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AMERICA/CUBA - Sbarca la Carovana dell’Amicizia dei Pastori della pace

L’Avana – Anche quest’anno la Carovana dell’Amicizia Stati Uniti-Cuba è sbarcata nell’isola caraibica. Si tratta della XXVIII edizione durante la quale il gruppo attraversa diverse province cubane incontrando cittadini, chiese e organizzazioni culturali. Dal 1992 quella che è conosciuta come la Carovana dei Pastori per la Pace rivolge le sue iniziative solidali verso Cuba, con l’obiettivo di combattere l’embargo degli Stati Uniti. Dopo aver fatto tappa in 50 città nordamericane, gli attivisti guidati dai Pastori per la pace, un organismo interreligioso nato nel 1988, continuano ad informare sulla realtà dell’isola. In questa occasione si sono aggiunti al gruppo religioso altre 28 persone, la maggior parte provenienti dagli Stati Uniti, ma anche messicani ed europei.

ASIA/PALESTINA - Il lavoro minorile a Gaza, un flagello che continua ad aumentare

Gaza – Negli ultimi cinque anni, con l’aggravarsi della crisi economica che sta colpendo la Striscia di Gaza, il fenomeno del lavoro minorile continua ad aumentare. La notizia arriva dall’Ufficio Centrale di Statistica palestinese. Questa crescita va contro la tendenza globale. Infatti, nel 2013 l’Organizzazione Internazionale del Lavoro aveva dichiarato che, dal 2000, il numero dei bambini lavoratori nel mondo era diminuito di un terzo. Tuttavia, a Gaza, quasi il 40% delle famiglie vivono sotto la soglia della povertà e il 70% dipende esclusivamente dagli aiuti umanitari. Per cercare di limitare il fenomeno, l’UNICEF, insieme a consulenti familiari e operatori sociali che lavorano in una ventina di centri per le famiglie sostenute dall’organizzazione nella Striscia di Gaza, sono impegnati a identificare e raggiungere i bambini più vulnerabili. Una volta identificato il minore, l’operatore sociale cerca di farlo reinserire nel sistema educativo, a volte anche attraverso la formazione professionale. I consulenti familiari offrono supporto educativo e psicosociale e aiutano le famiglie a mettersi in contatto con il Ministero degli Affari Sociali per chiedere un contributo economico, opportunità di lavoro stagionale o aiuti per progetti per piccole imprese.

ASIA/HONG KONG - Dimissioni del Vescovo di Hong Kong e successione

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della Diocesi di Hong Kong , presentata da S.E. il Card. John Tong Hon. Gli succede S.E. Mons. Michael Yeung Ming-cheung Coadiutore della medesima Diocesi.

ASIA/SRI LANKA - Le vedove di guerra sono le maggiormente colpite dal conflitto durato oltre 30 anni

Colombo - Sono le donne Tamil a soffrire maggiormente le conseguenze della guerra civile che ha sconvolto lo Sri Lanka per almeno 30 anni. Lo afferma un rapporto giunto all’Agenzia Fides redatto dall’International Crisis Group. “Ad 8 anni dalla fine della guerra le donne Tamil che vivono nel nord e nell’est dell’isola stanno ancora cercando verità e giustizia per le violenze belliche” recita il documento che ricorda che non si sono materializzate le promesse effettuate nel 2015 dal governo e dal Consiglio ONU per i Diritti Umani di creare una commissione verità e giustizia, una corte speciale e un apposito organismo per indagare sulle persone scomparse.Oltre alle violenze sessuali commesse anche nei campi per rifugiati , il dramma maggiore per le donne è la vedovanza, in una società largamente patriarcale. Secondo il rapporto vi sarebbero circa 40.000 vedove di guerra nel nord e 50.000 nell’est, senza contare le donne i cui mariti sono dispersi o scomparsi. “Secondo una stima, circa 58.000 nuclei familiari nel nord, circa un quarto della popolazione, sono retti da donne”.Oltre alle ferite psicologiche e psichiatriche della guerra, le vedove devono far fronte a difficoltà economiche, alla stigmatizzazione sociale e al collasso delle tradizionali strutture di supporto in una società lacerata.Il rapporto chiede al governo e all’ONU di creare le strutture promesse nel 2015 e di mettere in pratica dei meccanismi di supporto economico, educativo e psicologico-sanitario a favore delle aree del nord-est specie per i nuclei familiari guidati dalle donne prive di marito.

AFRICA/CONGO RD - Represse le manifestazioni per chiedere le elezioni presidenziali

Kinshasa - Decine di manifestanti arrestati insieme ai giornalisti che cercavano di documentare l’evento. È finita così la prima manifestazione convocata per chiedere la tenuta delle elezioni politiche e presidenziali e l’allontanamento dal potere del Presidente Joseph Kabila, La marcia pacifica convocata ieri, 31 luglio, in diverse città della Repubblica Democratica del Congo dal movimento Lucha , movimento giovanile basato a Goma, nell’est del Paese , è stata repressa dalle forze dell’ordine che ha proceduto ad arresti in diverse città. Secondo un portavoce della polizia, i manifestanti avrebbero violato la legge sulle manifestazioni pubbliche precisando che gli arrestati sono una quarantina a Goma, 17 nella capitale, Kinshasa, altri a Bukavu e Lubumbashi.In diverse città, come Kinshasa e Beni,, i manifestanti si sono scontrati con le forze di polizia che ha impedito loro di dirigersi verso le sedi locali della CENI, la Commissione Elettorale Indipendente, che dovrebbe preparare e gestire le elezioni.Una nota inviata all’Agenzia Fides dalla Rete Pace per il Congo ricorda che “il 18 luglio mentre tutti attendevano il calendario elettorale per le elezioni presidenziali, legislative e provinciali, la Commissione Elettorale ha pubblicato un calendario per le elezioni dei governatori e vice-governatori di 11 province. Si tratta di elezioni a suffragio indiretto cui parteciperanno dei deputati provinciali illegittimi, poiché arrivati a fine mandato già da molto tempo. Saranno delle elezioni senza alcun interesse, nel contesto politico attuale particolarmente teso e segnato dalle recenti dichiarazioni del Presidente della Commissione elettorale, Corneille Nangaa, sull’impossibilità di organizzare le elezioni presidenziali, legislative nazionali e legislative provinciali entro la fine di quest’anno, senza precisare quando potranno essere organizzate”. Ricordiamo che “Le Rassemblement, la coalizione dell’opposizione che non è entrata far parte del governo di “unione nazionale guidato da Bruno Tshibala, ha presentato un calendario di attività di protesta che inizieranno ad agosto .

AFRICA/ETIOPIA - L’atlante della salute per garantire un servizio migliore a mamme e bambini

Wolisso - Mappare il territorio per garantire un servizio migliore a mamme e bambini. Sfruttare al meglio le risorse disponibili è una regola sempre valida dove i mezzi scarseggiano e le necessità sono tante, studiare e applicare i metodi di intervento più efficaci può fare la differenza per la vita di tante persone. Con questo obiettivo Medici con l’Africa Cuamm e l’Università di Siena, con il sostegno del Ministero Affari Esteri italiano, hanno realizzato un progetto nei distretti rurali di Wolisso, Goro e Wonchi, in Etiopia. L’obiettivo era quello di mappare le strutture sanitarie della zona – un ospedale e 77 centri di salute –, capire quali sono le distanze che le separano e quali i tempi necessari alla popolazione residente per raggiungerli a piedi o con un mezzo di trasporto. In questo modo è stato possibile progettare una riorganizzazione delle ambulanze che rende più tempestivo il loro intervento. I risultati sono stati raccolti nel Map Atlas, un volume che è stato presentato lo scorso giugno alle autorità sanitarie locali e ai responsabili delle strutture coinvolte. “Gli atlanti per ora sono stati distribuiti ai capi delle Woreda, i distretti. Il testo è di facile comprensione e rende più immediata la conoscenza della geografia del nostro territorio di azione. È inoltre uno strumento utile a supporto di chi è nuovo del posto. Può essere utilizzato anche per ampliare la conoscenza e localizzare altri bisogni o fenomeni legati alla salute delle comunità, oltre a riportare le distanze e tempi di accesso ai centri di salute e ad altri servizi per il parto sicuro” si legge in una dichiarazione di un medico esperto di salute pubblica capo progetto a Wolisso.

AMERICA/REP. DOMINICANA - Un missionario dona un nuovo tabernacolo alla parrocchia di San José de Los Llanos

San José de Los Llanos - Circa due mesi fa, nella parrocchia di San José de Los Llanos è stato profanato e portato via il tabernacolo. Lo scorso 30 luglio, padre Christopher Hartley, missionario diocesano di Toledo, che nella parrocchia ha servito per quasi 10 anni come provinciale di San Pedro de Macoris, ne ha donato uno nuovo che è stato ufficialmente presentato dal parroco alla comunità ecclesiale durante la Santa Messa domenicale. “Mi fa molto piacere poter regalare alla parrocchia un tabernacolo nuovo” ha scritto il missionario nella lettera inviata alla comunità di Los Llanos. “Non vi fissate su di esso ma solo sul tesoro che custodirà, Dio stesso, Dio tra noi, Dio in mezzo al suo popolo. Questo tabernacolo non vale niente se rimane vuoto” aggiunge p. Chrtistopher. “Conservo un ricordo indelebile delle Messe celebrate insieme a voi in questa parrocchia. Sono passati tanti anni da quel 2 ottobre 2006 che sono andato via, ma vi assicuro che continuo a pensare a voi ogni giorno. Vi chiedo solo una cosa in cambio: di pregare per me affinchè sia un missionario santo e un sacerdote fedele”, conclude p. Hartley.

ASIA/SIRIA - Hassaké, i curdi respingono le accuse di aver ucciso il professore cristiano. Arrestato per l'omicidio un nipote della vittima

Hassaké – Le Unità di Protezione Popolare . Milizie curde legate al Partito Democratico Curdo hanno respinto con fermezza accuse e sospetti rivolti contro di loro in merito all'omicidio di Elias Basil Isaac, professore cristiano ucciso con una pallottola alla testa, il cui corpo senza vita era stato ritrovato in un villaggio a pochi chilometri dalla città siriana di Hassakè, nella giornata di venerdì 21 luglio. La vittima, esperto di agronomia e decano del locale collegio di agraria, era molto conosciuto nell'area per la sua attività accademica e educativa. Dopo il ritrovamento del suo cadavere, tra la popolazione e sui social media erano circolate accuse senza riscontro che attribuivano l'omicidio alle milizie curde, le stesse che negli ultimi tempi hanno di fatto imposto il proprio predominio militare su quell'area urbana della regione siriana nord-orientale di Jazira. I responsabili delle YPG hanno diffuso un comunicato in cui negano con decisione ogni coinvolgimento, e rivendicano il proprio ruolo di forze di protezione “a servizio della sicurezza di tutti i cittadini della provincia di Hassakè”. Nel frattempo, un nipote della vittima è stato arrestato con l'accusa di essere lui il responsabile dell'omicidio, che sarebbe stato perpetrato per questioni di soldi. Le accuse generiche rivolte alle milizie curde rappresentano un segnale delle tensioni che attraversano quell'area della Siria, dove gruppi curdi collegati alle milizie armate provano a dar vita a un governo autonomo, fuori dal controllo del regime di Damasco. Alcuni giorni fa l'Arcivescovo Jacques Behnan Hindo. alla guida dell'Arcieparchia siro-cattolica di Hassaké-Nisibi, aveva descritto all'Agenzia Fides le operazioni messe in atto dai militanti del PYD per realizzare nei fatti il loro intento – coltivato da anni - di creare un'area autonoma curda nella provincia siriana di Hassaké, che nei media curdi già viene indicata col nome curdo di Rojava. In quella zona, l'auto-proclamata amministrazione autonoma di Rojava ha iniziato a implementare un sistema di tassazione locale per sovvenzionare i pubblici servizi e per assumere il pieno controllo dell'ordine pubblico.

AMERICA/VENEZUELA - "Inutile, non necessaria e dannosa per il popolo" la voce dei Vescovi nella giornata violenta del voto

Caracas – "Inutile, non necessaria e dannosa per il popolo venezuelano", questa affermazione è stata ripetuta ieri molte volte nelle tante manifestazioni che si sono svolte nella domenica elettorale per scegliere i membri dell'Assemblea Nazionale Costituente. La giornata è stata contrassegnata, secondo dati di agenzie, da violente manifestazioni in tutto il paese.La frase è quella del messaggio della Conferenza Episcopale del Venezuela, pubblicato il 28 luglio, insieme all'appello alla non violenza . Purtroppo la giornata di ieri ha lasciato 10 morti, secondo la Procura, e 15 secondo l'opposizione. A questi bisogna aggiungere oltre cento morti nelle manifestazioni contro il presidente Maduro che da 4 mesi si svolgono in tutto il Venezuela.Secondo le ultime notizie, solo il 9% degli aventi diritto è andato a votare . Altre fonti informano del paradosso che quasi tutti i dipendenti statali obbligati al voto per Maduro hanno espresso voto nullo.I militanti dell'opposizione e i protagonisti sociali, come la Chiesa cattolica venezuelana, i datori di lavoro, alcuni sindacati, diversi Rettori di università e i leader di paesi come Argentina, Perù, Panama, Messico e Colombia, rifiutano il processo della Costituente e hanno annunciato che non riconosceranno l'Assemblea che verrà insediata dopo le elezioni di ieri.

AFRICA/KENYA - I Vescovi indicono una Novena di preghiera per le votazioni imminenti

Nairobi - “Apprezziamo il modo relativamente pacifico con il quale la campagna elettorale è stata condotta. Chiediamo a tutti i candidati di continuare a comportarsi con contegno e sobrietà nel corso della parte rimanente della campagna elettorale, per ottenere una maggiore coesione e integrazione nazionale” scrivono i Vescovi del Kenya, nel messaggio con il quale annunciano una Novena di preghiera per il pacifico svolgimento delle elezioni generali dell’8 agosto. La Novena, che si tiene in tutte le parrocchie delle diocesi keniane, è iniziata ieri, domenica 30 luglio, e finirà la sera del 7 agosto.I Vescovi esortano i giovani “a non ricorrere alla violenza e invece a diventare operatori di pace. Li esortiamo a sostenere la cultura della pace e a impegnarsi nelle attività di costruzione della pace”. Si chiede ai media di “rimanere obiettivi per contribuire a creare un ambiente sereno e a promuovere la cultura di giustizia, pace e riconciliazione”.La Conferenza Episcopale riconosce i risultati finora conseguiti dall’IEBC nel preparare il voto e fa appello a tutti perché supportino il suo lavoro e quelli dei gruppi e delle associazioni incaricati di verificare la correttezza della votazione.

AFRICA/CONGO RD - Oltre 100 abitanti di un villaggio nell’est catturati dai miliziani Mai-Mai Simba

Kinshasa - Oltre un centinaio di abitanti di un villaggio congolese sono stati rapiti da un gruppo armato. Secondo informazioni inviate all’Agenzia Fides dal CEPADHO, una ONG locale, il 26 luglio una cinquantina di combattenti Mai-Mai Simba, guidati da un certo Emmanu, un comandante pigmeo di un'ala dissidente dei Simba, hanno attaccato il villaggio di Mabuo, nel Territorio di Lubero, nella provincia del Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo.I miliziani si sono scontrati con i militari di guardia in una vicina postazione militare. Nello scontro sono morti 5 assalitori ed un soldato. I soldati sono stati però costretti alla ritirata. Dopo aver incendiato la postazione militare, i miliziani Simba hanno proceduto al saccheggio porta a porta del villaggio, depredando le abitazioni, i negozi e la farmacia. Prima di ritirarsi i Simba hanno costretto un centinaio di abitanti a seguirli. Gli uomini sono impiegati come portantini dei beni depredati, mentre le donne sono destinate a diventare schiave sessuali.Nel frattempo nella RDC la situazione politica si fa sempre più incandescente. Oggi, 31 luglio, si svolge la marcia di protesta indetta dal movimento Lucha , per chiedere le dimissioni del Presidente Joseph Kabila, il cui mandato è scaduto il 20 dicembre 2016. Moïse Katumbi, ex governatore del Katanga, ora all’opposizione, ha esortato la popolazione a parteciparvi in massa.

AMERICA/ECUADOR - Durante i corsi estivi i bambini imparano anche a conoscere Gesù

Guayaquil - In Ecuador, la Chiesa evangelica ha promosso corsi estivi per bambini dove viene insegnata anche la Parola di Dio. Secondo quanto dichiarato dalla coordinatrice locale delle scuole estive cristiane, il 50% dei bambini e degli adolescenti che frequentano non conoscono Gesù Cristo. I corsi e le materie ruotano intorno al valore dell’amicizia, dell’amore, del rispetto, accompagnati dalla Parola di Dio. Circa 843 Chiese evangeliche, riconosciute dal Ministero della Giustizia, si uniscono ogni anno per innumerevoli attività durante le vacanze con l’obiettivo di rafforzare in studenti e genitori valori e principi cristiani. Durante i 60 giorni di corso si fa in modo che i bambini diventino il legame attraverso il quale i rispettivi genitori collaborino nelle attività e progetti della Chiesa.

AMERICA/MESSICO - Giornata contro la tratta: Mons. Noriega ricorda i 10 emigrati morti nel camion

Zacatecas – Il Vescovo della diocesi di Zacatecas, Mons. Sigifredo Noriega Barceló, durante la sua omelia della messa di ieri, domenica 30 luglio, ha rivolto il pensiero alla famiglia del giovane morto all'interno di un rimorchio in Texas, nel tentativo di trovare un lavoro negli Stati Uniti. Ha detto che questi sono fatti molto dolorosi, non solo per le famiglie dei defunti, ma per la società in generale, perché "ci fanno pensare a molti aspetti della vita e dell’emigrazione".La settimana scorsa i corpi senza vita di 9 immigrati clandestini, tra i quali anche due bambini, sono stati trovati nel rimorchio di un camion parcheggiato in un'area di servizio a San Antonio, Texas. Nel container la polizia ha trovato anche altre 30 persone, 20 delle quali sono ora ricoverate in gravi condizioni e una è morta pochi giorni dopo. "Proprio oggi, domenica – ha detto Mons. Noriega nella nota pervenuta a Fides -, si celebra la Giornata contro la tratta, e ciò ha un importante significato, perché queste persone non avrebbero dovuto viaggiare così. Cercavano una vita migliore, ma non vale la pena quando si vede il trattamento loro riservato. Secondo la mia opinione, la tratta di persone è una nuova forma di schiavitù; Abbiamo necessità di emigrare, ma deve essere fatto nel miglior modo possibile, senza rischi per la vita, perché per quanto grande sia la necessità, non è giustificato agire così".Mons. Noriega Barceló ha evidenziato che "il bisogno materiale è la causa primaria, perché non riusciamo a produrre abbastanza ricchezza per il nostro Messico, e quella che c'è non è ben distribuita; se mancano le opportunità di sviluppo qui, la gente deve andare fuori e cercare di aiutare le proprie famiglie".

ASIA/IRAQ - Ministero per le migrazioni:più di 250mila profughi già rientrati in città e villaggi della provincia di Ninive

Mosul – Il ministero iracheno per le migrazioni e la mobilità interna ha riferito che più di 250mila persone sono tornate nelle rispettive aree di provenienza nella Provincia di Ninive, che avevano dovuto abbandonare quando quelle regioni erano state occupate o minacciate dalle milizie jihadiste dello Stato Islamico . Il dato numerico è stato fornito durante una intervista radiofonica da Sattar Nowruz, portavoce del ministero iracheno per le migrazioni i flussi interni. Lo stesso ministero, ai primi di giugno, aveva confermato che i civili sfollati dalla Provincia di Ninive a partire dal 2016 erano quasi 820mila, e che l'ultima impennata nel numero di profughi interni era coincisa con l'intenzificarsi delle operazioni militari per la liberazione di Mosul. Tra gli sfollati di cui è atteso il ritorno nella provincia di Ninive ci sono anche le decine di migliaia di cristiani che tra luglio e agosto 2014 lasciarono in massa città e villaggi della Piana di Ninive davanti all'avanzare dei miliziani di Daesh, trovando in gran parte rifugio nel Kurdistan iracheno. Organi d'informazione locali continuano a documentare un debole flusso di rientro delle famiglie cristiane alle proprie case. In un'intervista diffusa venerdì 28 luglio, il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako ha ricordato che la liberazione di Mosul non ha cancellato tutti i fattori di rischio e di instabilità presenti nella regione, aggiungendo che tante case sono state devastate durante l'occupaizne jihadista e le fasi di conflitto, e che tutto ciò alimenta anche tra tante famiglie cristiane incertezza sul rientro futuro nelle terre del proprio radicamento storico. .

AFRICA/UGANDA - “Cuscini per il parto” per convincere le donne della Karamoja a recarsi in ospedale

Moroto – Si terrà in questi giorni a Washington la presentazione dei “cuscini per il parto”, ideati dalla ong Medici con l'Africa Cuamm. Si tratta di uno strumento innovativo pensato per convincere le donne della Karamoja, regione a nord dell’Uganda, a partorire in ospedale o nei centri sanitari. Selezionato tra i finalisti dell'evento Saving Lives at Birth: A Grand Challenge for Development, promosso dall’agenzia della cooperazione statunitense , il progetto dei cuscini per il parto vuole dimostrare alle donne che è possibile ricorrere al parto assistito, senza rinunciare alle proprie tradizioni, ma in un ambiente sicuro e attrezzato in caso di emergenza. I risultati sono incoraggianti: grazie a questo strumento infatti dal 2013 al 2015 si è passati da 11.424 a 25.592 parti assistiti in struttura, con una copertura dei parti attesi nella regione salita dal 18% al 52%.I cuscini per il parto rappresentano un’innovazione low-tech e a basso impatto economico, implementata per la prima volta dal Cuamm nel 2013 in Karamoja dove è stato effettivamente registrato un incremento dei parti in una struttura attrezzata. Considerato che le donne dimostravano di continuare a preferire il parto in casa a quello in struttura, perchè lì erano costrette a partorire da distese, lo staff del Cuamm ha prodotto un prototipo di cuscino per il parto su cui le donne possono partorire nella tradizionale posizione, assistite da un’ostetrica. In quattro anni sono stati distribuiti in 81 centri di salute della Karamoja.Di 550 progetti, accomunati dalla potenzialità di avere un impatto sostanziale sulle condizioni sanitarie materno-infantili, 53 sono arrivati in finale, il Cuamm è l’unica organizzazione italiana.

VATICANO - Papa Francesco: la tratta di persone “piaga aberrante, forma di schiavitù moderna”

Città del Vaticano – Papa Francesco ha ricordato la Giornata Mondiale contro la tratta di persone indetta dalle Nazioni Unite, domenica 30 luglio, con queste parole pronunciate dopo la recita dell’Angelus: “Ogni anno migliaia di uomini, donne e bambini sono vittime innocenti dello sfruttamento lavorativo e sessuale e del traffico di organi, e sembra che ci siamo così abituati, da considerarla una cosa normale. Questo è brutto, è crudele, è criminale! Desidero richiamare l’impegno di tutti affinché questa piaga aberrante, forma di schiavitù moderna, sia adeguatamente contrastata. Preghiamo insieme la Vergine Maria perché sostenga le vittime della tratta e converta i cuori dei trafficanti. Preghiamo insieme la Madonna: Ave Maria…”. La Chiesa ha istituito la Giornata di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che si celebra ogni anno l’8 febbraio, festa di santa Giuseppina Bakhita.

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