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AMERICA/VENEZUELA - “Il dialogo dovrebbe essere uno strumento per risolvere i problemi” afferma il Card.Urosa

Caracas – "Si devono rimettere in libertà i prigionieri politici, che sono molti. E' necessario che il governo agisca in questo senso, perché sono persone ingiustamente detenute. La Chiesa non rinuncerà al dialogo ed è nel suo spirito continuare per questa via, ma si devono adempiere gli accordi firmati nel mese di novembre. Questo è ciò che ha chiesto il Card. Pietro Parolin nella lettera inviata al governo" afferma il Card. Jorge Urosa Savino, Arcivescovo di Caracas."La Conferenza Episcopale e i Vescovi venezuelani sono in sintonia con Papa Francesco, e tutti vogliamo sostenere gli sforzi per cercare soluzioni costituzionali alla crisi" ha detto in un breve incontro con la stampa per commentare le parole del deputato Diosdado Cabello contro la lettera del Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano."Il Card. Parolin, rispettosamente, ha indicato le condizioni perché ci sia un vero dialogo: la liberazione dei prigionieri politici, il calendario elettorale e il rispetto per l'Assemblea nazionale, tra le altre cose. Il dialogo dovrebbe essere uno strumento per risolvere i problemi, e qui i problemi che abbiamo sono molto gravi" ha concluso il Card. Urosa.Ieri ci sono stati momenti di tensione fra le parti, e sia il governo che l'opposizione hanno avuto contatti separati con i mediatori, fra cui S.E. Mons. Claudio Maria Celli. Alla fine della giornata si è deciso di riattivare il dialogo, tutti insieme, fissando la data del 13 gennaio.

AMERICA/VENEZUELA - “Giustizia e pace” denuncia la grave situazione: 12 giovani scomparsi e ritrovati uccisi

Coro – La Commissione “Giustizia e pace” della Conferenza Episcopale del Venezuela esprime profondo dolore per gli eventi accaduti nella regione di Barlovento, stato di Miranda, dove i corpi di un gruppo di 12 giovani, fermati dai soldati il 15 ottobre, sono stati ritrovati il 28 novembre in una fossa comune. Questi atti sono avvenuti in seguito alle cosiddette Operazioni per la liberazione e la Protezione del Popolo , portati avanti dalle forze di sicurezza dello Stato."Denunciamo - si legge nel documento pervenuto a Fides - il modo in cui vengono svolte le operazioni di liberazione del popolo nel paese in cui le autorità statali non hanno adempiuto ai loro doveri per prevenire le violazioni dei diritti umani, garantire la libertà personale, il giusto processo e l'inviolabilità del domicilio. Denunciamo anche l'atteggiamento di orgoglio e di non ascolto dello Stato, che ha rifiutato e continua a rifiutare il diritto internazionale; l'inefficienza dello Stato nel suo dovere ineludibile di controllare la violenza sociale”.Il documento chiede alle autorità statali competenti “la garanzia dei diritti fondamentali per tutti i cittadini del nostro paese” e si conclude esprimendo solidarietà alle famiglie dei 12 giovani uccisi. Il testo è firmato da Sua Ecc. Mons. Roberto Luckert León, Arcivescovo emerito di Coro e Presidente della Commissione.

EUROPA/POLONIA - Al Santuario di Jasna Gora incontro di formazione missionaria e veglia di preghiera

Czestochowa – Oltre 400 persone si sono ritrovate il 3 e 4 dicembre, per la festa di San Francesco Saverio, al Santuario di Jasna Gora per l’incontro di approfondimento missionario e la veglia di preghiera promossi come consuetudine dalla Pontificia Unione Missionaria della Polonia, secondo le informazioni inviate all’Agenzia Fides da mons. Tomasz Atlas, direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie. L’incontro di quest’anno ha voluto celebrare in modo particolare il centenario della PUM.Sua Ecc. Mons. Stanislaw Gadecki, Presidente della Conferenza episcopale polacca, ha presieduto la Messa di apertura, nel pomeriggio di sabato 3 dicembre. Richiamando l’opera missionaria del Patrono delle missioni, ha sottolineato il valore della PUM per la diffusione dello spirito missionario nella Chiesa universale. Nella sessione missiologica, i partecipanti hanno ascoltato l’intervento di Sua Ecc. Mons. Henryk Hoser, Vescovo di Warszawa-Praga, già missionario in Rwanda, che ha presentato le sfide attuali poste alla PUM. Quindi p. Marek Tatar, docente all’università Card. Wyszyński, ha illustrato il tema “Dal battesimo alla missione”, e p. Stanislaw Urbański si è soffermato sul ministero missionario della Santa Madre Teresa di Calcutta. Ha arriccchito questa sessione la testimonianza di Juan Carlos Araya, IMC, missionario in Argentina.Conclusa questa prima parte formativa, i presenti hanno partecipato all’ “Appello di Jasna Gora” presieduto da mons. Tomasz Atlas, direttore nazionale delle POM, che ha ringraziato la Vergine per i cento anni di attività della PUM e invocato fede viva e zelo missionario per tutti i fedeli nel nuovo anno pastorale. Ha avuto inizio quindi la veglia di preghiera animata dagli studenti del Centro di formazione missionaria che si preparano a partire per le missioni. La Messa di mezzanotte è stata presieduta dal Nunzio apostolico, l’Arcivescovo Salvatore Pennacchio. La preghiera è quindi proseguita fino all’alba con la lettura di testi del Beato Paolo Manna, fondatore della PUM, e le testimonianze di missionari provenienti da vari continenti.

AFRICA/UGANDA - Gli Yira congolesi si offrono come mediatori tra governo ugandese e il “Regno” di Rwenzururu

Kampala - Kyaghanda Yira ASBL, la struttura organizzativa della comunità culturale Yira, offre la sua mediazione per risolvere la crisi tra il “Regno” di Rwenzururu e il governo dell’Uganda. Tra il 26 e il 27 novembre infatti, negli scontri tra le forze di sicurezza e le “guardie reali” del Re tradizionale Charles Wesley Mumbere erano morte più di 100 persone .Gli Yira sono il più importante gruppo etnico nel Nord Kivu, la provincia nell’est della Repubblica Democratica del Congo che confina con la regione ugandese di Rwenzururu. “Vista l’unicità cultura che condividono gli Yira in Uganda e nella RDC, a dispetto della delimitazione della frontiera politica che sembra presentarli come due popoli distinti, mentre sono uno solo - recita un comunicato dell’associazione culturale -, il comitato di guida internazionale di Kyaghanda Yira ha ritenuto indispensabile adottare immediatamente un atteggiamento per favorire la riconciliazione tra il governo ugandese e il potere tradizionale di Rwenzururu, offrendosi come mediatore”.La dichiarazione lancia un appello agli appartenenti alla comunità Yira perché “conservino la calma, senza cedere all’agitazione, che provocherebbe un’interpretazione erronea dei fatti”.

ASIA/TURCHIA - La Chiesa armena fa appello alla Corte europea per i diritti umani contro la Turchia per la mancata restituzione delle proprietà di Sis

Antelias – Aram I, Catholicos armeno apostolico della Grande Casa di Cilicia, con sede ad Antelias in Libano, ha reso noto che oggi, 6 dicembre, verrà sottoposta alla Corte europea per i Diritti Umani – con sede a Strasburgo – la richiesta di restituzione delle antiche residenze e proprietà appartenute al Catholicosato e situate a Sis, in territorio turco, dopo che la Corte Costituzionale della Turchia non ha accolto l'istanza di discutere e risolvere il contenzioso sulle proprietà di Sis all'interno del sistema giuridico turco. “Questa - ha rimarcato il Catholicos Aram I nel videomessaggio in cui ha annunciato l'iniziativa – è la prima azione legale presa contro la Turchia dopo il Genocidio armeno del 1915, è il risultato di lunghe e serie discussioni, studi e consultazioni, ed è basata sulle disposizioni giuridiche internazionali, comprese le decisioni del Trattato di Losanna del 1932, riguardanti le minoranze che vivono entro i confini della Repubblica turca”. La causa per ottenere la restituzione dei palazzi storici del Catholicosato situati nella città di Sis, intentata dal Catholicos Aram I nel 2015, non era stata presa in considerazione né dal Ministero della Giustizia turco né dalla Corte costituzionale turca. Ambedue le istituzioni turche non avevano riconosciuto alcuna base giuridica alla causa.Sis, antica capitale del Regno armeno di Cilicia, corrisponde all'attuale città turca di Kozan. L'intenzione di presentare ricorso, concretizzatasi nell'aprile 2015, era già stata annunciata in più occasioni dal Catholicos di Cilicia tra settembre e ottobre 2014. “Non possiamo rimanere apatici rispetto ai diritti violati della nostra nazione” aveva detto Aram il 19 settembre 2015 a Erevan, in occasione della 5a Conferenza della Diaspora armena. Come già riferito dall'Agenzia Fides , lo stesso Catholicos aveva preannunciato che, in caso di mancata ricezione da parte delle istituzioni turche, l'appello sarebbe stato sottoposto all'attenzione della Corte europea dei diritti dell'uomo.

ASIA/IRAQ - Le Unità di Protezione della Piana di Ninive promuovono una campagna d'arruolamento tra i cristiani

Alqosh – Le Unità di Protezione della Piana di Ninive , organizzazione paramilitare costituitasi n Iraq nel 2014 e composta perlopiù da cristiani assiri, siri e caldei, ha annunciato l'apertura di una campagna d'arruolamento su base volontaria, rivolta in particolare a giovani uomini delle comunità cristiane locali della regione di Mosul e della Piana di Ninive intenzionati a partecipare alle operazioni militari per la riconquista e la difesa dei centri abitati delle terre che erano state occupate dai jihadisti dell'autoproclamato Stato Islamico . Nel testo di indizione della campagna d'arruolamento, reso noto anche dai media locali, si sollecitano i giovani cristiani ad arruolarsi volontariamente nelle Unità di Protezione anche per favorire e garantire il ritorno in piena sicurezza alle proprie case e alle proprie città da parte delle migliaia di cristiani che erano fuggiti dalle città della Piana di Ninive tra il giugno e l'agosto 2014, davanti all'avanzare delle milizie jihadiste. Nel documento si riportano anche i nomi dei responsabili da contattare per comunicare la propria intenzione di arruolarsi, divisi per area di competenza. A fine novembre , il generale Riad Jalal Tawfiq, comandante delle forze di terra dell'esercito iracheno impegnate nella riconquista di Mosul, aveva confermato che le Unità di Protezione armata organizzate su base confessionale, compresi i gruppi composti da cristiani siri e assiri, sarebbero state coinvolte ufficialmente nel sistema di sicurezza e autodifesa delle zone della Piana di Ninive già sottratte ai jihadisti dello Stato Islamico . Il generale iracheno aveva aggiunto che le milizie locali costituitesi su base tribale o etnico-confessionale avranno un ruolo di primo piano anche nella gestione dell'accoglienza e della fornitura di cibo e beni di prima necessità ai profughi che faranno ritorno alle proprie case. .

AFRICA/BURUNDI - “Solo piccoli passi verso la riconciliazione” lamentano i Vescovi

Bujumbura - “Apprezziamo i passi effettuati e ringraziamo coloro che vi hanno contribuito” affermano i Vescovi del Burundi nella loro Lettera pastorale pubblicata per la chiusura dell’Anno Santo della Misericordia. “All’apertura dell’Anno giubilare avevamo auspicato che quest’Anno fosse per i burundesi un’opportunità di riconciliazione, perché i contendenti si sedessero, si dicessero la verità in un dialogo franco che permettesse di risolvere i problemi del Paese, in modo tale che i burundesi possano vivere nella pace e nella sicurezza” spiega il messaggio che è pervenuto all’Agenzia Fides.“Ci sono ancora tanti fratelli e sorelle che sono rifugiati al di fuori del Paese” ricordano i Vescovi. “Nonostante abbiano sentito il nostro appello, non osano rientrare perché non si sentono rassicurati. Non c’è qualcosa da correggere perché si sentano sicuri ?” sottolinea il messaggio.I Vescovi lamentano che quanti sono rimasti nel Paese “diffidano gli uni degli altri, e sembra che si spiino reciprocamente, avendo paura di dire la verità a voce alta, non si ha più fiducia del proprio vicino, proprio quando invece è il momento di dire la verità e di accogliere la verità che salva e riconcilia”.La crisi politica burundese risale all’aprile 2015, quando il Presidente Pierre Nkurunziza annunciò la decisione di ripresentarsi alle elezioni per un terzo mandato, in violazione della Costituzione e degli accordi di pace di Arusha. La rielezione di Nkurunziza, nel luglio dello stesso anno, ha aggravato la situazione con omicidi e sparizioni di persone legate all’opposizione e la comparsa di gruppi di guerriglia anti Nkurunziza. Le violenze hanno finora provocato 500 morti e spinto alla fuga nei Paesi limitrofi circa 300.000 persone.

ASIA/COREA DEL SUD - Crisi politica: anche i cattolici per le dimissioni della presidente Park

Seul - La tensione politica in Corea del Sud è alle stelle, per una grave crisi che sta scuotendo il paese alle fondamenta. Da oltre un mese si susseguono imponenti manifestazioni di piazza a Seul e nelle altre principali città coreane per chiedere le dimissioni della Presidente Park Geun-hye. La donna, eletta nel 2012, è al centro di uno scandalo e di una massiccia protesta popolare per la sua controversa relazione con Choi Soon-sil, figlia di un leader di un culto sciamanico. Secondo quanto emerso, negli ultimi anni sono stati i riti sciamanici a orientare la politica nazionale e scelte decisive della nazione. La Presidente è stata manipolata dalla santona Choi Soon-sil che ha usato questa influenza per controllare gli affari di stato e nel contempo per arricchirsi, pilotando contributi dei grandi gruppi industriali a fondazioni da lei controllate. Choi Soon-sil è oggi agli arresti per frode e abuso di potere. Dopo oltre un mese di manifestazioni, il Parlamento sudcoreano si prepara a votare il prossimo 9 dicembre una mozione di impeachment della Presidente Park che, secondo i sondaggi, ha un consenso popolare crollato al 4%, trascinando verso il basso anche il partito conservatore Saenuri, cui appartiene. Di fronte a questa mozione, la Park ha dato la disponibilità a dimettersi entro aprile 2017, anno in cui sono comunque previste le elezioni presidenziali . Nelle grandi manifestazioni di strada, che hanno coinvolto milioni di persone, anche i fedeli cattolici sono stati presenti, partecipando in tutte le diocesi. "La Presidente si è dimostrata inadeguata e incapace di governare. Non ha saputo dare una direzione al paese. La richiesta di dimissioni è del tutto condivisibile, per il bene della nazione”, dichiara a Fides il Vescovo Peter Kang che guida la diocesi di Cheju. Nella stessa diocesi, la Commissione Giustizia e Pace ha organizzato una manifestazione criticando la Park per aver fallito nell'amministrare bene la nazione.Nei giorni scorsoi, durante una messa, anche il Vescovo ausiliare di Gwangju, Simon Ok Hyun-jin, ha invitato i fedeli a partecipare ai cortei pacifici, mentre il Vescovo Vincent Ri Pyung-ho, in una messa nella sua diocesi di Jeonju, ha invocato il "restauro di un reale democrazia", notando che "tutta la popolazione di ogni ceto sociale invoca le dimissioni". Come appreso da Fides, iniziative simili, con i fedeli impegnati nella protesta, si sono tenute nelle diocesi di Daejeon, Masan, Seul, Uijeongbu e Suwon.

AMERICA/MESSICO - Aumentano i migranti, Mons. Lira invita tutti a lavorare insieme per accoglierli

Matamoros – “Senza dubbio questo fenomeno si presenta di più qui al confine, dove vediamo aumentare le espulsioni o anche l’emigrazione di quanti vengono dall'America Centrale, spinti dall'insicurezza o dalla povertà in cui vivono in questi paesi” ha detto Sua Ecc. Mons. Eugenio Andrés Lira Rugarcía, Vescovo di Matamoros, dinanzi all'aumento dei migranti al confine e nella città di frontiera. "La sfida principale per le autorità di Matamoros è di avere le risorse necessarie per fare fronte alle possibili espulsioni di massa che potrebbero sorgere" ha aggiunto.La nota inviata a Fides segnala che la diocesi di Matamoros sta lavorando duramente con due case per migranti e un centro di informazioni. Il Vescovo ha sottolineato che la sfida principale per i prossimi mesi è di verificare risorse e spazi che devono servire per accogliere la comunità degli espulsi che potrebbe arrivare in questa città di confine. "C'è bisogno di più sforzi, di lavorare insieme con le autorità, tutti, la società civile, le organizzazioni religiose e altri che vogliono aiutare, cercando il bene dei migranti e delle loro famiglie" conclude la nota.Matamoros, nello stato di Tamaulipas, è la frontiera estrema verso l’Oceano atlantico. Secondo informazioni diffuse dalla stampa locale, anche questa città di frontiera si prepara a gestire un flusso considerevole di persone che dovranno rientrare in Messico nelle prossime settimane.

ASIA/INDIA - Non si ferma lo sfruttamento dei minori nelle peggiori forme di lavoro

New Delhi – In India sono più di 200 mila i bambini che vengono sfruttati in condizioni del tutto precarie nel mondo del lavoro dell’industria manifatturiera. Costretti a lavorare, privati dell’istruzione e delle loro necessità di base, questi piccoli subiscono le conseguenze di una società che li guarda con indifferenza. Per dare visibilità in tutto il mondo a questa drammatica situazione è stata lanciata la campagna “Child in a Box”. Si tratta di scatole che nella loro parte superiore presentano l’immagine di un bambino felice ma, nel momento in cui si aprono, appaiono le condizioni disumane dei piccoli sfruttati. Secondo le notizie pervenute a Fides, le scatole sono state messe in vendite in diverse località del Paese e il denaro raccolto sarà destinato al miglioramento delle condizioni di vita di queste giovani vittime. Nell’Asia meridionale si registrano i peggiori indici di sfruttamento lavorativo dei minori, con oltre 100 milioni di bambini trattati come bestie da soma.

AMERICA/CILE - “Le porte della Chiesa sono aperte per accogliere e condividere la ricchezza delle culture diverse” afferma il Card. Ezzati

Santiago – Domenica scorsa, 4 dicembre, un gruppo di cittadini haitiani ha ricevuto il sacramento della Cresima nella parrocchia di San Saturnino a Santiago del Cile, e in questa circostanza l'Arcivescovo di Santiago, il Card. Ricardo Ezzati, che ha presieduto il rito, ha preso le difese degli immigrati.Secondo la nota inviata a Fides da una fonte locale, proprio la settimana scorsa si è accesa una discussione sulla politica delle immigrazioni in Cile. A questo riguardo il Cardinale ha detto che "la Chiesa di Santiago, attraverso l'Istituto Cattolico Cileno di Migrazione e molti sacerdoti che accompagnano i tanti fratelli stranieri, vive una particolare esperienza, perché le porte sono aperte per accogliere, integrare e condividere la ricchezza che hanno queste culture diverse".Durante il rito, presieduto dal Card. Ezzati e dal parroco di San Saturnino, padre Juan Carlos Cortez, hanno ricevuto la Cresima 15 haitiani, otto dei quali hanno ricevuto anche il Battesimo."Il Signore viene nella nostra vita in ogni momento della nostra esistenza, in un modo molto particolare per questi fratelli che sono qui a ricevere il sacramento della Cresima. Il Signore entra nella loro storia perché sono uomini e donne di fede, quando aprono le porte a Dio" ha detto il Card. Ezzati.Secondo la parrocchia di San Saturnino, negli ultimi due anni sono arrivati in Cile più di 45 mila cittadini haitiani. Di questi 450 sono stati accolti nella comunità e partecipano alle attività di formazione , catechesi, aiuto sociale, solidarietà e laboratori per apprendere un mestiere.Una inchiesta pubblicata da un giornale nazionale ha riportato che l’85% dei cileni vuole l'espulsione degli immigrati con problemi legali e il 75% considera necessario imporre restrizioni all’immigrazione. Il governo ha avviato il dibattito politico sul tema negli ultimi giorni, in vista di una revisione della legge sull’immigrazione.

ASIA - Le famiglie cattoliche in Asia, in missione di misericordia e compassione

Colombo - Le famiglie cattoliche in Asia sono luoghi dove si vive e si trasmette al prossimo la misericordia e la compassione: è questo il concetto-chiave attono a cui si è snodata la riflessione dell’assemblea plenaria della "Federazione delle Conferenza Episcopali dell'Asia" tenutasi nei giorni scorsi a Negombo , in Sri Lanka, e conclusasi ieri, 4 dicembre. I Vescovi del continente si sono confrontati sul tema "La famiglia cattolica in Asia: una Chiesa dei poveri in missione di misericordia". Come appreso da Fides, a conclusione dell'assise, tutte le famiglie asiatiche sono state consacrate alla "Sacra Famglia di Nazareth, modello e fonte di ispirazione. E' stato il Cardinale Orlando Quevedo, Arcivescovo di Cotabato , a recitare la preghiera di consacrazione, durante l’Eucarestia conclusiva, tenutasi nella cattedrale di Colombo e presieduta dal Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo di Bombay e presidente FABC. Alla messa hanno preso parte oltre tremila fedeli. La preghiera di consacrazione ricorda che "la vita della Sacra Famiglia si è svolta in Asia" e essa rappresenta oggi "l'esempio di un santuario dell'amore e della vita, un Vangelo vivente, l'icona della misericordia e della compassione di Dio"."O Santa Famiglia di Nazareth, consacriamo a te oggi le famiglie cattoliche in Asia, in mezzo alle difficoltà che si trovano ad affrontare quotidianamente", recita la preghiera conclusiva, "perchè le famiglie cattoliche in Asia nel loro cammino possano diventare, in parole e opere, piccole chiese domestiche, in una missione di misericordia e di compassione". Come ha rimarcato il Cardinale filippino Luis Antonio Tagle, Arcivescovo di Manila, le famiglie sono chiamate "a seguire l'esempio di San Francesco Saverio per annunciare il Vangelo ai poveri in tutto il mondo”. Ogni battezzato, pur nella sua vulnerabilità è "un missionario di misericordia" ha detto il Cardinale. Nella missione della Chiesa, ha rilevato "la strada è il dialogo e non la conquista".

AFRICA/GAMBIA - Il Presidente eletto Barrow per la riconciliazione nazionale, sconfitto Jammeh da 22 anni al potere

Banjul - Il Presidente del Gambia, Yahya Jammeh, cederà il potere a gennaio, dopo aver perso le elezioni del 1°dicembre, vinte da Adama Barrow. Con il loro voto, gli elettori hanno posto fine in modo democratico a 22 anni di governo di Jammeh, che aveva conquistato il potere con un golpe nel 1994 ed era stato rieletto tre volte di seguito. Jammeh ha comunque riconosciuto la sconfitta. Barrow ha già iniziato le consultazioni per la formazione del nuovo governo ed ha incontrato il rappresentante speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Africa dell’Ovest e Sahel, Mohamed Ibn Chambas.Il primo punto all’ordine del giorno del nuovo Presidente è la liberazione dei prigioni politici e degli oppositori di Jammeh. Barrow ha lodato quest’ultimo per aver riconosciuto la sconfitta, “un fatto non sempre usuale in Africa”. Il Presidente eletto ha inoltre dichiarato che Jammeh potrà continuare a vivere nel Paese come un cittadino ordinario e che non vuole “condurre una caccia alle streghe”, aprendo la strada alla riconciliazione nazionale. Il Gambia ha una popolazione di 1.929.000 abitanti, di cui 43.000 cattolici.

AFRICA/CONGO RD - Crisi politica: “Un compromesso è possibile ma occorre la buona volontà di tutti” affermano i Vescovi

Kinshasa - “Un compromesso politico è ancora possibile, se le parti coinvolte si impegnano e danno prova di buona volontà. Restiamo disponibili ad offrire i nostri buoni uffici” afferma un comunicato della CENCO inviato all’Agenzia Fides. Il comunicato, firmato da S.E. Mons. Marcel Utembi Tapa, Arcivescovo di Kisangani e Presidente della CENCO, e da Mons. Fridolin Ambongo Besengu, Arcivescovo eletto di Mbandaka-Bikoro, Amministratore Apostolico di Bokungu-Ikela e Vice Presidente della CENCO, fa il punto sulla mediazione tra maggioranza e opposizione richiesta ai Vescovi dal Presidente Joseph Kabila e sostenuta dalla comunità internazionale.I Vescovi affermano che il lavoro di mediazione ha permesso “di rilevare che ci sono diversi punti di convergenza tra le parti” ma che rimangono divergenze importanti sui seguenti argomenti: rispetto della Costituzione e sue implicazioni con la crisi attuale; calendario elettorale; finanziamento delle elezioni; indipendenza della Commissione Elettorale Indipendente e del Consiglio Superiore dei mezzi audiovisivi congolesi; funzionamento delle istituzione durante il periodo di transizione.La CENCO media tra maggioranza e opposizione per stabilire date e procedure per le elezioni presidenziali, che dovevano tenersi entro dicembre 2016 alla scadenza del secondo e ultimo mandato di Kabila, e per decidere il governo provvisorio che dovrà governare il Paese fino alle elezioni.

AMERICA/HONDURAS - Evitare gli sprechi e vivere del necessario, soprattutto a Natale

Tegucigalpa – “Evitare gli sprechi e vivere del necessario soprattutto nel periodo di Natale, quando tanta gente sperpera denaro anche per il superfluo”: è l’appello lanciato agli honduregni dal Card. Óscar Andrés Rodríguez, Arcivescovo di Tegucigalpa. Nel corso della messa domenicale nella Cattedrale della città, il Cardinale ha anche lamentato “tanto odio e senso di sfida nella società” e ha invitato tutti ad un rinnovamento spirituale. “Abbiamo bisogno che la nostra vita cambi e si trasformi, abbandonando alcuni atteggiamenti, comportamenti e modificando il nostro modo di vivere”. Il Card. Rodrìguez ha sottolineato il fatto che il mondo continui ad essere “immerso nelle sue contraddizioni, violando e ignorando la giustizia, la pace e la fratellanza tra gli esseri umani”.

AMERICA/PARAGUAY - “Gli indigeni soffrono indifferenza, incomprensione e mancanza di rispetto dei loro diritti” denuncia Mons. Alfert

Caacupé – Alla Messa di ieri, domenica 4 dicembre, nella Basilica di Caacupé, il Vescovo del Vicariato Apostolico di Pilcomayo, Sua Ecc. Mons. Lucio Alfert, O.M.I. ha criticato il trattamento riservato agli indigeni del Paraguay. Ha esortato i giovani ad essere la speranza per i gruppi etnici e quindi a mettere fine all'ingiustizia,alla disuguaglianza e al rifiuto verso questo settore della popolazione. "Dio ci ha creati tutti in modo diverso ma con la stessa dignità" ha sottolineato Mons. Alfert durante l'omelia, e ha aggiunto: “siamo chiamati a vivere fraternamente in una società multietnica e multiculturale".Secondo le informazioni perveniute a Fides, alla celebrazione hanno partecipato circa 2.500 indigeni provenienti da diverse parti del paese, per lo più dal Chaco. Per questo motivo una lettura della Messa e la preghiera dei fedeli sono stati letti in nivaclé, la lingua nativa del Paraguay.Il Vescovo ha lamentato che "per la società essere diverso ‘è sbagliato’. Questo genera il rifiuto, lo scherno e la mancanza di rispetto dei diritti fondamentali delle comunità indigene" ha ribadito."Il vero problema dei paraguaiani è l'ignoranza delle diverse culture. Tra di noi, gli indigeni sono quelli che soffrono di più l'indifferenza, l'incomprensione, sono cacciati dalle loro terre, non sono rispettati i loro diritti" ha detto. Ha quindi aspramente condannato politici e trafficanti di droga che fanno uso delle terre ancestrali per le loro particolari finalità, abusando di quanti vi abitano."Non sarà facile sognare una nuova patria, se ci sono persone con troppo potere; spero solo che costoro ascoltino San Giovanni Batista, che definisce queste persone come razza di vipere" ha concluso il Vescovo.

OCEANIA - Il card. Ribat: “La Chiesa in Oceania ha fede, ma le popolazioni sono in pericolo”

Colombo – “La Chiesa in Oceania è vibrante nella fede. Nel complesso siamo una Chiesa giovane con comunità per lo più vivaci e dinamiche a livello pastorale e sociale. Il nostro impegno è la formazione permanente per i nostri fedeli. Dobbiamo ringraziare le Chiese dell’Asia, che ci hanno inviato missionari. Ma oggi siamo preoccupati per la condizione sociale delle nostre popolazioni, colpite dai cambiamenti climatici”: lo dice a Fides il card. John Ribat, primo cardinale della Papua Nuova Guinea, crcivescovo di Port Moresby, che ha partecipato all’undicesima assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia , tenutasi a Negombo in Sri Lanka. Il cardinale ha preso parte al meeting in qualità di presidente della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Oceania , che comprende Australia, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone, Fiji e 17 altre piccole nazioni del Pacifico. Complessivamente rappresenta 84 diocesi di 21 paesi, con diverse caratteristiche culturali, economiche e religiose, molti a maggioranza cristiana. “Colgo l'occasione per ringraziare i vescovi asiatici per l'invio di missionari nella nostra regione” nota Ribat. “La maggior parte dei nostri missionari attualmente provengono da paesi dell'Asia come l'India, Filippine, Indonesia e Vietnam”. Il 59enne arcivescovo racconta a Fides che in Oceania sono da poco terminate le celebrazioni per il 50° anniversario di fondazione di alcune diocesi in Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, e “la crescita della Chiesa locale è stata possibile grazie al sostegno fraterno delle Chiese asiatiche”. Il card. Ribat è membro dei Missionari del Sacro Cuore, congregazione fondata nel 1854 da padre Jules Chevalier a Issoudun, in Francia.Spostando lo sguardo sulle questioni attuali, il cardinale rimarca a Fides: “Oggi una questione importante per le popolazioni dell’Oceania è quella dei cambiamenti climatici. Anche se non siamo noi i responsabili di questo problema, ne siamo fortemente colpiti” lamenta. Gli effetti negativi, spiega, includono l'aumento del livello del mare, l'acidificazione degli oceani, piogge in periodi insoliti, tutti fenomeni che danneggiano gravemente le comunità di pescatori e agricoltori della regione. “In alcuni casi, intere regioni e nazioni sono minacciate dall’indiscutibile innalzamento del livello dei mari. Ad esempio questo riguarda le isole Carteret, le isole Fead, Kiribati, le isole Marshall, le isole Mortlock, le isole Nukumanu, le isole Tokelau e Tuvalu”, ricorda.La vita e la condizione sociale delle popolazioni indigene dell'Oceania destano forte preoccupazione nel card. John Ribat: “Colpiti da continue inondazioni e siccità, le popolazioni hanno notevolmente ridotto la capacità produttiva dei terreni e i nativi sono spesso costretti a fuggire”, rileva, alimentando un fenomeno migratorio poco noto ma che tocca gli abitanti del continente.

AMERICA/VENEZUELA - Prima messa del neo Cardinale Porras a Mérida: un punto di riferimento per molti

Mérida – Il neo Cardinale venezuelano, Baltazar Enrique Porras Cardozo, ha celebrato ieri la prima Messa da Cardinale nella sua arcidiocesi di Mérida, cui hanno partecipato migliaia di fedeli provenienti dallo stato di Mérida e da altre città del paese. Secondo le informazioni pervenute a Fides, i concelebranti principali erano il Nunzio apostolico in Venezuela, l'Arcivescovo Aldo Giordano, e il Vescovo ausiliare di Caracas, Sua Ecc. Mons. Trino Fernández, in rappresentanza dell'Arcivescovo di Caracas, il Card. Jorge Urosa Savino, assente per motivi di salute. Inoltre erano presenti Vescovi, sacerdoti, seminaristi e religiosi venezuelani.Nell'omelia, pronunciata da Mons. Fernandez, il Vescovo ha parlato della forza e del coraggio del Card. Porras in tempi difficili come quelli che vive la democrazia venezuelana, e ha sottolineato il lavoro pastorale svolto durante tutto il suo ministero sacerdotale e come difensore dei bisognosi, diventando un punto di riferimento per molti nella Chiesa cattolica.Rivolgendosi ai presenti, Mons. Trino Fernández ha affermato la necessità di essere uniti dinanzi ai problemi del paese: "Dobbiamo fare insieme tutte le cose, in modo di continuare a prepararci ad affrontare le situazioni della vita. Non lasciamoci trasportare da qualsiasi messaggio o racconto di fantasia. Dal momento che abbiamo la fede, dobbiamo ricordare che siamo stati costruiti sulla pietra e non sulla sabbia, al fine di servire i più poveri".La Messa è stata celebrata ieri, domenica 4 dicembre, nello stadio Rincón Gutiérrez della Universidad de los Andes. Oltre a chiudere il Giubileo della Misericordia, la celebrazione ha anche aperto il duplice Giubileo per celebrare i 50 anni di ordinazione sacerdotale del neo Cardinale e i suoi 25 anni di servizio alla Chiesa di Mérida .

AFRICA/MADAGASCAR - Educare alla vita e all’amore: un centro nella diocesi di Fianarantsoa

Fianarantsoa – “Dal 2013 la diocesi di Fianarantsoa gestisce il Centro E.V.A. , il cui motto è ‘Proteggere la vita - Promuovere l’Amore’. Lo racconta a Fides padre Albert Rainiherinoro, M.I. “Il centro - continua p. Albert - è uno strumento al servizio della vita e della famiglia. Accoglienza, ascolto, consulenze e accompagnamento, formazione, informazione, materiali audiovisivi, libri e riviste: questi i servizi offerti. Inoltre a disposizione degli utenti ci sono una decina di volontari laici e un sacerdote. Il team risponde anche alle richieste esterne provenienti da varie strutture interessate ai temi dell’E.V.A. come scuole, parrocchie, prigioni, ecc. Vista la crescente richiesta di formazione, quest’anno abbiamo voluto organizzare due sessioni di formazione per i formatori. Tra i temi affrontati: cosa è l’E.V.A., la famiglia secondo la Dottrina sociale della Chiesa, fondamenti filosofici relativi alla famiglia, la concezione malgascia e la spiritualità della famiglia, la sessualità, comunicazione in famiglia, i metodi naturali di regolarizzazione della nascita. Alla fine del loro percorso formativo, i partecipanti al corso rinforzeranno il team del Centro, pur continuando la loro formazione permanente aggiornandosi sulle tematiche dell’E.V.A.” conclude il missionario camilliano.

VATICANO - Il Card. Filoni: San Francesco Saverio è all’origine della missionarietà moderna

Roma – “Francesco Saverio è all’origine di quella missionarietà moderna che si apriva ai nuovi mondi e che si andava affermando nel corso dei secoli XV e XVI” ha evidenziato il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni, durante la Messa che ha presieduto la sera di sabato 3 dicembre nella chiesa romana del Gesù, nella festa del Santo Patrono delle Missioni.Nel 1506, quando nacque Francesco Saverio, erano passati quattordici anni dalla scoperta dell’America e otto dall’apertura delle rotte verso le Indie Orientali. “Si era, cioè, agli albori di quel secolo che avrebbe indotto la Sede Apostolica a occuparsi dell’evangelizzazione a Occidente, a Oriente e a Sud dell’Europa” ha ricordato il Cardinale, anche se poi, si dovrà attendere il 1599, alcuni decenni dopo la sua morte, per vedere la struttura antesignana della Congregazione di Propaganda Fide. “Le sue lettere, le sue relazioni e le sue gesta avevano avuto tanto rilievo in Europa da obbligare i Papi del tempo a manifestare ogni attenzione non solo nel finanziare i viaggi apostolici dei missionari, ma ad assumere l’iniziativa missionaria”.“Francesco Saverio si può effettivamente ritenere l’uomo che fu preso totalmente dalla grazia dello Spirito Santo per una missione” ha detto il Card. Filoni, ma “anche oggi il compito di evangelizzare è sempre urgente davanti a noi”. Seguendo le tracce di Paolo di Tarso e di Francesco Saverio, un immenso stuolo di missionari in questi secoli si sono succeduti nel portare il Vangelo in tutti i continenti, ed ancora oggi “la sfida missionaria ci spinge ad accogliere, con intima adesione, l'invito di Papa Francesco nell’essere una Chiesa in uscita, una comunità missionaria che sempre prende l’iniziativa per raggiungere tutti i popoli”. Sfida che appartiene a tutti i battezzati, compito affidato dal Signore risorto a tutta la sua Chiesa.Quindi il Prefetto del Dicastero Missionario ha accomunato Francesco Saverio, “il grande e straordinario viaggiatore missionario”, Teresa di Gesù Bambino, “la grande mistica di clausura sempre spiritualmente proiettata all’annuncio del Vangelo” e Paolina Jaricot, la giovane laica fondatrice dell’Opera della Propagazione della Fede, che, attraverso la Catena del Rosario e la raccolta delle offerte tra le operaie della fabbrica in cui lavorava, rendeva quelle giovani donne partecipi dell’opera missionaria. “Tre personalità, diverse e così profondamente amanti della missionarietà – ha messo in evidenza -, zelanti nel sostegno spirituale e materiale, assillate dal desiderio che Gesù Cristo fosse portato, conosciuto e amato da tutti gli uomini e da tutte le donne; tre personalità in cui troviamo come la sintesi, di tutto il Popolo di Dio che si slancia nell’annunzio del Vangelo”.Nella parte conclusiva dell’omelia, il Card. Filoni ha messo ancora in rilievo che “la missionarietà della Chiesa porta in sé la gioia dell’annunzio del Vangelo, il quale non è un bel libro di filosofia o di racconti edificanti, ma è l’incontro con Cristo; la missionarietà è portare, andare incontro a Cristo Signore”. Link correlati :Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in italiano

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