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VATICANO - Il Card. Filoni in Zambia, una Chiesa caratterizzata da un forte spirito missionario

Lusaka – Conclusa la sua visita pastorale in Malawi, il Card. Fernando Filoni è arrivato in Zambia nel primo pomeriggio di ieri, 7 novembre, ed ha subito subito incontrato la Conferenza Episcopale, a Lusaka, portando il saluto e la benedizione di Papa Francesco, ed esprimendo il ringraziamento, come Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, per l’impegno e la dedizione dei Vescovi all’evangelizzazione. “Che gioia essere qui con voi – ha detto il Cardinale -, durante la celebrazione del vostro Giubileo per i 125 anni del cattolicesimo in Zambia, inaugurato lo scorso agosto! Cari fratelli, voi seguite le orme dei grandi missionari che così coraggiosamente e disinteressatamente hanno lavorato per portare la Buona Novella a questa terra benedetta”. Quindi ha citato l’impegno infaticabile di p. Van Oosten, M.Afr., e dei suoi confratelli, che nonostante la malaria e le misere condizioni di vita, fondarono la prima missione, e il primo Vescovo consacrato in Zambia, Mons. Joseph Dupont, M.Afr. Dopo di loro tanti uomini e donne hanno proseguito l’opera di evangelizzazione fino ad oggi. “Ognuno di voi, cari fratelli, deve continuare ad assumere la responsabilità personale di evangelizzare” ha esortato il Cardinale, dicendosi felice di apprendere che “la Chiesa qui in Zambia è ancora caratterizzata da un forte spirito missionario”. Nel suo discorso il Prefetto del Dicastero Missionario ha evidenziato l’importanza dell’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” di Papa Francesco, ha richiamato quanto il Papa disse ai Vescovi dello Zambia nella loro Visita ad Limina del 2014 ed ha ribadito l’attualità del Decreto conciliare Ad Gentes. Dopo aver sottolineato il comune dovere di ogni battezzato di essere testimone di Cristo, e quello particolare del Vescovo, di essere l’animatore e il coordinatore dell’attività missionaria nella sua diocesi, suscitando l’impegno di tutti i battezzati, il Cardinale ha rilevato che “la strada dell’evangelizzazione non è facile”. “Come in altre parti del mondo – ha proseguito - , anche qui vi trovate di fronte a particolari sfide che riguardano le minacce contro la vita della famiglia e i valori del Vangelo connessi”. Ha quindi esortato i Vescovi a continuare a sostenere “il santuario della vita” che è la famiglia, con pazienza e fermezza, inoltre “la pazienza missionaria contribuirà anche a promuovere una cultura di dialogo, di cui Papa Francesco parla spesso, tanto necessaria a livello sociale e politico qui in Zambia”.Il Card. Filoni ha quindi incoraggiato i Vescovi su alcuni aspetti particolari. In primo luogo si è congratulato per l’uso della radio per diffondere il Vangelo e per le recenti iniziative riguardanti anche la televisione. Quindi ha raccomandato la promozione delle vocazioni sacerdotali accompagnata da un serio discernimento e da una adeguata formazione nei seminari, grazie alla guida di sacerdoti che abbiano profonde doti umane, spirituali e pastorali. “In questa luce, mi congratulo per gli sforzi già compiuti, con l'aiuto della Pontificia Opera di San Pietro, per formare adeguatamente i vostri sacerdoti per questo importante lavoro” ha rilevato.Ha poi messo in guardia i Vescovi dello Zambia sulle “tentazioni di sfiducia e scetticismo causate dalle differenze culturali”, evidenziando l’importanza di cercare e mantenere la comunione fraterna, importante per l'unità del popolo di Dio e della società in generale. Infine ha raccomandato di essere vicini amorevolmente a tutti quelli che il Signore ha loro affidato, in particolare ai sacerdoti, di promuovere la vita religiosa e di essere disponibili per i laici, “che sono parte integrante del lavoro di evangelizzazione in Zambia”. Link correlati :Il testo integrale del discorso del Cardinale, in inglese

AFRICA/CAMERUN - Nomina del Vescovo Ausiliare di Bafoussam

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 7 novembre 2016, hanominato Vescovo Ausiliare della diocesi di Bafoussam il Rev.do Mons. Emmanuel Dassi Youfang, del clero di Bafoussam, Membro della “Communauté de l’Emmanuel” e Vicario Generale della medesima diocesi. Gli è stata assegnata la sede titolare vescovile di Esco.Il Rev.do Mons. Emmanuel Dassi Youfang è nato il 7 agosto 1967 a Baham, nella Diocesi di Bafoussam. Prima di entrare in Seminario, ha studiato Zoologia presso l’Università statale del Paese, a Yaoundé. Poi, ha svolto gli studi di Filosofia e Teologia nel Seminario Maggiore Interdiocesano Paul VI di Douala. Ha conseguito la Licenza in Teologia Fondamentale nel 2012, presso l’Ecole Cathédrale-Faculté Notre Dame di Parigi. E’ membro della Comunità dell’Emmanuel dal 1997. È stato ordinato sacerdote il 16 giugno 2001 ed incardinato nella Diocesi di Bafoussam.Successivamente ha ricoperto i seguenti incarichi: 2001-2009: Parroco e Rettore del Santuario Mariano; 2009-2010: Vicario Generale; 2010-2012: Studi di Teologia a Parigi; dal 2012: Vicario Generale e Parroco.

ASIA/TERRASANTA - Accogliere e curare i bambini migranti: la missione del Centro Rachele

Gerusalemme – E’ una struttura che vuole testimoniare l'impegno e il contributo dei fedeli cattolici alla questione dell'immigrazione, che ha tragici risvolti sociali, soprattutto per i bambini: con questo spirito opera il “Centro Rachele” a Gerusalemme, dedicato alla cura dell'infanzia, che giovedì 10 novembre sarà visitato e benedetto da mons. Pierbattista Pizzaballa, Amministratore del Patriarcato Latino di Gerusalemme. Il Centro ospita durante il giorno bambini e giovani provenienti da famiglie migranti. È stato aperto il 1° settembre scorso dal Vicariato Saint Jacques, per i cattolici di lingua ebraica. Il Centro si trova al n. 15 di Pinsker Street nel quartiere Talbieh di Gerusalemme.La struttura fornisce una qualificata assistenza medica, alimentare e educativa ai neonati e ai figli di immigrati presenti in Israele. Mentre i genitori immigrati lavorano, infatti, i bambini sono spesso custoditi in strutture non autorizzate, gestiti da personale senza alcuna competenza professionale, dove vivono in condizioni malsane e sono spesso vittime di abusi. Il Centro dedicato a santa Rachele si trova in una struttura di proprietà del Convento dei Cappuccini di Gerusalemme e, grazie a educatori e volontari, si prende cura dei bambini con attività di doposcuola e attività ricreative.

AFRICA/MALAWI - Inaugurato il primo ospedale sulle montagne del Chaone, assisterà 10mila persone

Lilongwe - “Il 3 novembre diventerà un punto di riferimento per i 21 villaggi e le 10.000 persone della montagna che da oggi hanno la possibilità di assistenza sanitaria a casa loro, capace di sconfiggere la malattia con la quale da sempre si erano abituati a convivere ” scrive all’Agenzia Fides p. Piergiorgio Gamba, missionario monfortano, che ha partecipato all’inaugurazione dell’ospedale delle montagne del Chaone, in Malawi, creato grazie agli sforzi dell’associazioni “Amici dell’ospedale del Chaone”.La cerimonia di inaugurazione è stata presieduta da Sua Ecc. Mons. Alessandro Pagani, Vescovo di Mangochi, che “da vero scalatore e con tanto di racchette in mano, ha ripercorso una salita affrontata l’ultima volta nell’anno 1978, quasi quarant’anni fa, quando era parroco alla missione di Mpiri” racconta p. Gamba. La comunità cristiana della montagna sta per raggiungere il traguardo di cento battezzati in una popolazione di 10.000 musulmani. “Il Malawi non ha mai vissuto scontri religiosi e un motivo è dato dai matrimoni tra persone di religioni diverse che ha creato un senso di unità che supera le differenze” afferma p. Gamba.Per una settimana l’ospedale offrirà il suo servizio gratuitamente, e prima che il sole sorgesse, tutto l’ospedale si è visto inondato di tantissima gente: bambini e adulti, che rimanevano nascosti nei villaggi per l’impossibilità di essere trasportati a valle dove avrebbero potuto trovare un ospedale. “Ci vorranno mesi - ripeteva l’infermiera di turno - prima di ripulire il Chaone di tante malattie nascoste e che colpiscono soprattutto i più poveri e deboli fisicamente. La scabbia, ascessi mai curati, slogature e ferite, malattie da denutrizione e legate anche alla mancanza di vaccinazioni”.

AMERICA/HAITI - Unità e Misericordia, la chiusura del Giubileo in un paese sofferente

Port au Prince – Il Card. Chibly Langlois, Vescovo di Les Cayes, insieme agli altri Vescovi di Haiti, hanno celebrato domenica scorsa, 6 novembre, la chiusura del Giubileo della Misericordia con la partecipazione di un gran numero di fedeli. La cerimonia, organizzata dalla Conferenza Episcopale di Haiti, si è svolta nel National Stadium Silvio Cator della capitale, e vi ha partecipato anche il Presidente ad interim, Jocelerme Privert, con altre autorità del governo.Nella sua omelia, il Cardinale ha parlato dell'unità e della misericordia che sono necessarie tra i fedeli cattolici e tra tutti gli haitiani.Solo pochi giorni prima, il Card. Langlois aveva detto: "In un paese dove più di otto persone su 10 vivono in povertà e metà del paese vive in condizioni di estrema povertà, i problemi economici diventano sempre più gravi, spingendo la violenza nei quartieri poveri e la migrazione sia all'interno che all'esterno del paese”.Il Card. Langlois aveva proseguito: "siamo un paese vulnerabile ai disastri naturali catastrofici, come l'uragano Matthew, che ha colpito l'isola lo scorso 4 ottobre". "Ci sono ancora persone che vivono nelle tende. Ci sono ancora persone che vivono in case che sono solo alloggi temporanei. Le persone vivono ancora in condizioni che rimangono molto precarie". "Nonostante la continua fragilità di Haiti, ci sono anche molti punti di forza nel paese, tra cui la solidarietà che esiste tra gli haitiani ad Haiti, che sono circa 10 milioni, e con gli haitiani della diaspora, che sono circa 2 milioni e vivono in altri paesi".

AMERICA/ARGENTINA - “Povertà, narcotraffico e riconciliazione”: Assemblea plenaria dei Vescovi

Buenos Aires – “All'apertura della 112ma Assemblea plenaria dobbiamo ringraziare Dio per quest'anno che stiamo portando a termine. Abbiamo assistito a una serie di eventi che fanno la storia della Chiesa in Argentina e hanno arricchito la vita delle nostre comunità. L'Anno Santo della Misericordia con il suo messaggio di conversione e di santità, la celebrazione a Tucuman del bicentenario del nostro paese insieme all'XI Congresso Eucaristico Nazionale, una vera festa della fede eucaristica e della comunione ecclesiale. Abbiamo assistito infine alla beatificazione di Mamma Antula e alla canonizzazione del nostro Cura Brochero, già nominato Patrono del clero argentino. Quanti momenti forti e proficui abbiamo vissuto!". Con queste parole Sua Ecc. Mons. José María Arancedo, Arcivescovo di Santa Fe de la Vera Cruz e Presidente della Conferenza Episcopale argentina , ha iniziato l'omelia di apertura dell’Assemblea dell’Episcopato.Dopo una riflessione sulla figura di Maria come maestra nell'atteggiamento di vigilanza dinanzi ai bisogni dei figli, ha detto: "La sua vicinanza e la sua sensibilità è anche una scuola che ci insegna a riconoscere le necessità materiali e spirituali dei nostri fratelli, specialmente i più bisognosi. Conosciamo la realtà della povertà e le difficoltà in cui molti dei nostri fratelli vivono. Sappiamo che la situazione sociale rimane difficile, soprattutto per la piaga del traffico di droga con le sue conseguenze di distruzione e morte. Questo debito sociale richiede delle azioni che rispondano alle esigenze di base, come la creazione di posti di lavoro dignitosi, che insieme all'istruzione e alla formazione, promuovano ed incoraggino dei progetti di vita, soprattutto nei giovani".Prima di concludere, il Presidente della CEA ha detto: "Per realizzare una società più giusta ed inclusiva, è richiesto, insieme alla presenza attiva dello Stato, l'impegno di una leadership in grado di lasciare una cultura individualistica chiusa nel proprio interesse, per aprirsi alle esigenze della solidarietà e del bene comune. La povertà non è solo una questione economica, è anche una questione morale e culturale".L'Assemblea dei Vescovi è iniziata ieri, lunedì 7 novembre, e per quasi una settimana dovrà trattare diversi temi della vita sociale nazionale e della pastorale. Secondo il comunicato inviato a Fides, i temi principali sono le diverse situazioni di povertà, il narcotraffico e la riconciliazione, una priorità nel paese, oltre alla situazione delle carceri.

AMERICA/ARGENTINA - “Povertà, narcotrafico e riconciliazione”: Assemblea plenaria dei Vescovi

Buenos Aires – “All'apertura della 112ma Assemblea plenaria dobbiamo ringraziare Dio per quest'anno che stiamo portando a termine. Abbiamo assistito a una serie di eventi che fanno la storia della Chiesa in Argentina e hanno arricchito la vita delle nostre comunità. L'Anno Santo della Misericordia con il suo messaggio di conversione e di santità, la celebrazione a Tucuman del bicentenario del nostro paese insieme all'XI Congresso Eucaristico Nazionale, una vera festa della fede eucaristica e della comunione ecclesiale. Abbiamo assistito infine alla beatificazione di Mamma Antula e alla canonizzazione del nostro Cura Brochero, già nominato Patrono del clero argentino. Quanti momenti forti e proficui abbiamo vissuto!". Con queste parole Sua Ecc. Mons. José María Arancedo, Arcivescovo di Santa Fe de la Vera Cruz e Presidente della Conferenza Episcopale argentina , ha iniziato l'omelia di apertura dell’Assemblea dell’Episcopato.Dopo una riflessione sulla figura di Maria come maestra nell'atteggiamento di vigilanza dinanzi ai bisogni dei figli, ha detto: "La sua vicinanza e la sua sensibilità è anche una scuola che ci insegna a riconoscere le necessità materiali e spirituali dei nostri fratelli, specialmente i più bisognosi. Conosciamo la realtà della povertà e le difficoltà in cui molti dei nostri fratelli vivono. Sappiamo che la situazione sociale rimane difficile, soprattutto per la piaga del traffico di droga con le sue conseguenze di distruzione e morte. Questo debito sociale richiede delle azioni che rispondano alle esigenze di base, come la creazione di posti di lavoro dignitosi, che insieme all'istruzione e alla formazione, promuovano ed incoraggino dei progetti di vita, soprattutto nei giovani".Prima di concludere, il Presidente della CEA ha detto: "Per realizzare una società più giusta ed inclusiva, è richiesto, insieme alla presenza attiva dello Stato, l'impegno di una leadership in grado di lasciare una cultura individualistica chiusa nel proprio interesse, per aprirsi alle esigenze della solidarietà e del bene comune. La povertà non è solo una questione economica, è anche una questione morale e culturale".L'Assemblea dei Vescovi è iniziata ieri, lunedì 7 novembre, e per quasi una settimana dovrà trattare diversi temi della vita sociale nazionale e della pastorale. Secondo il comunicato inviato a Fides, i temi principali sono le diverse situazioni di povertà, il narcotraffico e la riconciliazione, una priorità nel paese, oltre alla situazione delle carceri.

ASIA/FILIPPINE - No al nucleare: la Chiesa plaude al presidente Duterte

Manila - No all'energia nucleare nelle Filippine: la posizione del Presidente della nazione Rodrigo Duterte, che ha rifiutato di attivare la nota centrale nucleare nella provincia di Bataan e ha assicurato che durante il suo mandato le centrali nucleari non funzioneranno, è stata ben accolta dalla Chiesa cattolica nel paese.Il Vescovo Ruperto Santos, ordinario di Balanga, ha dichiarato che il capo dell'esecutivo ha mostrato in tal modo "la sua preoccupazione e la cura per le persone e l'ambiente". Accogliendo con favore l'annuncio di Duterte, il Vescovo ha ricordato che la stragrande maggioranza dei cittadini della provincia di Bataan sono fortemente contrari alla rinascita del progetto della centrale, costruita tra il 1958 e il 1986 e mai attivata. Le Filippine ne hanno però sempre curato la manutenzione e negli ultimi anni è stato rispolverato il progetto di avviare il reattore. "E' un progetto molto pericoloso - rileva il Vescovo in una nota pervenuta a Fides - e sarebbe solo fonte di di corruzione". La Chiesa, ha ricordato il presule, "auspica il ricorso a fonti di energia rinnovabili come l'energia solare, eolica o idroelettrica". La proposta di riattivare le centrali nucleari nelle Filipppine era stata sollevata da alcuni politici per abbattere gli alti costi di energia elettrica.

VATICANO - Il Card. Filoni alle Clarisse: il contributo della preghiera per l’evangelizzazione

Lilongwe – “Questo monastero è una luce-guida e un faro di spiritualità, un fiorire di vocazioni locali con la missione di fornire il supporto della preghiera ogni giorno per l'opera di evangelizzazione che si svolge al di là di queste mura”: così si è espresso il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, nell’omelia della Messa che ha celebrato ieri mattina, 7 novembre, nella cappella del monastero delle Clarisse a Lilongwe. Il Cardinale ha ringraziato le Clarisse per la loro “testimonianza alla vita consacrata”, come per il loro “esemplare lavoro e e le preghiere continue offerte come contributo a questa Chiesa locale”. Commentando le letture del giorno, ha quindi sottolineato l’importanza della vita contemplativa per la missione della Chiesa, citando il Magistero di Papa Francesco, e le ha esortate: “non dimenticate che la vostra vita comunitaria insieme deve essere un riflesso dell'amore della Santissima Trinità”. Dopo la Messa il Cardinale ha visitato il Centro gestito dalle suore di Madre Teresa e, in fine mattinata, è partito alla volta di Lusaka, per proseguire la sua visita pastorale in Zambia. Link correlati :Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in inglese

VATICANO - Dichiarazione del Direttore della Sala Stampa, Greg Burke, sulle presunte ordinazioni episcopali senza il Mandato Pontificio in Cina Continentale

Città del Vaticano – La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi il seguente comunicato: “Nelle ultime settimane si sono susseguite diverse notizie circa alcune ordinazioni episcopali, conferite senza Mandato Pontificio a sacerdoti della comunità non ufficiale della Chiesa cattolica in Cina Continentale. La Santa Sede non ha autorizzato alcuna ordinazione, né è stata ufficialmente informata di tali accadimenti. Se le suddette ordinazioni episcopali fossero vere, costituirebbero una grave violazione delle norme canoniche. La Santa Sede si augura che tali notizie siano infondate. In caso contrario, dovrà attendere informazioni sicure e documentazione certa prima di valutare adeguatamente i casi. Tuttavia, ribadisce che non è lecito procedere ad alcuna ordinazione episcopale senza il necessario Mandato Pontificio, neppure appellandosi a particolari convincimenti personali”.

AFRICA/CONGO RD - Dispersa la manifestazione dell’opposizione; bloccata la ricezione di Radio Okapi e di RFI

Kinshasa - La polizia ha impedito la manifestazione indetta a Kinshasa sabato 5 novembre dall’opposizione . Agenti in assetto antisommossa hanno circondato la residenza di Etienne Tshisekedi, il principale leader dell’opposizione nella Repubblica Democratica del Congo e ispiratore della protesta, disperdendo a colpi di candelotti lacrimogeni e di manganello la folla che si era radunata in attesa dell’avvio della manifestazione.Parimenti il segnale di Radio Okapi, l’emittente congolese promosso dall’ONU, e quello di Radio France International sono stati disturbati a Kinshasa e a Lubumbashi, la seconda città del Paese e feudo dell’opposizione al Presidente Joseph Kabila.“Riteniamo che sia un danno che un’emittente come Radio Okapi, che è al servizio del popolo congolese, sia oscurata… e deploriamo pure il fatto che il segnale di Radio France International che emette su Kinshasa, sia stato ugualmente tagliato” ha affermato il portavoce della Missione ONU nella RDC , precisando di non sapere di chi sia la responsabilità dell’oscuramento del segnale delle due radio.

ASIA/PAKISTAN - Discriminazione e violenza sulle minoranze indù

Karachi - La popolazione indù in Pakistan soffre per discriminazioni e violenze spesso impunite: lo denuncia Ashok Kumar Jay, attivista indù per i diritti delle minoranze religiose, notando che nel paese si registra "un aumento della violenza basata sulla fede, che colpisce le minoranze religiose, con conversioni forzate, omicidi, estorsioni, saccheggi, rapimenti e abusi legati ai luoghi di culto". Di fronte a questa situazione, il Ministro federale per i diritti umani, il cristiano Kamran Michael, ha ribadito nei giorni scorsi a Karachi che il governo federale si impegna a "garantire e proteggere i diritti umani fondamentali delle minoranze religiose”.In una nota inviata a Fides, gli attivisti indù ricordano, tra gli ultimi esempi, il caso di due giovani indù linciati, per presunta blasfemia, da una folla di musulmani a Mirpur Mathelo, nella provincia di Sindh a luglio scorso. Kumar Satish Dewan, 17 anni, è morto in seguito alle ferite riportate, mentre il suo amico Avinash è tuttora in condizioni critiche. Gli indù in Pakistan sono circa due milioni. Nella nota inviata a Fides, si ricorda che molti di loro sono costretti a pagare somme regolari, come una sorta di “tangente”, a bande criminali in cambio della sicurezza fisica delle loro famiglie e di loro stessi. Agli indù vengono spesso negati posti di lavoro qualificati e un cittadino indù di solito ha bisogno di un musulmano come partner, per poter gestire una attività commerciale o imprenditoriale.In passato molti templi indù sono stati distrutti, o convertiti in uffici governativi. Nel 1992 molti templi indù furono attaccati in Pakistan in risposta agli attacchi ai musulmani in India, episodi in cui i pakistani indù non avevano svolto alcun ruolo. Le promesse ufficiali di ricostruire questi templi, in molti casi, non sono state mantenute. Tuttora avvengono episodi di “land grabbing” di terreni appartenenti agli indù, di molestie e sequestro di ragazze indù, o di false accuse di blasfemia, tutti abusi che accomunano in Pakistan le minoranze indù e cristiane. Nel 1947, al momento della partizione dall’India, la popolazione indù del Pakistan era tra il 15 e il 24%. Oggi si attesta all’1,6%.

VATICANO - Laici, "indispensabili per l’evangelizzazione in Malawi”

Lilongwe – Proseguendo la sua visita pastorale in Malawi, il Card. Fernando Filoni ha celebrato la Messa nella parrocchia di St. Patrick, a Lilongwe, nel pomeriggio di domenica 6 novembre, quindi ha rivolto un breve discorso ai laici.Nell’omelia si è soffermato a commentare le letture del giorno, sottolineando che “la nostra vita in Cristo è destinata a portare una pace e una gioia così potente che può superare qualsiasi livello di difficoltà. Gesù sa che molti Malawiani lottano con la povertà, le divisioni tribali e le ostilità, come con le tentazioni della stregoneria. Tuttavia, se rimaniamo vivi in Cristo, egli porterà unità e solidarietà… Lui non ci lascerà mai e il suo amore e la sua misericordia sono sempre accanto a noi”.Dopo la Messa il Cardinale ha rivolto un breve discorso ai laici, ricordando la loro grande dignità di essere “templi dello Spirito Santo e membri del Corpo di Cristo”, per questo chiamati ad una vita di santità. “Senza dubbio, siete indispensabili per il lavoro di evangelizzazione qui in Malawi” ha sottolineato il Card. Filoni, invitando ad una intensa vita spirituale e sacramentale, unitamente alla necessità di “testimoniare la fedeltà e la bellezza di un amore casto”.Ringraziando i laici per il loro apporto all’annuncio del Vangelo, ha ricordato loro che per continuare in quest’opera, è necessario “attingere forza da Gesù che ha dato la sua vita per le pecore” e di “imitare Gesù nel suo dono di sé e nel suo servizio agli altri”. Infine ha evidenziato che “i beneficiari privilegiati delle vostre opere di carità sono i poveri, gli emarginati, i più piccoli della società, i malati, i peccatori e i non credenti”. Link correlati :Il testo integrale dell’omelia e del discorso del Cardinale, in inglese

AFRICA/SUD SUDAN - “Si rischia il genocidio” afferma la principale associazione della diaspora sud-sudanese

Juba - In Sud Sudan il rischio di genocidio è reale e occorre fare di tutto per impedirlo, afferma la Coalition of Advocates for South Sudan , un’associazione di diversi gruppi e organizzazioni della diaspora sud-sudanese che vivono negli Stati Uniti.La CASS ha lanciato un appello all’Unione Africana e all’IGAD perché intervengano nella crisi sud-sudanese, nata dallo scontro tra il Presidente Salva Kiir e l’ex Vice Presidente Riek Machar.“Le azioni degli attori del conflitto sud-sudanese hanno prodotto un risultato che accresce la possibilità di un genocidio come dimostrato dal recente aumento degli attacchi a sfondo etnico nel Paese” afferma un comunicato giunto a Fides. “Le comunità focalizzate etnicamente fanno ricorso crescente ai social media per seminare la propaganda d’odio. La retorica politica sta incitando alla violenza e all’animosità in un momento nel quale invece c’è un disperato bisogno della capacità di costruire intese. Tutto sta a indicare che la minaccia del genocidio cresce di giorno in giorno”.Fonti locali hanno più volte ribadito all’Agenzia Fides il rischio di genocidio in Sud Sudan , mentre la Chiesa cattolica e le altre comunità cristiane moltiplicano gli sforzi per cercare di disinnescare le tensioni e cercare la via della pace .

ASIA/AZERBAIGIAN - Sequestri di pubblicazini e libri religiosi presso i rivenditori “non autorizzati”

Baku - Il Comitato statale per il lavoro con le organizzaizni religiose ha svolto venerdì 4 novembre una ispezione congiunta insieme a rappresentanti del Ministero dell'interno, nei negozi che vendono libri religiosi in numerosi distretti di Baku, la capitale dell'Azerbaigian: L'ispezione – riferisce un comunicato rilasciato dai dipartimenti – ha constatato “irregolarità” in almeno 8 rivenditori, risultati privi delle autorizzazioni richieste, e ha disposto il sequestro di libri, DVD e CD riguadanti argomenti religiosi. A fine ottobre, il Parlamento dell'Azerbaigian ha approvato alcuni emendamenti alla legge sulla libertà di religione con l'intento dichiarato di contrastare l'attività di “organizzazioni religiose estremiste” che operano sul territorio nazionale senza essersi registrate presso gli organismi statali competenti. .

AMERICA/VENEZUELA - Mons. Roberto Lückert: il referendum deve essere il tema principale del dialogo

Coro – Il Vescovo della diocesi di Coro, Sua Ecc. Mons. Roberto Lückert, ha rilasciato una lunga intervista al giornale venezuelano “El Impulso” nella quale ringrazia la delegazione vaticana e segnala che questa "si renderà conto della grave situazione che vive il Venezuela: l'angoscia della popolazione dinanzi alla mancanza di viveri e medicine, la persecuzione e il carcere per i dissidenti politici, la sospensione del referendum”.Nell’intervista, inviata a Fides, il Vescovo si esprime così: "Il governo deve cambiare il suo modo di esercitare il potere: adesso tutti coloro che protestano sono considerati nemici, li portano in carcere, li gettano in porcili, dove vengono calpestati i diritti umani". "Il problema di quelli che sono al governo è che hanno paura di perdere il potere. Purtroppo, il panorama che hanno di fronte in questo momento non è il Venezuela, ma la paura di andare in prigione. Non c’è sensibilità. Ci sono containers di medicinali alla dogana, inviati alla Caritas, e non li lasciano ritirare. Questi farmaci devono essere consegnati alle parrocchie".Mons. Lückert afferma di apprezzare gli sforzi compiuti da Papa Francesco per cercare di portare le due parti a concordare due o tre punti, e “uno di questi deve essere il referendum, che dovrebbe arrivare al tavolo di dialogo come il fatto più importante per il Venezuela".

AMERICA/NICARAGUA - Ortega ancora Presidente, ma l’astensione è al 78%

Managua – Il Vescovo ausiliare dell'Arcidiocesi di Managua, Sua Ecc. Mons. Silvio Baez, ha detto ieri sera che i cittadini si meritano "autorità elette in un altro modo, in un modo che realmente rappresenti il sentimento popolare, in cui non venga escluso nessun Nicaraguense ", ecco perché si è astenuto dal partecipare alle elezioni generali di domenica 6 novembre. Parlando ai giornalisti, il Vescovo ha precisato: "Io non sono andato a depositare il mio voto al seggio elettorale, non per astensionismo, ma per responsabilità e amore per il Nicaragua". Il Vescovo, osservatore attento e critico della realtà politica, ha ricordato la situazione attuale del Nicaragua, che è arrivato alle elezioni generali con una candidatura molto criticata del Presidente uscente, il sandinista Daniel Ortega. Benché ancora non ci siano i risultati ufficiali, Ortega è riuscito ad ottenere il suo quarto mandato, il terzo consecutivo, e in questa occasione con la moglie, Rosario Murillo, come vicepresidente.Le critiche si basano principalmente sulla mancanza di osservatori elettorali e sull'eliminazione legale del principale gruppo di opposizione, cosa che aveva lasciato a Ortega la via libera per la sua seconda rielezione consecutiva, già nel 2010. Secondo dati di agenzie, Ortega avrebbe vinto le elezioni di ieri ma con una astensione del 78% circa.

ASIA/LIBANO - Il Patriarca maronita: la condizione del Paese non consente ritardi nella formazione del nuovo governo

Beirut – La situazione economica e le emergenze sociali che segnano il presente del Libano non autorizza alcun ritardo o rinvio nella formazione di un governo che aiuti il Paese. Lo ha sottolineato con forza il Patriarca maronita Bechara Bouutros Rai, durante l'omelia della messa di ieri, domenica 6 novembre, a sei giorni dall'elezione dell'ex generale Michel Aon alla carica di Presidente della Repubblica libanese, vacante da quasi due anni e mezzo. Durante l'omelia – riferiscono fonti del Patriarcato maronita, consultate dall’Agenzia Fides – il Patrarca Rai ha ricordato le tante volte in cui la Chiesa aveva rivolto all'Onnipotente preghiere affinchè i leader politici degli opposti schieramenti fossero illuminati e ponessero fine alla vacatio presidenziale che provocava lo stallo dell'intero, delicato sistema istituzionale libanese. “Adesso” ha aggiunto il Primate della Chiesa maronita, “leviamo di nuovo la nostra preghiera a Dio, attraverso l'intercessione della Vergine Maria, affinchè il Primo Ministro designato Saad Hariri riesca a formare il governo nel più breve tempo possibile”, considerato che “le condizioni economiche e di vita, la necessità di curare lo sviluppo e la sicurezza del paese non consentono ritardi o rinvii”. Il Patriarca Rai ha anche allargato lo sguardo a tutto il martoriato scenario mediorientale, invocando, nella preghiera, che si trovino leader lungimiranti capaci di “fermare le guerre distruttive in Siria, Iraq, Palestina, Yemen e altrove, e di condurre negoziati seri per trovare soluzioni politiche ai conflitti”. L'ex generale Michel Aoun, eletto nuovo Presidente del Libano lo scorso 31 ottobre dopo due due anni e mezzo di “vacuum” presidenziale, giovedì 3 novembre ha affidato al leader sunnita Saad Hariri, capo del partito politico “Futuro”, l'incarico di formare un nuovo governo. Il rapido conferimento del mandato al nuovo Primo Ministro designato rappresenta una conferma nel “nuovo corso” imboccato dalla politica nazionale libanese, rimasta paralizzata per lungo tempo a causa dei veti incrociati tra i partiti collegati alle diverse componenti etniche e religiose del Paese dei cedri. A sbloccare lo stallo politico-istituzionale libanese ha contribuito fortemente lo stesso Hariri, quando ha deciso di confluire nello schieramento trasversale che sosteneva per l'incarico di Capo dello Stato la figura dell'ex generale Aoun, suo storico rivale. .

VATICANO - Il Card. Filoni ai Vescovi del Malawi: “promuovere, dirigere e coordinare l’attività missionaria nelle diocesi”

Karonga – Dopo aver presieduto la consacrazione della Cattedrale di Karonga , nel pomeriggio di sabato 5 novembre, il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha incontrato i Vescovi del Malawi nell’Episcopio della diocesi. “Sono ben consapevole delle sfide che il vostro amato Paese affronta in questo momento – ha detto il Cardinale nel suo discorso -: la crisi alimentare causata dalla siccità nel nord e le inondazioni nel sud, le sfide economiche provocate da questi stessi avvenimenti e da altri fattori, la povertà conseguente avvertita da molti, e la mancanza di servizi sociali per le persone, molte delle quali soffrono tutti i tipi di disturbi, non ultimo l'Hiv/Aids. Tuttavia sono anche consapevole del buon lavoro svolto dalla Chiesa in questi momenti di bisogno”. Il Prefetto del Dicastero Missionario ha indicato l’Esortazione apostolica “Evangelii Gaiudim” come “un documento prezioso, perché rappresenta la visione di Papa Francesco per la Chiesa nei prossimi anni”, ed ha richiamato quanto lo stesso Papa disse ai Vescovi del Malawi in occasione della loro visita Ad Limina Apostolorum del 2014. Quindi ha citato due recenti ricorrenze: il 50° anniversario del Decreto conciliare Ad Gentes, sull’attività missionaria della Chiesa, “documento che rimane valido ancora oggi”, ed il Centenario dell’evangelizzazione del Malawi, nel 2001: “oggi ricordiamo con cuore grato tanti anni benedetti da quando ebbe luogo la prima evangelizzazione qui”. Soffermandosi sull’attualità dell’impegno missionario, il Card. Filoni ha sottolineato che “il Vescovo, come capo e punto centrale dell'apostolato diocesano, deve promuovere, dirigere e coordinare l'attività missionaria, e incoraggiare tutti i membri del Popolo di Dio a partecipare all’opera di evangelizzazione”. Senza dubbio “la strada dell’evangelizzazione non è facile”, ha proseguito, invitando i Vescovi a guardare all’esempio dei Martiri Africani, “che sono stati testimoni della speranza e della misericordia di Dio anche di fronte al dolore della tortura e della morte”. Il Prefetto del Dicastero Missionario ha quindi rivolto alcune raccomandazioni ai Vescovi del Malawi, in primo luogo esortandoli a cercare “modi creativi per integrare realtà locali, civili e sociali e mettere insieme i punti di forza delle persone e dei gruppi che compongono la Chiesa, in modo da coordinare in modo efficace l'opera di evangelizzazione, che è il compito primario della vostra Conferenza Episcopale”. Ha quindi evidenziato la promozione delle vocazioni al sacerdozio, curando un attento discernimento e assicurando una buona formazione nei seminari. Infine ha invitato i Vescovi ad “essere vicini con affetto paterno e fraterno a tutti coloro che il Signore ha affidato loro”, con una particolare attenzione ai sacerdoti. “Sostenete i religiosi che generosamente prestano servizio nella vostra Diocesi con le preghiere, la retribuzione e il rispetto per la loro giusta autonomia – ha proseguito -. Inoltre, vi incoraggio a rimanere sempre presenti e disponibili per i fedeli laici, che sono una parte integrante nel lavoro di evangelizzazione in Malawi”.Infine il Cardinale Prefetto ha espresso il suo apprezzamento ai Vescovi, a nome di Papa Francesco e della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, “per il duro lavoro e la dedizione al servizio nella nostra comune missione di evangelizzazione, per la vostra generosità nel lavoro pastorale e per la vostra encomiabile comunione con il Santo Padre”. Link correlati :Il testo integrale del discorso del Cardinale, in inglese

OCEANIA/AUSTRALIA - I Vescovi: vietare la domanda di asilo ai migranti è “un provvedimento crudele”

Sydney - "L'annuncio che il governo introdurrà un nuovo provvedimento che vieta ai rifugiati giunti in Australia via mare dal 19 luglio 2013 di richiedere un visto, è profondamente deludente. Andare alla ricerca di asilo non è illegale. Si tratta di un diritto umano fondamentale. Eppure l'esecutivo vieterà loro per sempre di venire qui": lo afferma il Vescovo Vincent Long, Presidente della Commissione per i Rifugiati della Conferenza episcopale cattolica di Australia, esprimendo i sentimenti dei Vescovi di fronte alle politiche del governo australiano in merito alla questione di rifugiati e migranti. Il Vescovo spiega in una nota inviata a Fides: "I motivi di tali misure, alla luce della situazione attuale sulle isole di Manus Island e Nauru , e alla luce delle sfide più grandi che affronta l'Australia, sono discutibili. La comunità internazionale è rimasta sconvolta dalle notizie sulle condizioni in cui vivono i richiedenti asilo in quei campi di detenzione. Punire ulteriormente un piccolo numero di persone giunte via mare, anche se non soddisfano i requisiti della definizione di 'rifugiato' è volutamente crudele e non-australiano. Si tradisce la tradizione, lo stato e il carattere del paese che siamo: orgogliosi di essere un paese ricco di risorse con un grande cuore verso migranti e rifugiati".Esprimendo la posizione della Conferenza dei Vescovi, la nota conclude: "Esorto tutti gli australiani a rifiutare queste misure crudeli e inutili. Dobbiamo costruire una società più giusta, umana ed efficace nel trattare con le complesse questioni dei richiedenti asilo e della protezione dei rifugiati. Infliggere dolore a un piccolo gruppo di persone che non ci hanno causato nessun danno non è degno di tutti gli australiani".

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