Derniers flash de l'agence Fides

AMERICA/ECUADOR - Dimissioni del Vicario Apostolico di Aguarico e nomina del successore

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco in data 2 agosto 2017 ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Aguarico , presentata da S.E. Mons. Jesús Esteban Sádaba Pérez, O.F.M. Cap. Il Papa ha nominato Vicario Apostolico di Aguarico il P. José Adalberto Jiménez Mendoza, O.F.M. Cap., Viceministro Provinciale dell’Ordine in Ecuador. Gli è stata assegnata la sede titolare vescovile di Ubaba.Il nuovo Vicario Apostolico è nato il 23 giugno 1969 a San Plácido, nella Diocesi di Portoviejo . Ha svolto gli studi filosofici e teologici a Cuenca , conseguendo la Licenza in Teologia all’Università dell’Azuay. Successivamente, ha compiuto studi di Psicologia all’Universidad Técnica Particular de Loja, specializzandosi in Psicologia Sistematica a Madrid . Ha ottenuto pure un Master in Terapia Familiar Sistemática y de Pareja a Salamanca e un altro in Terapia Humanista a Madrid.Ha emesso i Voti temporanei il 15 agosto 1990 e i Voti perpetui il 14 agosto 1996 a Guayaquil. È stato ordinato presbitero nella Cattedrale di Portoviejo il 16 maggio 1997. Dopo l’ordinazione ha ricoperto i seguenti incarichi: 1997 – 2000: Vice-Maestro del Post-noviziato e Vicario parrocchiale ; 2000 – 2003: Guardiano della Fraternità, Direttore del Postulandato, Coordinatore Colegio San Francisco, Direttore della Fundación Nuestros Hijos ; 2003 – 2005: Maestro dei Novizi ; 2005 – 2008: Ministro Vice-Provinciale dell’Ordine Cappuccino in Ecuador e Presidente dei Cappuccini in America ; 2008 – 2011: Ministro Vice-Provinciale dell’Ordine Cappuccino in Ecuador; 2014 – 2017: Ministro Vice-Provinciale dell’Ordine Cappuccino in Ecuador; dal 2016: Vice-Presidente della CER .Il Vicariato Apostolico di Aguarico è stato eretto nel 1984, ha una superficie di 22.000 kmq e una popolazione di 171.184 abitanti, di cui 143.827 sono cattolici. Ci sono 19 sacerdoti , 20 Fratelli, 43 suore e 4 seminaristi maggiori.

AMERICA/STATI UNITI - I Vescovi istituiscono una Commissione ad hoc “contro il peccato del razzismo”

Washington – La Conferenza Episcopale degli Stati Uniti d’America ha istituito una nuova Commissione ad hoc contro il razzismo, che si occuperà di affrontare il peccato del razzismo nella società e nella Chiesa, e dell'urgente necessità di essere uniti come società per trovare le soluzioni più idonee. “Gli ultimi eventi hanno mostrato la misura in cui il peccato del razzismo continua ad affliggere la nostra nazione” ha affermato il Card. Daniel N. DiNardo, Arcivescovo di Galveston-Houston, Presidente della USCCB, secondo il comunicato pervenuto a Fides. “Il pregiudizio può passare inosservato nell'anima. Senza una riflessione nella preghiera, può nutrire la paura di ciò che è diverso. Può svilupparsi in un razzismo eccessivo – ha detto il Cardinale -. Ma la riflessione individuale non basta. Deve condurre all'azione. Il lavoro dell'USCCB vuole essere un invito alla conversione per chi si nasconde dietro le cappe bianche e i simboli nazisti. Le vili espressioni di violenza contro gli afroamericani e altre persone di colore, contro il popolo ebraico, gli immigrati e altri, offendono la nostra fede, ma ci uniscono nella nostra decisione. Non permettiamo alle forze dell'odio di negare la dignità intrinseca di ogni persona umana. La nazione e il mondo vedano l’unico corpo di Cristo mobilitarsi nella difesa delle nostre sorelle e fratelli minacciati”.Il Vescovo di Youngstown, Sua Ecc. Mons. George V. Murry, è stato nominato Presidente della Commissione, i membri saranno scelti nei prossimi giorni, la prima riunione è attesa molto presto. “Non vedo l'ora di lavorare con i miei fratelli Vescovi e le comunità negli Stati Uniti per ascoltare le esigenze di quanti hanno sofferto per il peccato del razzismo e insieme trovare soluzioni a questa epidemia di odio che ha afflitto anche la nostra nazione troppo a lungo” ha detto Mons. Murry. “Attraverso l'esempio di amore e di misericordia di Gesù, siamo chiamati ad essere un popolo migliore di quello di cui abbiamo dato testimonianza nelle settimane e nei mesi passati come nazione. Attraverso l'ascolto, la preghiera e la collaborazione, spero che possiamo trovare soluzioni durature e un terreno comune dove il razzismo non trovi più posto nei nostri cuori o nella nostra società".

ASIA/IRAQ - Il portavoce del movimento sadrista: presto Muqtada al Sadr in Vaticano

Baghdad – Il leader sciita iracheno Muqtada al Sadr si appresta a compiere un viaggio in Europa, e nell'agenda della sua trasferta europea è prevista anche una visita in Vaticano e un incontro con Papa Francesco. A confermare con un comunicato stampa le indiscrezioni circolate nei giorni scorsi sui media è stato Jaafar al Mussawi, portavoce dello stesso Muqtada al Sadr. Nello stesso comunicato si fa riferimento anche all'invito ufficiale rivolto al leader del movimento sadrista da parte dell'Egitto. Lo stesso portavoce ha sottolineato che l'attivismo di al Sadr sugli scenari internazionali punta soprattutto a favorire la ricostruzione nelle aree dell'Iraq sottratte alle milizie jihadiste che la avevano occupate nel 2014. Negli anni successivi alla caduta del regime si Saddam Hussein, il nome di al Sadr - figlio del celebre Ayatollah Mohammed Sadeq al Sadr - appariva legato all'Esercito del Mahdi, milizia organizzata dallo stesso leader sciita per combattere soprattutto la presenza militare statunitense nel Paese. Gli analisti hanno registrato negli ultimi dieci anni diversi cambi di passo del leader, che nel 2008 ha sciolto la sua milizia e non appare allineato né con l'Iran, né col governo di Baghdad controllato dalle forze politiche sciite. In passato, Muqtada al Sadr è arrivato a auspicare il superamento del “sistema delle quote” che dalla morte di Saddam fonda su basi settarie la gestione del potere in Iraq. Nel Paese stravolto negli ultimi anni dall'offensiva jihadista, dalla proclamazione del Califfato Islamico con base strategica a Mosul e dalla compresenza di forze diverse e potenzialmente rivali nel fronte eterogeneo che ha portato alla riconquista di quasi tutte le aree che eran cadute in mano alle milizie jihadiste, Muqtada al sadr prova a profilarsi come un potenziale mediatore. In questa prospettiva è stato interpretato anche la recente visita da lui compiuta in Arabia Saudita per incontrare il Principe Mohammed bin Salman e altri rappresentanti sauditi. Lo scorso gennaio, la politica cristiana caldea irachena Pascale Warda, già ministro dell'immigrazione nel primo governo di transizione seguito alla caduta del regime di Saddam Hussein, aveva espresso pubblicamente il suo compiacimento per la prese di posizione di Muqtada al Sadr a sostegno della necessità di restituire ai legittimi proprietari le case e i beni immobiliari sottratti illegalmente nei mesi precedenti a famiglie cristiane a Baghdad, Kirkuk e in altre città irachene. .

AMERICA/BRASILE - Sacerdote ucciso nella sua abitazione a Borborema

Borborema – Il sacerdote Pedro Gomes Bezerra è stato trovato ucciso nella casa canonica a Borborema, nello stato brasiliano di Paraibo, la mattina del 24 agosto, il crimine sarebbe quindi avvenuto la sera precedente o la notte. Il corpo del sacerdote, avvolto in un lenzuolo, è stato trafitto da almeno 29 coltellate. Secondo le prime indagini, l’assassino sarebbe stato conosciuto dal sacerdote, in quanto non sono stati trovati segni di effrazione e non è stato rubato niente. L’automobile è stata ritrovata abbandonata in una zona rurale, ad una quindicina di chilometri dal luogo del delitto.Il comunicato della diocesi di Guarabira, pervenuto a Fides, informa che il sacerdote era incaricato dell’area pastorale Nossa Senhora do Carmo, a Borborema, dove esercitava il ministero pastorale da circa due anni. Dal 1999 al 2007 aveva svolto il suo ministero a Belem, dove aveva fondato la Casa di accoglienza per anziani Buon Pastore ed aveva dato una grande testimonianza di fede e di impegno sociale. Il 30 agosto avrebbe compiuto 50 anni e, a dicembre, 24 anni di sacerdozio. Una grande moltitudine di fedeli ha partecipato ai suoi funerali, celebrati il 25 agosto.

AFRICA/CENTRAFRICA - Nuove accuse sul comportamento dei Caschi Blu

Bangui -Ancora accuse ai militari della forza ONU nella Repubblica Centrafricana di non aver difeso i civili dagli attacchi di miliziani nei villaggi nel sud-est.Alcuni sacerdoti cattolici i cui villaggi sono stati attaccati hanno infatti postato su Facebook la loro indignazione per i fatti accaduti e richieste di aiuto. “Siete stati avvertiti, ma avete deliberatamente deciso di abbandonare questa città", ha scritto p. Jean-Alain Zembi, parroco di San Giovanni Battista di Zémio, al confine con la Repubblica Democratica del Congo, rivolgendosi ai Caschi Blu della MINUSCA.“La nostra comunità viene sacrificata, e vi terrò responsabile di tutti quei morti e di quelli si preparano a morire".Nel messaggio postato il 20 agosto, il sacerdote ha detto che almeno 30 cittadini sono stati uccisi quando gruppi armati hanno attaccato la stazione di polizia e l'ospedale, bruciando case e rubando oggetti di valore.Ha aggiunto che le truppe marocchine della MINUSCA avevano inizialmente cercato di proteggere i civili locali, ma non erano stati in grado di impedire che “donne innocenti e bambini venissero lasciati al loro triste destino".Un altro sacerdote, don Desire Kpangou, ha dichiarato che gli aggressori indossavano turbanti e non parlavano né francese né la lingua locale, il Sango, lasciando intendere che provenissero dal vicino Sudan.Tutta l’area che rientra nella diocesi di Bangassou è in preda a bande armate che siano ex ribelli Seleka o i cosiddetti Anti Balaka, gruppi di autodifesa, che si sono trasformati in banditi. I Caschi Blu marocchini della MINUSCA sono accusati non solo di non difendere la popolazione ma addirittura di aver ucciso civili innocenti. L’Imam Oumar Kobine Layama, leader della Piattaforma delle Confessioni Religiose del Centrafrica ha di recente chiesto il loro ritiro dall’area .

AFRICA/CONGO RD - “Vi sono tentativi di destabilizzare il Paese per prendere il potere con la forza” denuncia il CEPADHO

Kinshasa - “Siamo profondamente preoccupati per la situazione della sicurezza nelle città e nei territori delle province orientali e nella città e nella Provincia di Kinshasa” afferma un comunicato inviato all’Agenzia Fides dal CEPADHO, un organismo di difesa dei diritti umani che opera nell’est della Repubblica Democratica del Congo.“Solo del Nord Kivu, che non vi sono notti senza che vengano segnalati casi di omicidio, di rapina a mano armata, a Butembo, Beni e Goma o in diverse città e paesi della provincia” denuncia il CEPADHO.Gli attacchi contro le posizioni militari da parte di terroristi delle ADF o di miliziani Mayi-Mayi nei territori di Beni e Lubero e che stanno provocando massicci spostamenti di persone dai loro villaggi, così come la recrudescenza delle rapine stradali sugli assi portanti del Nord Kivu e in Ituri, “sono segnali evidenti di un possibile complotto per destabilizzare le istituzioni” afferma il CEPADHO.Le tensioni politiche derivanti dalla mancata organizzazione delle elezioni presidenziali e politiche entro il 2017, a giudizio del CEPADHO rischiano di sfociare in iniziative violente da parte di alcune forze dell’opposizione “La nostra organizzazione, pur condividendo la preoccupazione di chi vuole la tenuta di elezioni il primo possibile, scoraggia qualsiasi mossa di prendere il potere con la forza. Per questo denuncia alcune iniziative clandestine intraprese all’estero da parte di alcuni connazionali sostenuti da interessi stranieri per destabilizzare il Paese. Un colpo di Stato è peggio che non tenere elezioni nei tempi stabiliti” afferma il CEPADHO che accusa non solo il governo ma pure il Raggruppamento dell’Opposizione di aver contribuito a ritardare le elezione “con la sua intransigenza e le sue divisioni”.Il CEPADHO ritiene la recente presa di posizione della Comunità di Sviluppo dell’Africa Australe sul fatto che non sia possibile tenere le elezioni entro dicembre 2017, “sia non un’interferenza ma un atto di realismo”.

AFRICA/NIGERIA - Diocesi di Ahiara; i Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Owerri: “Si obbedisca al Santo Padre”

Abuja -Nella lettera pastorale rilasciata alla fine della loro seconda riunione plenaria, i Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Owerri hanno invitato i sacerdoti, i religiosi e laici della Diocesi di Ahiara a rispettare le direttive di Papa Francesco e di accettare il Vescovo Peter Ebere Okpaleke come loro ordinario locale, preparandosi al suo insediamento.Dopo aver sottolineato che la crisi di Ahiara è stata un'esperienza molto dolorosa per la Chiesa della Provincia ecclesiastica, i Vescovi hanno dichiarato: "Noi, Vescovi nella Provincia Ecclesiastica di Owerri abbiamo conosciuto e sentito lo scandalo e il dolore della disunità provocati dalla crisi nella diocesi di Ahiara. Molti sono stati profondamente feriti e molti altri si sono sentiti amareggiati Noi i Vescovi e Pastori della nostra Provincia chiediamo con forza la conversione, il perdono e la riconciliazione ".Esprimendo soddisfazione per l'intervento personale del Santo Padre nella crisi , i Vescovi invitano tutti i sacerdoti e fedeli della diocesi a rispettare le direttive del Santo Padre: “Siamo profondamente grati al Santo Padre per il suo intervento personale che ha dato la soluzione definitiva. Invitiamo dunque tutti i sacerdoti, i religiosi e laici della Diocesi di Ahiara ad obbedire incondizionatamente al Papa, il Vicario di Cristo e ad adempiere a tutte le sue direttive, e di accettare pienamente il Vescovo Peter E. Okpaleke preparandosi al suo insediamento”.Riguardo alla situazione politica del Paese, i Vescovi hanno espresso grave preoccupazione per la situazione venutasi a creare “negli ultimi due anni, che hanno visto un aumento delle agitazioni etniche e regionali, che si sono aggiunte a ulteriori tensioni politiche allo stato già violento della nazione nigeriana”. “Siamo a una volta a una svolta critica. Dopo aver visto una tragica guerra civile da cui dobbiamo ancora riprenderci e con guerre su piccola scala che ancora imperversano, il nostro governo e i leader politici dovrebbero abbracciare la strada della compassione, del dialogo e del pentimento in modo che i nigeriani possano essere recuperati dalla violenza, rinnovati e diventare veramente uniti. Invitiamo dunque tutti i nigeriani a escludere ogni forma di discorso incendiario in grado di infiammare le passioni” concludono i Vescovi.

AFRICA/ANGOLA - Vittoria contestata dell’MPLA; i Vescovi invitano alla calma

Luanda -Larga vittoria del Movimento Popolare per la Liberazione dell’Angola alle elezioni legislative tenutesi il 23 agosto . Il partito al potere in Angola dall’indipendenza nel 1975 ha ottenuto il 64% dei voti dei due terzi dei seggi finora scrutinati, secondo i risultati pubblicati dalla Commissione Nazionale Elettorale .Se questi risultati verranno confermati l’MPLA otterrà la maggioranza assoluta dei 220 seggi del Parlamento, permettendo di eleggere come nuovo Capo dello Stato, il suo candidato, il Ministro della Difesa Joao Lourenco.I due partiti dell’opposizione, UNITA , che ha ottenuto il 24% dei voti, e la CASA-CE, che ha ottenuto l’8,5%; hanno contestato i risultati presentati dalla Commissione Elettorale.Subito dopo la pubblicazione dei risultati elettorali, la Conferenza Episcopale di Angola e Sao Tomé ha invitato gli angolani alla calma e al senso civico per preservare la pace in un Paese che ha subito decenni di guerra civile.

AFRICA/SUDAFRICA - La missione “francescana” di 72 neocatecumenali nell’Africa del sud

Johannesburg - Dal 11 al 21 agosto, per rispondere alla chiamata di Papa Francesco, 72 uomini e donne delle comunità neocatecumenali del Sudafrica sono stati mandati in missione due o due, con nient'altro che una Bibbia in mani, per annunciare la Buona Novella in Sudafrica, Swaziland, Botswana e Lesotho. All’avvio della loro missione il gruppo è stato benedetto da Sua Ecc. Mons. Brislin, Arcivescovo di Città del Capo e Presidente della Southern African Catholic Bishops’ Conference , durante un ritiro a Città del Capo, con le seguenti parole: "Attraverso il nostro Battesimo condividiamo, come gli apostoli, nel ministero di Gesù Cristo dell'annuncio del Regno Di Dio. L'evangelizzazione nel tempo moderno non consiste solo nel portare Cristo a coloro che non hanno sentito parlare di Lui, ma anche alle persone per cui Cristo non è più importante, per riaccendere la propria fede”.Questa stessa missione è attualmente in corso in tutto il mondo, come annunciato l'anno scorso durante la Giornata Mondiale della Gioventù a Cracovia, quando più di 150.000 giovani della Via Neocatecumenale si sono riuniti per una riunione vocazionale."Questa missione non è solo per le persone consacrate", ha affermato Dino Furgione, responsabile della Via Neocatecumenale in Sudafrica. "Ci sono persone sposate, single, giovani e vecchi, sacerdoti e seminaristi. Questo è lo spirito del Concilio Vaticano II, il corpo della Chiesa come una vera presenza di Cristo. Abbiamo sperimentato il fatto che Cristo ci accompagna. E alla domanda che indirizza ai suoi discepoli nel Vangelo di Luca: "Quando ti ho mandato fuori, senza borsa, soldi o sandali, ti è mancato qualcosa?" Possiamo testimoniare che non ci mancava nulla! Alcuni hanno effettivamente sofferto di alcune privazioni, ma abbiamo tutti sperimentato la "gioia perfetta" di San Francesco, che ha anche lui usava inviare i suoi frati due a due “.

AFRICA/TANZANIA - La Tanzania annuncia la concessione della cittadinanza ai rifugiati burundesi stabilitisi da oltre 45 anni

Dar es Salaam -I rifugiati burundesi che vivono in Tanzania da oltre 45 anni riceveranno la cittadinanza tanzaniana. È questo l’esito dei colloqui tra il Ministro degli Interni della Tanzania, Mwigulu Nchemba e l'Alto Commissario ONU per la protezione dei Rifugiati , Volker Türk."Il governo della Tanzania in collaborazione con l'UNHCR è giunto alla tappa finale del processo di naturalizzazione per i profughi del Burundi giunti nel 1972", ha dichiarato il portavoce della UNHRC, Teresa Ongaro, in una dichiarazione a The East African.Secondo le ultime statistiche dell'UNHCR, la Tanzania è il Paese della regione che ospita i più profughi burundesi, 243.565.La Tanzania ha già naturalizzato più di 162.000 rifugiati burundesi che sono fuggiti nel loro Paese nel 1972.Due settimane fa, l'UNHCR ha tenuto colloqui con il governo di Tanzania e ha convenuto che i rifugiati burundesi dovrebbero ritornare a casa volontariamente e che coloro che si trovano nel Paese da più di 45 anni potrebbero ricevere la cittadinanza.Il mese scorso il Presidente della Tanzania John Magufuli ha invitato i rifugiati del Burundi a tornare volontariamente a casa."Esorto i nostri buoni vicini, i rifugiati del Burundi, a iniziare a pensare di tornare a casa volontariamente e di ricostruire l'economia del loro Paese, che a sua volta favorirà buone relazioni tra i nostri due Paesi", ha detto il presidente Magufuli dopo aver tenuto colloqui con il presidente del Burundi Pierre Nkurunziza a Ngara Distretto nella regione di Kagera.Di conseguenza, più di 5.000 rifugiati burundesi situati in diversi campi a Kigoma hanno dichiarato di essere disposti a tornare a casa. Nei mesi scorsi circa 150.000 rifugiati sono già tornati.

AFRICA/GHANA - “La celebrazione dell’Eucaristia deve essere sempre solenne” ammonisce il Cardinale Onaiyekan

Accra - Il Card. John Olorunfemi Onaiyekan, Arcivescovo di Abuja ,ha ammonito i cattolici in Africa a mantenere la celebrazione della Santa Eucaristia nel modo più solenne possibile.Il Cardinale è intervenuto all’inaugurazione del 4 ° Congresso Eucaristico Nazionale nella diocesi di Jasikan nella Regione Volta, dove hanno partecipato oltre 10.000 pellegrini di tutte le 20 Diocesi del Ghana. Il tema del congresso, dalla durata di sei giorni, era "L'Eucaristia e la Nuova Evangelizzazione".Il Cardinale Onaiyekan ha ricordato che il Concilio Vaticano II ha dato la possibilità alle Chiese locali a esaminare il patrimonio tradizionale della fede e della religione del loro popolo e di portare alcuni di questi elementi nella celebrazione dell'Eucaristia partendo dall'uso delle lingue locali.Ma queste aperture non consentono di trasformare la Messa in un divertimento sociale o discoteca. “Anche quando suoniamo i tamburi africani, è sempre importante mantenere la solennità che la Santa Eucaristia merita” ha sottolineato il Cardinale. “A questo proposito- ha aggiunto- facciamo bene a tornare alle tradizioni religiose del nostro popolo. Ritornando alla nostra tradizione spirituale che ha ispirato i nostri progenitori a esprimere la loro fede in Dio. con musica e danza, ci accorgiamo che queste sono intese appunto per questo scopo, e non per una generica festa quotidiana o sociale, ha sottolineato il Cardinale.“Ora che non abbiamo più paura di scavare nei patrimoni spirituali dei nostri antenati, troveremmo facilmente dei tesori che lo spirito del Signore ha messo nella mente dei nostri popoli prima che la fede cristiana arrivasse”.“Una delle preoccupazioni di questo Congresso Eucaristico è quella di elaborare un programma così chiaro. In ogni nuova era dell'evangelizzazione, però, l'Eucaristia è celebrata e adorata, e non ci può essere evangelizzazione senza l'Eucaristia, e pertanto nessuna nuova evangelizzazione che non prenda seriamente l'Eucaristia”, ha affermato il Cardinale OnaiyekanHa aggiunto che i cattolici hanno bisogno di uscire creativamente con nuovi metodi di evangelizzazione poiché ci sono nuove possibilità che sono ora disponibili, soprattutto attraverso le nuove tecnologie di comunicazione. Il Cardinale Onaiyekan ha invocato i cattolici a mettere da parte l'atteggiamento della pigrizia spirituale, facendo poco o niente, o semplicemente cercando di fare del loro meglio per stare lontano dal peccato e sfuggire all'inferno.

AFRICA/ANGOLA - Attesa per l’esito delle elezioni che determineranno il successore di dos Santos

Luanda - Attesa in Angola per i risultati delle elezioni parlamentari tenutesi ieri, 23 agosto, che determinerà la scelta del nuovo Capo dello Stato, destinato a succedere a Eduardo dos Santos, al potere da 38 anni. Alle urne sono stati chiamati circa 9,3 milioni di votanti registrati per eleggere l'Assemblea Nazionale di 220 membri; il partito vincitore eleggere il Presidente. Il partito al governo, MPLA , ha designato come successore di Dos Santos, Joao Lourenco, il Ministro della Difesa .Alla vigilia del voto i Vescovi della Conferenza Episcopale di Angola e Sao Tomé hanno ribadito l'appello ai partiti in competizione e ai cittadini, perché le elezioni si svolgano pacificamente, in modo da rispecchiare la maturità politica e democratica degli angolani.E in effetti non sono stati registrati incidenti di rilievo durante le operazioni di voto.Sua Ecc. Mons. António Francisco Jaca, Vescovo di Caxito e Segretario generale della CEAST, aveva chiesto agli angolani di continuare a vivere in pace e di fare in modo che “le elezioni diventino una festa della democrazia. Viviamo un momento di rafforzamento della nostra coesistenza pacifica come figli dello stesso Paese”.Mons. Jaka ha esortando “a crescere come Paese, mostrando maturità democratica e dimostrando che siamo in grado di andare avanti”. “Possiamo camminare insieme come fratelli angolani senza ricorrere alla violenza, votando secondo coscienza, una volta presa conoscenza dei programmi dei partiti” ha concluso.

AFRICA/NIGERIA - L’Arcivescovo di Kaduna:“Il governo deve rifondere la Chiesa dei danni provocati da Boko Haram”

Abuja -“Negli ultimi sei anni, i ribelli di Boko Haram hanno attaccato chiese e altri luoghi cristiani nel nord, ma il governo federale deve ancora rifondere le vittime” denuncia Sua Ecc. Mons. Matthew Man-oso Ndagoso, Arcivescovo di Kaduna, parlando a nome dei Vescovi della Provincia Ecclesiastica di Kaduna , nel nord della Nigeria, al termine della loro sessione plenaria, che si è tenuta presso la cattedrale di Minna.Di fronte ai giornalisti Mons. Ndagoso ha affermato: “voglio informarvi che la Chiesa cattolica non ha ricevuto nessun aiuto da parte del governo federale per i danni subiti”.Il primo assalto luoghi di culto cattolici compiuto Boko Haram in Nigeria risale al 25 dicembre 2011, quando è stata attaccata la chiesa di Santa Teresa di Madalla . “L'anno scorso, alcuni ragazzi hanno attaccato la chiesa cattolica di St. Philips, Bakin Iku, vicino a Suleja, distruggendo proprietà valutate diversi milioni di Naira. Nessuno ha simpatizzato con noi ", ha ricordato l’Arcivescovo.Mons. Ndagoso ha affermato che il governo federale deve essere responsabile dell'assistenza alle chiese e alle vittime.

AFRICA/SUD SUDAN - Il Vescovo Ausiliare di Juba: “Il governo è il maggior responsabile delle sofferenze della guerra”

Juba -“Il governo è il promotore della guerra, e la popolazione ne soffre le conseguenze ” denuncia Mons. Santo Loku Pio Doggale, Vescovo ausiliare di Juba, in un’intervista al National Catholic Reporter.“I civili sono brutalmente maltrattati e coloro che sono vittime della violenza non possono fare ricorso alla giustizia. È un grosso disastro” ha aggiunto.La guerra civile scoppiata nel dicembre 2013 tra il Presidente Salva Kiir e l’ex Vice Presidente Riek Machar ha provocato migliaia di vittime e lo sfollamento di quasi 2 milioni e mezzo di persone.Il conflitto ha assunto una dimensione etnica, dato che i due contendenti hanno fatto appello ai loro rispettivi gruppi etnici di provenienza: Dinka per Kiir e Nuer per Machar.“Il sangue della tribù è più denso dell’acqua del Battesimo” ammette Mons. Doggale. “Il nostro governo è cattolico. Leggono la Bibbia. Vanno a Messa. Ma quanto mettono in pratica gli insegnamenti evangelici?” chiede il Vescovo.

AFRICA/SUDAFRICA - Oltre 70.000 posti di lavoro persi nel solo settore minerario in 2 anni: allarme di “Giustizia e Pace”

Johannesburg - “Siamo profondamente preoccupati per il livello di disoccupazione nel nostro Paese” afferma una dichiarazione firmata da Sua Ecc. Mons. Abel Gabuza, Vescovo di Kimberly e Presidente della Commissione Episcopale “Giustizia e Pace” della SACBC . “In tutti i settori della nostra economia stanno sparendo posti di lavoro e si stanno ampliando le file dei disoccupati ad un tasso accelerato e allarmante. Solo nel settore minerario, più di 70.000 minatori hanno perso il lavoro negli ultimi due anni. Sentiamo il dolore delle migliaia di sudafricani che sono disoccupati e quelli che sono vittime del ridimensionamento aziendali denuncia “Giustizia e Pace”.Mons. Gabuza propone “un’azione strategica decisiva per invertire l’escalation della crisi lavorativa. Ci uniamo quindi agli appelli per un vertice sul lavoro per discutere la riduzione dei posti lavorativi e le misure per espandere la creazione di posti di lavoro in questo difficile ambiente economico”.Mons. Gabuza chiede inoltre “una moratoria dei ridimensionanti aziendali in tutti i settori” nell’attesa del vertice tra governo, imprenditori, sindacati e parti sociali sul lavoro.Ma il vertice deve essere solo un primo passo verso l’adozione di riforme macroeconomiche che porti alla creazione di nuovi impieghi. “Il nostro Paese ha bisogno di un quadro macroeconomico che è sia sempre più in grado di assorbire la crescente forza lavoro e sia equo nei suoi modelli di distribuzione”.“Riteniamo che gli sforzi per attenuare gli effetti della crisi in materia di disoccupazione sulle famiglie vulnerabili debbano essere rafforzate attraverso un ampio e sostenuto accesso alla protezione sociale. Condanniamo pertanto i ritardi nell'attuazione del disegno di legge sulla modifica dell'assicurazione contro la disoccupazione che è stata rimandata al Parlamento” conclude la dichiarazione.

AFRICA/CONGO RD - “No a elezioni entro il 2017 nella RDC” affermano i Paesi dell’Africa Australe

Kinshasa - Non è possibile organizzare entro la fine del 2017 le elezioni nella Repubblica Democratica del Congo. È quanto ha constatato la Comunità di Sviluppo dell’Africa Australe nel vertice che si è concluso domenica 20 agosto a Pretoria, in Sudafrica.I Capi di Stato dei 15 Paesi aderenti alla SADC dopo aver accertato l’esistenza di problematiche che impediscono la tenuta delle elezioni entro dicembre, senza però specificarle, hanno approvato la nomina di un loro inviato speciale nella RDC, che avrà il compito di “seguire il processo elettorale”.Il Presidente sudafricano, Jacob Zuma, ha chiesto alla Commissione Elettorale Indipendente di rendere noto il calendario elettorale aggiornato. L’indicazione della SADC è conforme a quanto dichiarato dalla CENI ma va contro alla recente presa di posizione di Stati Uniti, Consiglio di Sicurezza dell’ONU e Unione Europea che auspicano la tenuta delle elezioni presidenziali entro la fine dell’anno, in conformità degli accordi di San Silvestro . Nel frattempo l’opposizione che non ha aderito al governo di unità nazionale ha varato un calendario di proteste per esigere le dimissioni del Presidente Kabila entro il 31 dicembre .

AFRICA/NIGERIA - “Stop alla propaganda violenta che rischia di affondare il Paese”: appello dei Vescovi all’unità nazionale

Abuja - “Basta battere il tamburo di guerra”. È il titolo della dichiarazione firmata da Sua Ecc. Mons. Ignatius Ayau Kaigama, Arcivescovo di Jos, e da Sua Ecc. Mons. William Amove Avenya, Vescovo di Gboko, rispettivamente Presidente e Segretario della Conferenza Episcopale della Nigeria, che, a nome di tutti i Vescovi nigeriani, esprimono forte preoccupazione per lo stato della Federazione Nigeriana, attraversata da forti tensioni etniche, secessioniste e sociali a 50 anni dalla scoppio della guerra del Biafra .Proprio facendo riferimento a quel conflitto, i Vescovi ammoniscono “dobbiamo imparare dalla tragica esperienza della guerra civile, con la distruzione di un gran numero di vite e di proprietà e i cui effetti si possono ancora notare ai nostri giorni” per evitare che le attuali tensioni sfocino in una nuova tragedia nazionale. “Senza dubbio- scrivono i Vescovi- negli ultimi due anni la vita nazionale nigeriana ha visto l’aumento di agitazioni etniche e regionali che si sono aggiunte alle precedenti tensioni politiche, religiose, etniche e sociali”. Queste tensioni “ tracciano il quadro di una nazione agitata nella quale diversi componenti della popolazione si sentono esclusi o emarginati”.Tra gli esclusi vi sono in particolare vasti strati della popolazione giovanile. “Non è un segreto per nessuno che la situazione della Nigeria non appare promettente alle giovani generazioni” afferma il documento. “Questo è causato dalla monumentale scala di avidità e di corruzione della nostra classe politica più anziana che continua a provocare rabbia e sdegno nei giovani. La democrazia viene rafforzata quando la classe politica, le elite e gli anziani raggiungono un consenso per garantire la coesione nazionale e un senso di appartenenza inclusivo di tutti”.“Coloro che si sentono emarginati o oppressi non devono però trarre un indebito vantaggio della libertà di espressione, esprimendo dichiarazioni incendiarie che minacciano l’unità e la sopravvivenza del Paese” avvertono i Vescovi. “Basta battere il tamburo di guerra. La guerra è un vento malato che porta a nessuno alcune beneficio. Dobbiamo impegnarci in forme più costruttive di comunicazione e di dialogo all'interno di un quadro democratico che respinga il pregiudizio, l'intolleranza o l'esibizione di un senso di superiorità sugli altri” concludono i Vescovi.

AFRICA/SIERRA LEONE - I Vescovi: “Preghiamo per i defunti e auspichiamo una conversione ecologica per evitare nuove tragedie”

Freetown -“I nostri cuori e le nostre preghiere sono rivolti alle famiglie dei defunti e a tutti coloro che sono rimasti senza casa, così come coloro che sono stati gettati nella squallida povertà da questo disastro” scrivono i Vescovi della Sierra Leone, nel messaggio di condoglianze per la tragedia accaduta nella notte tra il 13 e il 14 agosto, quando un costone della montagna chiamata “il filone di pane” è crollato sul villaggio di Regent .Nel messaggio, pervenuto all’Agenzia Fides, si sottolinea la responsabilità dell’uomo nel prevenire questi disastri, provocati spesso da incuria, disboscamento selvaggio e da abusivismo edilizio: “L'enciclica di Papa Francesco, Laudato Sì, obbliga le nostre coscienze collettive a promuovere la vera conversione ecologica e a vivere in pace con la natura. I cittadini della Sierra Leone hanno la responsabilità di curare la "nostra casa comune”.“La Chiesa cattolica, attraverso la Caritas, in collaborazione con le agenzie cattoliche di sviluppo, collaborerà e supporterà il governo nei suoi sforzi per ridurre le sofferenze dei nostri compatrioti” continua il messaggio che conclude promettendo di “continuare a pregare per le anime di tutte le vittime”.Il bilancio delle vittime si avvicina ora a 600 morti, dei quali circa 450 sono stati recuperati.

ASIA/LIBANO - La statua gigante di Saint Charbel trasportata sulle alture di Kesrouan

Beirut - È giunta sulle alture di Kesrouan, la statua gigante di Saint Charbel, Santo libanese caro alla tradizione maronita. La statua è stata trasferita domenica mattina da Haret Sakhr, a nord di Jounieh, fino a Faraya, sulle alture di Kesrouan,Per consentire il trasporto della scultura, alta 27 metri, larga 7 e pesante 40 tonnellate, si è reso necessario l’adozione di speciali restrizioni alla circolazione lungo l’autostrada che conduce a Faraya.La statua, opera dell’artista libanese Naef Alwan, non è ancora completata; le mani verranno installate in seguito. Il 14 settembre, Esaltazione della Santa Croce, si terrà una Messa nel corso della quale la statua verrà consacrata.

Páginas