza come teatro itinerante. Tra le difficoltà lamentate c’è la mancanza di giovani attrici dal momento che le tradizioni palestinesi rifiutano questo tipo di attività per le donne e gli uomini sono costretti ad interpretare anche ruoli femminili.

ASIA/INDONESIA - I giovani cattolici asiatici: “Vogliamo affrontare le sfide del millennio per diffondere il Vangelo”

Yogyakarta - “Ci troviamo di fronte a problemi e sfide per vivere la nostra fede cattolica e vivere in un'era globalizzata che influenza la nostra vita. I rapidi progressi tecnologici danno origine al consumismo, alle dipendenze e alla perdita della nostra identità a causa della cultura indebolita” afferma la dichiarazione finale della settima Giornata della Gioventù Asiatica, tenutasi in Indonesia dal 31 luglio al 6 agosto . “Non possiamo evitare la modernizzazione” continua il documento inviato all’Agenzia Fides. “Alcuni di noi possono mancare di fiducia nel vivere la nostra fede. A causa delle pressioni derivanti dall'intolleranza, non abbiamo intimità con Dio e con la sua creazione. Ci sentiamo di non avere abbastanza supporto da diversi settori della società. Pertanto, come la gioventù cattolica dell'Asia, abbiamo bisogno di possibilità e spazio per essere ascoltati e notati”.La dichiarazione continua affermando che i membri dell'AYD hanno le capacità per superare le sfide. "Queste qualità svolgono un ruolo importante per la continuità della fede cattolica. Come giovani siamo abilitati dallo Spirito Santo che ci dà l'energia e il fuoco per diffondere il Vangelo in questo mondo multiculturale. Siamo protetti dai nostri talenti, dal coraggio, dalla compassione e dalle determinazione. Queste qualità sono le risorse necessarie alla società per rispondere alle sfide che il mondo sta affrontando”.Ricordando gli incontri con i giovani musulmani tenutisi durante l’Assemblea, i giovani cattolici asiatici affermano che “questi incontri multiculturali ci hanno aiutato a vedere la nostra fede in una nuova luce. Hanno spinto la fiamma della nostra passione. Speriamo che attraverso lo Spirito Santo saremo in grado di mettere in fiamme il mondo”. Tuttavia, hanno aggiunto, lo stesso incendio se non guidato può diventare incontrollabile e danneggiare altri. "Quindi è importante ricevere aiuto per perfezionare le nostre abilità e metterlo a beneficio". Esortano quindi l'aiuto dei loro pastori e animatori “per essere buoni modelli”.“Gesù ci ha insegnato ad amare incondizionatamente. Vogliamo testimoniare dello stesso Spirito dell'Amore che ci ha mostrato. Ciò include la cura per la nostra casa comune in base alla sfida di Laudato Si '. Intraprendiamo i passi per comunicare con gli altri, uscendo per incontrarci là dove sono e cercando di capire in modo più approfondito le loro culture. Agiremo come facilitatori e animatori dell'unità, creando un ponte per amare e rispettare coloro che appartengono a culture diverse” afferma il documento.Infine, dato che la tecnologia e i social media sono diventati parte integrante della vita dei giovani, conclude la dichiarazione promettendo di "utilizzare questi strumenti responsabilmente per diffondere positività e bontà piuttosto che negatività e odio, e per condividere la parola di Dio e ispirare gli altri”.

AFRICA/KENYA - Si vota in Kenya per eleggere il nuovo Presidente; la Chiesa in prima linea perché il voto sia pacifico

Nairobi -Urne aperte oggi, 8 agosto, in Kenya per le elezioni presidenziali e politiche. Sono 19,6 milioni gli elettori chiamati alle urne per eleggere il nuovo Parlamento e il nuovo Capo dello Stato, da scegliere tra il Presidente uscente Uhuru Kenyatta, e il suo storico rivale, Raila Odinga.Da notizie pervenute all’Agenzia Fides le operazioni di voto stanno procedendo nella calma con i numerosi elettori in file ordinate in attesa del loro turno di fronte ai seggi.Alla vigilia del voto la Chiesa cattolica ha organizzato seminari per istruire i fedeli a partecipare alle elezioni in maniera pacifica. In particolare il dipartimento Giustizia e Pace e Caritas dell’AMECEA , ha condotti diversi seminari nell’est del Paese a favore di sacerdoti e religiosi, laici impegnati in parrocchia e catechisti per impegnarsi in iniziative di costruzione della pace e nel diffondere gli insegnamenti sociali della Chiesa cattolica sulle forme di buon governo.Ai seminari hanno partecipato oltre 400 agenti pastorali.I Vescovi avevano indetto una novena di preghiera per il pacifico svolgimento delle elezioni, che si è conclusa ieri, 7 agosto. .

AMERICA/CILE - Promuovere una vera integrazione dei migranti in Cile” auspica il Cardinale Ezzati

Santiago – "È importante accogliere i migranti, ma questo non basta, dobbiamo integrare, il che significa anche creare leggi che favoriscano una genuina integrazione, con i relativi diritti umani", ha affermato Sua Eminenza il Cardinale Ricardo Ezzati, Arcivescovo di Santiago del Cile. “Speriamo che presto in Cile possiamo avere una legge che riesca ad integrare e contribuire in questo modo all'unità", ha auspicato il Cardinale nella nota pervenuta a Fides.Il Cardinale Ezzati ha partecipato sabato 5 agosto alla celebrazione che la comunità dei residenti boliviani della capitale cilena organizza dal 2003 in onore della Vergine di Copacabana.

EUROPA/SPAGNA - Rispetto dei diritti umani e dei propri territori: Giornata Internazionale delle Popolazioni Indigene

Madrid - Il 9 agosto si celebra la Giornata Internazionale delle Popolazioni Indigene. In tutto il mondo sono oltre 370 milioni sparse in 70 Paesi, che parlano 5 mila lingue e la cui cultura e conoscenze hanno contribuito in modo determinante alla storia dell’umanità. Inoltre, gli indigeni sono tra le popolazioni più svantaggiate e vulnerabili e rappresentano il 15% dei poveri del mondo oltre che un terzo delle persone che vivono in condizioni di estrema povertà nelle aree rurali. E se non bastasse, subiscono rifiuti, discriminazione, abusi, sfollamenti forzati, aumentati in questi ultimi anni a causa della globalizzazione economica e degli effetti dei cambiamenti climatici. Secondo la ong cattolica spagnola Manos Unidas, da sempre impegnata nella tutela e promozione delle perone più deboli, tra le sfide principali che questa ampia fascia di popolazione mondiale si trova a dover fronteggiare, oltre alla violazione dei diritti umani, emergono i grandi progetti economici che vengono sviluppati sui loro territori e che spesso hanno come risultato il degrado dell’ambiente dal quale dipende la loro sopravvivenza.

Pages