Derniers flash de l'agence Fides

AMERICA/NICARAGUA - Uragano Otto: appello dei Vescovi per le popolazioni colpite

Managua - L’uragano Otto continua a colpire l’America centrale con piogge torrenziali e venti impetuosi . In Costa Rica le autorità hanno fatto evacuare 4 mila persone nella parte nord della costa caraibica del Paese e hanno ordinato la chiusura delle scuole per l’intera settimana. Inoltre, viste le piogge torrenziali previste in alcune aree, sono stati chiusi anche gli uffici pubblici. In Nicaragua, oltre alla evacuazione di 10 mila persone e la chiusura delle scuole, si teme il peggio per i contadini e le colture di caffè, che erano quasi pronte al raccolto. In un comunicato diffuso dalla Conferenza Episcopale del Paese, pervenuto a Fides, i Vescovi invitano l’intera popolazione ad attenersi alle indicazioni delle autorità nazionali e regionali per garantire la loro sicurezza e prevenire eventuali e ulteriori danni collaterali. I Vescovi, inoltre, invitano alla preghiera per le persone, le famiglie e le comunità coinvolte nell’uragano e per il personale delle organizzazioni al servizio dei soccorsi. Secondo il centro statunitense di controllo degli uragani di Miami, la tempesta tropicale si è trasformata nel settimo uragano della stagione 2016, con venti che soffiano a 120 chilometri l’ora.

AMERICA/ARGENTINA - Gruppo di 120 operai senza lavoro si rivolge al Vescovo di Reconquista

Reconquista – Il 22 novembre, il Vescovo della diocesi di Reconquista, Sua Ecc. Mons. Ángel José Macin, ha visitato la sede del sindacato dei lavoratori tessili per esprimere la sua solidarietà ai 120 lavoratori disoccupati, dipendenti della società Santa Fe nella città di Reconquista. Il Vescovo era stato invitato per informarlo della situazione e per chiedere un suo possibile intervento presso le autorità dello stato nel caso venga dichiarato il fallimento della fabbrica.Durante l'incontro, i delegati Ruben Lemos e Oreste González, insieme a un numero significativo di lavoratori, hanno presentato al Vescovo la difficile situazione che stanno attraversando. Da parte sua, Mons. Macin ha espresso la sua vicinanza e il motivo della sua presenza: la preghiera, l’aiuto immediato e la possibilità di coordinare la gestione della vicenda per raggiungere una soluzione favorevole.Secondo la stampa locale, dal mese di agosto questa grande fabbrica tessile, per problemi di gestione fra i soci, ha fermato la produzione e non paga più i 120 lavoratori dipendenti. A settembre la direzione voleva continuare la produzione ma solo con 40 operai, ma non è riuscita nell’intento. Oggi 120 famiglie sono senza stipendio e non si vede una via di uscita al problema.

AFRICA/CONGO RD - Il governo americano appoggia la mediazione dei Vescovi congolesi

Kinshasa - “Sottolineiamo il nostro appoggio alle discussioni mediate dalla Conferenza Episcopale Nazionale del Congo tra l’opposizione e il governo della Repubblica Democratica del Congo per raggiungere un accordo per elezioni credibili e tempestive” afferma un comunicato del Dipartimento di Stato nel quale si ribadisce l’appoggio di Washington agli sforzi di mediazione effettuati dai Vescovi cattolici congolesi “Esortiamo il governo della RDC e l'opposizione a lavorare con la CENCO per affrontare le questioni rimanenti, incluse la data delle elezioni presidenziali nel 2017, la garanzia che il presidente Kabila non cercherà un altro mandato e che la Costituzione non sarà modificata per consentirlo, una maggiore indipendenza della Commissione elettorale nazionale , un governo di transizione inclusivo, e una forte indipendenza del comitato di sorveglianza”.Il governo statunitense invita il principale leader dell’opposizione e candidato del cartello dell’opposizione “Le Rassemblement” ,Etienne Tshisekedi, a presentare proposte costruttive e concrete, e ad astenersi da discorsi incendiari o da azioni non compatibili con le norme democratiche”.Si auspica infine che la nomina del nuovo Primo Ministro, Samy Badibanga, possa diventare “un’opportunità per costruire fiducia e confidenza tra tutte le parti in causa” e che il Premier “adempia alla sua responsabilità di rispettare e proteggere i diritti fondamentali dei cittadini congolesi, inclusi la libertà di parola e di raduno e quello di accesso all’informazione”.

ASIA/CINA - La scomparsa di Mons. Francesco Tong Hui, Pastore zelante e premuroso

Yan’an - Il 27 ottobre scorso, alle ore 22.15, è deceduto S.E. Mons. Francesco Tong Hui, Vescovo emerito di Yan’an , nella provincia di Shaanxi . Egli era stato ricoverato nell’ospedale di Tangdu in seguito ad un’infezione polmonare. Aveva 83 anni. Il 30 settembre 2010 la Santa Sede aveva accettato la sua richiesta di dimissioni, presentata a causa dell’età avanzata e delle precarie condizioni di salute. Mons. Tong Hui era nato a Lintong, nella provincia di Shaanxi, il 15 agosto 1933. Nel settembre 1941 era entrato nel seminario di Santa Teresa di Xi’an ed il 23 dicembre 1956 era stato ordinato sacerdote. Nel 1958 fu nominato parroco nella zona meridionale di Lintong. Nel marzo 1965 venne incarcerato per quindici anni a causa della fede e della sua fedeltà al Successore di Pietro. Rilasciato nel 1980, fu nominato parroco di Guojiahao, nella diocesi di Xi’an, e nel 1988 parroco di Gongyi. Nel 1993 divenne Vicario Generale della diocesi di Yan’an, ed il 19 marzo 1994 fu ordinato Vescovo Coadiutore della medesima circoscrizione ecclesiastica. Il 28 dicembre 1999 successe a Mons. Giuseppe Wang Zhenye quale Ordinario. Nel 2006 la Santa Sede nominò un Vescovo Coadiutore nella persona di S.E. Mons. Giovanni Battista Yang Xiaoting, il quale, dopo le dimissioni di Mons. Tong Hui, gli è succeduto come Vescovo Diocesano di Yan’an.La diocesi di Yan’an, nella Cina centrale, già missione dei Francescani spagnoli, ha una superficie di circa 80.000 km² e conta 20 parrocchie, 33 sacerdoti diocesani, 2 comunità di religiose e circa 65.000 fedeli. Mons. Tong Hui era molto amato dai suoi fedeli, che riconoscevano in lui un Pastore zelante e premuroso. Dall’ospedale di Tangdu, dove egli è deceduto, la salma è stata trasportata alla chiesa di Maotuan, in cui è rimasta esposta alla venerazione dei fedeli e in cui sono stati celebrati i funerali il 3 novembre.

EUROPA - La testimonianza: il primo valore con il quale la Chiesa può e deve comunicare

Glasgow – “In un tempo segnato da un forte individualismo, dove la persona, i suoi desideri e le sue emozioni, diventano la misura di ogni decisione e comunicazione, la testimonianza, personale e coerente delle proprie convinzioni, sembra essere il mezzo più importante ed efficace per dire chi siamo e in cosa crediamo. Nella comunicazione ecclesiale, la testimonianza è, di fatto, il primo valore con il quale la chiesa può e deve comunicare.” Questa la conclusione dell’Incontro dei Vescovi responsabili per le comunicazioni sociali e dei portavoce delle Conferenze episcopali in Europa, che si è svolto a Glasgow dal 16 al 19 novembre.Il comunicato conclusivo del Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa , inviato a Fides, rileva che “ogni comunicazione è sempre trasmissione di valori”, quindi “è nella capacità di creare relazione, iniziando dall’ascolto dell’altro, nella testimonianza delle nostre convinzioni più che nella proclamazione di principi, e nel nostro credere alla Verità, che è Cristo, che si gioca la vera comunicazione ecclesiale”.

AFRICA/MALAWI - “No alle nuove condizioni sull’aborto terapeutico” affermano cattolici ed evangelici

Lilongwe - “Le nuove condizioni nella proposta di legge sull’aborto sono solo dei capri espiatori e una trappola per attirare la simpatia dell’opinione pubblica e far avanzare l’aborto su richiesta tra le donne e le ragazze” afferma un comunicato congiunto della Conferenza Episcopale del Malawi e della Evangelical Association of Malawi pervenuto a Fides.La nuova legge in discussione in Malawi, pur proibendo l’aborto volontario, amplia i casi nei quali è permesso “l’aborto terapeutico”: quando si tratta di prevenire danni alla salute fisica o mentale della donna; nei casi di stupro, incesto o contagio da Aids, e quando vi siano gravissime malformazioni del feto.“L’inclusione di queste clausole nella proposta di legge non riguarda la promozione della vita ma sono invece una forma nascosta di aborto su richiesta, perché povertà, vergogna, gravidanze non volute, espulsioni scolastiche possono provocare gravi problemi di salute, fisici e mentali” afferma la dichiarazione.I leader cristiani sottolineano che la maggioranza delle morti di parto in Malawi sono causate della mancanza di servizi sanitari basilari e quindi chiedono che si lavori per offrire migliori condizioni sanitarie pre e post natali.

AMERICA/GUATEMALA - Aperto l’incontro dei Vescovi dell’America centrale SEDAC, si prega per le vittime dell’uragano Otto

Città del Guatemala – I Vescovi del Segretariato Episcopale dell'America Centrale hanno aperto la loro riunione annuale ieri pomeriggio, nella cappella del Centro dei Fratelli Maristi a Città del Guatemala. Secondo la nota inviata a Fides, sono 65 i Vescovi, provenienti da El Salvador, Guatemala, Costa Rica, Nicaragua, Panama e Honduras, che partecipano all'incontro, dal 22 al 25 novembre, per discutere e riflettere sulla situazione della regione alla luce del magistero.All’ordine del giorno ci sono temi come la situazione delle famiglie, i processi di annullamento del matrimonio , il problema ecologico , l'organizzazione della Giornata mondiale della Gioventù 2019. Un altro tema in agenda riguarda la celebrazione dei 75 anni di questa organizzazione centroamericana. I Vescovi eleggeranno anche la nuova dirigenza del SEDAC, attualmente presieduto dall'Arcivescovo di Panama, Sua Ecc. Mons. José Domingo Ulloa Mendieta. Aprendo i lavori, Mons. Ulloa Mendieta ha invitato a pregare per i morti causati ieri dall'uragano Otto, che ha colpito il Centroamerica. Secondo le agenzie, due adulti sono morti travolti da una frana e un minore è stato ucciso da albero caduto a causa delle piogge prolungate. I servizi di emergenza di Panama, Costa Rica e Nicaragua hanno dichiarato la massima allerta per le zone costiere dei Caraibi.

AMERICA/COLOMBIA - Domani si firma l’accordo definitivo di Pace, il presidente Santos chiede di fermare gli omicidi dei leader contadini

Bogotà – In una dichiarazione congiunta, le équipes di negoziazione del governo e delle FARC hanno confermato ieri che il nuovo accordo di pace sarà firmato presso il Teatro Colon, nel centro di Bogotà, alle ore 11 di giovedì 24 novembre. Secondo il comunicato, pervenuto a Fides, il testo definitivo sarà sottoposto all’approvazione del Congresso colombiano. Nella breve dichiarazione si sottolinea che "la pace richiede che si agisca per l'attuazione degli accordi per superare anni di conflitto in Colombia".Si è giunti alla decisione della firma del “nuovo accordo” il 12 novembre, dopo i colloqui dei rappresentanti di governo e FARC con i gruppi che si erano espressi a favore del no nel referendum del 2 ottobre scorso sul precedente accordo.Sempre ieri nella tarda serata, il Presidente Santos, dopo l'incontro della Commissione di alto livello per la protezione dei diritti umani, durante una conferenza stampa ha detto che gli omicidi dei leader contadini di questi giorni mostrano “incertezza per quanto riguarda l'accelerazione dell'accordo”. Nella stessa conferenza stampa, il responsabile del Centro di risorse per l'analisi dei conflitti ha spiegato che "se l'accordo fosse stato già firmato, sarebbe stata già attiva, per esempio, la missione di monitoraggio e verifica, o le unità di polizia per la pacificazione e la protezione".Secondo il Comitato Permanente per la Difesa dei Diritti Umani, solo quest'anno 232 leader contadini o rurali sono stati minacciati; 21 hanno subito attacchi e 70 sono stati uccisi.Alla fine della conferenza stampa, il Presidente Santos ha ribadito che questa serie di omicidi deve essere fermata subito, così ha chiesto di "intensificare, con urgenza" la protezione dei leader delle comunità e dei difensori dei diritti umani.

AMERICA/STATI UNITI - Campagna natalizia per aiutare i bambini poveri

Charlotte - Il gruppo cristiano Borsa del Samaritano, con sede nella Carolina del Nord, Stati Uniti, sta promuovendo anche quest’anno il progetto “Operazione Natale: Bambino”, grazie al quale un gruppo di volontari raccoglie piccoli regali, articoli per l’igiene e testi di letteratura cristiana da distribuire ai bambini più svantaggiati. Tuttavia questa nobile iniziativa è contrastata dal gruppo ateo dell’Associazione Umanista Americana che non ritiene che gli studenti delle scuole pubbliche ricevano questi regali, che sono accompagnati da brani del Vangelo. I volontari cristiani dell’Associazione umanitaria continuano tuttavia la loro campagna solidale.

AFRICA/CENTRAFRICA - Le armi della guerra civile ivoriana sostengono l’instabilità centrafricana

Bangui - La crisi nella Repubblica Centrafricana ha dimostrato che non sono solo le armi depredate nei depositi libici nella guerra civile del 2011 ad infiammare le guerre nell’Africa sub-sahariana, ma ci sono pure flussi importanti di traffici illeciti di armi originate da altre crisi come quella in Mali e quella della Costa d’Avorio. È quanto afferma un recente rapporto dell’ong inglese Conflict Armement Research secondo il quale in Centrafrica il 20% dei fucili AK47 e più del 35% di quelli type 56-2 provengono dalla Costa d’Avorio.A seguito della lunga crisi politico-militare ivoriana nel Paese dell’Africa occidentale sono rimaste in circolazione diverse armi leggere, in gran parte appartenenti alle formazioni di guerriglia che controllavano il nord-ovest ivoriano. Parte di questi arsenali sono ora disponibili sui circuiti illegali che vanno dall’Africa occidentale a tutto il Sahel. Questo dimostra l’importanza delle attività di smobilitazione e di disarmo dei contendenti una volta raggiunto un accordo di pace.Il rapporto è frutto di indagini sul terreno che ha permesso di recuperare i numeri di serie di armi e munizioni impiegate dalle forze irregolari. Oltre alle armi provenienti da Costa d’Avorio e Libia, il rapporto mette in risalto il ruolo del Sudan, che dispone pure di proprie fabbriche di armi e munizioni, nell’alimentare l’instabilità nell’area sub-sahariana e saheliana.

AMERICA/ARGENTINA - “La gente non ha più soldi nemmeno per comprare il latte”: la grave situazione di Quilmes denunciata da Mons. Tissera

Quilmes – Con una massiccia presenza di fedeli è stata celebrata sabato scorso, 19 novembre, la "Messa della speranza" presso il grande parco delle Malvinas, punto di ncontro dei tre distretti che compongono la diocesi argentina di Quilmes. Da 21 anni si celebra qui la "Messa della Speranza", che quest’anno ha avuto una motivazione speciale: la chiusura del Giubileo dell'Anno della Misericordia e i 40 anni della creazione della diocesi di Quilmes.Nell'omelia, pervenuta a Fides, Sua Ecc. Mons. Carlos José Tissera, Vescovo di Quilmes, ha usato parole forti per descrivere la disoccupazione e la precarietà del lavoro, la fame e anche il traffico di droga di cui soffre la diocesi."Non è una cosa che ci viene raccontata, ma lo stiamo vedendo: alle nostre mense pubbliche è aumentato il numero di bambini e adolescenti. Attualmente in alcuni quartieri i giovani chiedono anche solo un piatto di cibo. La gente non ha più soldi per comprare da mangiare" ha detto il Presule. Mons. Tissera ha sottolineato: "le statistiche dicono che è diminuito persino il consumo di latte". "Siamo seriamente preoccupati dal fatto che in alcuni quartieri è in aumento il numero di bambini con la tubercolosi. Ci sono anche casi di malnutrizione".Proprio per la numerosa presenza di cittadini, il Vescovo ha anche denunciato la situazione del lavoro in nero e mal pagato. "Siamo qui oggi perché vogliamo pregare per avere un lavoro, il lavoro è necessario. Ma non per un lavoro mal pagato. Non ce la facciamo ad arrivare alla fine del mese. Sappiamo anche che è crisi per tutti, anche per le piccole e medie imprese, ma queste sono la spina dorsale della nostra regione meridionale".Nella conclusione Mons. Tissera ha anche lamentato l’aumento del numero di persone, perlopiù povere, che dalla campagna si insediano nei centri cittadini, costruendosi alloggi precari: “è un grave problema avere un alloggio, e a questo si unisce il problema della salute, dell'istruzione, dell'insicurezza e della droga".

AFRICA/GHANA - Il Capo di Stato Maggiore: “Siamo pronti a proteggere la pace in vista delle elezioni”

Accra - “È mia responsabilità aiutare la polizia a proteggere la pace e le proprietà. Siamo pronti a far fronte a qualsiasi persona o gruppo che cerchi di turbare le pace dei ghaniani” ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate del Ghana, il Maresciallo dell’Aria Michael Samson-Oje, durante la visita di cortesia effettuata dall’Arcivescovo Metropolita di Accra, Sua Ecc. Mons. Charles G. Palmer-Buckle.All’avvicinarsi delle elezioni del 7 dicembre la tensione politica è in ascesa in Ghana. Un fatto che è stato stigmatizzato dal Capo di Stato Maggiore. “Il Ghana ha svolto sei elezioni successive dal 1992 e non vedo perché alcune persone o gruppi intonino canti di guerra quando non ce n’è motivo” ha detto, ed ha poi chiesto alla Chiesa di pregare per lui e i suoi uomini.Mons. Palmer-Buckle ha espresso la sua gratitudine ai militari per il loro lavoro ed ha ribadito che, come sacerdoti, “è nostro dovere pregare per il Paese e per i cittadini”. L’Arcivescovo ha invitato i politici alla moderazione e a non seguire “autoproclamati profeti” che offrono presunte previsioni elettorali.Mons. Palmer-Buckle ha infine chiesto al Capo di Stato Maggiore di riconsiderare il degradamento del rango dei cappellani militari, da capitano a tenente, visto che anche loro si sottopongono a un lungo periodo di formazione come medici e avvocati.Le elezioni parlamentari e presidenziali del 7 dicembre vedono in lizza sette candidati per diventare Capo dello Stato. Di recente i Vescovi hanno denunciato il clima elettorale pesante, invitando i ghaniani ad evitare ogni violenza.

AFRICA/MADAGASCAR - Onorificenza ad una suora missionaria per trent’anni al servizio dei lebbrosi

Fianarantsoa – “La data del 19 novembre 2016 rimarrà negli annali del villaggio di Ilena della diocesi di Fianarantsoa”, scrive a Fides padre Albert Rainiherinoro, M.I. “Quel giorno – continua il missionario - Suor Marie Alleyrat, della Congregazione delle suore della Divina Provvidenza di Saint Jean de Bassel, responsabile dell’ambulatorio d’Ilena, ha ricevuto la medaglia ‘Chevalier de la légion d’honneur’ a nome del Presidente della Repubblica Francese”. “Con questo cerimonia lo Stato francese ha riconosciuto il contributo di suor Marie al servizio dei più poveri e alla diffusione della Francia all’estero con i suoi valori umanistici” racconta p. Albert. La suora, ottantenne, ha svolto la sua missione presso il lebbrosario di Analalava, diocesi di Ambanja, dal 1969 al 2000. Dal 2000 al 2006 ha prestato servizio presso l’ambulatorio ECAR Mahasoabe, e dal 2006 fino ad ora presso l’ambulatorio, ex-lebbrosario, ECAR Ilena. “Suor Marie ha accettato di ricevere questa onorificenza in segno di riconoscenza verso i suoi amici francesi che si sono dati da fare per fargliela avere. Lei, in realtà, non ama mostrarsi preferisce lavorare nel silenzio. ‘La benedizione del Signore è più importante di questa medaglia, quindi prego perchè ricolmi ognuno di voi’ ha detto ringraziando”.

AMERICA/VENEZUELA - “La gente sta cadendo nella depressione per la delusione del dialogo che non va”: Mons. Padrón a Fides

Roma – Il Presidente della Conferenza Episcopale Venezuelana , Sua Ecc. Mons. Diego Padrón, venuto a Roma per accompagnare Sua Ecc. Mons. Enrique Porras Cardozo, Arcivescovo di Mérida, creato Cardinale nel Concistoro del 19 novembre, ha rilasciato a Fides alcune dichiarazioni sulla grave situazione che vive il Venezuela attualmente.“Innanzitutto - ha detto Mons. Padrón - non si può parlare di dialogo tra governo e opposizione, perché l’opposizione in questo caso è costituita dall’80% dei venezuelani, quindi il governo deve cambiare atteggiamento e accettare un dialogo vero”. “Né la Chiesa né la popolazione – prosegue - vedono positivamente lo sviluppo del processo di dialogo che ha avuto inizio lo scorso 30 ottobre. Ci devono essere gesti di buona volontà, come il rispetto dei diritti umani, quindi, liberare i prigionieri politici che ci sono. In secondo luogo, si devono aprire canali per gli aiuti umanitari che ci vengono offerti per tutti i venezuelani, che hanno urgente bisogno di cibo e soprattutto di medicine" ribadisce l’Arcivescovo a Fides.“La cosa più triste è che popolazione sta cadendo nella depressione, perché non vede una via d’uscita, non vede come si possa andare avanti, è la delusione per il dialogo che non va” conclude Mons. Padrón.

AFRICA/MAROCCO - Associazione marocchina propone di creare un centro per i bambini di strada

Nador – Per far fronte al fenomeno dei bambini di strada, l’Associazione dei Marocchini Residenti in Spagna ha proposto la costruzione di un centro di accoglienza e orientamento professionale per i minori stranieri non accompagnati nella cittadina portuale marocchina di Nador, a pochi chilometri di distanza dalla regione spagnola di Melilla. Secondo le informazioni pervenute a Fides, lo spazio sarebbe destinato alla scolarizzazione dei bambini di strada e al loro orientamento nell’inserimento del mondo del lavoro. Secondo i responsabili dell’Associazione, Melilla come Nador sono luoghi di transito per questi minori, il cui obiettivo è raggiungere la penisola o altri Paesi europei in cerca di un futuro migliore. Molti di loro lo fanno per aiutare le rispettiva famiglie che hanno scarse risorse economiche. Secondo quanto riferito dai bambini che vivono in strada, gran parte di quelli che si incontrano nella zona di Nador e Beni Enzar arrivano da Fez. Si organizzano in gruppi e vivono di elemosina fino a quando non riescono ad eludere i controlli ai posti di frontiera e ad entrare a Melilla. Tuttavia esiste anche un’altra realtà, riferiscono dall’Associazione: si tratta dei minori che arrivano a Melilla con la documentazione in regola e accompagnati dai familiari.

EUROPA/PORTOGALLO - Le Scalabriniane discutono sulla riorganizzazione e rivitalizzazione del servizio ai migranti

Lisbona – Le suore Missionarie di San Carlo Borromeo, note come Scalabriniane, stanno celebrando a Lisbona la IX Assemblea generale della loro congregazione, che riunisce le rappresentanti delle varie aree geografiche dove sono presenti: Albania, Brasile, Angola, Africa del Sud, Bolivia, Honduras, Argentina, Germania, Italia, Stati Uniti, India, Colombia. Il tema dei lavori, che si sono aperti il 17 novembre e che dureranno fino al 28 novembre, è il seguente: “Riorganizzare per rivitalizzare la vita consacrata scalabriniana: nella centralità a Gesù Cristo, nella crescita delle relazioni fraterne e della cultura vocazionale, in vista di una maggiore disponibilità e itineranza missionaria, nel servizio ai migranti”. “Siamo sempre più convinte come la nostra missione sia l'esperienza di una Chiesa 'in uscita' – ha spiegato suor Neusa de Fatima Mariano, superiora generale, nel comunicato inviato a Fides – date le sfide delle migrazioni che ogni continente porta con sé e pone alla nostra attenzione e decisione di azione. Stiamo puntando ad una riorganizzazione della congregazione, che tenga conto dei flussi migratori, della necessità di una distribuzione numerica delle risorse umane e di una itineranza, sia dei membri che del tipo di servizi. Per noi la migrazione è una risorsa per l'umanità, le migrazioni sono un segno dei tempi”.

ASIA/SRI LANKA - Nomina del Rettore del Seminario nazionale “Our Lady of Lanka” a Kandi

Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 25 luglio 2016, ha nominato Rettore del Seminario nazionale “Our Lady of Lanka” nella diocesi di Kandi, in Sri Lanka, il rev. Jayakody Arachchige Don Mervyn Expeditus, del clero dell’Arcidiocesi di Colombo. Il nuovo Rettore è nato il 18 gennaio 1963 a Pamunugama, nello Sri Lanka, ed è stato ordinato sacerdote il 27 luglio 1989. Dopo aver frequentato il St. Aloysius Seminary di Borella e l’Intermediate Seminary di Kalutara, ha studiato filosofia e teologia al National Seminary of Our Lady of Lanka, quindi si è licenziato in teologia dogmatica a Roma. Dopo l’ordinazione ha svolto ministero pastorale in parrocchia, è stato Fidei donum nella diocesi di Kandy, cappellano diocesano dei giovani studenti, coordinatore della Società di San Vincenzo de Paoli, Direttore spirituale e Rettore del Seminario Daham Sevena di Kalutara. Dal 2011 era membro dello staff e Decano di teologia al Seminario nazionale di Ampitiya.

AFRICA/CONGO RD - La mobilitazione popolare permette la liberazione di un diacono rapito

Kinshasa - Un diacono è stato liberato dai suoi rapitori grazie alla mobilitazione della popolazione di un villaggio nell’est della Repubblica Democratica del Congo.Godefroid Paluku era stato rapito il 18 novembre sulla strada Kiwanja-Ishasha nel territorio di Rutshuru , mentre si recava a Goma per acquistare dei farmaci per l’ospedale di Nyamilima, dove effettua il suo praticantato.La mattina del 19 novembre gli abitanti di Nyamilima sono scesi in strada in massa, bloccando ogni attività della cittadina, per chiedere la liberazione immediata del diacono. Nel pomeriggio dello stesso giorno, Godefroid Paluku è stato ritrovato sano e salvo, senza che alcun riscatto sia stato pagato.Nel “Groupement de Binza”, una ripartizione territoriale del Territorio di Rutshuru, dall’inizio di novembre sono sei le persone rapite e poi liberate in cambio di un riscatto, che può arrivare a 1.500 dollari. Le famiglie dei rapiti sono costrette a vendere tutti i loro beni per mettere insieme una tale somma, gettandole sul lastrico.Con la loro manifestazione, gli abitanti di Nyamilima hanno voluto non solo ottenere la liberazione del diacono ma anche richiamare l’attenzione delle autorità su questo crimine.

AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - In migliaia per la chiusura del Giubileo della Misericordia nel segno della famiglia

Santo Domingo – Sono stati migliaia i partecipanti alla marcia che aveva per slogan "Un passo per la mia famiglia", manifestazione nazionale organizzata per la chiusura del Giubileo della Misericordia, che si è svolta ieri per la principale strada di Santo Domingo ed è terminata nel più grande parco della città. La marcia, convocata dalla Chiesa cattolica, ha sconvolto positivamente la città per l'affluenza massiccia dei partecipanti provenienti da tutto il paese. Migliaia di persone, tutte insieme, ripetevano lo slogan della manifestazione: “Senza famiglia non c’è società”, guidati dal Nunzio apostolico, l'Arcivescovo Jude Thaddeus Okolo, insieme a Vescovi e sacerdoti. La Chiesa cattolica ha chiesto di lavorare nel campo dell'istruzione e della promozione dei valori per rafforzare il matrimonio e la famiglia, come i principali pilastri della società dominicana."Immagino che ognuno di voi viene da una famiglia, quindi, dovrebbe rispettarla, sostenerla e rafforzarla. Soprattutto in un paese che ha il suo dinamismo fondato su di essa" ha detto il Nunzio prima dell'inizio della Messa, alla fine della marcia. L'omelia è stata pronunciata dal Vescovo della diocesi di San Juan de la Maguana, Sua Ecc. Mons. Jose Dolores Grullon Estrella, come Vice presidente della Conferenza Episcopale Dominicana, che ha espresso la necessità di evidenziare, promuovere e vivere i valori umani e cristiani, per costruire una società migliore."Facciamo appello a tutti gli organismi civili e del governo sulla cura che si dovrebbe avere nel promuovere la famiglia, con le politiche e le opportunità per cercare il suo rafforzamento" ha detto il Vescovo, condannando chi vuole promuovere una ideologia che cerca di distruggere la famiglia.Secondo i media locali, è stata la più grande manifestazione, civile e religiosa, svoltasi finora nel paese.

AFRICA/RWANDA - “Chiediamo perdono per il genocidio” scrivono i Vescovi a conclusione dell’Anno della Misericordia

Kigali - “Non si può parlare di Misericordia in Rwanda senza parlare di genocidio” spiega all’Agenzia Fides Sua Ecc. Mons. Philippe Rukamba, Vescovo di Butare e Presidente della Conferenza Episcopale del Rwanda. “Abbiamo letto alla fine dell’Anno della Misericordia una lettera pastorale che è stata firmata da tutti i Vescovi per chiedere perdono di tutti i peccati commessi nel genocidio del 1994 da parte dei cristiani cattolici, così come di altri peccati commessi successivamente”. La lettera pastorale è stata letta ieri, domenica 20 novembre, giorno di chiusura del Giubileo della Misericordia, in tutte le parrocchie del Rwanda.Il documento è stato scritto in kinyarwanda e la Conferenza Episcopale sta ora curando la traduzione ufficiale in francese e in inglese, le altre due lingue ufficiali del Paese.“La lettera è divisa in 14 punti – spiega a Fides il Presidente della Conferenza Episcopale - . Nella prima parte ringraziamo Dio per tutto quello che ci ha donato, la vita, i figli, la cultura, la Chiesa che ha più di 100 anni. Nella seconda parte chiediamo perdono per il genocidio come individui, perché non è la Chiesa in quanto tale che ha commesso questi crimini, ma sono i suoi figli che hanno peccato. Si condanna anche l’ideologia del genocidio che è stato un elemento importante nel scatenare la tragedia che comportato la distruzione di così tante vite e del tessuto sociale del nostro Paese” conclude Mons. Rukamba .

Pages