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Le notizie dell'Agenzia Fides
Updated: 17 min 41 sec ago

ASIA/INDIA - Resta alto il tasso di violenza contro i cristiani: un nuovo Rapporto

5 July 2018
Nuova Delhi - La violenza sui cristiani in India continua ad essere elevata. Sono 101 gli episodi registratisi nei primi cinque mesi del 2018, segnalati in un nuovo rapporto pubblicato dall'Alliance Defending Freedom India, una Ong di ispirazione cristiana che "promuove la libertà religiosa e la santità della vita in India", scrive ."Circa 20 episodi di violenza contro i cristiani sono avvenuti ogni mese da gennaio fino alla fine di maggio 2018", dice all'Agenzia Fides A. C. Michael, laico cattolico e consulente dell'ADF. Sui 101 episodi di violenza contro i cristiani in India, 21 incidenti sono avvenuti a gennaio seguiti da 19 a febbraio, 20 a marzo, 17 ad aprile e 24 nel mese di maggio.Secondo il documento inviato all'Agenzia Fides, è in aumento la pericolosa tendenza di minacce e intimidazioni o le aggressioni a pacifici raduno di cristiani riuniti in preghiera. Allo stesso modo, crescono gli attacchi contro donne e bambini cristiani. Va notato, poi, che i credenti hanno difficoltà a registrare denunce contro i colpevoli, per l'atteggiamento poco propenso della polizia. "Su 101 incidenti, siamo stati in grado di trovare FIR solo in 13 episodi", nota Michael. Il documento rileva che quattro stati indiani hanno segnalato violenza contro i cristiani per la prima volta nel 2018: Delhi, Goa, Pondicherry e Rajasthan, facendo crescere fino al 75% l'area terrritoriale della nazione dove vi sono rischi di praticare liberamente la fede. Secondo Tehmina Arora, ricercatrice e avvocatessa cristiana, la classificazione dei partiti laici o religiosi non fa differenza quando si tratta di attacchi ai cristiani: la violenza si è verificata in 8 stati governati da cosiddette "forze laiche", mente altri 14 stati sono governati da nazionalisti indù del Bharatiya Janata Party .Negli ultimi quattro anni sulla linea telefonica "Helpline" promossa dallo "United Christian Forum" in India sono stati segnalati oltre 750 episodi di violenza contro i cristiani.

AMERICA/BRASILE - Nuova missione orionina per rispondere all’emergenza pastorale ed umana dei profughi venezuelani

5 July 2018
Pacaraima – Pacaraima, stato e diocesi di Roraima, piccola città che confina con il Venezuela, è la principale porta di accesso via terra al Brasile per il popolo venezuelano in fuga da una situazione tremenda, che recentemente si è aggravata a causa delle piogge e delle conseguenti inondazioni. In questa cittadina prende il via una nuova iniziativa missionaria dell'Opera Don Orione per accogliere e sostenere spiritualmente i profughi venezuelani: una vera e propria marea di uomini, donne e bambini che ha bisogno di tutto. Denominato “Cuore senza confini”, il progetto coinvolge le Province religiose orionine dell'America Latina, con il coordinamento di quella del Brasile Nord.Secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides, sul posto è già arrivato un religioso orionino, don José Sebastião Barros da Silveira , a cui si unirà il prossimo mese un altro orionino, don Miguel Alberto Fernández che lavoreranno insieme al parroco locale, don Jesús Lopez Fernandez de Bobadilla, missionario spagnolo fidei donum. Il team orionino, oltre a lavorare con la comunità nella missione evangelizzatrice, ha l'arduo compito di accogliere e aiutare coloro che stanno attraversando la frontiera, specialmente gli indigeni che fuggono dalla fame, dalla mancanza di servizi sanitari e dall'emarginazione.La nuova missione nasce in seguito all'appello lanciato dal Direttore generale dell'Opera Don Orione, Don Tarcisio Vieira, che ha sottolineato come "noi siamo, oggi, Don Orione. Quale risposta daremo al popolo venezuelano in nome della nostra identità di figli del grande apostolo della carità, padre dei poveri e benefattore dell'umanità sofferente e abbandonata?". "Ci siamo sentiti – spiega Don Vieira - interpellati dalla drammatica situazione del popolo venezuelano, che in gran numero, sta attraversando la frontiera brasiliana in cerca di migliori condizioni di vita. Al confine tra le due nazioni stiamo assistendo ad una vera e propria emergenza pastorale ed umana e per questo, in accordo con il Vescovo di Roraima, Mons. Mário Antonio da Silva, abbiamo deciso di accettare questa nuova sfida".Don Rodinei Thomazella e Don Josumar Dos Santos, direttori delle due Province orionine brasiliane, che hanno visitato Pacaraima per avviare la nuova missione raccontano: "Dalla fine del 2015 Roraima ha ricevuto un numero crescente di immigrati venezuelani che entrano in Brasile attraverso la città di Pacaraima. Fuggono dalla fame, dalla disoccupazione e dalla mancanza di servizi sanitari. Il loro primo obiettivo è la capitale dello stato di Roraima, dove arrivano dopo quasi 200 km di cammino, trascinando le loro valigie, portando il loro bagaglio e credendo in tempi migliori".

ASIA/IRAQ - Richieste politiche per istituire un comitato d'inchiesta sulle proprietà sottratte ai cristiani

4 July 2018
Baghdad – I militanti del Partito Rafidain, forza politica legata a settori cristiani assiri, chiederanno al nuovo Parlamento iracheno di istituire una commissione di inchiesta per indagare sul fenomeno delle proprietà immobiliari sottratte negli ultimi anni a proprietari cristiani, spesso in maniera abusiva e attraverso la produzione di falsi contratti di compravendita. Il fenomeno delle appropriazioni illegali delle proprietà dei cristiani nelle grandi città come Baghdad ha avuto il suo picco negli anni tra il 2006 e il 2010, e adesso -sostengono gli esponenti di Rafidain – sta raggiungendo livelli intensi anche nelle aree del nord-Iraq che sono state sottoposte per anni al dominio delle milizie jihadiste dello Stato Islamico . L'iniziativa, secondo giuristi iracheni come Sadoun Al Jabiri, ha scarse possibilità di raggiungere effetti concreti, vista la difficoltà di verificare in maniera attendibile l'autenticità dei contratti di proprietà immobiliare in aree così vaste del Paese, dove tra l'altro i recenti conflitti e le operazioni militari hanno provocato la distruzione di una parte ingente di immobili e case private.Nell'aprile 2016, come riferito dall'Agenzia Fides , il Patriarcato caldeo aveva disposto la creazione di un comitato ad hoc, incaricato di monitorare le vendite e i passaggi di proprietà dei beni immobili appartenenti a cittadini cristiani di Baghdad. Anche allora il Patriarca caldeo Louis Raphael Sako aveva denunciato l'appropriazione illecita delle proprietà dei cristiani come un fenomeno cresciuto a dismisura dopo l'intervento militare a guida Usa del 2003, che ha portato al crollo del regime di Saddam Hussein. Tale fenomeno, reso possibile anche per la complicità di funzionari corrotti, ha rappresentato secondo il Patriarca caldeo un fattore rilevante di indebolimento della presenza cristiana in territorio iracheno. .

ASIA/INDIA - Violenza anticristiana: i Vescovi incontrano il Primo Ministro dell'Orissa

4 July 2018
Bhubaneswar - Chiedere il pieno sostegno dello stato per affrontare le questioni ancora pendenti che toccano i cristiani dell'Orissa, vittime della estesa violenza anticristiana del 2008: con questo approccio Mons. Theodore Mascarenhas SFX, Segretario Generale della Conferenza episcopale indiana , e Mons. John Barwa, SVD, l'Arcivescovo di Cuttack-Bhubaneswar hanno incontrato il Primo ministro dello stato indiano di Orissa, Naveen Patnaik nella sua residenza il 2 luglio 2018, nel contesto del decimo anno di violenze anticristiane di Kandhamal.Nell'incontro, il Vescovo Theodore Mascarenhas ha assicurato al Primo ministro la totale cooperazione della Chiesa cattolica nei programmi di sviluppo del governo con particolare attenzione alla salute, all'educazione e allo sviluppo della comunità. Sulle questioni relative agli incidenti di Kandhamal dieci anni fa, la Chiesa ha chiesto il sostegno del governo per affrontare le questioni tuttora pendenti.A dieci anni dai tristi avvenimenti a Kandhamal, l'Arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar ha deciso di celebrare una solenne Santa Messa di ringraziamento e riconciliazione il 25 agosto 2018. Ringraziando coloro che hanno testimoniato la fede con le loro sofferenze, l'Arcivescovo auspica "un genuino sentimento di buona volontà e riconciliazione tra tutti i popoli". "Il distretto di Kandhamal è diventato simbolo di fede, speranza e perseveranza per la Chiesa indiana. La Chiesa in India ha ricevuto abbondanti benedizioni dai sacrifici dei martiri e le vittime sofferenti di Kandhamal" ha detto l'Arcivescovo John Barwa."In questi dieci anni, l'Arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar è rimasta vicina alle vittime ed è stata la principale forza trainante nella ricerca di giustizia per le vittime" ha aggiunto.Mons. Mascarenhas ha chiesto il sostegno del governo per "accelerare il pagamento dei risarcimenti stanziati con la sentenza del 02/08/2016 dalla Corte Suprema dell'India". E ha fatto riferimento alla questione dei 7 cristiani innocenti che languiscono in carcere da dieci anni e che la l'Arcidiocesi di Cuttack-Bhubaneswar sta difendendo in tribunale. Toccata anche la questione delle chiese e delle strutture religiose colpite dalla violenza che rimangono ancora danneggiate. .

EUROPA/SPAGNA - Attraverso le reti si può giungere a Dio: Settimana di Missiologia su “Missione e Reti”

4 July 2018
Burgos - La Settimana spagnola di Missiologia di Burgos, che si tiene ininterrottamente dal 1947, ha riunito dal 2 al 5 luglio, presso la Facoltà di Teologia del Nord della Spagna, con sede a Burgos, 140 partecipanti che stanno riflettendo sul tema "Missione e Reti", per aumentare la consapevolezza dell'importanza della comunicazione virtuale nella vita della Chiesa. In questo senso, come riconosce Don Jose Maria Calderon, vice direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie della Spagna parlando a Fides, la presenza della Chiesa nelle reti è importante "perché dobbiamo far conoscere ciò che fa la Chiesa, il lavoro che fa per portare tante persone a Cristo. E questo o lo fai attraverso le reti o metà della gente non lo scoprirà". Insieme a questo aspetto, il vicedirettore delle POM sottolinea che "le reti sono uno strumento di evangelizzazione fondamentale. Molte persone che non entrano mai nelle chiese, che non si avvicinano mai a nessun prete o a un religioso, entrano nelle reti e attraverso queste possono raggiungere Dio".Le diverse conferenze, presentazioni, comunicazioni e tavole rotonde, che quest'anno hanno la novità della trasmissione in diretta via streaming per permettere una maggiore interazione attraverso i social network, stanno aiutando a capire che la Chiesa deve imparare a comunicare secondo i nuovi codici presenti nella società di oggi. Quando i missionari comunicano ciò che fa parte del loro lavoro, stanno mostrando ciò che accade nelle periferie del mondo, provocando una riflessione che nasce dalla ricchezza che la missione contiene e che crea una nuova visione della realtà e delle persone che sono spesso invisibili e ignorate.L'importanza della Settimana di Missiologia di Burgos, che nel 2018 celebra la sua 71a edizione, risiede nel fatto che "è un momento di accoglienza per i missionari e, d'altra parte, un momento di formazione in senso missionario, soprattutto di ricerca di tutti gli ambiti possibili perché questo si vada estendendo sempre di più e si universalizzi, perché la missione è certamente globale" ha dichiarato all'Agenzia Fides, Sua Ecc. Mons. Francisco Pérez, Presidente della Commissione Episcopale delle Missioni della Conferenza Episcopale Spagnola. Per l'Arcivescovo di Pamplona-Tudela, già Direttore nazionale delle POM, è di grande importanza "tutto ciò che si riferisce ai media e può raggiungere le persone come un modo per incontrare la Parola di Dio e il Vangelo".

AFRICA/NIGERIA - I Vescovi rinnovano la richiesta di dimissioni del Presidente dopo il massacro di oltre 200 cristiani

4 July 2018
Abuja - I Vescovi nigeriani rinnovano la richiesta che il Presidente Muhammadu Buhari presenti le dimissioni se non è in grado di assicurare la sicurezza di tutti i cittadini. Lo fanno con un comunicato pubblicato il 29 giugno, all’indomani del massacro di più di 200 agricoltori cristiani commesso il 23 giugno da pastori musulmani Fulani in alcuni villaggi dello Stato centrale di Plateau.“Ancora una volta chiediamo al Presidente Muhammadu Buhari di risparmiare il Paese da ulteriori sofferenze e dal caos, dall’anarchia e dalla morte” si legge nel comunicato, pervenuto ora all’Agenzia Fides. “Ripetiamo qui quello che abbiamo detto nella nostra ultima dichiarazione: se il Presidente non riesce a garantire la sicurezza del Paese, ha perso la fiducia dei cittadini. Non può più governare i campi di sterminio e i cimiteri di massa, così è diventato il nostro Paese”. A fine aprile la Conferenza Episcopale della Nigeria aveva pubblicato un duro comunicato con il quale chiedeva al Presidente Buhari di dimettersi dopo il massacro del 24 aprile nel villaggio di Mbalom , nel quale sono stati uccisi due sacerdoti, don Joseph Gor e don Felix Tyolaha, insieme a 15 parrocchiani.I Vescovi ripetono inoltre che “non si può più considerare una mera coincidenza il fatto che i perpetratori di questi crimini odiosi sono della stessa religione di coloro che controllano gli apparati di sicurezza, incluso lo stesso Presidente. Le parole non bastano al Presidente e ai capi dei servizi di sicurezza per convincere il resto della cittadinanza che i massacri non facciano parte di un progetto religioso più ampio”. Le violenze non sono però a senso unico. Anche gli allevatori cristiani compiono rappresaglie contro i Fulani. I Vescovi notano che in questo caso le forze dell’ordine sono in grado di arrestare rapidamente i colpevoli. Lo stesso non accade nel perseguire i colpevoli dei massacri dei cristiani.Secondo Amnesty International 1.813 persone sono state uccise in 17 dei 36 stati della Nigeria dall'inizio dell'anno - più del doppio degli 894 morti nel 2017.

AFRICA - Perchè dilaga la corruzione nel continente? Summit dell’Unione Africana

4 July 2018
Kara – Perché la corruzione è dilagante in Africa? “Si tratta di un fenomeno che va oltre il problema legato all’estrema povertà che affligge la nostra Africa” dichiara all’Agenzia Fides padre Donald Zagore, della Società Missioni Africane, a margine del 31° Summit dell’Unione Africana, conclusosi nei giorni scorsi a Nouakchott, in Mauritania, focalizzato sul fenomeno della corruzione nel Continente.“C’è una concomitanza di fattori, tra i quali avidità e irresponsabilità, la mediocrità delle nostre amministrazioni, la ‘politica della pancia’ comunemente nota come ‘mangiocrazia’, che hanno reso la corruzione un fenomeno culturale e di civiltà. Il male si è così profondamente radicato che oggi è diventato parte dell’azione dell’uomo africano. È una pratica che ha preso dimora nei nostri costumi” commenta il missionario.“Oggi urge lottare in modo determinante – prosegue - contro questa cultura e questa civiltà. Dobbiamo sviluppare un intero progetto per de-costruire fin dalle fondamenta questa cultura della corruzione, per ricostruire una nuova civiltà africana meno incline alla ricerca sfrenata di profitto e guadagno, ma tesa a promuovere la cultura dell’eccellenza, del dovere e della responsabilità. Occorre una purificazione delle mentalità ponendo ogni gruppo sociale di fronte alle sue responsabilità”.Secondo p. Zagore, “lottare contro la corruzione consiste in un vero e proprio progetto di educazione e rieducazione. È necessario educare e rieducare le popolazioni africane accompagnando questa politica educativa con misure coercitive laddove necessario. Finché continueremo a trascurare la dimensione culturale e civile della corruzione nel continente africano, la nostra lotta sarà vana”.Secondo il rapporto di Transparency International, pubblicato il 21 febbraio 2018, nel 2017 il Continente africano si è riconfermato al primo posto per il livello di corruzione percepita. Lo studio classifica 180 paesi secondo un Indice di corruzione percepita nel settore pubblico. L’indice sottolinea che la maggior parte dei paesi non sta facendo progressi. La possibilità di denuncia nei confronti dei funzionari pubblici è molto ridotta, mentre elevate sono le intimidazioni contro i cittadini che osano parlare. Benché l'Unione Africana si sia data come priorità la lotta alla corruzione e all'impunità, molti Paesi rimangono reticenti nel prendere misure concrete per realizzare questo obiettivo.

AMERICA/EL SALVADOR - In cammino con San Romero per costruire la pace: i salvadoregni si preparano alla canonizzazione

4 July 2018
San Salvador – Nell'ambito della preparazione alla canonizzazione del beato Oscar Arnulfo Romero, che avrà luogo il 14 ottobre in piazza San Pietro, la Chiesa salvadoregna ha organizzato il secondo Pellegrinaggio intitolato "Camminare con San Romero per costruire la pace", che percorrerà 157 chilometri e si svolgerà il 2, 3 e 4 agosto. Con questo grande evento prenderanno il via le attività che ogni parrocchia ha organizzato in vista della canonizzazione. L'iscrizione al pellegrinaggio potrà essere fatta nelle diverse diocesi del paese. Tre segni importanti accompagneranno i pellegrini: una croce, l'immagine del Beato Mons. Óscar Arnulfo Romero e l'immagine della Madonna Regina della Pace.Secondo quanto comunica la nota inviata a Fides, il pellegrinaggio si svolgerà in tre tappe: la partenza avverrà nella Cattedrale metropolitana di San Salvador, con la Messa presieduta dall’Arcivescovo, Sua Ecc. Mons. Luis Escobar Alas. Alla fine della giornata, a San Rafael Cedros, un'altra Messa sarà presieduta dal Card. Gregorio Rosa Chávez. La seconda tappa sarà da San Rafael Cedros a Chapeltique, durante questa fase parteciperanno attivamente le diocesi di San Vicente e Zacatecoluca. La terza tappa parte da Chapeltique e termina con una Messa di ringraziamento nella parrocchia del Beato Óscar Arnulfo Romero, a Ciudad Barrios, il 4 agosto.Nell'ambito delle attività di preparazione, la Pastorale dell'Infanzia insieme ad altre organizzazioni, ha organizzato una marcia intitolata "Impronte di tenerezza: abbiamo bisogno di tutti, zero violenza e cento per cento di tenerezza", a cui parteciperanno i bambini da 4 a 12 anni di tutto il paese. I piccoli accompagneranno il pellegrinaggio in onore del Beato Oscar Romero il 2 agosto, durante un breve percorso, dalla chiesa di San Francisco de Asís alla fine dell'Alameda Juan Pablo II.Una seconda marcia dei bambini ci sarà l'11 agosto, e inizierà alle 8,30 dalla Basilica del Cuore di Gesù per raggiungere la Cattedrale metropolitana, dove a mezzogiorno celebrerà la messa il Cardinale Gregorio Rosa Chávez.La canonizzazione del Beato Oscar Arnulfo Romero si svolgerà domenica 14 ottobre alle 10, ora di Roma, mentre in El Salvador saranno le 2 di notte. In quella notte ci saranno veglie di preghiera in diverse parrocchie di tutto il paese. Il Card. Rosa Chávez ha informato inoltre che in diverse piazze si potrà assistere in grandi gruppi alla canonizzazione, e i dettagli saranno annunciati più avanti.

AMERICA/BOLIVIA - Congresso Missionario Americano: dal Sinodo dei Vescovi l’impulso a considerare l’America “realtà unica”

4 July 2018
Santa Cruz de la Sierra – L’evoluzione che ha portato agli attuali Congressi Missionari Americani , il quinto dei quali si celebrerà nei prossimi giorni in Bolivia, parte dai Congressi Missionari Nazionali del Messico, che con il Congresso del 1977 assunsero un carattere internazionale, facendo quindi considerare quell’evento il primo COMLA della storia missionaria. L’ultimo COMLA, il quinto, venne celebrato nel 1995 a Belo Horizonte, in Brasile .Sulla scia del Sinodo dei Vescovi per l'America, celebrato in Vaticano nel 1997 in preparazione al Grande Giubileo dell’Anno 2000, che "considerò l'America come realtà unica" , si decise che l’assise missionaria continentale del 1999 sarebbe stata uno dei primi frutti del Sinodo, in quanto avrebbe riunito per la prima volta nella storia tutti i missionari di tutto il continente, dall'Alaska alla Terra del Fuoco. Quindi il Sesto COMLA, assumendo un carattere continentale, divenne il Primo Congresso Missionario Americano .Sesto Congresso Missionario Latino-Americano e Primo Congresso Missionario Americano Si è svolto dal 28 settembre al 3 ottobre 1999 nella città di Paraná , sul tema "Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura". Papa Giovanni Paolo II nel suo messaggio sottolineava che "l'impegno di annunciare Cristo riguarda tutta la Chiesa, ma oggi è particolarmente urgente in America, dove molti ambienti della società americana non hanno mai sentito parlare di Gesù Cristo". In tale prospettiva esortò le Chiese del continente Americano a dedicarsi con abnegazione e generosità a portare ovunque il messaggio di Cristo, "il tesoro più prezioso che la Chiesa in America può offrire al mondo". Il CAM I nelle sue conclusioni finali manifestò chiaramente una accresciuta coscienza missionaria.Secondo Congresso Missionario Americano Il secondo Congresso Missionario Americano si è svolto a Città del Guatemala dal 25 al 30 novembre 2003 sul tema "Chiesa in America, la tua vita è missione”. E' stato improntato su tre temi: la Piccolezza, la Povertà e il Martirio, che caratterizzano la Chiesa che vive nell'America centrale. Ha voluto essere occasione privilegiata per proporre una evangelizzazione missionaria non soltanto "con e per" i poveri e i piccoli, bensì a partire da loro, che allo stesso tempo mette radici in un terreno fecondato con il sangue dei martiri di ieri e di oggi. Il CAM 2 ha offerto la possibilità alle diverse etnie e, in genere, a tutti gli indigeni afro-americani e agli esclusi del Continente, l'opportunità di mostrare il loro volto, l'espressione del loro dolore e della loro speranza.Terzo Congresso Missionario Americano La capitale dell’Ecuador, Quito, ha ospitato dal 12 al 17 agosto 2008 il Terzo Congresso Missionario Americano , che ha avuto per tema “La Chiesa in discepolato missionario” e come slogan “America con Cristo: ascolta, impara e annuncia”.In sintonia con la V Conferenza Generale dell’Episcopato Latinoamericano celebrata ad Aparecida , venne scelto come tema centrale quello del “discepolato missionario”. La conclusione del CAM 3 segnò l’inizio della Missione Continentale, che invitò tutte le Chiese del continente a mettersi in stato di missione, come proponeva il documento di Aparecida. Nelle conclusioni si affermava che la missione Ad Gentes è "Missione per l'umanità", è “servizio al futuro dell'Umanità!” “Per questo, come laici, religiosi, sacerdoti e Vescovi d'America, assumiamo con entusiasmo e corresponsabilità ecclesiale la Missione Ad gentes, che implica una conversione personale e il cambiamento delle strutture pastorali affinché il Vangelo raggiunga tutti gli uomini e le donne assetati di Dio”.Quarto Congresso Missionario Americano Il Quarto Congresso Missionario Americano si è svolto in Venezuela, a Maracaibo, dal 26 novembre al 1° dicembre 2013. Il tema fu ancora quello del discepolato missionario: “Discepoli missionari di Gesù Cristo dall’America in un mondo secolarizzato e pluriculturale”. Lo slogan: “America missionaria, condividi la tua fede”.Il continente americano venne invitato a condividere la sua fede e a riflettere sulla missione dal punto di vista del discepolato, in un mondo che si presenta secolarizzato e pluriculturale. Le conclusioni insistevano sulla formazione missionaria a tutti i livelli: per il clero, per la vita religiosa e per i laici; inoltre sulla preparazione dei missionari per la missione ad gentes. Viene anche sottolineata la necessità di considerare, nell’approccio missionario, la realtà dei migranti e della mobilità umana.

AFRICA/ANGOLA - Nomina del Vescovo di Cabinda

3 July 2018
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco oggi ha nominato Vescovo della diocesi di Cabinda , il P. Belmiro Cuica Chissengueti, C.S.Sp., finora Superiore Provinciale della Congregazione dello Spirito Santo in Angola.Il nuovo Vescovo è nato nella Provincia di Bié, Angola Centrale, il 5 marzo 1969. È entrato nel Seminario propedeutico della Congregazione dello Spirito Santo a Lândana, Cabinda, ha studiato filosofia e teologia nel Seminario maggiore di Cristo Re a Huambo, ha emesso i voti perpetui il 5 agosto 1995. È stato ordinato sacerdote il 5 maggio 1996.Successivamente ha studiato Diritto civile all’Università cattolica dell’Angola, ha ottenuto la Licenza presso l’Università Pablo de Olavid in Spagna, ha svolto un periodo di tirocinio presso l’Ordine degli Avvocati del Paese. Dopo l’Ordinazione sacerdotale, ha ricoperto i seguenti incarichi: 1996-2000: Vicario parrocchiale e poi Parroco di São João Baptista di Lobita nella diocesi di Benguela; Membro del Consiglio presbiterale della medesima diocesi; 1997-2004: Consigliere della Provincia dei Padri Spiritani in Angola; 2000-2016: Parroco di São Pedro Apóstolo a Luanda; 2001-2009: Vicario episcopale dell’arcidiocesi di Luanda per la Pastorale Sociale; 2002-2003: Membro del Consiglio presbiterale dell’arcidiocesi di Luanda; 2004-2013: Primo Consigliere della provincia dei Padri Spiritani in Angola; 2010-2014: Segretario della Commissione Episcopale della CEAST per la Giustizia e la Pace; dal 2010 Vicario Episcopale del Vicariato di São Pedro; dal 2013 Membro del Tribunale ecclesiastico dell’Arcidiocesi di Luanda; dal 2016 era Superiore Provinciale della Congregazione dello Spirito Santo in Angola.

OCEANIA/ISOLE SALOMONE - Nomina del Vescovo di Auki

3 July 2018
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco oggi ha nominato Vescovo della diocesi di Auki , il rev.do Peter Houhou, finora Vicario generale dell’arcidiocesi di Honiara.Il nuovo Vescovo è nato il 10 ottobre 1966 a Marau, sull'isola di Guadalcanal. Entrato in seminario, ha compiuto gli studi di filosofia e teologia all’Holy Spirit Major Seminary di Bomana . Il 3 luglio 1999 è stato ordinato sacerdote, incardinato nell’arcidiocesi di Honiara.Dopo l’ordinazione ha svolto le seguenti mansioni: 1999-2000: Vicario parrocchiale di Ruavatu; 2000-2006: Parroco di Makina, a Marau; 2006-2015: Parroco di Visale; dal 2011 Vicario generale dell'Arcidiocesi di Honiara, mantenendo l’impegno parrocchiale; dal 2015 era Parroco-Amministratore della Cattedrale della Santa Croce, oltre che Vicario generale.

ASIA/COREA DEL SUD - L’annuncio del Vangelo in Corea viaggia su radio, stampa, web e tv via cavo

3 July 2018
Seul – “Catholic Peace Broadcasting Corporation” , l’organizzazione mediatica ufficiale della Chiesa cattolica di Seul, celebra il 30° anniversario della sua fondazione e rilancia il suo ruolo di annuncio del Vangelo e della pace in Corea: come comunicato a Fides dall'Ufficio comunicazioni dell'Arcidiocesi di Seul, il 29 giugno, festa di san Paolo, si è celebrata a Seul una messa presieduta dal Vescovo Benedict Hee-song Son, presidente della CPBC e Vicario generale della Arcidiocesi of Seoul, alla presenza di oltre 200 fedeli Nella sua omelia, il Vescovo Hee-song Son ha detto, "Ci affidiamo a Dio, proprio come abbiamo fatto per gli scorsi 30 anni; nella realtà di oggi Il lavoro nella comunicazione presenta molte sfide: dovremo credere più fortemente e seguire la Parola di Dio”.“Catholic Peace Broadcasting Corporation” è una rete mediatica fondata nel 1988 nell'Arcidiocesi di Seoul con l’obiettivo di “offrire la Buona Novella” ai coreani, cercando di adattarsi alle nuove tendenze di comunicazione globale. È un canale multimediale dotata di una giornale, radio e TV via cavo, avviati rispettivamente nel 1990 e 1995.D'altra parte, seguendo i consigli pastorali Papa Francesco, il Cardinale Andrew Yeom Soo-jung Arcivescovo di Seoul, ha creato nell’arcidiocesi una “Commissione per le comunicazioni”, guidata dal Vescovo Benedict, Hee-song Son. La Commissione si occupa di orientare la comunicazione a tutto tondo, con lo scopo di migliorare anche la comunicazione tra la Chiesa e il governo, gudando anche una casa editrice cattolica un dipartimento che cura il portale web cattolico.Nel panorama della comunicazione cattolica a Seul va notato anche il "Catholic Times of Korea", settimanale che ha appena compiuto 90 anni, essendo stato fondato da giovani laici cattolici nel 1927 - negli anni della colonizzazione giapponese - con lo scopo di "diffondere gli insegnamenti di Cristo". Sostenuto dai Vescovi coreani, esso "aiuta i cattolici a guardare la società con gli occhi di Cristo", ha detto l'Arcivescovo di Daegu, Thaddeus Cho Hwan-kil, nelle celebrazioni del 90°. Il Card. Yeom ha affermato che "il Catholic Times è un pezzo di storia della Chiesa cattolica in Corea: attraverso il settimanale, i cattolici coreani hanno ascoltato la voce di Dio".

ASIA/INDIA - Dimissioni del Vescovo di Mangalore e nomina del successore

3 July 2018
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia algoverno pastorale della diocesi di Mangalore , presentata da S.E. Mons. Aloysius Paul D’Souza. Il Santo Padre ha nominato Vescovo di Mangalore il rev.do Paul Saldanha, finora Docente di Teologia presso la Pontificia Università Urbaniana .Il Rev.do Paul Saldanha è nato il 27 aprile 1964, a Kinnigoli . Ha compiuto gli studi di Filosofia e di Teologia al St. Joseph’s Interdiocesan Seminary a Jeppu, Mangalore. Ha conseguito un Dottorato in Teologia nella Pontificia Università Urbaniana . Ha anche un Diploma in Depth psychology and formation conseguito presso l’Institute of Formators a Bangalore. È stato ordinato sacerdote il 6 maggio 1991 per il clero della Diocesi di Mangalore.Dopo l’Ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1991-1992: Vicario parrocchiale di St. Lawrence’s Parish a Moodubelle; 1992-1994: Vicario parrocchiale di Our Lady of Miracles Parish a Milagres; 1994-1996: Vicario parrocchiale di Our Lady of Dolours Parish a Vittal; 1996-1999: Docente e Formatore presso il St. Joseph’s Interdiocesan Seminary a Jeppu; 1997-1999: Vice Rettore del medesimo Seminario; 1999-2005: Studi superiori presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma; 2005-2010: Docente presso il St. Joseph’s Interdiocesan Seminary a Jeppu; 2008-2010: Vice Rettore del medesimo Seminario; dal 2010: Docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana a Roma; 2011-2015: Padre Spirituale Aggiunto presso il Pontificio Collegio Urbano De Propaganda Fide a Roma; dal 2015: Professore Consociato della Pontificia Università Urbaniana a Roma.Nel marzo 2015 è stato nominato Consultore della Segreteria Generale del Sinodo dei Vescovi; nel luglio 2015 è stato nominato Adiutor Secretarii Specialis della XIV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi.

AFRICA/CENTRAFRICA- Ucciso il Vicario Generale di Bambari; “Si colpiscono gli uomini di dialogo” dicono fonti della Chiesa

3 July 2018
Bangui - “Hanno simulato una rapina per uccidere il Vicario sapendo bene chi stavano colpendo. Mons. Firmin era una persona chiave in tutti processi di mediazione per cercare di mantenere la pace a Bambari, ed era quindi conosciuto da tutti. I suoi assassini non possono dire di aver ucciso una persona che non conoscevano” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa locale nel commentare l’uccisione, il 29 giugno, di Mons. Firmin Gbagoua, Vicario Generale della diocesi di Bambari, nel centro della Repubblica Centrafricana, “Mons. Firmin era un sacerdote straordinario. Una persona semplice e molto umile, che si faceva vicino ai grandi come ai piccoli, e soprattutto era un uomo che diceva la verità, che era capace di effettuare un’analisi molto chiara della situazione” dicono le fonti di Fides, che hanno chiesto l’anonimato per motivi di sicurezza.Secondo le nostre fonti, si stanno prendendo di mira i sacerdoti impegnati nel dialogo per evitare un’escalation della violenza. “Negli ultimi mesi tutti i sacerdoti uccisi, o che si è tentato di assassinare, erano persone scomode per coloro che vogliono destabilizzare il Centrafrica. A gennaio hanno cercato di uccidere don Alain Blaise Bissialo, parroco della parrocchia di Cristo Re di Tokoyo e presidente del Comitato per la pace e la mediazione di Bangassou, nel sud-est del Paese . Ad aprile è stato ucciso don Joseph Désiré Angbabata, insieme ad alcuni fedeli nell’assalto alla sua parrocchia a Séko, una località a 60 km da Bambari ” ricordano le fonti di Fides, che sottolineano che anche quello di don Angbabata "è stato un omicidio mirato. I sopravvissuti hanno riferito che alcuni cecchini erano appostati sugli alberi nei pressi della parrocchia presa d’assalto. Don Angbabata era un altro uomo di dialogo, essendo stato fino a qualche mese prima della sua morte, presidente della Commissione Giustizia e Pace di Bangui”. Nel caso di Mons. Firmin “le autorità non hanno ancora ufficialmente riconosciuto quale gruppo armato ha fatto irruzione nell’Episcopio ed ucciso il Vicario Generale”.“Da un anno circa le autorità e l’ONU avevano detto che Bambari era una città disarmata , ma questo non è mai stato vero” aggiungono le fonti di Fides. “Mons. Firmin dopo l’attacco che aveva subito la città a maggio , aveva denunciato che a Bambari le armi c’erano ancora, nascoste nelle case, e che le rapine a mano armata erano all’ordine del giorno, segno che le armi circolavano in abbondanza. L’insicurezza a Bambari è dimostrata dal fatto che alcuni quartieri della città sono controllati da gruppi armati, vicini alla Seleka, che si fanno chiamare Mujaheddin”. “L’attacco di metà maggio ha fatto cadere gli ultimi veli di ipocrisia sull’insicurezza di Bambari. Ed ora l’uccisione di Mons. Firmin accresce la sensazione d’insicurezza” dicono le nostre fonti. “Il commando di assassini è riuscito ad entrare nell’Episcopio mentre un contingente gabonese della MINUSCA si trovava a poche centinaia di metri. Gli assassini hanno fatto in tempo a ferire il guardiano e a colpire mortalmente il Vicario Generale e a scappare, prima dell’arrivo dei Caschi Blu. Si comprende il livello d’insicurezza che si vive a Bambari” sottolineano le fonti.“L’impressione è che vi siano forze che vogliono far ricadere il Centrafrica nel conflitto confessionale, come denunciato di recente dai Vescovi . Abbiamo davanti lo spettro della Siria, dove potenze mondiali e locali si affrontano per il controllo del Levante. In Centrafrica si confrontano Francia, USA, Russia, Cina e alcuni Stati arabi per controllare non solo il nostro Paese ma tutta l’Africa centrale” concludono le fonti.

ASIA/SRI LANKA - Il Card. Ranjith: "Il sistema educativo penalizza l'istruzione religiosa"

3 July 2018
Colombo - "I leader di questo paese dovrebbero capire che c'è qualcosa che va cambiato alla radice del sistema educativo" : è quanto ha affermato l'Arcivescovo di Colombo, il Cardinale Malcolm Ranjith, esprimendo la sua preoccupazione sull'attuale sistema educativo del paese. Il Cardinale ha notato la progressiva emarginazione o eliminazione di una "buona educazione religiosa", dato che i governi succedutisi nel paese hanno gradualmente spinto il sistema educativo verso un background non religioso. Il Cardinale ha rivelato di aver inoltrato diverse richieste al governo e di aver scritto una lettera al Presidente per segnalare i disagi nel sistema educativo che si riflettono sul futuro delle giovani generazioni: in particolare la Chiesa in Sri Lanka stigmatizza anche l'approvazione del decreto che rende l'istruzione scolastica domenicale obbligatoria per gli studenti tra i 6 e i 19 anni di tutte le religioni. Gli allievi cristiani sono obbligati a parteciparvi, pena il mancato superamento degli esami. Il Cardinale, facendosi interprete dei sentimenti dell'intera Chiesa in Sri Lanka, ha chiesto al governo che le lezioni vengano limitate nelle domeniche. E ha concluso: "In questo paese è stato distrutto il nostro sistema educativo". La Chiesa cattolica in Sri Lanka gestisce 1.155 scuole domenicali, oltre 13.000 insegnanti e quasi 202.000 studenti in 12 diocesi in tutto il paese. La proposta è quella di riconoscere nel curriculum pubblico l'insegnamento agli studenti che frequentano la scuola domenicale cattolica, in modo che la loro frequenza all'istruzione di carattere religioso sia inclusa e conteggiata nel sistema educativo statale, risolvendo il conflitto e incoraggiando i bambini a frequentare le scuole domenicali.La Commissione dei Vescovi dello Sri Lanka per la catechesi e l'apostolato biblico ha presentato un documento al Ministero degli affari cristiani presentando il progetto con tutti i requisiti necessari, chiedendo che i manuali in uso nelle scuole domenicali siano stampati a livello nazionale per stabilire un curriculum comune.

AMERICA/BOLIVIA - Conto alla rovescia per il V Congresso Missionario Americano, ultimo di una lunga serie

3 July 2018
Santa Cruz de la Sierra - Il Quinto Congresso Missionario Americano , avrà luogo a a Santa Cruz de la Sierra dal 9 al 14 luglio 2018 ed avrà come tema “America in missione, il Vangelo è gioia!”. Il Santo Padre Francesco ha nominato il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, suo Inviato speciale alle celebrazioni del Quinto Congresso Missionario Americano.Le origini dei Congressi Missionari Americani si ritrovano nei Congressi Missionari Latinoamericani , nati per ispirazione e promozione delle Pontificie Opere Missionarie , organizzati in collaborazione con le Conferenze Episcopali, con le Chiese particolari e con tutti gli organismi e le realtà missionarie del continente. I COMLA a loro volta sono stati preceduti dai Congressi Missionari Nazionali del Messico. Nel 1977 questo Paese celebrò, nella città di Torreón, il VII Congresso Missionario Nazionale. La presenza del Card. Agnelo Rossi, all'epoca Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, e delle delegazioni dei diversi Paesi dell'America Latina, diedero a questo Congresso un carattere continentale, facendolo quindi considerare il primo COMLA. Dai COMLA e poi dai CAM sono venute importanti decisioni per l’impegno missionario Ad gentes della Chiesa americana.Primo Congresso Missionario Latino-Americano Si celebrò a Torreón dal 20 al 23 novembre 1977 sul tema "La salvezza universale, impegno del Messico". Al termine dei lavori vennero prese tre risoluzioni: la fondazione di un Centro Latino Americano di animazione missionaria a Guadalupe; un impegno maggiore nella pastorale per le vocazioni missionarie dei laici senza trascurare quelle dei sacerdoti e della vita consacrata; l’istituzione in tutte le Diocesi delle Pontificie Opere Missionarie.Secondo Congresso Missionario Latino-Americano Si tenne a Tlaxcala, sempre in Messico, dal 17 al 22 maggio 1983 sul tema "Insieme a Maria, missionari di Cristo". In questo Congresso venne resa ufficiale la sigla COMLA. Tra le decisioni adottate ci fu il sostegno al servizio missionario dei sacerdoti “Fidei donum”: “Le Chiese particolari inviino alcuni dei loro sacerdoti alle Chiese particolari che hanno più bisogno, come espressione di comunione e di partecipazione all'evangelizzazione del mondo. Chiediamo vivamente ai nostri sacerdoti che si offrano generosamente per lavorare nelle missioni, e che i Vescovi promuovano e favoriscano questo servizio ecclesiale”. Inoltre gli Istituti religiosi nati in America Latina, benedetti da numerose vocazioni, furono invitati a prendere “qualche impegno nelle Missioni di altri Continenti”. Infine venne chiesta l’istituzione di “un Seminario o un Istituto per le Missioni Estere a livello continentale”. Terzo Congresso Missionario Latino-Americano Si svolse nella capitale colombiana di Bogotà dal 5 all'8 luglio 1987, sul tema "America, il tuo momento di essere evangelizzatrice è giunto". "L'America è chiamata ad essere continente della speranza missionaria. Deve e potrà esserlo inviando, pur nella sua povertà, messaggeri che annuncino a tutte le genti il Vangelo, poiché è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede" esortava Papa Giovanni Paolo II nel suo messaggio ai partecipanti.Dalle riflessioni e dai dibattiti dei partecipanti e dai lavori di gruppo, sono scaturiti numerosi suggerimenti e proposte convergenti sull'impegno missionario e su particolari iniziative missionarie da adottare, rivolte a tutte le componenti della Chiesa nel continente, in particolare per sollecitare l'impegno missionario dei laici.Quarto Congresso Missionario Latino-Americano Si è tenuto a Lima dal 3 al 9 febbraio 1991, sul tema "America Latina, dalla tua fede invia missionari".Nel Messaggio finale del COMLA 4, intitolato "La fede si rafforza donandola", si affermava: "La vitalità delle nostre Chiese si svilupperà nella misura in cui l'invio di missionari oltre le proprie frontiere si integri come assillo costante nella programmazione delle loro attività apostoliche". Il frutto principale di questo COMLA è stato l'aumento della coscienza missionaria delle nazioni Latinoamericane attraverso l’invio delle prime équipes missionarie ad gentes.Quinto Congresso Missionario Latino-Americano Si è svolto dal 18 al 23 luglio 1995 a Belo Horizonte , sul tema: "Il Vangelo nelle culture. Cammino di vita e di speranza". Il Santo Padre Giovanni Paolo II nel suo messaggio al COMLA V affermava: "la missione che Gesù affidò ai suoi discepoli e a tutta la Chiesa ci presenta oggi tre grandi sfide in America Latina: l'incontro del Vangelo con le culture indigene, afroamericane e meticce, la nuova evangelizzazione e la missione ad gentes… In risposta a queste sfide le comunità ecclesiali dell'America Latina devono perseguire con decisione l'opzione preferenziale per i poveri e gli emarginati".Il Card. Jozef Tomko, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, Legato pontificio, nella sua esortazione finale ribadì che "per l'America Latina è giunta l'ora di portare la fede ai popoli che ancora non conoscono Cristo, con coraggio ed entusiasmo, nella certezza assoluta che la fede si rafforza donandola" "E' arrivata l'ora non per un atto di buona volontà, di generosità o in forza di una opzione preferenziale, ma perché per l'America Latina ed i Caraibi porsi decisamente in marcia per la via dell'evangelizzazione ad gentes rappresenta oggi il compito principale e più importante che i segni dei tempi le assegnano".

AFRICA - Sei milioni di persone rischiano di morire di fame nella regione del Sahel

3 July 2018
Niamey – Quasi 6 milioni di persone in Burkina Faso, Ciad, Mali, Mauritania, Niger e Senegal continuano a lottare per i propri fabbisogni alimentari quotidiani. Una grave malnutrizione minaccia la vita di 1,6 milioni di bambini. E’ l’allarme lanciato da Caritas Internationalis che registra “la peggiore crisi umanitaria nella regione del Sahel dal 2012” e teme che la situazione possa degenerare ulteriormente nel prossimo futuro. Le scarse precipitazioni degli ultimi mesi hanno causato carenza di acqua, perdite di colture, pascoli e bestiame. Con quattro mesi di anticipo gli allevatori sono stati costretti a spostarsi con il bestiame e le scorte alimentari per milioni di persone sono andate esaurite. Solo lo scorso anno il tasso di malnutrizione nei sei paesi del Sahel è aumentato del 50%. Un bambino su sei sotto i cinque anni di età ha bisogno urgente di trattamenti salva-vita per sopravvivere. Le famiglie stanno riducendo i pasti, ritirano i bambini da scuola e lasciano i servizi sanitari di base per risparmiare denaro per il cibo. “Ad aggravare la situazione i violenti attacchi dei militanti di Boko Haram che hanno costretto decine di migliaia di persone a lasciare le loro case nella regione di Diffa, nel Niger sud-orientale” ha dichiarato Caritas Développement Niger . Diffa è una delle regioni più povere del mondo dove donne e bambini rappresentano l'85% dei rifugiati e degli sfollati interni. “In Niger la situazione umanitaria è terribile, sta peggiorando giorno dopo giorno a causa della crisi della sicurezza a Diffa, Tillabery e Tahoua” si legge in una dichiarazione di Raymond Yoro, segretario generale di CADEV, pervenuta a Fides. “Il numero delle persone bisognose è in continua crescita, con un incremento di 400 mila unità rispetto al 2017. Si stima che, nel 2018, 1,4 milioni di persone avranno bisogno di assistenza alimentare. Il CADEV è particolarmente impegnato con oltre 380 mila bambini piccoli affetti da malnutrizione acuta grave e 922 mila bambini con malnutrizione acuta moderata . Anche in Burkina Faso la situazione è critica. Secondo la Caritas, sono 6 le regioni colpite da malnutrizione acuta: Soum, Namentenga, Gnagna, Komandjoari, Boulkiemde e Kourweogo. Il segretario generale di Caritas Burkina, Abbé Constantin Safanitié Sere, ha detto che si tratta della peggiore crisi umanitaria dal 2012. L’aumento dei prezzi dei cereali, l’impatto del cambiamento climatico e gli attacchi terroristici in diverse regioni hanno aggravato le sfide affrontate da molti che sono stati sfollati.In Mauritania i tassi di malnutrizione sono i più alti mai registrati dal 2008. Sono mezzo milione le persone minacciate dalla carestia. Secondo uno studio realizzato nel mese di febbraio 2018, 147,507 esseri umani sarebbero a rischio di malnutrizione acuta. “Nonostante la speranza causata da qualche pioggia sporadica la situazione umanitaria rimane preoccupante nelle aree rurali” ha dichiarato Caritas Mauritania. L’organizzazione cattolica sta sollecitando i partner a fornire sostegno finanziario in modo da attuare il suo programma di emergenza per sostenere le persone nelle loro aree locali ed evitare la migrazione verso i grandi centri urbani.

AMERICA/MESSICO - I Vescovi salutano il neo eletto Presidente augurando rispetto e non violenza

3 July 2018
Città del Messico – "Salutiamo e ci congratuliamo, con rispetto e vicinanza, con il signor Andrés Manuel López Obrador, che i risultati preliminari dell'Istituto Nazionale Elettorale hanno dichiarato vincitore. Siamo tutti chiamati a collaborare positivamente con le nostre autorità elette. Possiamo solo creare migliori condizioni di sviluppo per tutti, se ci impegniamo in prima persona, nel miglioramento dei nostri comuni, degli stati e dell'intera Repubblica messicana. Nessun governante di per sé ha tutte le idee e tutte le soluzioni. È nostra responsabilità continuare a partecipare con senso civico, sempre nel rispetto dei diritti umani e del vero bene comune": questo il comunicato della Conferenza Episcopale Messicana che si congratula con il nuovo Presidente della Repubblica, vincitore delle elezioni che si sono svolte domenica scorsa, 1 luglio.Andrés Manuel López Obrador, a capo della coalizione di sinistra “Juntos haremos historia”, ha vinto con più del 53% dei voti, dato mai visto nelle ultime elezioni democratiche del Messico. Inoltre la percentuale dei votanti è stata molto alta in questa occasione.Il comunicato della CEM, inviato a Fides, continua segnalando le priorità della realtà messicana: "L'educazione e la lotta contro la povertà, la verità, la libertà, il rispetto per la differenza e la ricerca del consenso sono i modi per superare la disuguaglianza, l'egoismo e l'abuso. Respingiamo gli atti di violenza suscitati in alcune località del paese, specialmente quelli contro la vita umana", conclude il testo, firmato dall'Arcivescovo di Guadalajara e Presidente della CEM, Mons. José Francisco Cardenal Robles Ortega.Fides ha ricevuto anche dall'Arcidiocesi di Città del Messico, la lettera del Cardinale Carlos Aguiar Retes, Arcivescovo primate del Messico, che saluta non solo il vincitore provvisorio della presidenza, Andrés Manuel López Obrador, ma anche la dottoressa Claudia Sheinbaum Pardo, che sarà la prossima capo di governo della capitale del paese. "Tributiamo un riconoscimento speciale ai milioni di messicani che hanno dato esempio di maturità democratica andando in modo ordinato alle urne per esercitare il diritto di voto" si legge nella lettera. "Ora tocca a tutti noi collaborare con le nostre autorità in modo che la trasformazione desiderata, che la società ha chiesto, possa essere resa efficace; in modo che il paese segua una direzione positiva e la povertà smetta di ferire il tessuto sociale; in modo che il Messico raggiunga un livello ottimale di sviluppo e gli atti criminali cessino di essere il segno distintivo del nostro paese" si legge nella lettera del Cardinale Aguiar Retes.Uno degli episodi più gravi registrati nel giorno delle elezioni è stato l'omicidio di un funzionario del Partito laburista, che fa parte della coalizione di Andrés Manuel López Obrador nello stato di Michoacán. Nell'ambito della campagna elettorale, dall'autunno dell'anno scorso, oltre 130 politici e operatori politici sono stati uccisi.

ASIA/INDIA - Dimissioni del Vescovo di Palayamkottai

2 July 2018
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia algoverno pastorale della diocesi di Palayamkottai , presentata da S.E. Mons. Arockiasamy Jude Gerald Paulraj.

AFRICA/SUDAFRICA - Dimissioni del Vescovo di Oudtshoorn

2 July 2018
Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Outdshoorn , presentata da S.E. Mons. Francisco Fortunato De Gouveia.

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