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ASIA/COREA DEL SUD - Un Vescovo rappresenta la Corea per celebrare i 70 anni di rapporti diplomatici con la Santa Sede

Seul - Corea e Santa Sede celebrano nel 2017 i 70 anni dall'avvio del processo di istituzione delle relazioni diplomatiche: in particolare si commemora l'invio del primo Delegato apostolico permanente della Santa Sede in Corea. Come appreso da Fides, per l'occasione il neopresidente coreano Moon Jae-in ha chiesto all'arcivescovo Igino Kim Hee-Jung, che è presidente della Conferenze episcopale della Corea, di rappresentare l'intera nazione coreana e di incontrare il Santo Padre per celebrare questo anniversario. Dopo il suo insediamento all’ufficio presidenziale, avvenuto subito dopo le elezioni, il presidente Moon ha designato alcuni "inviati speciali" coreani che raggiungeranno Stati Uniti, Cina, Giappone, Russia, Unione Europea, Germania e Santa Sede, per celebrare speciali eventi in questi stati e orgnismi. Nella speciale missione in Vaticano, prevista nei prossimi mesi, l'arcivescovo Kim Hee-Jung sarà accompagnato da Seong Youm, già Ambasciatore della Repubblica di Corea presso la Santa Sede.I legami diplomatici tra la Santa Sede e la Corea sono cominciati nel 1947 quando Papa Pio XII ha inviato in Corea il primo "Delegato apostolico", padre Patrick James Byrne, subito dopo la liberazione della Corea dal dominio giapponese. Inviando un "Delegato permanente", la Santa Sede fu uno dei primi paesi a riconoscere la Corea come nazione indipendente, dopo la liberazione dalla colonizzazione giapponese. Patrick James Byrne, missionario americano dei padri di Maryknoll, fu consacrato vescovo nel 1949, ma quando scoppiò la guerra di Corea, nel 1950, fu rapito e morì in prigione. Ora fa parte del gruppo di 213 tra preti e laici coreani per i quali è iniziato l'iter per la beatificazione.In quegli anni il governo della Corea del Sud inviò una delegazione alla conferenza di Parigi nel 1948 per essere riconosciuto come Governo della penisola coreana. A quel tempo la Santa Sede e il Nunzio apostolico a Parigi aiutarono molto la delegazione coreana ad ottenere il riconoscimento da molte delegazioni di paesi cattolici.I rapporti diplomatici tra la Santa Sede e la Corea furono formalizzati ufficialmente, poi, nel dicembre 1963 con l'invio dell'Incaricato d'affari, poi Nunzio dal settembre 1966.

AFRICA/SUDAFRICA - “Un bambino su 5 è abusato sessualmente”: denuncia dei Vescovi sudafricani

Johannesburg - “Ogni crimine contro una donna e un bambino causa danni al delicato tessuto della società che vanno oltre al singolo fatto” denuncia Sua Ecc. Mons. Stephen Brislin, Arcivescovo di Città del Capo e Presidente della SACBC in un messaggio di condanna delle violenze su donne e minori. “Mentre alcuni degli autori delle violenze sono arrestati e vengono processati, le vittime sono sottoposte ad ulteriori tribolazioni durante il processo. Il costo umano e sociale è immenso” spiega Mons. Brieslin.Il Presidente della SACBC riporta i dati di un recente studio secondo il quale in Sudafrica un bambino su 5 è abusato sessualmente, mentre il 75% dei bambini subisce a scuola atti di bullismo.Mons. Brislin sottolinea che “la recente ondata di violenza contro donne e bambini ha sconvolto il Paese”. La cosa più scioccante è che la maggior parte delle vittime conoscono i loro carnefici. “Un fatto che solleva più domande che risposte” commenta l’Arcivescovo. Le violenze in famiglia, nelle scuole e nella società sono aggravate “dall’abuso diffuso di alcool e droga”; a farne le spese sono soprattutto i giovani, che sovente si riuniscono in gang. “La partecipazione alle bande è un fatto ordinario e può risultare in violenze collettive e stupri di gruppo”.La soluzione non può essere solo la repressione poliziesca e il carcere, afferma l’Arcivescovo. “Dobbiamo guardare al modo con il quale i nostri figli socializzano se vogliamo ridurre la violenza. Invece di investire enormi somme di denaro nel sistema della giustizia penale e nelle strutture correttive, occorrerebbe aumentare i fondi per programmi di sostegno ai genitori. Abbiamo bisogno di interventi per combattere la banalizzazione della violenza a casa, a scuola, in chiesa e nelle nostre comunità” conclude Mons. Brislin.

VATICANO - "Sacerdoti e religiosi di Mongomo, alzatevi e camminate nella e con la vostra Chiesa!” esorta il Card. Filoni

Mongomo – “La mia presenza tra voi è la manifestazione della sollecitudine del Santo Padre e della Chiesa Universale verso questa Chiesa-Famiglia di Dio. In tal senso, vorrei manifestare dal vivo il sostegno del mio affetto e della mia preghiera per il cammino lungo e bello che dovete percorrere al fine di realizzare lo scopo per cui il Santo Padre ha concesso la creazione della vostra Diocesi, venendo incontro ai Vescovi della Guinea Equatoriale”. Così si è espresso il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni, nell’incontro con i sacerdoti, i religiosi e le religiose della nuova diocesi di Mongomo, nel pomeriggio del 22 maggio .Il Prefetto del Dicastero Missionario ha sottolineato nel suo discorso: “Spetta a voi la grande sfida di avviare la nuova Diocesi, di mettere in piedi le strutture necessarie per l’organizzazione pastorale e amministrativa. Ma più che delle strutture, questa nuova Diocesi ha bisogno che le si infonda uno spirito. Senza lo spirito missionario le strutture, seppur organizzate, non potranno sviluppare una Chiesa autenticamente missionaria”. Come ricorda l’Apostolo Paolo, la vita spirituale del sacerdote e del religioso “deve essere animata e guidata dallo Spirito di Dio”, quindi il Cardinale ha evidenziato che “la santificazione del sacerdote consiste anzitutto nel suo legame intimo e profondo con Gesù, Capo e Pastore della Chiesa” e ha esortato: “Siete chiamati a vivere la radicalità del Vangelo alla sequela di Cristo casto, povero e obbediente”.Il Cardinale ha fatto poi appello all’impegno di tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose per la nuova diocesi: “Il coinvolgimento di tutti voi, in quanto primi collaboratori del Vescovo, è indispensabile per avviare e portare avanti la Diocesi. Vi esorto a vivere la vostra identità e il vostro ministero sacerdotale in piena comunione con il Vescovo, che il Signore ha scelto e stabilito come Padre e Pastore di questa Chiesa. Amate la Diocesi. Siate pronti a collaborare con fedeltà e generosità nella vita e nella pastorale diocesana, mettendo in comune le vostre qualità sacerdotali e pastorali ma anche le vostre capacità organizzative. Sentitevi tutti pienamente responsabili per dare impulso alla nuova Diocesi, e assicurarne la buona conduzione pastorale”.Dopo aver citato alcuni atteggiamenti che “riducono l'efficacia dell'azione pastorale e offuscano l'immagine del sacerdote quale custode del gregge di Dio, e l’immagine del religioso o della religiosa quale testimone di Cristo Casto, Povero ed Obbediente”, il Card. Filoni ha specificato che “un sacerdote dev’essere un innamorato di Cristo. L’autorità morale e l’autorevolezza che sostengono l’esercizio del suo ministero, potranno provenire solo dalla santità della vostra vita… Di conseguenza, dovete vivere fedelmente e con gioia la vostra identità sacerdotale e religiosa. Questa fedeltà riguarda sia la povertà, sia l’obbedienza, sia la castità”.Soffermandosi su questi tre aspetti, il Cardinale ha detto tra l’altro: “La vera povertà ci insegna ad essere solidali con il nostro popolo e a saper condividere con carità. Essa si esprime anche in una sobrietà di vita, e ci mette in guardia dagli idoli materiali che offuscano il senso autentico della vita”. “L’obbedienza a Dio passa anche attraverso le mediazioni umane. La volontà di Dio viene autenticata dalla Chiesa. Obbedite al vostro Vescovo come al vostro Padre. L’obbedienza è una vita nella logica del Vangelo”. “La castità deve essere ‘feconda’, ovvero una castità che si traduce nella paternità e maternità spirituale; e in comunità nella comunione e nella collaborazione”.La consegna ai sacerdoti e ai religiosi di Mongomo è stata chiara: “Ai vostri fratelli dovete annunciare la Parola di vita. Ma questo è possibile solo se la vostra Chiesa è in stato permanente di missione, cioè non è una struttura burocratica, dove sistemarsi la vita… Cari sacerdoti e religiosi, alzatevi e camminate nella e con la vostra Chiesa!”. Link correlati :Il testo integrale del discorso del Card. Filoni (in spagnolo)

AMERICA/PERU’ - Centinaia di migliaia di vittime causate da El Niño costero

Lima - Il bilancio generale delle ultime inondazioni e delle frane verificatesi in Perú è arrivato a 145 morti, 18 scomparsi, 438 feriti, oltre 235 mila vittime e più di un milione di persone colpite. Le cifre risalgono al recente rapporto diffuso dal Centro per le Operazioni di Emergenza Nazionale , di cui è giunta notizia a Fides. L’impatto climatico ha causato anche la distruzione di oltre 25 mila abitazioni, altre 23 mila sono inagibili e 260 mila immobili sono stati danneggiati con minore intensità. Le inondazioni hanno distrutto anche 79 scuole e 25 centri sanitari, hanno colpito le strutture di altre 2.600 scuole e 840 strutture sanitarie. A causa degli eventi naturali sono andati distrutti 4 mila chilometri di strade e 420 ponti, anche se la maggior parte sono stati ricostruiti o riparati, circa 30 mila ettari di raccolto sono andati persi. Il numero più importante di vittime è stato riscontrato nella zona costiera a nord del Paese, dove nelle regioni di Piura, Lambayeque, La Libertad e Áncash, sono stati registrati 66 morti, 8 scomparsi, 218 feriti, circa 200 mila vittime e quasi 730 mila danneggiati. La regione più colpita è Piura, al confine con l’Ecuador, dove si contano oltre 80 mila vittime, 360 mila persone colpite, 5.700 case distrutte e altre 5.800 rimaste inagibili. Le inondazioni sono state scatenate dal fenomeno atipico de "El Niño costero", che si verifica quando il riscaldamento delle acque al largo della costa peruviana generano piogge intense e inusuali nella costa desertica del Paese, trasformandosi in inondazioni e frane, conosciute in Perù con il termine quechua huaicos. Nelle ultime settimane le piogge sono diventate sporadiche e il livello dei fiumi è sceso, ora la preoccupazione delle autorità è affrontare le gelate che si registreranno nelle Ande peruviane, con temperature minime notturne vicine a -20 gradi Celsius.

VATICANO - Da 10 anni il 24 maggio il mondo prega in particolare unione con la Chiesa in Cina

Città del Vaticano – Il 27 maggio 2007, Solennità di Pentecoste, il Santo Padre Benedetto XVI inviò una Lettera ai Vescovi, ai presbiteri, alle persone consacrate e ai fedeli laici della Chiesa cattolica nella Repubblica Popolare Cinese, offrendo alcuni orientamenti per la vita della Chiesa e per l’opera di evangelizzazione in Cina, al fine di aiutare i cattolici cinesi a scoprire ciò che da loro vuole il Signore .Nella Lettera, Papa Benedetto XVI proponeva anche una iniziativa eminentemente spirituale: “il giorno 24 maggio, che è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani – la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai -, in futuro potrebbe divenire occasione per i cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con la Chiesa che è in Cina”.Accolta con entusiasmo e riconoscenza, da 10 anni questa Giornata di preghiera viene vissuta non solo dalle comunità cattoliche nella Cina continentale, soprattutto nel Santuario di Sheshan, ma anche dalle comunità cinesi presenti nelle diverse parti del mondo, a cui si uniscono di frequente i cattolici locali. Così da 10 anni il 24 maggio è occasione di incontro e di testimonianza, si prega a tutte le latitudini in particolare unione spirituale con la Chiesa in Cina, manifestando l’universalità della Chiesa e la comunione con il Successore di Pietro. Lo ha ricordato Papa Francesco al termine del Regina Coeli di domenica 21 maggio: “Il prossimo 24 maggio ci uniremo tutti spiritualmente ai fedeli cattolici in Cina, nella ricorrenza della Beata Vergine Maria “Aiuto dei Cristiani”, venerata nel santuario di Sheshan a Shanghai. Ai cattolici cinesi dico: alziamo lo sguardo a Maria nostra Madre, perché ci aiuti a discernere la volontà di Dio circa il cammino concreto della Chiesa in Cina e ci sostenga nell’accogliere con generosità il suo progetto d’amore. Maria ci incoraggia ad offrire il nostro personale contributo per la comunione tra i credenti e per l’armonia dell’intera società. Non dimentichiamo di testimoniare la fede con la preghiera e con l’amore, mantenendoci aperti all’incontro e al dialogo, sempre”.Alla Vergine Maria i fedeli cinesi sparsi nel mondo, e quanti si uniscono alla loro preghiera, chiederanno l’aiuto e la forza per essere sempre e ovunque testimoni del Signore Gesù, diventando strumenti di pace, concordia e progresso nella società e nella Chiesa. L’intercessione di Maria aiuti tutti a fare la volontà di Dio perché, seguendo gli insegnamenti del Vangelo e del Magistero della Chiesa, ognuno possa tenere sempre accesa quella fiamma consegnata nel giorno del Battesimo: luce della fede, della speranza e dell’amore cristiano che arde nei nostri cuori, con cui siamo chiamati ad illuminare il nostro cammino e quello di tanti fratelli e sorelle.

AMERICA/COLOMBIA - Sono morti per denutrizione già 81 bambini dall’inizio dell’anno

La Guajira – L’Istituto Nazionale della Sanità ha da poco reso noto il bilancio dei morti per denutrizione registrati dall’inizio dell’anno. Si tratta di 81 bambini con meno di 5 anni di età. Inoltre, nell’ultima settimana, sono stati riportati altri due decessi. Il bilancio segnala che nei dipartimenti di La Guajira, Chocó, Córdoba, Meta e Nariño sono state registrate il 73,3% delle morti. Le statistiche in base all’appartenenza etnica riportano 4 casi di bambini indigeni, 3 afrocolombiani e 8 di altri gruppi.

AMERICA/COLOMBIA - Riprendere il dialogo: Mons. Barreto sostiene la popolazione che chiede il necessario

Chocò – "Ora o mai più! Così pensa la popolazione davanti all'opportunità creatasi di parlare e trattare con le alte autorità dello stato colombiano" ha detto Mons. Juan Carlos Barreto Barreto, Vescovo della diocesi di Quibdó, nella parte occidentale della Colombia, parlando con un gruppo di giornalisti ieri, 22 maggio. Il Vescovo ha chiesto al governo di riprendere il dialogo al più presto, sia con Chocó che con Buenaventura, per mettere fine allo sciopero generale che dura ormai nelle due città da 13 e da 7 giorni, rispettivamente . "La gente reclama i diritti che sono fondamentali e, se non viene ascoltata per i canali normali, a volte deve essere fatto ricorso alla mobilitazione sociale" ha sottolineato il Vescovo. Il governo si era impegnato per questa zona nel 2016, promettendo una cifra di 720 milioni di pesos, promessa mai mantenuta. La popolazione chiede più che altro la costruzione dell'ospedale e la punizione dei quanto sono corrotti a livello locale."Il Comitato Civico ha insistito sul fatto che manifesta anche contro i corrotti di Chocó, perché non c’è una chiara consapevolezza che si deve respingere la corruzione a tutti i livelli. Ma questo non significa che la comunità deve pagare, e che la si deve privare del necessario" ha detto Mons. Barreto.

AMERICA/STATI UNITI - I Vescovi ringraziano il governo per l’aiuto agli haitiani che vivono negli Stati Uniti

Washington – Il Presidente della Commissione per le migrazioni della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti , Mons. Joe Steve Vásquez, Vescovo di Austin, Texas, ha espresso il suo apprezzamento al Segretario del Dipartimento per la Sicurezza Nazionale, John Kelly, per la sua decisione di prorogare per sei mesi la protezione temporanea agli oltre 58.000 haitiani che vivono e lavorano negli Stati Uniti. Ha comunque esortato a continuare l'impegno e l'assistenza umanitaria per migliorare le condizioni di vita ad Haiti. Questo gruppo di haitiani era arrivato negli Stati Uniti dopo il terremoto del 2010 e aveva un permesso di soggiorno temporaneo che scade proprio questo mese."Incoraggiamo il nostro governo a lavorare con il governo haitiano per fornire aiuto e assistenza per la ricostruzione - conclude il comunicato pervenuto a Fides -. Attraverso le reti di servizio della Chiesa continueremo ad aiutare le famiglie haitiane negli Stati Uniti, ad aiutare il processo di ricostruzione ad Haiti e a cercare opportunità di collaborare con la Chiesa di Haiti e con i governi haitiano e statunitense".

ASIA/NEPAL - Nella delicata fase di transizione, la Chiesa è impegnata per la pace, la stabilità, la laicità dello stato

Kathmandu – Pace, stabilità, libertà, diritti umani, laicità dello stato; ma anche impegno nel servizio sociale e nel campo dell’istruzione: sono questi i temi su cui la Chiesa cattolica in Nepal “continuerà a contribuire nel suo servizio al paese”: lo dice a Fides p. G. William Robins gesuita nippo-canadese che ha trascorso circa 45 anni in Asia meridionale, prima con i gesuiti in Bhutan orientale e poi in Nepal, principalmente insegnando matematica e scienze in una scuola superiore. Il gesuita parla a Fides dell’odierna situazione della nazione che il 14 maggio scorso ha visto la popolazione votare nella prima fase delle elezioni amministrative. Si tratta delle prime elezioni locali dopo 20 anni, passo fondamentale nella costruzione della democrazia, dieci anni dopo la fine della guerra civile e due anni dopo l’approvazione della Costituzione, nel 2015. Il voto amministrativo è stato suddiviso in due fasi a causa di disordini verificatisi nelle pianure meridionali che confinano con l'India, dove il gruppo etnico di minoranza madhese si rifiuta di partecipare alle elezioni fino a quando non sarà approvato un emendamento alla costituzione che gli garantisca maggiore rappresentatività e ridisegni i confini della provincia dove vive.Secondo il percorso istituzionale disegnato due ani fa, all’approvazione della Carta costituzionale seguono le elezioni locali, provinciali e poi nazionali. Il processo democratico dovrebbe conludersi entro il 2018. Le proteste dei madhesi rappresentano un ostacolo che ha rallentato questo percorso. Il conflitto tra il gruppo etnico dei madhesi e l’attuale governo rende la situazione piuttosto incerta e complicata. La comunità madhese è influenzata dai gruppi induisti, che promuovono uno stato confessionale indù. P. Robins spiega a Fides: “Restano presenti ,nella società, pregiudizi legati alle caste e alle religioni. Uno dei temi centrali oggi è il secolarismo, concezione laica dello stato che alcuni interpretano come laicismo, credendo che lo stato laico sia uno stato anti-religioso, quindi si oppongono a una Costituzione laica. La religione è importante per la maggior parte Nepalese. Ma questa obiezione parte da un fraintendimento dell’espressione ‘stato laico’: questa significa che lo stato non è confessionale. C'è ancora una minoranza che promuove uno stato indù e idealmente un regno indù”, progetto è sostenuto anche da movimenti induisti in India.In tale quadro, i cristiani hanno incontrato difficoltà, ma hanno potuto lavorare “a lungo termine” fondando istituzioni come le scuole, preziose per il futuro della nazione: “La Chiesa cattolica in Nepal è conosciuta per un buon servizio educativo, ma spesso il nostro è percepito come un servizio ‘straniero’. Alcuni gruppi si lamentano delle conversioni al cristianesimo. Altre confessioni cristiane ci dicono che non siamo abbastanza coraggiosi per uscire e predicare”, aggiunge p. Robins. “Ma nutriamo speranza che la Chiesa continui a crescere. Secondo statistiche del 2014, i cattolici nel Vicariato Apostolico del Nepal sono circa 7,000 serviti da 18 preti diocesani e 60 religiosi in 11 parrocchie.

VATICANO - Il Card. Filoni incontra i Vescovi della Guinea equatoriale, “pastori, padri e fratelli”

Mongomo – E’ stata dedicata ai Vescovi della Guinea equatoriale la mattinata di oggi, 22 maggio: il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni, li ha incontrati a Mongomo quindi ha presieduto la concelebrazione eucaristica con loro.Nel suo discorso il Cardinale si è soffermato in particolare sull’importanza della comunione tra Vescovi, con il clero, con i membri della vita consacrata e all’interno del Popolo di Dio. “Riuniti insieme come Pastori e Fratelli, formate, come gli Apostoli vicini al loro Maestro, un corpo di persone responsabili per la Chiesa della Guinea Equatoriale” ha detto il Card. Filoni, che ha poi ribadito: “Siete stati eletti dal Cristo per essere pastori, padri e fratelli”. Tale paternità e fraternità si deve esprimere particolarmente verso i sacerdoti, primi collaboratori, creando un clima di comprensione e di solidarietà. Non deve mancare neanche la collaborazione con i religiosi e le religiose: “Nel vostro Paese – ha ricordato - avete una buona presenza di istituti di vita consacrata, anche grazie allo storico aiuto proveniente dalla Spagna. Questi anni di instancabile lavoro missionario, di impegno formativo, educativo e catechetico, di silenzioso lavoro nel campo sanitario, meritano davvero un forte apprezzamento. Cercate di sostenere questa preziosa collaborazione aiutando tutti gli Istituti presenti nel vostro territorio anche nella loro opera vocazionale”.Tra i problemi da affrontare, il Prefetto del Dicastero Missionario ha richiamato l’attenzione “sull’infiltrazione tra il Popolo di Dio delle sette. Dove noi ci ritiriamo o dove perdiamo zelo, lì si apre la porta alla zizzania, alle sette”. “A voi è stata affidata la grave responsabilità di insegnare, di governare e di santificare il popolo di Dio – ha proseguito -. L’esercizio di un tale incarico richiede una configurazione permanente a Gesù Buon Pastore. Dovete sentire, agire e amare come Lui! Amate la vostra Chiesa, lavorate non per voi stessi, ma per il bene della Chiesa e dei fedeli a voi affidati”. Il Vescovo, come Padre della Diocesi, “è uno che ascolta e poi decide; vuol dire uno che ama e ha lo sguardo lungimirante. Questo amore e questa responsabilità devono aiutare a far crescere gli altri”. In particolare ha indicato ai Vescovi di essere attenti alla formazione dei sacerdoti e alla cura per le nuove vocazioni. La paternità del Vescovo si estende verso tutto il popolo di Dio: oggi ricopre un ruolo cruciale la pastorale delle famiglie, per la quale occorre avere leader parrocchiali ben preparati. “In ogni parrocchia è bene proporre diverse iniziative sociali e spirituali, avvalendosi anche della collaborazione dei movimenti ormai sviluppati negli ultimi tempi, sempre sotto la guida e la responsabilità dei sacerdoti che lavorano in loco – ha raccomandato -. Così la parrocchia diventa luogo di crescita, di cultura, di sviluppo umano, capace di rispondere alle diverse esigenze dei nostri fedeli. E, ancora più importante, la parrocchia deve essere il luogo di profonda vita cristiana, di incontro e di annuncio evangelico”.“Vi ringrazio per tutto quello che fate; vi esorto a non stancarvi mai nella diffusione del messaggio di salvezza che ci è stato affidato” ha concluso il Card. Prefetto, ricordando che Papa Francesco “ci insegna e ci dà l’esempio di uscire dalla visione di una Chiesa comoda, e ci spinge ad andare verso le periferie reali ed esistenziali”.Nell’omelia della Messa seguita all’incontro, il Card. Filoni è tornato sull’importanza della comunione - “il Vescovo deve essere un uomo di comunione, vicino a tutti, capace di condividere la vita del gregge, compresi i più poveri e lontani, gli esclusi e gli emarginati” – e sul compito missionario del Vescovo. “Anche se in Guinea Equatoriale non esistono oggi persecuzioni contro i cristiani, come in diversi paesi del Medio Oriente, dell’Asia e in alcune zone dell’Africa – ha detto il Card. Prefetto -, vi sono, però, vari problemi che minacciano la fede cristiana, in particolare l’attività aggressiva delle sette, la stregoneria, le invidie, il materialismo, l’isolamento e l’individualismo, nonché il degradamento della moralità. Di fronte a tali problemi non dovete avere paura. Bisogna andare avanti con coraggio e fiducia”. Il libro degli Atti degli Apostoli ci insegna che l’opera di evangelizzazione è ispirata e guidata dallo Spirito Santo, e “questo deve incoraggiarvi a mettere la vostra Chiesa in uno stato permanente di missione, senza paura né timore” ha concluso il Card. Filoni, ribadendo che “l’impulso missionario è segno di vitalità e di crescita di una Chiesa”. Link correlati :Il testo integrale del discorso del Card. Filoni (in spagnolo) Il testo integrale dell’omelia del Card. Filoni (in spagnolo)

AFRICA/MALI - “Mons. Zerbo è rimasto piacevolmente sorpreso della nomina a Cardinale”

Bamako - “L’Arcivescovo è stato piacevolmente sorpreso dalla notizia. Non si aspettava affatto la nomina a Cardinale” dice all’Agenzia Fides don Edmond Dembele, Segretario generale della Conferenza Episcopale del Mali, riferendo le reazioni nel Paese all’annuncio da parte di Papa Francesco della nomina, nel Concistoro del 28 giugno di cinque nuovi Cardinali, tra i quali c’è Sua Ecc. Mons. Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako“La notizia è stata molto ben accolta nel Paese. Il Presidente Ibrahim Boubacar Keïta ha rivolto un messaggio per felicitarsi con l’Arcivescovo, esprimendo la sua gratitudine a Papa Francesco. Gli altri Vescovi maliani sono contenti così come i fedeli cattolici. La comunità di Bamako ha espresso la sua gioia con canti e applausi. Ma non solo i cattolici sono felici per la nomina: in tutto il Mali la notizia è stata bene accolta”.Questo perché - spiega il sacerdote-i maliani hanno visto nella nomina a Cardinale di Mons. Zerbo un messaggio del Papa rivolto in primo luogo alla Chiesa locale perché continui la missione che ha cominciato da tempo e soprattutto perseveri negli sforzi per riconciliare il Paese. Ma è anche un appello lanciato a tutto il Mali per uscire dalla crisi iniziata nel 2012 e cammini sulla strada della riconciliazione e della pace”.La crisi del 2012 aveva visto il nord del Paese cadere nelle mani di diversi gruppi jihadisti. L’intervento francese, seguito da una missione ONU, aveva permesso di liberare le zone occupate, ma, come dice, don Dembele “il Mali deve ora affrontare un conflitto asimmetrico, con attacchi di gruppi armati contro località nel nord e nel centro del Paese che determinano forte insicurezza”.

AMERICA/COLOMBIA - "Buenaventura ha bisogno di soluzioni strutturali”: Mons. Epalza per il dialogo con il governo

Buenaventura – "Buenaventura non regge più gli eventi del momento, ha bisogno di soluzioni strutturali ai problemi strutturali. Niente cotone per tamponare la ferite, bisogna intervenire" ha detto Mons. Héctor Epalza Quintero, P.S.S., Vescovo di Buenaventura in una intervista al quotidiano “El Tiempo” dopo l’ennesima interruzione del dialogo fra manifestanti e governo riguardo lo sciopero generale dei lavoratori del porto. Venerdì 19 maggio ci sono state ancora manifestazioni violente e tutta la città e il porto di Buenaventura sono rimasti paralizzati.Il blocco di tutte le istituzioni della città per protestare per la mancanza di servizi da parte del governo centrale era iniziato lunedì 15 maggio in modo pacifico ma determinato. L'ospedale chiuso e l'insicurezza della popolazione erano i punti principali delle manifestazioni che ogni giorno hanno portato lavoratori e cittadini per le strade della città fino a venerdì 19, quando si è scatenato un vandalismo senza precedenti. La polizia e l'intervento dell'esercito si sono resi necessari per ristabilite la calma dopo che un gran numero di negozi erano stati devastati e saccheggiati. Il sindaco e la prefettura hanno imposto il coprifuoco e la calma è tornata soltanto il giorno dopo."I Vescovi del Pacifico e l'Arcivescovo di Cali, in una dichiarazione, hanno ribadito il sostegno e la solidarietà con la popolazione di tutta la costa del Pacifico di Quibdo e Buenaventura, che è stata così emarginata, perché hanno fatto loro tante promesse e solo poche cose si sono realizzate" ha ribadito Mons. Epalza nella stessa intervista. Alla domanda se ritiene che si potrà continuare il dialogo, Mons. Epalza ha risposto: "Dipende, se questa volta il governo invierà funzionari capaci di decidere nei colloqui, allora si riuscirà a continuare".Il porto di Buenaventura è fondamentale per l'economia del paese, solo in cinque giorni di sciopero, si è fermata la consegna di 11 milioni di tonnellate di merce per tutto il paese. Senza contare la merce che deve essere ancora scaricata dalle navi perché non c'è più posto nel porto. La situazione inizia a preoccupare anche gli imprenditori e le compagnie di trasporto per la consegna.

ASIA/THAILANDIA - Nel sud del Paese insegnanti e alunni nel mirino dei ribelli

Pattani - Ogni giorno le camionette dell’Esercito scortano gli insegnanti buddisti fino alle scuole che si trovano nel sud del Paese, la cui area è sorvegliata da gruppi paramilitari e volontari armati mentre i ragazzi studiano e giocano. Questo clima di tensione si è aggravato da quando, lo scorso mese di settembre 2016, 700 alunni che erano impegnati nelle rispettive classi sentirono una forte esplosione costata la vita ad una bambina di 4 anni e a suo padre oltre a diversi feriti, in un territorio dove gli insorgenti musulmani hanno come obiettivo scuole e professori. Da allora sono morti 185 insegnanti a causa di attacchi attribuiti ai gruppi armati musulmani che rivendicano l’indipendenza delle province di Pattani, Yala e Narathiwat, nel sud della Thailandia. I dati sono stati diffusi da Human Rights Watch , l’organismo ha inoltre dichiarato che i ribelli ritengono che il sistema educativo promosso dal Governo è un simbolo oltre che primo fronte di battaglia dell’occupazione dello Stato thailandese nella regione. La violenza, tuttavia, colpisce anche insegnanti e scuole islamiche, da una parte ne sono vittime i professori musulmani che collaborano con lo Stato e dall’altra le forze di sicurezza fanno incursioni nella ‘madrasse’ in cerca di ribelli.A causa del conflitto nel sud del Paese sono morte, dal 2004, almeno 6.700 persone, la maggior parte civili. Lo stato islamico in quello che era il vecchio sultanato di Patani, composto da Pattani, Yala e Narathiwat, è la principale recriminazione degli insorti, che denunciano l’oppressione e la discriminazione da parte dell’amministrazione buddista, religione maggioritaria del paese.

AMERICA/VENEZUELA - Celebrata la “Giornata per la Pace”, il Card. Urosa chiede: “Basta violenza!”

Caracas – Domenica 21 maggio, dopo aver celebrato la Giornata della Pace per il Venezuela, promossa dalla Conferenza Episcopale Venezuelana , nella chiesa Chiquinquirá, il Cardinale Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas, ha confermato alla stampa il rifiuto dei Vescovi verso l'Assemblea Nazionale Costituente convocata dal presidente Nicolás Maduro. "Mons. Diego Padrón, Presidente della CEV, ha espresso i sentimenti e il parere dell'Episcopato venezuelano, non siamo d'accordo con l'ANC, la rifiutiamo, piuttosto il governo deve risolvere i veri problemi che abbiamo, e non creare un altro problema con una costituente che nessuno sa come sarà ma che ha tutte le caratteristiche per essere qualcosa di negativo per il paese" ha detto il Cardinale ai giornalisti.La nota inviata a Fides da UnionRadio riferisce che il Cardinale ha chiesto la cessazione immediata della violenza da parte degli organi di sicurezza dello Stato. "Non devono lanciare i lacrimogeni contro la gente e, ovviamente, nemmeno sparare o consentire a certi gruppo di sparare, perché ci sono anche gruppi paramilitari, tutti hanno visto nei video, tutto questo dovrebbe cessare immediatamente". Anche a Fides, attraverso i social media, sono giunti dei video dove si vede chiaramente sparare lacrimogeni contro la popolazione che manifesta in modo pacifico.

AFRICA/MADAGASCAR - “Fate dunque opere degne della conversione”: messaggio dei Vescovi

Antananarivo - Di fronte all’aggravarsi delle condizioni del Paese in vari ambiti, la Conferenza episcopale del Madagascar ha di recente pubblicato un messaggio i cui destinatari sono tutti i battezzati e le persone di buona volontà, richiamando il versetto del Vangelo di Luca: “Fate dunque opere degne della conversione” . La lettera, pervenuta a Fides, inizia con la ferma condanna delle atrocità avvenute in differenti luoghi del Madagascar come Antsakabary, Antsirabe, Antsohihy. I Vescovi non si accontentano di risvegliare le coscienze ma esigono una vera conversione, perché un vero cambiamento sia effettivo. Invitano quindi alla conversione per essere modello di patriottismo come Ramose Lucien Botovasoa, un laico terziario francescano, padre di famiglia, ucciso a Vohipeno in odio alla fede il 17 aprile 1947, per il quale Papa Francesco, lo scorso 4 maggio, ha promulgato il decreto sul martirio. Definito martire della fede e della carità, era un uomo convertito, incorruttibile, testimone della verità e della riconciliazione, che ha donato la sua vita per la nazione dicendo: “che il mio sangue versato serva per la salvaguardia della mia patria”. Nel loro messaggio, i Vescovi invitano le autorità ecclesiastiche a mettersi in discussione per combattere le debolezze che sono oggetto di scandalo, interpellano i responsabili della vita pubblica in particolare nei seguenti ambiti: sanità, istruzione e insegnamento, sicurezza pubblica e difesa nazionale. I Vescovi ricordano anche i doveri di ognuno per un cambiamento effettivo. A tutti rivolgono infine un invito alla preghiera, indicendo una novena a partire dell'Ascensione fino al sabato prima della Pentecoste.

VATICANO - Il Card. Filoni a Evinayong: “Siate buoni costruttori di questa nuova Chiesa”

Evinayong – Il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni, ha trascorso la giornata di domenica 21 maggio nella nuova diocesi di Evinayong, creata il 1° aprile . Al mattino, nella Cattedrale, ha presieduto la santa Messa con la presa di possesso del primo Vescovo, ordinato il giorno precedente a Mongomo, S.E. Mons. Callixto-Paulino, e nel pomeriggio ha incontrato il clero, i religiosi e le religiose della nuova diocesi.Nell’omelia, prendendo spunto dalla prima lettura della Messa, il Prefetto del Dicastero Missionario ha ricordato il dovere della Chiesa di evangelizzare: “Predicare Cristo è la missione della Chiesa, dalla quale nessuno è escluso, perché predicare Gesù è un impegno obbligatorio per tutti i battezzati”. Quindi ha ricordato che nel 1645 i Cappuccini giunsero nell’odierna Guinea Equatoriale, seguiti dagli altri missionari, i Sacerdoti diocesani di Toledo, i Gesuiti, e soprattutto i Claretiani: tutti “hanno predicato qui Cristo, mostrandosi suoi fedeli testimoni…gettando le fondamenta della Chiesa in mezzo a voi”. Oggi si apre un nuovo capitolo della Chiesa in Guinea Equatoriale, con questa nuova diocesi. “La Chiesa cattolica in Guinea Equatoriale, come ogni famiglia, aspetta dalla nuova Diocesi di Evinayong uno sviluppo generoso e un arricchimento spirituale, e nuovo slancio evangelizzatore” ha sottolineato, assicurando che “la nuova Diocesi non sarà lasciata sola, perché il Signore Gesù, ci garantisce la sua presenza costante”. Rivolgendosi quindi a tutti i membri della nuova diocesi, il Card. Filoni ha ribadito: “essa è affidata alle vostre cure, dipende da voi come un neonato dipende dalle cure materne e paterne. Quale piccolo seme, la vostra nuova Diocesi è affidata a voi quali competenti agricoltori… In passato altri hanno già seminato e piantato la parola di Dio, ora tocca a voi di irrigare il campo per far germogliare e crescere il bene. Così, in quanto membri di questa Chiesa, contribuirete alla crescita di questa pianta che è la vostra Diocesi di Evinayong. Non seminate la zizzania in questo campo del Signore, cioè non seminate né la confusione, né odio o gelosia; non fate chiacchiere”.Il Prefetto del Dicastero Missionario ha inoltre raccomandato: “Siete chiamati a essere buoni costruttori di questa nuova Chiesa. Costruite dunque sopra Cristo, il fondamento incrollabile. Portate alla costruzione di questa Chiesa la preziosità della carità fraterna, della comunione e dell’unità; usate quali pietre preziose il perdono, la solidarietà, la verità e la giustizia. Non apportate la discordia, o l’interesse personale e il peccato della menzogna. In questa opera di costruzione della vostra Diocesi, voi tutti siate collaboratori di Dio”.Commentando quindi il brano evangelico del giorno, in cui risuonano le parole di Gesù “Se mi amate, osserverete i miei comandamenti”, il Cardinale ha messo in evidenza che “il segreto di ogni cosa è l’amore per Cristo. La nostra missione cristiana e ecclesiale scaturisce da un profondo atto di amore, altrimenti essa si riduce a semplice attività sociale. Ogni impegno apostolico, ogni attività missionaria, ogni servizio nella Chiesa ha la sua origine nell’amore per Cristo, a cui nulla deve essere anteposto”.Nel pomeriggio il Card. Filoni ha incontrato il clero, i religiosi e le religiose, a cui ha ricordato: “Spetta a voi la grande sfida di avviare la nuova Diocesi, di mettere in piedi le strutture necessarie per l’organizzazione pastorale e amministrativa, nonché lo sviluppo dell’attività missionaria”. Quindi ha loro rivolto alcune raccomandazioni, insieme all’incoraggiamento, per affrontare le nuove sfide: il coinvolgimento di tutti, come primi collaboratori del Vescovo, per avviare e portare avanti la diocesi; la chiamata a vivere “fedelmente e con gioia” l’identità sacerdotale e religiosa; l’annuncio e la buona testimonianza di vita sul piano spirituale, morale e pastorale; la necessità di avere il cuore di Gesù, “cioè amare come Gesù ama, pensare come Gesù pensa, agire come Gesù agisce, servire come Gesù serve, in ogni momento della vita”. “Per essere sempre vivi nella vita sacerdotale e religiosa sarà opportuno curare sempre la vostra formazione permanente” ha detto il Cardinale, che ha concluso ringraziando sacerdoti e religiosi “per lo zelo e per l’impegno instancabile che portate nell’evangelizzazione”, ed esortandoli con queste parole: “Andiamo avanti, animati dal comune amore per il Signore e per la Santa Madre Chiesa. Rimaniamo uniti nella preghiera. Ricordatevi: dipenderà da voi se volete costruire in Evinayong una Chiesa secondo il Cuore di Cristo”. Link correlati :Il testo integrale dell’omelia del Card. Filoni (in spagnolo) Il testo integrale del discorso del Card. Filoni (in spagnolo)

VATICANO - Concistoro per 5 nuovi Cardinali, “siano annunciatori gioiosi del Vangelo nel mondo intero”

Città del Vaticano – Al termine della preghiera mariana del Regina Coeli, domenica 21 maggio, il Santo Padre Francesco ha annunciato un Concistoro per il 28 giugno, per la nomina di 5 nuovi Cardinali. Due di loro, l’Arcivescovo di Bamako, nel Mali, e Vicario apostolico di Paksé, nel Laos, sono ordinari di territori dipendenti dalla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Riportiamo di seguito le parole del Papa. “Desidero annunciare che mercoledì 28 giugno terrò un concistoro per la nomina di cinque nuovi cardinali. La loro provenienza da diverse parti del mondo manifesta la cattolicità della Chiesa diffusa su tutta la Terra e l’assegnazione di un titolo o di una diaconia nell’urbe esprime l’appartenenza dei cardinali alla diocesi di Roma che, secondo la nota espressione di Sant’Ignazio [di Antiochia], presiede alla carità di tutte le Chiese. E giovedì 29 giugno, Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, concelebrerò la Santa Messa con i nuovi cardinali, con il collegio cardinalizio, con i nuovi vescovi, i metropoliti, i vescovi ed alcuni presbiteri. Ecco i nomi dei nuovi Cardinali: mons. Jean Zerbo, Arcivescovo di Bamako, nel Mali; mons. Juan José Omella, Arcivescovo di Barcellona, Spagna; Mons. Anders Arborelius, Vescovo di Stoccolma, Svezia; Mons. Luis Marie-Ling Mangkhanekhoun, Vescovo titolare di Acque Nuove di Proconsolare, Vicario apostolico di Paksé, nel Laos; Mons. Gregorio Rosa Chávez, Vescovo titolare di Mulli, Ausiliare dell’arcidiocesi di San Salvador, El Savador.Affidiamo i nuovi Cardinali alla protezione dei Santi Pietro e Paolo, affinché con l’intercessione del Principe degli Apostoli, siano autentici servitori della comunione ecclesiale e con quella dell’Apostolo delle genti, siano annunciatori gioiosi del Vangelo nel mondo intero e, con la loro testimonianza ed il loro consiglio, mi sostengano più intensamente nel mio servizio di Vescovo di Roma, Pastore universale della Chiesa”.

VATICANO - Il Card. Filoni ordina 3 Vescovi a Mongomo: “Siate veri Pastori, umili e generosi”

Mongomo – Evento storico per la Chiesa in Guinea equatoriale: questa mattina, 20 maggio, il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, ha presieduto a Mongomo la solenne concelebrazione eucaristica per l’ordinazione di tre Vescovi e l’inaugurazione di due nuove diocesi .Come ha ricordato il Cardinale nell’omelia, il 1° aprile il Santo Padre Francesco ha eretto in Guinea equatoriale due nuove diocesi, Evinayong e Mongomo, e ha nominato primo Vescovo di Evinayong il rev.do Calixto Paulino Esono Abaga Obono, e primo Vescovo della diocesi di Mongomo il p. Juan Domingo-Beka Esono Ayang, CMF. Nella stessa data ha nominato Vescovo della diocesi di Ebebiyin il p. Miguel Angel Nguema Bee, SDB. “Si tratta di tre figli di questo Paese – ha detto il Cardinale - cui il Signore Gesù, tramite il rito dell’ordinazione episcopale, concederà per il dono dello Spirito Santo la pienezza del sacerdozio”.Al solenne rito erano presenti diversi Vescovi provenienti anche dai paesi vicini, il Nunzio apostolico, il Presidente della repubblica e le Autorità. “La Chiesa in Guinea Equatoriale vive oggi un momento molto importante della sua storia – ha sottolineato il Card. Filoni -. Così, mentre si conferma l’opera missionaria già avviata nel passato da tanti coraggiosi evangelizzatori che hanno speso la loro vita per il Vangelo e i poveri, con questa decisione del Papa si intende procedere ad un ulteriore e adeguato sviluppo della Chiesa di questo Paese. L’attuale momento storico, perciò, rappresenta il riconoscimento del cammino di maturazione, sia storico, sia in atto, nonostante le pur tante difficoltà del passato”. Il Cardinale ha proseguito: “Tramite la mia presenza è il Santo Padre che si unisce a voi e mi ha chiesto di manifestarvi la sua esultanza, intendendo dare nuovo impulso ed incoraggiamento al Paese e alla sua Chiesa”.Richiamando le letture del giorno, che negli Atti degli Apostoli narrano la vita della Chiesa primitiva, il Prefetto del Dicastero Missionario ha detto: “Anche qui la Parola di Dio è stata seminata dai missionari alcuni secoli fa; qui si sono formate le prime comunità cristiane, poi nacquero le prime stazioni missionarie e le prime parrocchie e infine furono create le prime diocesi, che diedero vita alla Chiesa guineana in questa terra. Tutto ciò è stato possibile grazie alla Parola di Dio annunciata e all’accoglienza che ad essa diedero i vostri antenati. Oggi continua quell’opera iniziata secoli fa e il Santo Padre vi dona tre nuovi Vescovi che sto per consacrare”.Rivolgendosi direttamente ai tre candidati all’episcopato ha proseguito: “Il Signore, attraverso il ministero del Santo Padre, vi assegna questo compito speciale: anzitutto essere uomini coraggiosi e autentici testimoni della fede, quindi sostenitori dell’opera di evangelizzazione e servitori del Popolo di Dio che vi viene affidato… Voi non siete capi tribù o capi politici: voi siete, lo ripeto, padri e pastori, sempre e per tutti. La vocazione del Vescovo è di essere sempre e instancabilmente pronto a realizzare la volontà del Signore”.“Il Signore vi ha scelti non per i vostri meriti; forse più per i vostri limiti, perché nessuno in quest’opera santa abbia ad insuperbirsi” ha proseguito il Cardinale. “Siate, pertanto, veri Pastori, umili e generosi che comprendono e si caricano i bisogni dei propri fedeli. Create un clima di collaborazione e di condivisione nella comunità sacerdotale e dei religiosi. Non vi scoraggiate mai davanti alle difficoltà. La forza del vostro ministero sarà riposta nella forza di Cristo che vi ha chiamati. Siate veri Maestri della Fede, predicando con coraggio la Parola, diffondendo l’insegnamento della Chiesa e aggiornandovi con la lettura individuale in materia”.Il Cardinale ha invitato i presenti ad amare i propri Vescovi e i propri Sacerdoti, “non perché sono perfetti, ma perché il Signore li ha destinati al vostro servizio, e pregate per loro, perché ogni giorno si convertano a Cristo e gli siano fedeli”. La nuova configurazione ecclesiastica della Guinea Equatoriale, con una Arcidiocesi e quattro Diocesi, “dovrà aiutare ad edificare una più intensa e adeguata comunione di bene nel Popolo di questo Paese” ha spiegato il Prefetto del Dicastero Missionario, che ha esortato a non dimenticare che “le strutture, da sole non sono sufficienti se mancherà lo spirito di collaborazione”, quindi “tutti siete chiamati a collaborare con responsabilità ad edificare le vostre Comunità e a farle crescere”. “Cari Fratelli e Sorelle, l’amore è la forza che edifica e fa crescere – ha concluso -. Amate le vostre Chiese ed aiutatele, più che criticarle e sottolinearne solo i difetti. Soltanto amando e collaborando possiamo rafforzare e far crescere il lavoro di evangelizzazione. Il futuro spirituale e morale della Chiesa in Guinea Equatoriale è nelle vostre mani”. Link correlati :Il testo integrale dell’omelia del Card. Filoni (in spagnolo)

AFRICA/MALI - Suor Gloria, rapita da cento giorni, ancora nessuna notizia

Bamako - "La vita continua timidamente nella Diocesi di Sikasso; da un lato la comunità delle Suore Francescane di Maria Immacolata di Karangasso che ha dovuto fermare gli impegni di lavoro, dall'altro le ricerche di suor Gloria, finora senza esito positivo. La diocesi di Sikasso vive da allora in sgomento. Tuttavia, Mons. Jean Baptiste Tiama, Vescovo di Sikasso, ci chiede di mantenere la speranza. Noi continuiamo a pregare e abbiamo fiducia nel Maestro della nostra vita. Non dobbiamo stancarci di pregare. Dobbiamo cercare di scoprire cosa vuole dirci Dio in questa avventura ..."Così il comunicato della Conferenza Episcopale del Mali pervenuto a Fides, informando sul rapimento di Suor Gloria ."E' in questo senso che abbiamo organizzato di celebrare in tutte le diocesi del Mali una messa dopo 100 giorni del rapimento e ricordare Suor Gloria e tutte le persone che vengono rapiti da gruppi armati", conclude il comunicato.Ricordiamo che l'8 febbraio, una suora colombiana, Suor Gloria Cecilia Narváez Argoti, è stata rapita da uomini armati nel sud del Mali, proprio in una chiesa cattolica a Sikasso.

AMERICA/NICARAGUA - La chiesa di Nicaragua prega solidale per il Venezuela

Managua – "In comunione con i nostri fratelli Vescovi del Venezuela e in solidarietà con l'amato popolo di quella nazione che vive una situazione così drammatica e dolorosa, i vescovi del Nicaragua vi invitano a partecipare all'Eucaristia Domenica 21 maggio dove insieme andiamo a pregare per il Venezuela", sono le parole di Mons. Silvio José Báez, vescovo ausiliare di Managua inviata a Fides.L'invito alla comunità nazionale del Nicaragua informa sull'orario, sede e chi presiede queste celebrazioni: Cattedrale de Managua, 11 a.m., presiede Mons. Silvio José Báez; Cattedrale di Matagalpa, 10 a.m., presiede Mons. Rolando José Álvarez; Cattedrale di Jinotega, 10 a.m., presiede Mons. Carlos Enrique Herrera; Cattedrale di Estelí, 6 a.m., presiede Mons. Juan Abelardo Mata; Cattedrale di Granada, 11 a.m., presiede Mons. Jorge Solórzano; Cattedrale di Juigalpa, 6 p.m., presiede Mons. Sócrates René Sándigo; Cattedrale di León, 10.30 a.m., presiede Mons. Bosco Vivas.

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