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AMERICA/MESSICO - Una indigena candidata alle presidenziali

Tuxpan – Un’indigena è in corsa per le presidenziali 2018. Le votazioni che si sono appena svolte in Messico tra i delegati del Congresso nazionale degli indigeni , partito che da 20 anni si batte per i diritti delle minoranze native, hanno dato ragione a Maria de Jesus Patricio Martinez, soprannominata “Marichui”, leader molto in vista nella sua comunità. In una nota pervenuta a Fides si legge che la sua candidatura ha avuto l’appoggio dell’Esercito di liberazione nazionale zapatista. Le consultazioni per la scelta del proprio candidato hanno visto riuniti 848 delegati, in rappresentanza di 58 comunità indigene. Marichui è un medico tradizionale e lavora nella sua comunità natia, quella dei Nahua, nella municipalità di Tuxpan, Jalisco. Nel suo programma elettorale spicca la volontà di estendere l’azione del proprio movimento anche negli angoli più remoti del Paese, nonchè far diventare il Consiglio di governo indigeno un organismo autonomo. In generale, Marichui intende impegnarsi per rafforzare le conquiste ottenute in questi anni, ma anche per ridurre le discriminazioni e le ingiustizie, come la confisca della terra.

AMERICA/VENEZUELA - La Presidenza della Conferenza Episcopale a Roma per incontrare Papa Francesco

Caracas – Giovedì 8 giugno la Presidenza della Conferenza Episcopale Venezuelana sarà a Roma per incontrare in Vaticano il Papa. “L'incontro servirà per esporre a Papa Francesco, a viva voce, la grave situazione che vive il Venezuela, già nota al Papa attraverso la Nunziatura Apostolica – afferma il comunicato della CEV inviato a Fides -. Sarà anche l'occasione per i Vescovi venezuelani di parlare con Papa Francesco nel dettaglio della crisi in cui è immerso il paese. Sarà infine motivo per esprimere i legami di solidarietà e per ringraziare Papa Francesco delle sue preghiere, della sua vicinanza e della sua preoccupazione per il Venezuela, come affermato dalla Conferenza Episcopale del Venezuela in varie esortazioni e comunicati”.La Presidenza della CEV che in Vaticano incontrerà il Papa è formata dal Presidente, Sua Ecc. Mons. Diego Padron; dal primo Vicepresidente, Sua Ecc. Mons. José Luis Azuaje; dal secondo Vicepresidente, Sua Ecc. Mons. Mario Moronta; dal Segretario generale, Sua Ecc. Mons. Víctor Hugo Basabe, e dai Cardinali Jorge Urosa Savino e Baltazar Porras, Presidenti onorari della CEV.L’ultimo comunicao della CEV, del 18 maggio 2017, ha chiesto il rispetto della Costituzione e l’indizione delle elezioni come soluzione alla crisi, ribadendo che il popolo venezuelano attende il rispetto delle condizioni accettate ma non soddisfatte: apertura di canali umanitari, elezioni generali, rilascio dei prigionieri politici e rispetto dell'Assemblea nazionale.

ASIA/PAKISTAN - Medici rifiutano le cure: muore un operaio cristiano

Lahore - E' un episodio che ha destato sdegno e clamore, e che dà la cifra delle discriminazioni esistenti verso le minoranze religiose in Pakistan: Irfan Masih, operaio cristiano impegnato nel lavoro di canalizzazione degli impianti fognari, è morto il 2 giugno perchè un medico musulmano all'ospedale di Umerkot, a Lahore, si è rifiutato di toccare il suo corpo, coperto di fanghi, perché stava digiunando e seguendo le pratiche del Ramadan. Il medico ha detto che non sarebbe intervenuto finchè il corpo dell'uomo non fosse stato ripulito. Masih, 30 anni ha preso conoscenza ed è cauto durante la pulizia di un canale drenante, a causa di fumi tossici. I suoi colleghi lo hanno portato al vicino Ospedale Civile, in condizioni critiche ma i medici del Pronto Soccorso hanno subito dichiarato che avrebbero iniziato a esaminarlo e curarlo solo se del tutto ripulito. Irfan era in gravi condizioni e un intervento era urgente. I suoi familiari e colleghi hanno supplicato il personale dell'ospedale ma il dottor Yousuf è stato irremovibile.La famiglia di Irfan ritiene che questi sarebbe potuto sopravvivere se gli fosse stato fornito un trattamento medico tempestivo e afferma che Irfan è morto a causa della negligenza medica. I colleghi di Irfan e numerosi membri della comunità cristiana di Umerkot hanno preso il corpo di Irfan e hanno organizzato una manifestazione di protesta contro l'amministrazione locale e l'ospedale. Il padre della vittima, Nazeer Masih, ha sporto denuncia alla polizia contro sei impiegati ospedalieri, tre dei quali medici. La polizia ha disposto il fermo del dottore Jaam Kunbhar. Il direttore generale del Dipartimento per la salute Akhlaq Khan ha visitato l'ospedale dicendo che, secondo i registri e le dichiarazioni riportate, la morte di Irfan non sarebbe il risultato della negligenza del medico. Nasir Saeed direttore dell'Ong CLAAS , che fornisce assistenza legale ai cristiani pakistani, commenta a Fides: "E' un episodio triste e significativo: una vita potrebbe essere stata salvata se l'assistenza medica fosse stata offerta tempestivamente. Non è la prima volta che un operaio della rete fognaria muore facendo il suo dovere. Il governo dovrebbe fornire adeguati kit di sicurezza ai propri lavoratori, ma poiché questi posti di lavoro sono occupati solo dai cristiani nessuno si preoccupa di loro".Anche la Fondazione “Cecil e Iris Chaudhry” ha espresso shock per il tragico incidente. Michelle Chaudhry, presidente della Fondazione, ha dichiarato a Fides: "Una società diventa estremamente pericolosa quando diventa disumana. Una vita innocente è stata persa perché qualcuno si è rifiutato di svolgere il suo dovere, a livello deontologico e di pubblico servizio. Il medico ha violato il giuramento di Ippocrate che lo obbliga a curare un paziente in qualsiasi circostanza, al di là della religione e della classe sociale”.La Fondazione chiede giustizia, e ha scritto al Primo ministro della provincia, al ministero provinciale della sanità e a ogni autorità competente per assicurare l'esecuzione di un'inchiesta imparziale.

AFRICA/CAMERUN - Due "bambini kamikaze" si fanno esplodere in un campo profughi

Kolofata – Due bambini, con addosso esplosivi, si sono fatti esplodere venerdì 3 giugno vicino ad un campo profughi, nel nord del Camerun, che ospita civili sfollati dagli attacchi di Boko Haram in Nigeria. Nell’attentato sono morte 9 persone, più i due ragazzini suicida, altre 30 sono rimaste ferite. I kamikaze sono entrati nella città di Kolofata, circa 10 chilometri al confine con la Nigeria, prima dell’alba, facendosi passare per rifugiati in cerca di cibo prima dell’inizio del digiuno per il Ramadan. Negli ultimi anni il Camerun settentrionale ha vissuto il dilagare della violenza generata dai ribelli islamisti di Boko Haram della Nigeria. I rifugiati nigeriani hanno inondato il Paese dal confine e i residenti locali si sono visti costretti a fuggire dalle loro case. Le autorità locali hanno segnalato che queste ultime esplosioni si sono verificate a distanza di un giorno da quella provocata da altre due ragazze nel vicino villaggio di Djakana, che ha causato la morte delle due e ferito due membri della forza civile locale di autodifesa.

AMERICA/ARGENTINA - “Un minuto per la pace nel mondo”: giovedì 8 giugno alle 13

Buenos Aires - La Commissione nazionale Giustizia e Pace, l’Azione cattolica argentina, insieme al Dipartimento dei Laici, alla Commissione episcopale per l’ecumenismo, le relazioni con l’ebraismo, l’islam e le religiosi, diverse associazioni nazionali e internazionali, in comunione con la Conferenza episcopale argentina, promuovono di nuovo l’iniziativa “Un minuto per la pace”, da celebrare giovedì 8 giugno alle ore 13. In quel giorno, informa il comunicato pervenuto a Fides, ognuno è invitato a interrompere le proprie attività quotidiane e dedicare un minuto a riflettere, a pregare secondo la propria tradizione religiosa, e ad impegnarsi per la pace in tutto il mondo. Questo “minuto” potrà essere vissuto da soli o insieme ad altri, per strada o in chiesa, in famiglia, a scuola, nei luoghi di lavoro, in fabbrica, in ufficio… “Un minuto per la pace” è una proposta semplice, che ognuno può realizzare, che chiama ad offrire la propria preghiera e a farsi promotori di pace, nel terzo anniversario dello storico incontro tra Papa Francesco e i Presidenti Shimon Peres, di Israele, e Abu Mazen, Palestina, avvenuto l’8 giugno 2014 in Vaticano.A livello internazionale, l’iniziativa è sostenuta anche dal Foro internazionale di Azione Cattolica e dalla Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche .

AFRICA/SUD SUDAN - Morti 15 bambini per una vaccinazione mal amministrata

Juba - Quindici bambini sono morti in Sud Sudan per una vaccinazione contro il morbillo. I bambini, dell’età di 5 anni, abitavano il villaggio di Kapoeta, nel sud-est del Paese. Secondo un’inchiesta condotta con il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNICEF, circa 300 bambini sono stati vaccinati in una campagna di quattro giorni durante la quale una squadra medica locale ha usato una singola siringa per combinare diverse fiale di vaccino. Le fiale, fornite dall’UNICEF, sono state conservate in un edificio non adeguatamente refrigerato.Altri 32 bambini hanno sofferto le conseguenze della vaccinazione mal amministrata ma hanno superato la crisi.La squadra infermieristica aveva ricevuto una formazione dall’OMS e dai suoi partner ma non ha seguito scrupolosamente le procedure di somministrazione del vaccino.

AMERICA/PANAMA - Il 64% dei casi di lavoro minorile si concentra nel settore agricolo

Panamá – Degli oltre 23 mila bambini lavoratori censiti nella Repubblica di Panamá, il 64% si dedica ad attività agricole. Per questo motivo il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo quest'anno ha focalizzato la sua campagna per sradicare il lavoro minorile nelle aree remote del Paese. Tema della campagna 2017 è stato: “I bambini e le bambine hanno diritti, proteggiamoli dal lavoro minorile”. Secondo le informazioni pervenute a Fides, vi hanno preso parte 23 istituzioni, con l’obiettivo di fare tornare i minori a scuola e offrire loro concrete opportunità di sviluppo. Secondo l’ultima ricerca dell’Istituto Nazionale di Statistica e Censimento, nel Paese è stato registrato un calo del 12% dei bambini lavoratori. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro definisce come lavoro minorile “ogni tipo di lavoro che priva i bambini della loro infanzia e dignità e che pregiudica il suo sviluppo fisico e psicologico”. Obiettivo del Panama è diventare il primo paese dell’America Latina che si libera del lavoro minorile.

VATICANO - Il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2017

Città del Vaticano - Al termine della Santa Messa della solennità di Pentecoste, celebrata in piazza San Pietro domenica 4 giugno, il Santo Padre Francesco ha introdotto la recita della preghiera mariana del “Regina Coeli” con queste parole: “oggi, festa di Pentecoste, viene pubblicato il mio Messaggio per la prossima Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra ogni anno nel mese di ottobre. Il tema è: ‘La missione al cuore della fede cristiana’. Lo Spirito Santo sostenga la missione della Chiesa nel mondo intero e dia forza a tutti i missionari e le missionarie del Vangelo. Lo Spirito doni pace al mondo intero; guarisca le piaghe della guerra e del terrorismo, che anche questa notte, a Londra, ha colpito civili innocenti: preghiamo per le vittime e i familiari”.Riportiamo di seguito il testo integrale del Messaggio per la Giornata Missionaria che si celebrerà il 22 ottobre.La missione al cuore della fede cristianaCari fratelli e sorelle,anche quest’anno la Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, «il primo e il più grande evangelizzatore» , che continuamente ci invia ad annunciare il Vangelo dell’amore di Dio Padre nella forza dello Spirito Santo. Questa Giornata ci invita a riflettere nuovamente sulla missione al cuore della fede cristiana. Infatti, la Chiesa è missionaria per natura; se non lo fosse, non sarebbe più la Chiesa di Cristo, ma un’associazione tra molte altre, che ben presto finirebbe con l’esaurire il proprio scopo e scomparire. Perciò, siamo invitati a porci alcune domande che toccano la nostra stessa identità cristiana e le nostre responsabilità di credenti, in un mondo confuso da tante illusioni, ferito da grandi frustrazioni e lacerato da numerose guerre fratricide che ingiustamente colpiscono specialmente gli innocenti. Qual è il fondamento della missione? Qual è il cuore della missione? Quali sono gli atteggiamenti vitali della missione?La missione e il potere trasformante del Vangelo di Cristo, Via, Verità e Vita1. La missione della Chiesa, destinata a tutti gli uomini di buona volontà, è fondata sul potere trasformante del Vangelo. Il Vangelo è una Buona Notizia che porta in sé una gioia contagiosa perché contiene e offre una vita nuova: quella di Cristo risorto, il quale, comunicando il suo Spirito vivificante, diventa Via, Verità e Vita per noi . È Via che ci invita a seguirlo con fiducia e coraggio. Nel seguire Gesù come nostra Via, ne sperimentiamo la Verità e riceviamo la sua Vita, che è piena comunione con Dio Padre nella forza dello Spirito Santo, ci rende liberi da ogni forma di egoismo ed è fonte di creatività nell’amore.2. Dio Padre vuole tale trasformazione esistenziale dei suoi figli e figlie; trasformazione che si esprime come culto in spirito e verità , in una vita animata dallo Spirito Santo nell’imitazione del Figlio Gesù a gloria di Dio Padre. «La gloria di Dio è l’uomo vivente» . In questo modo, l’annuncio del Vangelo diventa parola viva ed efficace che attua ciò che proclama , cioè Gesù Cristo, il quale continuamente si fa carne in ogni situazione umana .La missione e il kairos di Cristo3. La missione della Chiesa non è, quindi, la diffusione di una ideologia religiosa e nemmeno la proposta di un’etica sublime. Molti movimenti nel mondo sanno produrre ideali elevati o espressioni etiche notevoli. Mediante la missione della Chiesa, è Gesù Cristo che continua ad evangelizzare e agire, e perciò essa rappresenta il kairos, il tempo propizio della salvezza nella storia. Mediante la proclamazione del Vangelo, Gesù diventa sempre nuovamente nostro contemporaneo, affinché chi lo accoglie con fede e amore sperimenti la forza trasformatrice del suo Spirito di Risorto che feconda l’umano e il creato come fa la pioggia con la terra. «La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali» .4. Ricordiamo sempre che «all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» . Il Vangelo è una Persona, la quale continuamente si offre e continuamente invita chi la accoglie con fede umile e operosa a condividere la sua vita attraverso una partecipazione effettiva al suo mistero pasquale di morte e risurrezione. Il Vangelo diventa così, mediante il Battesimo, fonte di vita nuova, libera dal dominio del peccato, illuminata e trasformata dallo Spirito Santo; mediante la Cresima, diventa unzione fortificante che, grazie allo stesso Spirito, indica cammini e strategie nuove di testimonianza e prossimità; e mediante l’Eucaristia diventa cibo dell’uomo nuovo, «medicina di immortalità» .5. Il mondo ha essenzialmente bisogno del Vangelo di Gesù Cristo. Egli, attraverso la Chiesa, continua la sua missione di Buon Samaritano, curando le ferite sanguinanti dell’umanità, e di Buon Pastore, cercando senza sosta chi si è smarrito per sentieri contorti e senza meta. E grazie a Dio non mancano esperienze significative che testimoniano la forza trasformatrice del Vangelo. Penso al gesto di quello studente Dinka che, a costo della propria vita, protegge uno studente della tribù Nuer destinato ad essere ucciso. Penso a quella celebrazione eucaristica a Kitgum, nel Nord Uganda, allora insanguinato dalla ferocia di un gruppo di ribelli, quando un missionario fece ripetere alla gente le parole di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», come espressione del grido disperato dei fratelli e delle sorelle del Signore crocifisso. Quella celebrazione fu per la gente fonte di grande consolazione e tanto coraggio. E possiamo pensare a tante, innumerevoli testimonianze di come il Vangelo aiuta a superare le chiusure, i conflitti, il razzismo, il tribalismo, promuovendo dovunque e tra tutti la riconciliazione, la fraternità e la condivisione.La missione ispira una spiritualità di continuo esodo, pellegrinaggio ed esilio6. La missione della Chiesa è animata da una spiritualità di continuo esodo. Si tratta di «uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo» . La missione della Chiesa stimola un atteggiamento di continuo pellegrinaggio attraverso i vari deserti della vita, attraverso le varie esperienze di fame e sete di verità e di giustizia. La missione della Chiesa ispira una esperienza di continuo esilio, per fare sentire all’uomo assetato di infinito la sua condizione di esule in cammino verso la patria finale, proteso tra il “già” e il “non ancora” del Regno dei Cieli.7. La missione dice alla Chiesa che essa non è fine a sé stessa, ma è umile strumento e mediazione del Regno. Una Chiesa autoreferenziale, che si compiace di successi terreni, non è la Chiesa di Cristo, suo corpo crocifisso e glorioso. Ecco allora perché dobbiamo preferire «una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze» .I giovani, speranza della missione8. I giovani sono la speranza della missione. La persona di Gesù e la Buona Notizia da Lui proclamata continuano ad affascinare molti giovani. Essi cercano percorsi in cui realizzare il coraggio e gli slanci del cuore a servizio dell’umanità. «Sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato [...]. Che bello che i giovani siano “viandanti della fede”, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!» . La prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si celebrerà nel 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, si presenta come occasione provvidenziale per coinvolgere i giovani nella comune responsabilità missionaria che ha bisogno della loro ricca immaginazione e creatività.Il servizio delle Pontificie Opere Missionarie9. Le Pontificie Opere Missionarie sono strumento prezioso per suscitare in ogni comunità cristiana il desiderio di uscire dai propri confini e dalle proprie sicurezze e prendere il largo per annunciare il Vangelo a tutti. Attraverso una profonda spiritualità missionaria da vivere quotidianamente, un impegno costante di formazione ed animazione missionaria, ragazzi, giovani, adulti, famiglie, sacerdoti, religiosi e religiose, Vescovi sono coinvolti perché cresca in ciascuno un cuore missionario. La Giornata Missionaria Mondiale, promossa dall’Opera della Propagazione della Fede, è l’occasione propizia perché il cuore missionario delle comunità cristiane partecipi con la preghiera, con la testimonianza della vita e con la comunione dei beni per rispondere alle gravi e vaste necessità dell’evangelizzazione.Fare missione con Maria, Madre dell’evangelizzazione10. Cari fratelli e sorelle, facciamo missione ispirandoci a Maria, Madre dell’evangelizzazione. Ella, mossa dallo Spirito, accolse il Verbo della vita nella profondità della sua umile fede. Ci aiuti la Vergine a dire il nostro “sì” nell’urgenza di far risuonare la Buona Notizia di Gesù nel nostro tempo; ci ottenga un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte; interceda per noi affinché possiamo acquistare la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della salvezza.Dal Vaticano, 4 giugno 2017Solennità di PentecosteFRANCISCUS

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