Derniers flash de l'agence Fides

ASIA/IRAQ - Le sigle politiche cristiane insistono: autonomia amministrativa per la Piana di Ninive

Erbil – L'autonomia amministrativa dellla Piana di Ninive continua a rappresentare l'obiettivo politico più concreto perseguito delle sigle e delle organizzazioni politiche e sociali animate da leader e militanti cristiani che lo scorso 6 marzo, a Kirkuk, hanno costituito un “Consiglio” unitario come strumento di rappresentanza condiviso. Lunedì 3 aprile, una delegazione dei gruppi aderenti al “Consiglio” ha visitato a Erbil il Parlamento della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, incontrando anche il vice-presidente del Parlamento, Jaafar Emniki. Durante l'incontro, i rappresentanti delle sigle politiche cristiane hannno consegnato al rappresentante istituzinale del Parlamento regionale il memorandum con le richieste prioritarie da loro condivise, a partire dalla concessione di autonomia amministrativa all'area della Piana di Ninive, liberata dall'occupazione delle milizie jihadiste, e dove prima degli anni di occupazione da parte del sedicente Stato Islamico erano concentrati i principali insediamenti cristiani della regione. Emniki ha confermato che l'apertura verso le istanze autonomistiche espresse dalle comunità cristiane già fa parte del programma perseguito dalla Regione autonoma del Kurdistan iracheno, e tale atteggiamento verrà convenientemente declinato nelle procedure e nelle iniziative messe in atto dalle commissioni e dagli uffici parlamentari. L'autonomia amministrativa dell'area di Ninive viene indicata dalle organizzazioni politiche cristiane della regione come uno strumento necessario per favorire la ricostruzione e il ripopolamento di città e villaggi che hanno sofferto l'occupazione jihadista a partire dalla primavera del 2014. .

AFRICA/CONGO RD - Adesione alta allo sciopero generale lanciato dall’opposizione

Kinshasa - Ha avuto largo seguito l’appello allo sciopero generale lanciato ieri dall’opposizione congolese per costringere il Presidente Joseph Kabila ad applicare l’accordo di San Silvestro per dotare la Repubblica Democratica del Congo di un governo di unità nazionale che porti il Paese alle elezioni presidenziali e parlamentari entro l’anno.Dopo il fallimento dei colloqui mediati dai Vescovi per l’applicazione dell’accordo, la tensione è alta nel Paese, alimentata dalle violenze nel Kasai, nel Nord Kivu e nel Katanga. Secondo notizie pervenute all’Agenzia Fides, lo sciopero ha avuto largo seguito nella capitale Kinshasa e nella seconda città del Paese, Lubumbashi, oltre che a Goma, a Mbuji-Mayi e a Kananga.Le Rassemblement, il cartello che unisce i principali partiti dell’opposizione, considera l’ampia adesione della popolazione allo sciopero come un test positivo in vista delle elezioni. Nel frattempo l’ONU ha votato il prolungamento di un altro anno del mandato della Missione ONU nella RDC . Un comunicato inviato all’Agenzia Fides dal CEPADHO, ONG umanitaria locale del Nord Kivu, ritiene che il contingente dei Caschi Blu della MONUSCO vada rimpatriato e che invece occorre potenziare la Forza d’Intervento Rapida, un’unità specializzata che si è dimostrata finora l’unica in grado di intervenire con efficacia per proteggere la popolazione locale dai circa 70 gruppi armati che operano in questa provincia nell’est del Paese.

ASIA/FILIPPINE - Si tiene a Mindanao la Giornata della Gioventù filippina

Zamboanga – La Giornata della Gioventù delle Filippine, che riunirà i giovani di tutte le diocesi dell’arcipelago, si terrà dal 6 al 10 novembre 2017 a Zamboanga del Sur, città nell’estremo Sud dell’isola di Mindanao, grande isola delle Filippine meridionali. Come appreso da Fides, il raduno nazionale torna a Mindanao dopo 11 anni, dato che l’ultima kermesse sull’isola si è tenuta nel 2006 a Davao. La registrazione dei giovani delle varie diocesi è appena iniziata. “La mia speranza è che la Giornata della Gioventù convogli e faccia incontrare giovani provenienti da diversi luoghi per prendere coscienza e dire alla Chiesa e al mondo quanto è bella, preziosa e vitale la nostra gioventù. I giovani partecipano con il desiderio di conoscere meglio Dio e si fanno pellegrini per condividere con gli altri il rapporto con Lui”, dice in una nota pervenuta a Fides l’Arcivescovo di Zamboanga, Romolo De La Cruz, accogliendo con gioia l’evento, organizzato dalla Commissione per la Pastorale giovanile della Conferenza episcopale. Mark Anthony Saavedra, coordinatore della Pastorale giovanile nell’arcidiocesi di Zamboanga, afferma che la Chiesa locale “è entusiasta di ospitare l'evento” che richiama il tema della Giornata Mondiale della Gioventù 2017: “L'Onnipotente ha fatto grandi cose per me e Santo è il suo nome” . “Ci stiamo preparando e daremo il meglio di noi”, ha rimarcato.Tutta la popolazione verrà sensibilizzata. Zamboanga City è nota anche per la sua cultura ispanica, ed è soprannominata “la città latina” per la lingua che parla la gente locale, il “chabacano” che include molti termini, suoni ed espressioni spagnoleggianti.Il territorio di Zamboanga è noto anche per la presenza di una consistente minoranza islamica ed è il luogo dove, tra le iniziative di dialogo interreligioso, sorge il “Villaggio dell’Armonia”, espressione del movimento per il dialogo islamo-cristiano “Silsilah”, fondato dal missionario Pime Sebastiano d’Ambra. L’auspicio espresso dalla Chiesa locale è che il grande evento dei giovani cattolici rappresenti anche un momento di dialogo e di fraternità con i giovani musulmani.

AMERICA/VENEZUELA - La malavita contribuisce ad aumentare il numero dei bambini che rimangono orfani

Caracas – Negli ultimi 5 anni a Caracas è aumentato in modo significativo il numero di bambini orfani a causa della malavita. Sebbene non ci siano cifre ufficiali di bambini e adolescenti che restano senza genitori, la media è allarmante. Considerando il 10% dei casi di omicidio registrati nell’obitorio di Bello Monte nel primo trimestre dell’anno, un totale di 1.600 bambini e adolescenti sono rimasti orfani. In totale sono stati registrati 1.334 cadaveri tra gennaio e marzo. Di questi, il 60% corrisponde a casi di omicidio, pari a 800 genitori morti.Secondo le stime del Cicpc , negli ultimi cinque anni il Paese è stato considerato uno dei più violenti del mondo, con oltre 132 mila persone assassinate, e di conseguenza 66.034 bambini e adolescenti rimasti orfani. La figura maschile è quella più colpita. Il 95% delle vittime di omicidio infatti sono uomini. Stando alle cifre dell’obitorio, nel mese di gennaio sono risultati orfani 604 bambini e adolescenti, a febbraio 243 e a marzo 255 minori.

AFRICA/NIGERIA - “Attenzione al reclutamento online dell’ISIS dei nostri studenti”: allarme di un Ministro nigeriano

Abuja - Il Ministro dell’Informazione e della Cultura della Federazione Nigeriana, Lai Mohammed, ha invitato i genitori alla vigilanza perché i loro figli e studenti non cadano vittima della propaganda dello Stato Islamico tesa a reclutarli nelle proprie file.Il Ministro ha portato l’esempio dei 27 studenti di medicina dell’ University of Medical Sciences and Technology, UMST, in Sudan, che sono stati convinti a recarsi in Siria per unirsi all’ISIS. Mohammed ha sottolineato che su 27 studenti ben 22 sono britannici, di origine sudanese. “Secondo un rapporto, gli studenti sono stati reclutati da un certo Mohammed Fakhri Al-Khabbas, un ex studente dell’UMST proveniente da Middlesborough, in Gran Bretagna”.“Diversi studenti che sono stati convinti a reclutarsi nell’ISIS sono figli di stimati dottori del Regno Unito. Gli account dei social media dei ragazzi hanno svelato la loro adesione alla causa dell’ISIS”.Mohammed ha quindi lanciato un appello alle famiglie nigeriane che hanno figli che studiano in università straniere a vigilare, mentre ha invitato le scuole nigeriane ad informare gli studenti sulle strategie di reclutamento online dell’ISIS.

AMERICA/PARAGUAY - La Conferenza Episcopale accetta di partecipare al dialogo proposto da Cartes

Asuncion – La Conferenza Episcopale del Paraguay ha confermato la sua partecipazione al tavolo di dialogo convocato dal Presidente Horacio Cartes con vari settori politici. Secondo la comunicazione pervenuta a Fides, i Vescovi prima si incontreranno per discutere l'invito e concordare il loro approccio. Come una delle possibili soluzioni alla situazione creatasi a livello politico, il Presidente Cartes ha proposto di incontrare diversi gruppi istituzionali per trattare l’argomento in modo urgente.

AMERICA/PARAGUAY - Il Vescovo di Caacupé sulla situazione: “Le autorità che ci governano sono i veri responsabili”

Caacupé – Il Vescovo della diocesi di Caacupé, Sua Ecc. Mons. Claudio Giménez Medina, ha affermato che “molti sono colpevoli di quello che è successo, di solito quelli che esercitano una certa autorità, ma in particolare coloro che guidano il Paese, i vari poteri del governo: esecutivo, legislativo e giudiziario". Mons. Giménez ha rilasciato queste dichiarazioni al termine della Messa celebrata domenica scorsa, 2 aprile, nella basilica di Caacupé davanti a molti fedeli."A mio avviso – ha detto . , sono loro i primi responsabili di guidare il popolo per le vie della giustizia. Non c'è dubbio. Ma anche i partiti politici sono responsabili, in particolare coloro che vogliono violare la Costituzione. I rispettivi capi di questi partiti, che non sono riusciti ad ascoltare le preoccupazioni della nostra gente, in particolare, la voce della Chiesa cattolica, che ha più volte dichiarato che la Costituzione e le leggi si devono rispettare. La brama di potere ad ogni costo e l'incoerenza hanno potuto di più"."Ribadisco - ha concluso il Vescovo -, che i tre rami del governo sono responsabili della situazione, non cerchiamo di addossare la responsabilità ad altri. Le autorità che ci governano sono i veri responsabili, non c'è dubbio".La nota inviata a Fides da una fonte locale sottolinea che la Messa viene trasmessa dalla televisione a livello nazionale, ma al momento dell'omelia del Vescovo la trasmissione è stata interrotta ed è ripresa solo più tardi. La tensione continua nel paese, il ministro dell’Interno e il capo della polizia sono stati destituiti dopo l’arresto di quattro agenti accusati dell’uccisione di un dimostrante di 25 anni, durante le manifestazioni contro il "golpe de estado parlamentario", la riforma costituzionale che apre la strada alla rielezione dell’attuale Presidente Horactio Cartes .

ASIA/MALAYSIA - L’arcivescovo Leow ai giornalisti cattolici: “Tenere insieme verità e realtà”

Kuala Lumpur – “Siate onesti e trasparenti nei vostri scritti. Sempre attenti alla verità. Nella competizione per la tempestività della notizia non si può ignorarne la veridicità e la fondatezza delle notizia stesse. Come cattolici, con una coscienza illuminata, siamo chiamati a tenere insieme la realtà e la verità”: è quanto ha detto l’arcivescovo Julian Leow, che guida la comunità di Kuala Lumpur, intervenendo al seminario dal titolo “Comunicare speranza e verità”, organizzato nei giorni scorsi nella capitale della Malaysia dalla sezione asiatica dell’organizzazione cattolica “Signis” e riservato ai giornalisti cattolici che lavorano nel continente. Come appreso da Fides, l’arcivescovo Leow si è poi soffermato sul senso del messaggio: “Voi stessi siete il messaggio: il vostro stile di vita, i valori che incarnate, le persone che siete. La testimonianza di vita parla più degli scritti. Bisogna essere persone integre, anche a volte rifiutando di scrivere qualcosa che i capi chiedono di scrivere, se va contro la coscienza”. Il seminario era focalizzato sul comunicare speranza e fiducia e sul combattere le notizie false. Vi hanno preso parte oltre 20 giornalisti da 13 paesi asiatici: Malaysia, Indonesia, Thailandia, Cambogia, Vietnam, Giappone, India, Pakistan, Bangladesh, Sri Lanka, Corea, Filippine e Singapore. Come ha rimarcato Jim McDonnell, del Segretariato generale di “Signis”, l’organizzazione intende offrire un sostegno ai giornalisti a livello internazionale e per rispondere alle sfide delle fake news, promuovendo a livello globale un’etica nel lavoro giornalistico, nella nuova era multimediale. Signis mira a formare una rete di giornalisti e rafforzare la solidarietà professionale. Augustine Anthuvan, di Signis Singapore, ha poi aiutato i partecipanti a sviluppare idee per lavorare insieme, esortando a “pensare in partnership”, mentre Alan John, direttore dell’Asia Journalism Fellowship ha esaminato con i partecipanti i meccanismi delle false notizie, la propaganda delle informazioni fuorvianti, i contenuti che alimentano l’odio. Dopo l’intervento di Terence Fernandes, consulente malese per la gestione dei media, il seminario si è concluso con un confronto tra i presenti, soprattutto nell’ottica di impostare connessioni tra i professionisti dei media cattolici nelle rispettive nazioni.

AFRICA/EGITTO - Al Azhar condanna l'attentato in Russia. Il grande Imam: il dialogo interreligioso non basta a fermare il terrorismo

Il Cairo – Una immediata condanna dell'attentato terroristico che lunedì 3 aprile ha colpito San Pietroburgo è stata espressa dall'Università di al Azhar, principale centro teologico-accademico dell'islam sunnita. In un comunicato, diffuso nelle ore successive all'attentato, al Azhar ha richiamato l'urgenza di combattere il terrorismo con adeguate misure internazionali che frenino il flusso di armi e risorse indirizzato verso gli apparati del terrore. Domenica 2 aprile, lo sheikh Ahmed al Tayyib, Grande Imam di al Azhar, aveva espresso le stesse sollecitazioni durante l'incontro con una delegazione guidata da Peter Thompson, attuale Presidente dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite. In quell'occasione, lo sheikh al Tayyib aveva anche riconosciuto che il dialogo interreligioso non è sufficiente di per sé a contrastare il dilagare del terrorismo, se non è accompagnato da politiche globali fondate sul principio di giustizia, e fino a quando non si pone fine allo sfruttamento dei più poveri. Al Tayyib ha anche rivendicato gli sforzi compiuti negli ultimi anni da al Azhar per consolidare i canali di dialogo e condivisione con molte Chiese e istituzioni cristiane, a partire dalla Chiesa cattolica. In coincidenza con la visita in Egitto di papa Francesco, in programma i prossimi 28 e 29 aprile, il Vescovo di Roma e il Grande Imam terranno ognuno un discorso ai partecipanti a una Conferenza internazionale sulla pace organizzata sotto il patrocinio dell'Università di al Azhar. .

AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - “La corruzione e l'impunità si devono combattere a tutti i livelli” chiede Mons. Nicanor Peña

Santo Domingo – Il presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Dominicana, Sua Ecc. Mons. Gregorio Nicanor Peña, si è espresso a favore dell'indagine da parte del Procuratore generale sullo scandalo della corruzione relativo al “Caso Odebretch”. Odebrecht è il colosso brasiliano delle costruzioni, accusato di aver corrotto funzionari pubblici di diversi paesi dell’America Latina .Secondo la nota pervenuta a Fides, Mons. Nicanor Peña ha detto che, una volta identificati, i responsabili devono pagare per le loro azioni. Ha anche sottolineato che la richiesta della società di combattere la corruzione e l'impunità dovrebbe essere estesa a tutti i livelli."Nella famiglia e nella società in generale c'è molta corruzione. Di solito viene attribuita solo al governo, tuttavia se ci guardiamo intorno c'è molta corruzione vicino a noi, e anche noi siamo colpevoli" ha detto il Vescovo in una intervista dopo l’apertura della Giornata Nazionale del Giornalista, celebrata domenica 2 aprile nella Repubblica Dominicana, organizzata dalla Pontificia Universidad Católica Madre y Maestra di Santo Domingo e dalla Conferenza Episcopale.Secondo notizie locali, domenica 26 marzo migliaia di dominicani hanno marciato a Santiago de los Caballeros, la seconda città più grande del paese, per chiedere azioni concrete da parte della giustizia dominicana per quanti sono coinvolti nel caso delle tangenti Odebrecht. I manifestanti hanno anche letto un comunicato in cui chiedono la sospensione delle operazioni della Società di costruzioni brasiliana nel paese. Il caso Odebrecht ogni giorno coinvolge sempre di più politici e autorità di diversi paesi latinoamericani.

AMERICA/HAITI - Sei mesi dopo l’uragano continua l’impegno per le persone con disabilità

Milano - Sono passati 6 mesi da quando l’uragano Matthew si è abbattuto su Haiti, causando la più grave emergenza umanitaria del Paese, dopo il terremoto del 2010. La situazione rimane ancora oggi difficile. In una nota inviata a Fides, il CBM, organizzazione umanitaria internazionale impegnata nella prevenzione e cura della cecità e della disabilità nei Paesi del Sud del mondo, riferisce che un milione e mezzo di persone sono a rischio di insicurezza alimentare, molte zone rurali sono inaccessibili a causa dei danni provocati alle strade. Subito dopo l’uragano l’Unità di Risposta alle Emergenze di CBM si è attivata con un programma che assicuri alle vittime, in particolare alle persone con disabilità e alle loro famiglie, di accedere agli aiuti, ricevere supporto psicologico e riprendere le attività di sostentamento. Il piano di aiuti ha previsto una prima fase di individuazione delle persone con disabilità, la ricostruzione degli edifici distrutti e la distribuzione di kit agricoli di sementi e piccoli animali, oltre che l’implementazione di attività volte alla prevenzione del rischio.Finora CBM, insieme ai partner locali, ha raggiunto e portato aiuto a 11.615 persone, nelle regioni haitiane di Jerémie e Les Cayes, due delle aree più colpite dall’uragano, attraverso l’allestimento di campi di soccorso temporanei, un programma di protezione e supporto psico-sociale. CBM ha identificato 3.370 persone con disabilità bisognose di supporto psico-sociale al fine di indirizzarle presso i servizi di aiuto. A Las Cayes sono attivi cinque gruppi di sostegno che hanno già individuato più di 70 casi a rischio, mentre 44 persone hanno già ricevuto un consulto psicologico.

ASIA/INDIA - Preti e suore al governo: No alla maternità surrogata in India

New Delhi – Il disegno di legge che intende regolare la pratica della “maternità surrogata” in India è “un attacco diretto ai valori sacri dell’istituzione del matrimonio, alla famiglia, alla dignità della donna e ai diritti naturali dei bambini”. Lo afferma il Forum di preti e suore avvocati di Delhi che, in una nota inviata a Fides, ribadiscono il netto rifiuto della maternità surrogata: questa, affermano, “è una sorta di noleggio delle donne e acquisto di bambini” e pensare a un disegno di legge che in qualche modo la consenta è profondamente errato e pericoloso. Il progetto di legge, rileva il Forum di animatori pastorali che hanno studi e competenze in campo legale, sembra essere stato inquadrato senza affrontare i problemi di fondo e “potrebbe fare più male che bene, alimentando lo sfruttamento delle donne”. Il testo inviato Fides nota: “Il grembo di una donna e il dono della capacità riproduttiva, ma anche i diritti dei bambini, sono trattati come merce e posti sul mercato. Il diritto di un bambino, che viene portato in grembo e nutrito per nove mesi, è trattato come l'allevamento di una mucca, in cui si valuta una qualità o quantità migliore. La femminilità diventa insignificante e la donna è considerata alla stregua di un corriere. La parte psicologica ed etica viene ignorata del tutto”. Il Forum osserva che la maternità surrogata viola il diritto naturale di un bambino di essere allevato dalla sua madre biologica e rileva evidenti lacune nel disegno di legge in oggetto. Il testo infatti, pur promettendo di monitorare la commercializzazione delle nascite, sarebbe facilmente aggirabile e manipolabile, ad esempio, giustificando la pratica della maternità surrogata tra parenti e mettendo ancora più sotto pressione le donne indiane. “Con l'avanzare della scienza riproduttiva e la mentalità di business, si arriva a considerare l’utero femminile come un semplice recipiente, un vivaio dove far germogliare una pianticella per poi trapiantarla in un altro terreno per la crescita” nota il testo. Sulla base di queste considerazioni, il Forum chiede al governo un divieto totale e senza condizioni, della maternità surrogata in India.

ASIA/INDIA - Prete e suore al governo: No alla maternità surrogata in India

New Delhi – Il disegno di legge che intende regolare la pratica della “maternità surrogata” in India è “un attacco diretto ai valori sacri dell’istituzione del matrimonio, alla famiglia, alla dignità della donna e ai diritti naturali dei bambini”. Lo afferma il Forum di preti e suore avvocati di Delhi che, in una nota inviata a Fides, ribadiscono il netto rifiuto della maternità surrogata: questa, affermano, “è una sorta di noleggio delle donne e acquisto di bambini” e pensare a un disegno di legge che in qualche modo la consenta è profondamente errato e pericoloso. Il progetto di legge, rileva il Forum di animatori pastorali che hanno studi e competenze in campo legale, sembra essere stato inquadrato senza affrontare i problemi di fondo e “potrebbe fare più male che bene, alimentando lo sfruttamento delle donne”. Il testo inviato Fides nota: “Il grembo di una donna e il dono della capacità riproduttiva, ma anche i diritti dei bambini, sono trattati come merce e posti sul mercato. Il diritto di un bambino, che viene portato in grembo e nutrito per nove mesi, è trattato come l'allevamento di una mucca, in cui si valuta una qualità o quantità migliore. La femminilità diventa insignificante e la donna è considerata alla stregua di un corriere. La parte psicologica ed etica viene ignorata del tutto”. Il Forum osserva che la maternità surrogata viola il diritto naturale di un bambino di essere allevato dalla sua madre biologica e rileva evidenti lacune nel disegno di legge in oggetto. Il testo infatti, pur promettendo di monitorare la commercializzazione delle nascite, sarebbe facilmente aggirabile e manipolabile, ad esempio, giustificando la pratica della maternità surrogata tra parenti e mettendo ancora più sotto pressione le donne indiane. “Con l'avanzare della scienza riproduttiva e la mentalità di business, si arriva a considerare l’utero femminile come un semplice recipiente, un vivaio dove far germogliare una pianticella per poi trapiantarla in un altro terreno per la crescita” nota il testo. Sulla base di queste considerazioni, il Forum chiede al governo un divieto totale e senza condizioni, della maternità surrogata in India.

AFRICA/CONGO RD - Nuovi assalti alle proprietà della Chiesa nel Kasai; il Papa “pregate per la pace nella RDC”

Kinshasa - Nuovi assalti a strutture della Chiesa cattolica nel Kasai, la regione della Repubblica Democratica del Congo sconvolta dagli scontri tra i militari e i seguaci del defunto capo tradizionale Kamuina Nsapu.Il 31 marzo un gruppo di miliziani ha assalito la città di Luebo, saccheggiando diversi edifici tra cui alcuni appartenenti alla Chiesa locale. “I miliziani hanno assalito, saccheggiato e bruciato l’episcopio, la cancelleria episcopale, hanno attaccato e incendiato gli uffici di coordinamento delle scuole cattoliche, i noviziati dove vengono formate le religiose, hanno profanato la cattedrale di San Giovanni. Si sono poi diretti a Lunkelu dove hanno saccheggiato il seminario propedeutico dove vengono formati i candidati sacerdoti” ha riferito don Charles Mukubayi, responsabile della Caritas diocesana di Luebo.Don Mukubayi denuncia inoltre che “i preti sono stati costretti a fuggire nella foresta. Se escono da lì vengono uccisi”.Tra gli altri edifici saccheggiati e incendiati dai miliziani vi sono la prigione e il palazzo di giustizia oltre alle sedi locali di alcune ONG.A febbraio in diverse aree del Kasai erano stati assaliti edifici ecclesiastici, tra i quali il seminario maggiore di Malole di Kananga .Ieri, domenica 2 aprile, Papa Francesco all’Angelus aveva ricordato il dramma della Repubblica Democratica del Congo: “Continuano a giungere notizie di sanguinosi scontri armati nella regione del Kasai della Repubblica Democratica del Congo, scontri che stanno provocando vittime e sfollamenti e che colpiscono anche persone e proprietà della Chiesa: chiese, ospedali, scuole... Assicuro la mia vicinanza a questa nazione ed esorto tutti a pregare per la pace, affinché i cuori degli artefici di tali crimini non rimangano schiavi dell’odio e della violenza, perché sempre odio e violenza distruggono”.

AMERICA/ECUADOR - Lenín Moreno vince le elezioni, l’opposizione contesta il conteggio dei voti

Quito – Il candidato di Rafael Correa , Lenín Moreno, è stato proclamato vincitore delle elezioni di domenica 2 aprile, tra le accuse di brogli da parte dell'opposizione. Con circa il 97% dei voti contati, l'ex vice presidente riesce a prevalere con più due punti percentuali rispetto al leader dell'opposizione, il banchiere Guillermo Lasso. In un primo momento, alla chiusura dei seggi, basandosi sulle indagini di voto, entrambi i candidati avevano sostenuto di essere vincitori. I primi dati del Consiglio Nazionale Elettorale danno Moreno al 51% rispetto al 49% di Lasso, che ha già chiesto il ri-conteggio delle schede.La Chiesa cattolica, attraverso la Conferenza Episcopale, pochi giorni fa aveva invitato tutti al voto: "I laici cattolici, membri o no dei diversi partiti e movimenti politici, hanno l'obbligo morale di discernere se il pensiero e le proposte dei candidati sono compatibili con i principi della fede e della morale della vita cristiana. Per questo motivo, devono valutare se le loro proposte sono coerenti o meno con i principi morali radicati nella stessa natura umana e presenti in tutte le dimensioni personali e sociali” si legge nel comunicato inviato a Fides alla vigilia del ballottaggio.

AMERICA/VENEZUELA - Preoccupa la tensione sociale: “si sta creando una dittatura” avverte il Card. Urosa Savino

Caracas – "Il blocco all'Assemblea nazionale persiste. Sono preoccupato dal fatto che il paese sia in uno stato di emergenza per quanto riguarda le questioni dello sviluppo economico da circa un anno. Questo non è normale. Neanche altre misure, come l'annullamento del referendum revocatorio o come il rinvio delle elezioni per i governatori. Tutto questo crea una situazione di dittatura" ha detto ieri il Cardinale Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, poco dopo l’Angelus domenicale in cui Papa Francesco ha ricordato la grave situazione con queste parole: "Seguo con viva attenzione ciò che sta accadendo in Venezuela e Paraguay. Prego per questi popoli, a me molto cari, e invito tutti a perseverare, senza sosta, evitando ogni forma di violenza alla ricerca di soluzioni politiche".Secondo le informazioni pervenute a Fides, la Chiesa in Venezuela continua a denunciare ogni situazione di ingiustizia. Il Card. Baltazar Porras, Arcivescovo di Merida, ieri ha dichiarato: "le correzioni alle sentenze sono solo cambiamenti cosmetici che non risolvono affatto la situazione, perché non considerano l'Assemblea Nazionale come un potere autonomo e confondono la popolazione. Per noi continua ad essere valida la richiesta del Card. Parolin, presentata lo scorso anno, di restituire la regolare funzione al Parlamento. Si tratta di una denuncia generale di molti paesi".Il Card. Porras ha sottolineato che la mancanza di sovranità popolare e il negare la partecipazione di qualsiasi gruppo che dissenta dal potere centrale è riprovevole dal punto di vista etico morale. "Se si continua così – ha sottolineato -, questo può essere un invito al caos e al disordine, e causare inutili spargimenti di sangue. Se si vuole accusare il parlamento, è il popolo che deve decidere, ma in questo momento, i reali bisogni della gente sono la mancanza di cibo e di medicine".Dalle ultime notizie si apprende che per il Parlamento del Venezuela, controllato dal 2015 dall’opposizione, è insufficiente l’annullamento da parte della Corte suprema delle sentenze con le quali aveva esautorato la stessa Assemblea Nazionale e abolito l'immunità parlamentare dei deputati

AMERICA/COLOMBIA - Preghiere e aiuti concreti per i colpiti dalla tragedia di Mocoa, oltre 250 morti

Bogotà – Nella notte tra sabato 1 e domenica 2 aprile, una gigantesca valanga di fango e detriti ha travolto la cittadina colombiana di Mocoa. I fiumi straripati, tra cui il Mocoa ed il SanBoyaco hanno invaso e distrutto le case, spazzato via i veicoli e due ponti. I quartieri colpiti sono 17. Finora i morti registrati sono 254, tra questi 62 minori, i feriti sono oltre 400. Interi quartieri sono sepolti dal fango. Secondo fonti locali, la città è totalmente isolata, senza elettricità e acqua. L’agenzia meteorologica locale ha riferito che il mese di marzo è stato il più piovoso dal 2011. Dinanzi alla grave tragedia, i Vescovi colombiani hanno invitato a pregare per i defunti e chiesto a Dio la forza per tutti quanti sono stati colpiti da questa calamità. Nella nota della Conferenza episcopale della Colombia, pervenuta a Fides, si legge che i Vescovi invitano le comunità ecclesiali, le persone e le istituzioni di buona volontà, a intraprendere le opportune iniziative per aiutare in maniera efficace il cammino della ricostruzione. Anche Papa Francesco, nell’Angelus di domenica 2 aprile, ha rivolto il suo accorato appello: “Sono profondamente addolorato per la tragedia che ha colpito la Colombia. Prego per le vittime e assicuro la mia e vostra vicinanza a quanti piangono la scomparsa dei propri cari, e ringrazio tutti coloro che si stanno adoperando per prestare soccorso”. La regione di Putumayo, dove si trova Mocoa, è al confine tra Ecuador e Perù dove, dall’inizio dell’anno almeno 90 persone hanno perso la vita per le forti piogge .

AFRICA/CONGO RD - Il dramma dei bambini abbandonati perchè accusati di stregoneria

Kinshasa - “Stregone/strega” è la causa dell’abbandono di migliaia di bambini nella Repubblica Democratica del Congo, accusati di essere ‘stregati’ o di praticare la magia nera, a volte anche per motivi banali come l’essere un bambino nervoso. Questi bambini diventano così bersaglio di abusi che culminano con la loro espulsione dalla famiglia. Spesso è lo stesso piccolo a fuggire per evitare maltrattamenti. Il fenomeno riguarda i bambini più vulnerabili, quelli rimasti orfani e quelli che vivono per strada. Secondo le informazioni pervenute a Fides, questi ultimi a Kinshasa sono 30 mila. Le giovani vittime vengono sottoposte a “sessioni di liberazione”, pratiche di esorcismo in uso presso alcune comunità pentecostali che hanno fatto degli esorcismi un business che permette ai pastori di arricchirsi e alle famiglie di sbarazzarsi di bambini considerati “scomodi”. Dopo il pagamento dell’esorcismo, il pastore conferma che il bambino è “uno stregone” e la famiglia può consegnarlo alla chiesa. Anche quando il pastore li dichiara guariti le famiglie non li riprendono in casa e i piccoli rimangono per strada, mangiano tra i rifiuti del mercato, dormono sui cartoni, chiedono l’elemosina o rubano. Le bambine sono indotte alla prostituzione.

AFRICA/RD CONGO - Il dramma dei bambini abbandonati perchè accusati di stregoneria

Kinshasa - “Stregone/strega” è la causa dell’abbandono di migliaia di bambini nella Repubblica Democratica del Congo, accusati di essere ‘stregati’ o di praticare la magia nera, a volte anche per motivi banali come l’essere un bambino nervoso. Questi bambini diventano così bersaglio di abusi che culminano con la loro espulsione dalla famiglia. Spesso è lo stesso piccolo a fuggire per evitare maltrattamenti. Il fenomeno riguarda i bambini più vulnerabili, quelli rimasti orfani e quelli che vivono per strada. Secondo le informazioni pervenute a Fides, questi ultimi a Kinshasa sono 30 mila. Le giovani vittime vengono sottoposte a “sessioni di liberazione”, pratiche di esorcismo in uso presso alcune comunità pentecostali che hanno fatto degli esorcismi un business che permette ai pastori di arricchirsi e alle famiglie di sbarazzarsi di bambini considerati “scomodi”. Dopo il pagamento dell’esorcismo, il pastore conferma che il bambino è “uno stregone” e la famiglia può consegnarlo alla chiesa. Anche quando il pastore li dichiara guariti le famiglie non li riprendono in casa e i piccoli rimangono per strada, mangiano tra i rifiuti del mercato, dormono sui cartoni, chiedono l’elemosina o rubano. Le bambine sono indotte alla prostituzione.

AFRICA/GUINEA EQUATORIALE - Erezione delle diocesi di Evinayong e Mongomo e nomina dei primi Vescovi

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data odierna, ha eretto le due nuove diocesi di Evinayong e Mongomo per divisione delle Diocesi di Bata ed Ebebiyin, rendendole suffraganee della sede metropolitana di Malabo. Il Santo Padre ha nominato primo Vescovo di Evinayong il Rev.do Calixto Paulino Esono Abaga Obono, del clero di Bata, Rettore del Seminario Minore e Parroco; primo Vescovo della diocesi di Mongomo è stato nominato il Rev.do P. Juan Domingo-Beka Esono Ayang, C.M.F., Economo del Seminario Claretiano di Bata, nonché docente nel Seminario Maggiore Interdiocesano. Infine, il Santo Padre ha nominato Vescovo della diocesi di Ebebiyin il Rev.do Miguel Angel Nguema Bee, S.D.B., Superiore Provinciale dell’Africa Tropicale Equatoriale.La neo-eretta diocesi di Evinayong comprende l’intera Provincia civile di Centro Sur, di cui capoluogo è la città di Evinayong. È suffraganea dell’arcidiocesi di Malabo. L’attuale chiesa parrocchiale di Evinayong, dedicata a San Giuseppe, diviene la Chiesa Cattedrale della neo-eretta diocesi.Il rev.do Calixto Paulino Esono Abaga Obono, primo Vescovo di Evinayong, è nato il 17 marzo 1969, a Ebang-Zomo . Nel 1989 è entrato nel Seminario Minore Juan Pablo II, prima di passare al Seminario Maggiore Interdiocesano La Purísima a Bata, nel 1994, dove ha portato a compimento gli studi di Filosofia e di Teologia. Ha conseguito, poi, una Licenza in Teologia Fondamentale presso l’Università di Navarra, in Spagna . È stato ordinato sacerdote il 22 dicembre 2000. Dopo l’ordinazione sacerdotale, ha ricoperto i seguenti incarichi: 2000-2003: Parroco della Comunità San Miguel Arcángel di Mongó e, poi, responsabile della parrocchia María Reina; 2003-2005: Studi superiori a Navarra ; dal 2005: Parroco di María Reina e Rettore del Seminario Minore Juan Pablo II di Bata, nonché Direttore della Commissione diocesana per la salute.La neo-eretta diocesi di Mongomo, comprende l’intera provincia civile di Wele-Nzas. È suffraganea dell’arcidiocesi di Malabo. L’attuale chiesa dell’Immacolata di Mongomo diviene Cattedrale della neo-eretta diocesi.Il rev.do P. Juan Domingo-Beka Esono Ayang, C.M.F., primo Vescovo di Mongomo, è nato il 18 febbraio 1969 a Mabewele-Yenkéng, municipio di Niefang . Dopo la scuola secondaria, ha completato gli studi superiori presso il Seminario Minore Claretiano di Malabo. Ha svolto due anni di stage, prima del Noviziato, durante i quali ha compiuto studi magistrali. Entrato nel Noviziato dei PP. Claretiani in Camerun, ha seguito gli studi filosofici presso l’Università di Kinshasa e ha completato, poi, quelli teologici presso l’Istituto Teologico di Ngoya a Yaoundé, in Camerun. Ha ottenuto una Licenza in Teologia Sistematica presso la Facoltà di Teologia di Cartuja, a Granada . Ha emesso la professione perpetua il 2 settembre 2002. È stato ordinato sacerdote il 28 settembre 2003.Dopo l’ordinazione sacerdotale ha svolto i seguenti incarichi: 2003-2004: Direttore del Collegio Claretiano di Niefang e Coadiutore della Parrocchia María Reina; 2004-2008: Direttore del Collegio Claretiano di Luba e Coadiutore della parrocchia di Nuestra Señora de Monserrat; 2008-2014: Parroco del Santuario Claret di Malabo; 2014-2016: Studi superiori a Granada ; dal 2016: Economo del Seminario Maggiore Claretiano “La Purísima” di Bata, docente in vari Istituti accademici.Il rev.do Miguel Angel Nguema Bee, S.D.B., Vescovo di Ebebiyin, è nato il 13 luglio 1969 a Bata . Dopo aver frequentato le scuole primarie e secondarie in Guinea Equatoriale, è dovuto fuggire, insieme alla famiglia, durante il periodo della dura persecuzione anticristiana dell’allora dittatore Francisco Macías. Avendo trovato rifugio in Gambia, vi ha concluso le scuole secondarie. Rientrato in Guinea, ha avuto modo di avvicinarsi alla Congregazione Salesiana e nel 1992 è entrato in Noviziato, iniziando gli studi filosofici nel Seminario Salesiano di Lomé, in Togo, e completando poi quelli teologici a Lubumbashi, nella Repubblica Democratica del Congo. Ha una Licenza in Pedagogia della Formazione, conseguita presso la Pontificia Università Salesiana in Roma. Ha emesso la professione perpetua il 19 luglio 1998. È stato ordinato sacerdote il 24 luglio 2000. Dopo l’Ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: 2000-2004: Collaboratore presso la Comunità Salesiana di Pointe Noire, dove ha ricoperto anche l’ufficio di Economo; 2004-2008: Direttore della Comunità provinciale di Yaoundé; 2008-2010: Studi superiori a Roma; 2010-2014: Vicario Provinciale a Yaoundé; dal 2014: Superiore Provinciale dell’Africa Tropicale Equatoriale per due mandati. Link correlati :I dati statistici relativi alle nuove diocesi e alle diocesi madre

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