Ultimas noticias de la agencia Fides

AMERICA/PERU’ - I migranti e le loro famiglie al centro della Settimana nazionale che si conclude domani

Lima – Con la Messa solenne nella Cattedrale di Lima presieduta dal Card. Juan Luis Cipriani Thorne, Arcivescovo di Lima e Primate del Perù, alle ore 11 di domani, domenica 12 giugno, si concluderà la Settimana nazionale del Migrante e della sua famiglia, che quest'anno ha per tema "I migranti, segni della misericordia di Dio".Secondo informazioni pervenute a Fides, lo scopo di questa celebrazione è di promuovere uno spazio di riflessione e presa di coscienza sui problemi dell’emigrazione a livello nazionale. La Settimana è promossa in tutte le circoscrizioni ecclesiastiche del Perù attraverso la Pastorale della Mobilità Umana della Conferenza Episcopale Peruviana, che ha inviato materiale e sussidi per la realizzazione di attività ed eventi.La Chiesa del Perù si è impegnata molto negli ultimi tempi a combattere la tratta di persone e il traffico dei migranti, primo rischio in cui cadono i migranti in terre americane. Per questo motivo è stato rivisto il lavoro pastorale in questo settore, promuovendo un coordinamento permanente con le istituzioni del governo e della società civile nelle zone di confine, per proteggere i migranti e le loro famiglie .Secondo l'ultimo rapporto della Commissione del Congresso che segue il problema della tratta di persone, intitolato "Piano nazionale di azione contro la tratta di persone in Perù 2011- 2016", il Perù è considerato luogo di origine e transito per la tratta internazionale. Il primo grande problema è la mancanza di dati aggiornati. Dal 2004 al 2011 la Polizia nazionale ha registrato 974 vittime , le zone con più vittime sono quelle all'interno del paese e la foresta amazzonica.

ASIA/CAMBOGIA - Giubileo degli ammalati all'insegna delle opere di misericordia

Phnom Penh - Il Giubileo degli ammalati in Cambogia è caratterizzato da un flusso imponente di opere di misericordia, con visite agli infermi, sostegno alle famiglie, testimonianze, incontri e celebrazioni liturgiche: lo dice all'Agenza Fides il Vescovo Olivier Schmitthaeusler, Vicario Apostolico a Phnom Penh. Al Centro Pastorale "Thmey", nella capitale, alla santa messa celebrata per i disabili - che terranno poi anche uno speciale concerto - vi saranno anche dei battesimi, mentre nelle parrocchie del Nord del Vicariato si terranno visite agli ammalati e ai disabili mentali, con l'amministrazione dell'unzione degli infermi e con la distribuzione di doni. Nelle parrocchie della parte Sud del Vicariato , dove vi sono diversi centri per malati e disabili gestiti da cattolici e da altre Ong, le famiglie cattoliche hanno anche promosso una speciale raccolta di riso che verrà donata in segno di solidarietà a famglie povere e bisognose che hanno malati e anziani al loro interno. Nella messa che il Vescovo celebra a Keo Phok, infine, sono previste le testimonianze di alcuni sieropositivi e malati di aids, di bambini disabili e dei loro genitori. “Quello che ci ispira – conclude Schmitthaeusler - sono le parole di Gesù, che il Papa ha scelto: siate misericordiosi come il Padre".

ASIA/INDIA - Pastore protestante e fedeli percossi

New Delhi – Il Pastore cristiano protestante Alvish Bara è stato percosso con altri fedeli da un gruppo di 20 militanti dei gruppi estremisti indù ed è stato poi arrestato dalla Polizia nello stato di Chhattisgarh. Come riferito a Fides dal “Global Council of Indian Christians” , i militanti hanno fatto irruzione senza alcuna ragione nella celebrazione domenicale della comunità il 5 giugno, nel distretto di Balrampur. I militanti hanno accusato il Pastore di fare “conversioni forzate”, usando violenza fisica su di lui e su altri fedeli. Gli estremisti hanno costretto il prete a seguirli alla stazione di polizia. Nel percorso è stato malmenato e poi hanno registrato una denuncia contro di lui. La polizia lo ha arrestato, per poi rilasciarlo su cauzione. “L’India è un paese laico e il Pastore Alvish Bara non stava portando avanti nessuna attività criminale” afferma il Gcic in una nota inviata a Fides.Un altro episodio ha turbato i cristiani indiani: di recente alcuni estremisti indù hanno picchiato 29 cristiani che rifiutavano di rinnegare la loro fede in Cristo e convertirsi all'induismo, distruggendo diverse case dei fedeli nel villaggio di Katholi, sempre nello stato di Chhattisgarh. Nei giorni scorsi, poi, nello stato di Karnataka: alcuni vandali hanno distrutto la statua di Sant’Antonio nella Cappella di Kandlur, nella diocesi di Udupi.

AFRICA/EGITTO - Nuovi arresti per gli scontri settari di al Karm, ma una super-testimone cambia la sua versione

Minya – Altri tre uomini sono stati arrestati con l'accusa di aver partecipato agli assalti settari che a fine maggio. nel villaggio di al Karm, hanno provocato anche la devastazione per incendio di numerose abitazioni di famiglie cristiane copte. Lo riferiscono fonti egiziane consultate dall'Agenzia Fides. Dopo i nuovi arresti, il numero di detenuti per i fatti di violenza avvenuti nel villaggio situato nella provinzia di Minya ha raggiunto il numero considerevole di 14 indiziati. Nel contempo l'avvocato Ihab Ramzhy, rappresentante al processo dei copti che hanno subito violenze, ha riferito che l'episodio più grave verificatosi nel corso delle violenze settarie, relativo a una anziana donna copta denudata, maltrattata e insultata in pubblico da un gruppo di facinorosi, rischia di rimanere impunito, perchè la principale testimone di quel caso di violenza ha modificato la sua versione dei fatti, dopo che anche alcuni dei suoi congiunti erano stati accusati per gli attacchi subiti dai copti. Le violenze settarie di al Karm erano esplose pochi giorni dopo l'incontro avvenuto a Roma tra Papa Francesco e il Grande iImam di al Azhar, Ahmed al Tayyib. A scatenare la ferocia delle bande di invasati erano state le voci di paese intorno a una relazione sentimentale tra una donna musulmana e un egiziano copto, figlio della donna settantenne aggredita e denudata in pubblico. Il Patriarca copto ortodosso Tawadros II aveva subito diffuso un comunicato in cui paventava la possibilità che i fatti di al Karm potessero essere utilizzati per innescare una nuova spirale di scontri confessionali. Anche il Presidente Abdel Fattah al Sisi – secondo quanto riferito in un comunicato diffuso giovedì 26 maggio dallo staff presidenziale – aveva sollecitato i dicasteri governativi competenti a identificare e punire i responsabili delle violenze di al Karm. .

AMERICA/CILE - Dopo la marcia pacifica, alcuni studenti irrompono in una chiesa e distruggono un crocifisso

Santiago – Al termine di una manifestazione pacifica di studenti della scuola superiore e dell’università che si è svolta ieri nella capitale cilena, un gruppo di giovani mascherati è entrato nella chiesa della Gratitud Nacional, nel centro di Santiago, rompendo la porta e ha portato fuori l'immagine di Gesù crocifisso, alta circa tre metri, per distruggerla nella via principale della città. La marcia era stata organizzata dalla Confederación de Estudiantes de Chile alla quale hanno partecipato circa 150 mila studenti per chiedere cambiamenti nella attuale legge sull'istruzione pubblica nel paese.Secondo le informazioni pervenute a Fides, il Coordinatore nazionale della Confech ha condannato l'atto sacrilego, affermando che il fatto "non rappresenta l'ideale del movimento studentesco". Il neo Ministro dell'interno, al suo primo giorno di lavoro, ha dichiarato: “Voglio esprimere la condanna da parte del governo a tali atti, indipendentemente dal fatto che si tratti di un luogo di culto religioso, della Chiesa cattolica in questo caso. Quello che abbiamo visto è un sintomo molto preoccupante di ciò che alcune persone arrivano a fare nel nostro paese”.Purtroppo il gesto vandalico e sacrilego fa parte di altri, che mostrano un movimento studentesco sempre più radicalizzato che nelle ultime settimane ha manifestato occupando le scuole e ha fatto irruzione persino nel palazzo presidenziale."E' una situazione molto dolorosa per noi - ha detto il Vescovo ausiliare di Santiago del Cile, S. E. Mons. Luis Fernando Ramos Pérez. - Un'icona religiosa di grande valore per noi è stata distrutta e non vogliamo che, per tutto quello che rappresenta, possa accadere di nuovo nel nostro paese".

ASIA/HONG KONG - Quattro nuovi sacerdoti e un diacono per celebrare gli 800 anni dei Domenicani

Hong Kong – Nel 2016 i Domenicani celebrano l’ottavo centenario dalla conferma dell’Ordine da parte di Papa Onorio III, e nella cornice dei festeggiamenti giubilari sono stati ordinati ad Hong Kong quattro sacerdoti e un diacono della provincia domenicana cinese di “Nostra Signora del Rosario”. Secondo quanto riferito a Fides da Kung Kao Po, notiziario della diocesi di Hong Kong, i quattro sacerdoti sono: un cinese della Cina continentale, un coreano e due birmani. Hanno ricevuto l’ordinazione dalle mani del Card. John Tong Hon, Vescovo di Hong Kong, durante una solenne liturgia celebrata il 29 maggio nel convento domenicano. Hanno concelebrato S.E. Mons. Stephen Tjephe, Vescovo di Loikaw, paese di origine dei due birmani, p. Javier Gonzalez, superiore provinciale domenicano, e tanti sacerdoti. Presente anche il Terz’ordine domenicano, che oggi conta una trentina di membri attivi nell’evangelizzazione e nel servizio sociale.Il Card. Tong ha esortato gli ordinandi a “esercitare bene il ministero di pastori che hanno cura dell’anima dei fedeli”. Inoltre ha evidenziato la caratteristica missionaria della provincia del Rosario, che include la Cina, Hong Kong, Taiwan, Macao e alcuni paesi asiatici. L'Ordine dei Frati Predicatori , conosciuti come Domenicani, ha iniziato la sua missione in Cina nel gennaio 1631. Nel 1650 il cinese Luo Wen Zao entrò tra i domenicani nel convento di Manila. Successivamente venne consacrato Vicario Apostolico di Nanchino e fu il primo Vescovo di origine cinese. I domenicani della provincia cinese “del Rosario” costituiscono l’unica provincia espressamente missionaria dell’Ordine. I domenicani arrivarono a Taiwan nel 1859, considerati i primi evangelizzatori dell’isola, e ad Hong Kong nel 1861. Fino ad oggi Hong Kong è sempre stata considerata la base della provincia dell’Estremo Oriente.

AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Movimento cattolico per la famiglia manifesterà davanti alla sede dell’Assemblea OEA

Santo Domingo – La Chiesa cattolica dominicana ha espresso la sua preoccupazione perché il tema della famiglia, di grande attualità e importanza soprattutto in questo tempo di crisi, non è incluso nell'ordine del giorno nell'Assemblea dell'Organizzazione degli Stati Americani che si terrà nel paese dal 13 al 15 giugno .Sua Ecc. Mons. Victor Emilio Masalles Pere, Vescovo ausiliare di Santo Domingo, ha osservato che il tema della transessualità di genere è incluso al punto numero sei dell'ordine del giorno, mentre il tema della famiglia non viene trattato.Nell’incontro con la stampa locale, Mons. Masalles ha annunciato la formazione del nuovo movimento “Si Queremos Sostenibilidad" , composto da famiglie impegnate nelle parrocchie, nei sindacati, nei quartieri, presso congregazioni religiose e in tanti altri organismi sociali della società civile, per sostenere il tema e la problematica della famiglia nel paese.Lo scopo del movimento è riaffermare che solo con delle buone famiglie si riesce a portare avanti uno sviluppo sostenibile. Il Vescovo ha invitato tutti alla marcia pacifica di domenica 12 giugno a favore della famiglia, che si concluderà dinanzi alla sede dell'Assemblea dell'OEA.

ASIA/SIRIA - Cristiani di Aleppo offrono i pasti ai musulmani più poveri in occasione del Ramadan

Aleppo – Da quando è iniziato il mese sacro del Ramadan, dedicato alla preghiera e al digiuno, l'arcidiocesi siro ortodossa di Aleppo offre ogni giorno i viveri per la prima colazione e per l'unico pasto serale alle famiglie musulmane più indigenti che vivono nel quartiere di Sulaimaniyah. Alcune foto diffuse dal sito ankawa.com documentano la distribuzione dei pasti preparati dai cristiani per le famiglie musulmane. Il centro di distribuzione si trova nei locali dell'arcidiocesi, presso la Cattedrale dedicata a Sant'Efrem il siro. In un messaggio diffuso dai media dell'Arcidiocesi si presenta tale iniziativa come gesto semplice per esprimere i sentimenti di solidarietà tra concittadini di diversa appartenenza religiosa, nell'auspicio di contribuire a ripristinare col tempo la convivenza tra le varie comunità etniche e religiose che caratterizzava la società siriana prima della guerra. Anche il conflitto – si legge nelle informazioni diffuse dall'Arcidiocesi e pervenute all'Agenzia Fides – ha spinto in molti casi cristiani e musulmani a compiere gesti di solidarietà interreligiosa, come nel caso dei bambini orfani musulmani che hanno trovato ospitalità in strutture di proprietà della Chiesa, dopo che l'edificio in cui erano ospitati era stato devastato dai bombardamenti. La guida dell'Arcidiocesi siro-ortodossa di Aleppo risulta ancora formalmente affidata al Metropolita Mar Gregorios Yohanna Ibrahim, scomparso insieme al Metropolita greco ortodosso di Aleppo Boulos Yazigi nell'aprile 2013, mentre i due Arcivescovi si trovavano nell'area tra Aleppo e il confine con la Turchia. .

OCEANIA/PAPUA NUOVA GUINEA - Dimissioni del Vescovo di Goroka e nomina del successore

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 9 giugno 2016, ha accettato la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Goroka , presentata da S.E. Mons. Francesco Sarego, S.V.D., in conformità al canone 401 § 1 del C.I.C. e in pari tempo ha nominato Vescovo della diocesi di Goroka il Rev. P. Dariusz Kaluza, dei Missionari della Sacra Famiglia .Il nuovo Vescovo è nato a Pszczyna, in Polonia, diocesi di Bielsko-Żywiec, il 5 novembre 1967. Ha compiuto l’intero percorso formativo in Polonia. Nel 1985, dopo aver concluso gli studi presso il Seminario Minore di Częstochowa, è entrato nella Congregazione dei Missionari della Sacra Famiglia. Ha emesso i primi voti nel 1987 e proseguito, poi, la formazione filosofica e teologica presso il Seminario Maggiore dell’Istituto Kazimierz Biskupi. Il 5 maggio 1993 è stato ordinato sacerdote.Dopo l’ordinazione, ha ricoperto i seguenti incarichi: 1993-1996: Vicario parrocchiale a Zlotów, Polonia; 1996-1997: Studio della lingua inglese in Gran Bretagna; dal 1997: Missionario in Papua Nuova Guinea, nella diocesi di Mendi; 1997- 2004: Parroco di due parrocchie della diocesi di Mendi; 2004-2005: Direttore del Centro diocesano di formazione per i catechisti; 2006-2011: Vicario Generale della diocesi di Mendi; 2011-2012: Amministratore diocesano della diocesi di Mendi; 2012-2015: Vicario Generale della diocesi di Mendi; dal 2015: Vicario Pastorale dell’arcidiocesi di Madang.

ASIA/FILIPPINE - I cattolici si mobilitano per l'anniversario della "Laudato Si"

Manila - Proseguire la sensibilizzazione a livello nazionale e universale per promuovere il rispetto della natura, nello spirito dell'enciclica “Laudato si”: è il fine del Movimento cattolico per il clima globale che dal 12 al 19 giugno ha lanciato una Settimana di sensibilizzazione, in occasione del primo anniversario di pubblicazione dell'enciclica.Come appreso da Fides, nelle Filippine il Movimento ha incoraggiato e coinvolto parrocchie, scuole e gruppi ecclesiali nell'intraprendere attività di diverso genere, connesse con la Laudato Si, come convegni, incontri, manifestazioni pubbliche, liturgie, sante messe. Nell'ambito delle migliaia di eventi organizzati in diversi paesi del mondo , il 18 giugno nelle Filippine si terrà, tra gli altri un Simposio interreligioso che includerà alcuni aggiornamenti sul recente forum di Parigi."Inquinare o distruggere l'ambiente è il risultato di una mancanza di rispetto verso la creazione, verso le persone, verso l'ambiente che è dono di Dio" ha rimarcato il Cardinale di Manila, Luis Antonio Tagle, parlando nei giorni scorsi alla Conferenza regionale di "Caritas Asia" in corso a Bangkok, che si conclude il 10 giugno. I problemi ambientali che il mondo si trova ad affrontare oggi "sono causati dal fatto che non si comprende che la terra non è nostra" ha detto . "Abbiamo bisogno di recuperare l'orizzonte del dono". Durante la conferenza di Caritas Asia si è dato ampio spazio alla riflessione e all’approfondimento della "Laudato Si", testo di riferimento per affrontare le questioni ambientali da un punto di vista della fede.

AMERICA/VENEZUELA - I medici chiedono l’intervento della Chiesa per far arrivare le medicine negli ospedali

Maracay – La crisi che colpisce l'ospedale centrale di Maracay per la mancanza di forniture sanitarie e materiali chirurgici, ha costretto i medici specialisti del principale ospedale dello stato di Aragua a chiedere espressamente l'intervento della Chiesa cattolica.I medici hanno preparato una petizione a Papa Francesco e al Vescovo della diocesi di Maracay, Sua Ecc. Mons. Rafael Ramón Conde Alfonzo, con la richiesta di intervenire, che hanno consegnato ieri al Vescovo, durante un incontro nella sede della Diocesi. Secondo le informazioni pervenute a Fides, il dottor Martín Graterol, traumatologo, ha fatto di portavoce e ha detto che attraverso le missive vogliono esprimere i loro sentimenti e la volontà di vedere intercedere il Santo Padre e Monsignor Conde per i pazienti, "per consentire il più velocemente possibile e con l'aiuto di Dio, la soluzione del grave problema della mancanza del materiale medico che abbiamo negli ospedali".Mons. Conde, ricevendo le lettere, ha messo in evidenza l'iniziativa dei venezuelani nel mondo disposti a iniziare campagne di raccolta dei farmaci per farli giungere in patria. Tuttavia, ha sottolineato, il problema sarebbe presto risolto se il governo nazionale permettesse che questi farmaci entrassero nel Paese, "perché finora l'ostacolo è stato il divieto del governo ad accettare aiuti esteri". Poi ha definito la situazione “molto spiacevole” e ha ricordato che l'organizzazione internazionale Caritas ha voluto intervenire come strumento di mediazione, perché le risorse necessarie possano raggiungere il paese ed essere distribuite equamente in base alle esigenze e sotto un controllo efficiente. "Confidiamo che il cuore dei governanti non sia così duro da mantenere il divieto di ingresso per tale aiuto che ci viene offerto" ha concluso il Vescovo di Maracay.

AFRICA/NIGER - Situazione critica per i 50.000 abitanti di Bosso fuggiti da Boko Haram

Niamey - Sono arrivati nella città di Bosso, in Niger, i primi soldati ciadiani avanguardia di un contingente di oltre 2.000 militari inviati in Niger per contrastare l’offensiva della setta islamista Boko Haram proveniente dalla confinante Nigeria. A Bosso, sulle rive del lago Ciad, gli scontri tra le truppe del Niger e gli islamisti nigeriani durano da giorni. Bosso era stata conquistata da Boko Haram il 3 giugno. Il 4 giugno l’esercito di Niamey ne aveva ripreso il controllo ma il giorno successivo era di nuovo nelle mani di Boko Haram. Nei combattimenti 30 soldati regolari nigeriani e nigerini sono stati uccisi, mentre 50.000 abitanti della città sono stati costretti a fuggire. Le loro condizioni sono disperate: prive d’assistenza in un clima arido e molto caldo, tra di loro ci sono numerosi bambini, donne e anziani.

ASIA/GIORDANIA - Assalto terrorista contro la sede dell'intelligence, condanna unanime delle Chiese

Amman – "L'atroce assalto" perpetrato da uomini armati contro la sede dei servizi segreti dislocata presso il campo profughi di Baqaa, costato la vita a cinque dipendenti degli apparati di intelligence, è un segno grave e preoccupante, ma avrà l'effetto di “raccogliere ancora di più” il popolo giordano intorno alla Monarchia hascemita, in risposta ai disegni di chi mira a destabilizzare il Paese. E' questa la previsione espressa dai Capi e dai responsabili di tutte le Chiese e le comunità cristiane presenti in Giordania, che in una dichiarazione sottoscritta insieme e diffusa ieri, mercoledì 8 giugno, hanno espresso unanime condanna dell'assalto terrorista. L' atto criminale – si legge nel comunicato – renderà ancor più determinata la lotta per contrastare a tutti i livelli l'estremismo e il terrorismo. “Noi, i giordani cristiani – si legge nel comunicato, pervenuto all'Agenzia Fides e sottoscritto anche dall'Arcivescovo Maroun Laham, Vicario pariarcale per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme - ci offriamo come barriera inespugnabile, rimaniamo saldamente dietro la guida saggia del Re Abdallah II Bin Al-Hussein, e a tutti i nostri servizi di sicurezza ovunque dislocati, di fronte a qualsiasi tentativo di mettere in pericolo la sicurezza e la stabilità della Giordania”. L'attentato alla sede dell’intelligence giordana nel campo profughi di Baqaa è avvenuto con armi automantiche di prima mattina, il 6 giugno, quando era appena cominciato il primo giorno del mese sacro del Ramadan. L'assalto ha provocato la morte di cinque dipendenti dell’ufficio , e si è concluiso con l'arresto dei due membri del commando. Il campo di Baqaa, a nord di Amman, ospita 70mila profughi palestinesi, la maggior parte arrivati dopo il 1967, e c'è il rischio che sia stato infiltrato da gruppi jihadisti.

ASIA/SIRIA - Un parco giochi per i bambini della città martire di Aleppo

Aleppo – Un parco giochi nel cuore di Aleppo, realizzato dai Fratelli Maristi all'interno della loro struttura nella parte centrale della città-martire siriana, con altalene, scivoli e spazi aperti messi a disposizione di bambini e bambine, ragazzi e ragazze che nelle ultime settimane hanno assistito all'ennesimo intensificarsi del lancio di bombe e colpi di mortaio anche sui quartieri doce abitano con le loro famiglie: è un'iniziativa piccola ma eloquente, quella avviata negli ultimi giorni dai Maristi di Aleppo, con il sostegno finanziario dell'Associazione “Aiutiamo la Siria”. La struttura è stata inaugurata domenica 5 giugno, in coincidenza con la festa di San Marcellino Champagnat, fondatore della congregazione dei Fratelli Maristi, in una giornata segnata anch'essa da un fitto lancio di bombe su vari quartieri della città. Nonostante questo, l'inaugurazione della struttura ha visto la partecipazione di un folto numero di famiglie. Tra le aree più colpite dagli ultimi lanci di artiglieria figura anche il quartiere di Maidan, abitato soprattutto da famiglie armene, dove l'ultima escalation ha provocato più di 20 morti. In collaborazione con il sacerdote armeno cattolico Elias Janji – riferisce un comunicato di “Aiutiamo la Siria” pervenuto all'Agenzia Fides – si sta approntando anche l'intervento umanitario “Aleppo, progetto salute”, con l'obiettivo di finanziare almeno 100 polizze sanitarie a favore di altrettanti abitanti della metropoli siriana che non riescono a far fronte alle spese mediche; le polizze garantiranno per un anno visite mediche, analisi, eventuali ricoveri e acquisto di medicinali. .

AFRICA/NIGERIA - I leader cristiani preoccupati per due leggi in discussione al Parlamento

Abuja - La Christian Association of Nigeria , l’associazione che riunisce le principali confessioni cristiane nigeriane esprime preoccupazione per due provvedimenti attualmente all’esame del Parlamento federale, secondo le notizie pervenute a Fides. Il primo riguarda il disegno di legge sui diritti di pascolo, che prevede la costituzione, in ogni Stato della Federazione, di una riserva di pascolo a favore dei pastori Fulani, originari del nord, che si spostano verso sud alla ricerca di pascoli e di acqua. Questo movimento è però accompagnato da tensioni e violenze che rischiano di essere interpretate come scontri religiosi, perché i Fulani sono musulmani e gli agricoltori con i quali si scontrano sono cristiani.,Secondo la CAN, la creazione di riserve di pascolo in ogni Stato nigeriano potrebbe essere un tentativo di islamizzazione forzata dell’intera Federazione. La CAN suggerisce invece di creare una riserva nazionale di pascolo nella foresta di Sambisa, nel nord, dotandola di tutte le necessarie infrastrutture sanitarie, scolastiche, idriche ecc…Secondo la CAN inoltre il movimento di pastori Fulani verso gli Stati del Sud, a maggioranza cristiana, nasconde l’infiltrazione di membri della setta islamista Boko Haram e “di immigrati illegali provenienti dai vicini Niger, Ciad, Burkina Faso, Benin, ecc…”Il secondo provvedimento che suscita preoccupazione è la proposta presentata dal deputato Abdullahi Balarabe Salame, di estendere la Sharia dalla cause famigliari, come è ora, a quelle criminali, facendo applicare la pena di morte, secondo quanto previsto dalla legislazione islamica. La CAN afferma che questo provvedimento va contro la laicità dello Stato che assicura l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge

AMERICA/BRASILE - La Gioventù Missionaria lancia una campagna per aiutare i bambini dell’Indonesia

Brasilia – Dimostrando il proprio impegno per la missione “oltre i confini”, la Gioventù Missionaria del Brasile ha lanciato il progetto "Corrente Solidaria", che prevede la cooperazione tra la JM del Brasile e le suore della Congregazione di Gesù Bambino Povero che lavorano a Vila Maulo'o, in Indonesia. Le religiose gestiscono una scuola che accoglie i bambini in condizioni di povertà, senza mezzi finanziari per studiare nelle scuole tradizionali. Spesso si tratta di orfani e di figli di contadini e di pescatori o di netturbini.La Congregazione delle Suore di Gesù Povero Bambino hanno come missione quella di lavorare con i bambini e i giovani poveri e abbandonati. Il loro carisma è focalizzato sull'educazione, la salute e la cura pastorale negli orfanotrofi.Attraverso il progetto "Corrente Solidaria", tutte le Chiese locali brasiliane dove è presente JM saranno invitate a contribuire all'acquisto delle divise e del materiale scolastico per 60 bambini in Indonesia. I responsabili dei gruppi JM saranno incaricati di coordinare il progetto insieme con le POM del Brasile. L’iniziativa si concluderà nel mese di ottobre, mese missionario.

AMERICA/PORTO RICO - “Prima di altre crisi dobbiamo auto-determinare il nostro rapporto con gli USA” afferma Mons. González Nieves

San Juan – “Sono favorevole alla normativa perché dà a Porto Rico un po’ di respiro, in modo che il pagamento delle pensioni e dei servizi sociali sia fatto prima di pagare il debito" ha scritto l'Arcivescovo di San Juan , Sua Ecc. Mons. Roberto González Nieves, OFM, in un editoriale del quotidiano “The Hill”, che viene pubblicato negli Usa ed è diffuso anche a Porto Rico. L’Arcivescovo annuncia così il suo sostegno alle norme legislative riguardanti la crisi del debito di Porto Rico, che dovrebbero essere votate dal Congresso statunitense in questi giorni. "Le norme legislative fermano l’effetto di sfruttamento dei cosiddetti ‘fondi avvoltoio’ e avviano un processo per portare il nostro debito a livelli sostenibili" si legge nel testo.Mons. González esprime comunque qualche preoccupazione per il “Consiglio di sorveglianza economica” stabilito dal Congresso, facendo notare che le radici della crisi si trovano nello status politico di Porto Rico. Quindi l’Arcivescovo invita i portoricani a "vedere questa visita del Consiglio di sorveglianza sulla nostra isola come un campanello d'allarme". "Fondamentalmente, Porto Rico è una colonia degli Stati Uniti" scrive Mons. González, che sottolinea: "Prima che la nostra isola si trovi di fronte alla prossima crisi, dobbiamo auto-determinare chi vogliamo essere e il nostro rapporto con gli Stati Uniti"."L'Arcivescovo González è un sostenitore coraggioso del suo popolo" commenta Eric LeCompte, direttore esecutivo della “Jubilee USA Network”, la rete di organizzazioni e comunità religiose, nella nota inviata a Fides. "Condivido il sostegno dell'Arcivescovo all'azione del Congresso. Condivido anche la sua speranza che vedremo la riduzione della povertà infantile quando le norme legislative finalmente passeranno".La grave crisi economica e sociale nel paese continua e la sua soluzione dipende in gran parte dalle decisioni del Congresso USA .

ASIA/BANGLADESH - Omicidi mirati delle minoranze religiose: urge giustizia

Dacca - Gli omicidi mirati di esponenti delle minoranze religiose destano forte preoccupazione in Bangladesh: lo afferma William Proloy Samadder, Segretario della "Bangladesh Christian Association", che nota: "Si è abituati a considerare tali attacchi come incidenti isolati, ma ora la questione è diventata più grave". Nei giorni scorsi un cristiano e un indù sono stati uccisi. Il 5 giugno, un droghiere cristiano di nome Sunil Gomez è stato ucciso all'interno del suo negozio in un quartiere cristiano nel distretto di Natore. Il 7 giugno, Ananda Gopal Ganuli, leader religioso indù, è stato ucciso a Jhenaidah dopo aver indossato i suoi abituali abiti religiosi.In un discorso pronunciato in Parlamento l'8 giugno, il Primo ministro Sheikh Hasina ha promesso che i responsabili delle uccisioni mirate di minoranze religiose "non resteranno impuniti". L'avvocato Rana Dasgupta, Segretario generale del forum "Hindu Buddhist Christian Unity Council of Bangladesh", ha spiegato: "Intere comunità sono terrorizzate e si sentono molto insicure. Non vediamo alcun intervento dei partiti politici per trovare soluzioni a questi problemi"."Gli attacchi contro le minoranze religiose da parte di gruppi estremisti in Bangladesh sono aumentati rapidamente negli ultimi mesi" riporta l'Ong Christian Solidarity Worldwide . “Accogliendo con favore l'impegno del Primo ministro Hasina per fermare i responsabili, il governo deve far seguire ai discorsi l'azione. I colpevoli vanno arrestati e processati per porre fine all'impunità e assicurare la giustizia per tutti i cittadini del Bangladesh, a prescindere dalla loro religione" conclude una nota di CSW.

ASIA/IRAQ - Il Patriarca siro ortodosso incontra il Presidente Barzani: grazie per aver dato rifugio ai profughi cristiani

Erbil - Una delegazione comprendente nove Vescovi siro ortodossi, siro cattolici e caldei, guidata dal Patriarca siro ortodosso Mar Ignatius Aphrem II, è stata ricevuta nella giornata di martedì 7 giugno da Masud Barzani, Presidente della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, nel Palazzo presidenziale di Erbil. Durante la visita – riferiscno le fonti ufficiali del patriarcato siro ortodosso – il Patriarca Mar Aphrem ha ringraziato il Presidente di aver accolto nella regine del Kurdistan decine di migliaia di profughi cristiani in fuga dai territori occupati dallo Stato Islamico , e ha chiesto il suo aiuto per continuare le ricerche dei due Arcivescovi di Aleppo - il siro ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibahim e il greco ortodosso Boulos Yazigi - rapiti nell'aprile 2013. Il Presidente Barzani ha assicurato il suo impegno a persaverare nell'ospitalità dei profughi cristiani, per scongiurare in ogni modo la loro emigrazione all'estero.

ASIA/TERRA SANTA - Caritas Jerusalem: è “emergenza droga” tra i giovani palestinesi

Betlemme – Il fenomeno della tossico-dipendenza tra i giovani palestinesi “assume dimensioni e effetti sempre più devastanti, e si moltiplicano le conferme di un risvolto anche politico nelle dinamiche del mercato della droga, con laboratori di produzione delle sostanze stupefacenti messi in piedi in aree dove la polizia palestinese non può operare”. Una forte denuncia degli effetti del consumo della droga nei territori palestinesi viene da padre Raed Abusahliah, Direttore generale di Caritas Jerusalem. “Alcuni giorni fa” riferisce all'Agenzia Fides il sacerdote del Patriarcato latino di Gerusalemme, “abbiamo realizzato presso l'Univerità di Betlemme il quarto Convegno sul tema delle tossicodipendenze nella nostra regione. Esperti, analisti, accademici, rappresentanti delle forze di sicurezza e delle istituzioni politiche palestinesi hanno delineato scenari inquietanti, mostrando anche foto di piantagioni di marijuana e documentazione su laboratori in cui si cominciano a produrre in loco anche le droghe chimiche nella cosidetta 'Area C', sotto il controllo delle forze di sicurezza israeliane. Il mercato si espande, si arriva addirittura a impiantare sistemi di produzione, col risultato di trasformare una parte crescente di giovani palestinesi in tossicodipendenti in cerca di soldi per comprare le dosi. In alcuni casi, c'è chi ha venduto anche le proprie proprietà di famiglia per trovare denaro”.Caritas Jerusalem è attiva sul fronte della prevenzione e della lotta alla droga con una rete di iniziative a vari livelli. Dal 1999 è attivo a Gerusalemme Est un Centro di ascolto che assiste i tossico-dipendenti con il coinvolgimento delle famiglie e delle comunità di provenienza. Nelle scuole e nelle università si organizzano sessioni di informazione e prevenzione rivolte agli studenti. Negli ultimi anni, in collaborazione con l'Università di Betlemme e con l'Accademia Universitaria militare Istqal di Gerico, legata all'Autorità palestinese, sono stati avviati i corsi di formazione volti a creare figure professionali – operatori sociali e sanitari, psicologi, infermiere – in grado di operare nel lavoro di prevenzione e di lotta alle tossicodipendenze. “Quest'anno” riferisce a Fides padre Abusahliah “sono stati rilasciati 22 diplomi dei corsi di formazione, riconosciuti dal Ministero dell'educazione palestinese”. .

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