Derniers flash de l'agence Fides

AMERICA/ARGENTINA - Indetto il V Congresso Missionario nazionale: “Argentina in missione, il Vangelo è gioia!”

Buenos Aires – “Argentina in missione, il Vangelo è gioia!” è il tema del V Congresso Missionario Nazionale indetto dalla Conferenza Episcopale Argentina al termine della sua Assemblea Plenaria che si è svolta questa settimana . Il Congresso si terrà nella diocesi di Neuquén, dal 25 al 27 novembre 2017, e servirà anche come preparazione al 5º Congresso Missionario Americano previsto in Bolivia nel 2018.Nel testo della convocazione del Congresso, pervenuto a Fides, i Vescovi argentini ricordano quanto affermato negli Orientamenti pastorali per il triennio 2015-2017: “la missione deve ispirare l’impegno evangelizzatore della Chiesa nella prospettiva di una ‘conversione pastorale’ in modo che tutte le sue azioni diventino più missionarie”. Il Congresso viene quindi indetto “con l’obiettivo di animare la dimensione missionaria di tutta la Chiesa in Argentina”, per questo sono invitate a partecipare in modo particolare le équipes di pastorale missionaria delle diocesi e delle congregazioni religiose impegnate in questo campo.La Commissione Episcopale delle Missioni, attraverso la Commissione nazionale delle Missioni e le Pontificie Opere Missionarie, avrà l’incarico di promuovere e coordinare il Congresso.

EUROPA/SPAGNA - “Senza acqua e senza pane”, un racconto per bambini sui rifugiati

Madrid – E’ in uscita un racconto che narra il dramma dei rifugiati, cui parte dei proventi andrà devoluta ad Amnesty International. Si tratta di Sin agua y sin pan . Un filo spinato divide i personaggi in due mondi. Insieme, ma separati. Gli adulti di entrambi i lati non sono disposti a condividere il cibo con i rispettivi vicini. “Perchè sono così i nostri genitori?” si domandano i bambini quando gli adulti dormono. I piccoli tra di loro si scambiano acqua, pane, giocano a palla nonostante il divisorio. “I bambini non capiscono il comportamento dei genitori. Loro vedono la realtà in modo diverso, ai loro occhi è tutto molto più semplice” spiega in una nota l’autore del libro.

EUROPA/ROMANIA - Da 25 anni gli Orionini tra i più fragili e gli ultimi della Romania

Bucarest - Era il 1991 quando arrivarono a Bucarest i primi religiosi di Don Orione . La loro attività fu subito rivolta ai più fragili e agli ultimi, ma anche al sostegno spirituale della numerosa comunità italiana. L’Opera Don Orione festeggia quindi quest’anno il 25° anniversario dell’arrivo dei primi missionari orionini nel paese dell’Est. Sin dal 1994 don Belisario Lazzarin si impegnò a favore dei ragazzi di strada della capitale rumena, ma anche a sostegno degli anziani soli e privi di risorse.Secondo la nota pervenuta a Fides, oggi la Congregazione orionina è presente a Bucarest, Voluntari, Oradea e Iasi. Le attività che porta avanti sono molteplici, secondo il carisma di San Luigi Orione: una casa famiglia per ragazze orfane e l’attività pastorale per gli italiani della capitale rumena e dintorni; una casa di riposo, un centro per bambini e giovani con disabilità e un centro diurno per bambini autistici a Voluntari; la parrocchia “Tutti i Santi” e la scuola “S. Luigi Orione” a Oradea; un seminario, una scuola materna e un centro specializzato per il recupero degli alcoolisti a Iasi.

AFRICA/CENTRAFRICA - Sicurezza sempre più precaria mentre la popolazione critica i Caschi Blu dell’ONU

Bangui - “La situazione della sicurezza è grave al di fuori della capitale, come dimostrato dall’attacco al sito degli sfollati di Kaga Bandoro del 12 ottobre” dicono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa da Bangui, capitale della Repubblica Centrafricana. “Nell’assalto al campo di sfollati che si trovava nell’area della Cattedrale, ufficialmente sono morte 37 persone, però i deputati di quella zona affermano che i morti sono più di 200” dicono le nostre fonti che hanno chiesto l’anonimato per ragioni di sicurezza.Responsabili del massacro sono i ribelli Seleka che “hanno attaccato alcuni quartieri della cittadina per poi concentrare il loro attacco contro il campo di rifugiati che è stato dato alle fiamme. Alcune persone sono morte bruciate vive sia nel campo profughi che nelle case. Altre persone sono state giustiziate massacrate a colpi di machete o di fucile, dopo averle costrette ad inginocchiarsi. Un bambino è stato ucciso e il suo corpo gettato in un pozzo. Tra le vittime vi sono alcuni insegnanti e il direttore del centro pedagogico regionale”.“La cosa stupefacente è che il massacro è stato commesso a pochi passi da una postazione militare della MINUSCA e questi non hanno fatto nulla per difendere i civili” affermano le nostre fonti. “Dei testimoni dicono che i Caschi Blu pachistani avrebbero ceduto delle munizioni ai ribelli quando questi avevano finito le loro scorte, però non c’è alcuna inchiesta quindi non si può sapere se questo sia vero o no”.Dopo l’attacco a Kaga Bandoro ne sono seguiti altri, su scala minore, in altre aree del Paese. “L’insicurezza è molto diffusa. Da settembre la società civile chiede la convocazione di una tavola rotonda con il governo e la MINUSCA per affrontare la questione. ONU e autorità di Bangui continuano infatti a rimpallarsi le responsabilità della situazione, mentre Presidente, governo, parlamento e MINUSCA tacciono. A questo punto le organizzazioni della società civile hanno avviato la raccolta di firme per una petizione per chiedere la fine dell’embargo delle vendita di armi alle legittime forze di sicurezza centrafricane e il ritiro della MINUSCA. Il primo giorno sono state raccolte 2000 firme, seguite da tante altre. Il 24 ottobre è stata dichiarata una giornata di protesta, di “città morta”, per manifestare l’insofferenza della popolazione per questo stillicidio di violenze alle quali la MINUSCA non è in grado di far fronte. La gente ha risposto in massa all’appello e Bangui era completamente bloccata. Le manifestazioni sono state pacifiche ma i Caschi Blu hanno sparato con le mitragliatrici degli autoblindo prima in aria poi ad altezza d’uomo, uccidendo almeno sei persone”.Le autorità hanno arrestato i due leader che hanno indetto la protesta, Gervais Lakosso, coordinatore del Groupe de Travail de la Société Civile e Marcel Mokwapi, Presidente dei Consommateurs Centrafricains, accusandoli di aver tentato un colpo di Stato. “Una cosa falsa” secondo le nostre fonti.Nel frattempo nei territori sotto controllo dei Seleka è apparsa la bandiera della nuova Repubblica del Logone. “Ci si chiede se vi sono dei piani per dividere il Paese. Lo spostamento delle popolazioni musulmane da Bangui al nord, ed ora, dopo il massacro del 12 ottobre, dei cristiani da Kaga Bandoro a Bangui, sembra finalizzato a questo. Ci chiediamo quali sia il ruolo delle truppe francesi e dell’ONU che hanno operato questi spostamenti” concludono le nostre fonti.

ASIA/YEMEN - Morti 10 mila bambini a causa di malattie prevenibili

Sana’a – Continua ad aggravarsi la crisi umanitaria nello Yemen. Da quando lo scorso mese di marzo sono ripresi i combattimenti sono morti almeno 10 mila bambini di età inferiore a 5 anni a causa di malattie prevenibili. Il tasso di malnutrizione continua a crescere e attualmente ci sono oltre 2 milioni di yemeniti malnutriti, compresi 370 mila bambini. Le Nazioni Unite hanno dichiarato che la crisi umanitaria nel Paese sta aumentando e l’80% della popolazione ha urgente bisogno di generi alimentari.

ASIA/SIRIA - Denuncia dei cristiani: Partito curdo impone un censimento per manipolare gli equilibri demografici nell'area siriana di Hassakè

Qamishli – Gli apparati e i funzionari del Partito curdo dell'Unione democratica , e della sua ala militare YPG , radicati nelle regioni nord-orientali della Siria, a maggioranza curda, stanno realizzando un censimento sulla popolazione nell'area della provincia siriana di Hassakè, con l'intento di utilizzare anche questa raccolta dati all'interno della loro strategia tesa a modificare a loro vantaggio gli equilibri demografici tra le diverse componenti etniche e religiose della regione. La denuncia arriva da organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti delle minoranze locali, a cominciare da Assyrian Monitor for Human Rights. I resoconti pervenuti all'Agenzia Fides riferiscono che il censimento, iniziato la scorsa settimana, ha provocato reazioni di protesta da parte della popolazione locale, e in alcune situazioni, come quella della città di Qamishli, l'amministrazione locale a guida curda ha imposto addirittura il coprifuoco in alcune ore della giornata per procedere alla raccolta dei dati demografici casa per casa. Le preoccupazioni per la scelta di realizzare un censimento che appare privo di qualsiasi legittimità legale, realizzato fuori dagli standard internazionali relativi a questo tipo di pratica amministrativa, vengono espresse soprattutto da esponenti delle comunità cristiane – in particolare siri, assiri e caldei – e musulmane, che sottolineano tra l'altro come gli equilibri demografici della regione siano stati radicalmente alterati dalle fughe di massa e dagli spostamenti di rifugiati provocati da cinque anni di conflitto siriano. Le forze politico-militari curde – riferiscono le fonti locali – si comportano come leadership di un'entità politico-statale indipendente, disconoscendo di fatto l'appartenenza della regione di Hassakè allo Stato siriano. Secondo le stesse fonti, anche la maggioranza della popolazione curda non si riconosce nella linea politica del Partito, volta a forzare la mano anche sui dati della composizione demografica dell'area per realizzare, sul piano dei fatti compiuti, le proprie istanze indipendentiste.

AMERICA/STATI UNITI - Mons. Seitz alle comunità di frontiera: “la Chiesa rimarrà al vostro fianco”

El Paso – Dopo l'esito delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti, il Vescovo della diocesi di El Paso , Sua Ecc. Mons. Mark Joseph Seitz, ha inviato un messaggio alla comunità di confine per incoraggiarle a "non avere paura" e per ribadire che "la Chiesa rimarrà al loro fianco"."Faremo tutto quanto è in nostro potere per garantire che le vostre voci siano ascoltate, che siate protetti e che questa nazione mantenga i suoi ideali fondamentali" ha detto il Vescovo Seitz considerando la preoccupazione che regna tra la popolazione latina e in altri gruppi di minoranza.La nota pervenuta a Fides informa che, dopo la vittoria del candidato repubblicano Donald Trump alle elezioni, il Vescovo di El Paso ha voluto rassicurare i fedeli, dal momento che la campagna elettorale dell’attuale Presidente eletto degli Stati Uniti, aveva avuto tra i suoi temi principali la questione dell'immigrazione e le conseguenti espulsioni di massa."Come cattolici abbiamo un’etica coerente di vita. Noi crediamo che tutti, indipendentemente dalla loro fase della vita, dalla nazione di origine, dalla condizione economica o dalla disabilità, meritano l'amore, il rispetto e la cura" ha concluso Mons. Seitz.

ASIA/INDONESIA - Proteste musulmane, l’arcivescovo di Giacarta: la bussola è la legalità

Giacarta – La tensione è ancora alta in Indonesia, dopo l’imponente manifestazione dei gruppi radicali islamici che il 4 novembre hanno portato per le strade di Giacarta oltre centomila persone, che chiedevano di arrestare per blasfemia il governatore cristiano di Giacarta, Basuki Tjahaja Purnama, detto “Ahok”. Proprio nei giorni seguenti i vescovi indonesiani hanno tenuto la loro assemblea generale e non hanno ignorato il delicato momento politico che vive la nazione. Interpellato dall’Agenzia Fides, Ignatius Suharyo, arcivescovo di Giacarta, afferma: “Tutti i vescovi hanno seguito le notizie sulla manifestazione dei gruppi musulmani contro Ahok, sperando e pregando che la protesta non fosse troppo ampia e che soprattutto restasse pacifica e non violenta. Tutti i vescovi ci tengono e pregano per il bene comune della nazione”. La Chiesa ha rimarcato che non può entrare nel merito delle decisioni politiche o giudiziarie e non scende direttamente nell'arena politica, ma “ha una posizione chiara che ribadisce la legalità e i diritti inalienabili dei cittadini”. “Lo Stato deve avere determinate regole per le manifestazioni e i dimostranti si devono attenere alle norme”, ha rilevato mons. Suharyo, che ha voluto suggerire una metafora sportiva. “Come in una partita di calcio, tutti i giocatori sono in campo e giocano secondo date regole. Non si possono utilizzare le regole della pallavolo, nè della boxe, nel campo di calcio”, ha detto. “Il campo di calcio è lo stato unitario della Repubblica di Indonesia, l'arbitro è la polizia, le regole sono la nostra Costituzione o le nostre leggi”, ha spiegato l’Arcivescovo, ribadendo che la bussola, in tale situazione, è “la legalità”.Anche p. Benny Susetyo, oggi segretario del Consiglio nazionale del “Setara Intitute for Democracy and Peace”, noto think-tank con sede a Giacarta, rimarca a Fides che la manifestazione “è iniziata come manifestazione pacifica, poi è stata politicamente strumentalizzata per interessi di alcuni soggetti”. Numerosi osservatori hanno ammesso che il raduno è stato una manovra politica, dato che è appena iniziata la campagna elettorale per eleggere, nel febbraio prossimo, il nuovo governatore di Giacarta.Durante il corteo di protesta i militanti hanno gridato “Vogliamo un governatore musulmano”, "Bruciate Ahok! E’ un infedele”, mentre le due maggiori organizzazioni islamiche indonesiane Nahdlatul Ulama e Muhammadiyah hanno esortato pubblicamente a evitare la manifestazione. Le proteste contro il governatore, accusato di blasfemia, sono montate dopo che un brano di un suo discorso, in cui aveva citato un versetto del Corano, è stato caricato sui social network dal musulmano Buni Yani, docente di comunicazione, che in seguito ha ammesso di averlo tagliato, alterandone del tutto il senso.

AMERICA/PERU’ - Interventi gratuiti per pazienti affetti da palatoschitosi

Puno - Per il nono anno consecutivo i volontari della onlus Operation Smile International hanno programmato una serie di interventi chirurgici nell’Ospedale Regionale Manuel Núñez Butrón della città di Puno. In un comunicato inviato a Fides da Radio Onda Azul, si legge che, negli ultimi 17 anni, sono stati operati gratuitamente oltre 5 mila bambini affetti da labbro leporino. Dopo una attenta selezione e valutazione dei casi secondo gli aspetti di chirurgia plastica, anestesiologia, pediatria, infermeria, terapia del linguaggio, psicologia e odontoiatria, è stato deciso che ogni giorno saranno operati 15 pazienti affetti da labbro leporino e palatoschitosi. Operation Smile International è stata costituita nel 1982, negli Stati Uniti. Migliaia i volontari, provenienti da oltre 80 Paesi nel mondo, hanno finora effettuato gratuitamente più di 240 mila interventi chirurgici, cambiando la vita a migliaia di bambini. Oggi l’obiettivo principale della onlus è anche quello di promuovere e contribuire a realizzare l’autosufficienza medica a livello locale, attraverso il progressivo miglioramento delle infrastrutture sanitarie e la formazione dei medici.

VATICANO - “Dove c’è la croce, c'è Gesù”: il Card. Filoni conclude la visita in Zambia

Lusaka – A conclusione della sua visita pastorale in Zambia, il Card. Fernando Filoni ha celebrato ieri la Santa Messa con le Missionarie della Carità a Lusaka. “Con la canonizzazione di Madre Teresa ancora fresca nella nostra mente e nel cuore – ha detto il Cardinale nell’omelia -, anche noi ringraziamo Dio per le tante benedizioni elargite alla Chiesa in tutto il mondo grazie agli sforzi instancabili delle Missionarie della Carità. Come Prefetto della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, mi congratulo e vi ringrazio per i vostri anni di servizio dedicato alla missione evangelizzatrice della Chiesa”.Commentando il Vangelo del giorno, che riporta le domande poste a Gesù dai farisei sulla venuta del regno di Dio , il Card. Filoni ha sottolineato che “la risposta del Signore: ‘Ecco, il Regno di Dio è in mezzo a voi’, è intimamente collegata al cuore della missione della Chiesa di proclamare la Buona Novella”. Nonostante molti cristiani preferiscano forme più spettacolari, “Gesù ci ricorda oggi che il Regno è veramente presente, anche se è spesso ‘silenzioso, cresce dentro’, e tra ciascuno di noi”.“Il nostro ruolo come missionari è quello di far conoscere il regno e la famiglia di Dio, come si trova nel Vangelo di Gesù Cristo ed è vissuta nella sua Chiesa” ha affermato il Prefetto del Dicastero Missionario, rilevando che il Regno è presente e cresce silenziosamente nella “santità della vita quotidiana”. “L'opera di evangelizzazione ci spinge a mostrare agli altri che il Regno è presente anche ‘nella sofferenza, la croce, le croci quotidiane della vita, la croce del lavoro e della famiglia’, per cui dove c’è la croce, c'è Gesù. E dove c’è Gesù, c'è il Regno in tutta la sua potenza”.“Voi siete state chiamate a identificare e amare Gesù in quelli che hanno più bisogno – ha concluso il Cardinale -, e a contribuire a rendere il Regno presente quando, con calma e pazienza, servite i poveri e i sofferenti… Mie care sorelle, è bello essere con voi oggi, e insieme rinnovare l’impegno per la chiamata ad evangelizzare. ‘Ho sete’ è opportunamente scritto sulle pareti delle cappelle del vostro convento, una memoria certa del profondo desiderio presente nel Cuore di Gesù di riempire anche ciascuno di voi ogni giorno con il suo Amore”. Link correlati :Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in inglese

AMERICA/PARAGUAY - I Vescovi preoccupati per la presenza crescente del narcotraffico nella politica

Luque – I Vescovi del Paraguay, riuniti nella città di Luque per la loro Assemblea ordinaria, hanno discusso vari problemi che affliggono il paese e hanno invitato tutti i paraguaiani e le autorità dello Stato ad esaminare la situazione attuale con particolare riguardo alla presenza del narcotraffico nella politica."Facciamo appello alla popolazione, e in particolare alle autorità, perché riflettano francamente sui vari problemi che abbiamo di fronte in questi tempi moderni" si legge nel comunicato della Conferenza episcopale paraguaiana pubblicato in data 9 novembre.Il documento, pervenuto a Fides, esprime "preoccupazione per la presenza palese e attiva del narcotraffico sempre più crescente nella società e nella sfera politica, che permea, coinvolgendo e cooptando, tutte le famiglie". I Vescovi chiedono "l'urgente salute morale della nazione" che a loro parere, "è compito di tutti". Segnalano che le istituzioni dello Stato del Paraguay sono seriamente compromesse e di conseguenza, lo Stato stesso “si degrada nella sua essenza naturale che è quella di cercare il bene comune e la dignità di ogni persona umana".Il comunicato esprime le prime conclusioni della 213ma Assemblea Plenaria Ordinaria della Cep, che si è aperta lunedì 7 e si chiuderà oggi, venerdì 11 novembre.

AFRICA/CONGO RD - La società civile del Nord Kivu all’ONU: “Potenziate i Caschi Blu per farla finita con i gruppi armati”

Kinshasa - Un attentato contro i Caschi Blu indiani della Missione ONU nella Repubblica Democratica del Congo ha provocato la morte di una bambina di 7 anni e il ferimento di 34 persone. L’esplosione di un ordigno artigianale, composto da chiodi e bulloni, è avvenuto l’8 novembre a Goma, capoluogo del Nord Kivu nell’est della RDC.Tra i feriti ci sono due civili e 32 militari indiani di cui cinque versano in gravi condizioni.In un comunicato inviato all’Agenzia Fides il CEPADHO, un’Ong locale per la difesa dei diritti umani, sottolinea le similitudini tra l’attentato di Goma e quelli perpetrati nella città di Beni agli inizi del 2014, quando l’ADF terrorizzava la popolazione facendo esplodere bombe artigianali.Il CEPADHO si rivolge alla delegazione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU in visita nel Nord Kivu affermando che “la provincia del Nord Kivu, come tutta la regione dei Grandi Laghi, saranno in preda al terrorismo fino a quando l’ONU non deciderà di appoggiare con la forza la RDC per sbarazzarsi di gruppi come l’ADF, le FDLR e i loro alleati”.Il CEPADHO chiede che la delegazione dell’ONU spinga il Consiglio di Sicurezza ad aggiungere altre brigate di pronto intervento a quella già dispiegata nel Nord Kivu. Questa unità è incaricata di appoggiare la MONUSCO nelle operazioni ad alta intensità contro i gruppi di guerriglia presenti nell’area.

ASIA/COREA - Nomina del Vescovo di Incheon

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 10 novembre 2016, ha nominato Vescovo di Incheon Sua Ecc. Mons. John Baptist Jung Shin-chul, finora Vescovo titolare di Cuicul e Ausiliare della medesima diocesi.

ASIA/PAKISTAN - Giustizia per i coniugi cristiani arsi vivi per blasfemia

Lahore - A due anni dal terribile omicidio dei coniugi cristiani Shama and Shahzad, arsi vivi per presunta blasfemia il 4 novembre 2014 a Kot Radha Kishan, nel distretto di Kasur, prosegue la lotta per avere giustizia e punire i colpevoli di quel reato. Riferisce a Fides la cattolica Michelle Chaudhry, presidente della "Cecil Chaudhry & Iris Foundation", organizzazione che oggi si occupa della tutela legale e dell'educazione dei tre figli della coppia, rimasti orfani: "Stiamo andando avanti con la magistratura per assicurare che i responsabili di questo brutale assassinio siano portati davanti alla giustizia. Il governo del Pakistan deve garantire sicurezza e protezione a ogni singolo cittadino pakistano a prescindere dalla fede, come sancito dalla Costituzione".I due coniugi lavoravano come operai una fornace di mattoni. Accusati di blasfemia, sono stati torturati e poi gettati nella fornace da una folla inferocita. L'episodio ha creato un'ondata di orrore in tutto il Pakistan e ha scioccato il mondo intero.Commemorando il secondo anniversario del tragico incidente, Michelle Chaudhry dice a Fides: "Oggi teniamo Shama e Shahzad nel profondo del nostro cuore. Sono due vite innocenti, perse a causa della estrema intolleranza nella nostra società. L'orrore di quel giorno sfortunato rimarrà nei nostri cuori e nelle menti per gli anni a venire. In quella fornace hanno bruciato l'umanità, hanno bruciato gli insegnamenti dell'Islam e hanno bruciato il Pakistan di Ali Jinnah. Nessun risarcimento in denaro può espiare un simile atto estremo di violenza".La Cecil & Iris Chaudhry Foundation ha intrapreso l'impegno di dare una istruzione ai tre figli della coppia, "per portare un cambiamento in meglio nella vita di questi bambini, con la forte convinzione del potere dell'istruzione”, nota la donna. “Dopo due anni, ci dà immensa gratificazione spirituale vedere questi bambini felici e sicuri" conclude.

AMERICA/MESSICO - Gravidanze precoci portano povertà e malattie tra le adolescenti

Mérida – La gravidanza tra le adolescenti rimane uno dei principali fattori che contribuiscono alla mortalità materna e infantile e al circolo di malattia e povertà. E’ quanto dichiarato nel Programma di Salute Materna e Perinatale dei Servizi Sanitari dello Yucatan. Il fenomeno, infatti, comporta ripercussioni sociali ed economiche negative per le ragazze interessate, che sono costrette ad abbandonare la scuola e hanno meno opportunità di trovare un lavoro dignitoso. Da un primo studio realizzato nel 2015 è risultato coinvolto l’ 1,52% della popolazione con meno di 15 anni. Inoltre il 29,77% del totale delle visite perinatali erano donne nella fascia d’età tra 15 e 19 anni. Dal mese di gennaio a settembre di quest’anno c’è stato un aumento dello 0.04%, rispetto all’anno prima, tra le adolescenti con meno di 15 anni che si sono presentate alle visite prenatali; mentre nel gruppo di fascia di età tra 15 e 19 anni è stato registrato un calo dello 0.88% nello stesso periodo. Per cercare di limitare il fenomeno delle gravidanze precoci i Servizi Sanitari dello Yucatan si sono impegnate a realizzare strategie rivolte alla prevenzione e all’assistenza delle adolescenti.

AFRICA/EGITTO - 37 case editrici partecipano alla “Fiera del libro copto”

Il Cairo – Sono 37 le case editrici coinvolte in questi giorni nella “Fiera del libro copto”, in corso fino al 22 novembre presso gli spazi della sala esposizioni nella Cattedrale di San Marco, al Cairo. All'inaugurazione, avvenuta martedì 8 novembre, hanno preso parte tre Vescovi del Patriarcato copto ortodosso, compreso Anba Musa, incaricato delle iniziative pastorali e culturali rivolte ai giovani. La Fiera del libro copto ha raggiunto la sua quarta edizione, e rappresenta un'occasione preziosa per verificare la crescita e il livello delle iniziative editoriali e mediatiche messe in campo dalla Chiesa copta ortodossa. .

AFRICA/KENYA - I Vescovi presentano un manuale anticorruzione al Presidente Kenyatta

Nairobi - “Qualsiasi funzionario sotto inchiesta per corruzione deve farsi da parte anche quando le indagini sono ancora in corso. Si devono fare i processi e coloro che sono stati trovati colpevoli, condannati. La corruzione non è solo un crimine ma anche un male morale” affermano i Vescovi del Kenya nel manuale per combattere la corruzione elaborato dalla Commissione Episcopale Giustizia e Pace che è stato presentato il 2 novembre da una delegazione della Conferenza Episcopale keniana al Presidente Uhuru Kenyatta. La decisione di scrivere il testo, secondo le informazioni pervenute a Fides, è stata dettata dai diversi casi di corruzione che hanno portato allo spreco di fondi pubblici destinati a progetti di sviluppo e sanitari. Con questa iniziativa i Vescovi hanno voluto appoggiare la campagna contro la corruzione avviata dal Presidente Kenyatta, uno dei punti qualificanti del suo programma politico con il quale è stato eletto tre anni fa. Kenyatta ha definito la corruzione una “minaccia per la sicurezza nazionale”.Il 75% dei keniani ritiene che nel proprio Paese ci sia un altissimo tasso di corruzione. Secondo il capo della commissione anticorruzione, Philip Kinisu, un terzo del bilancio statale viene perso a causa di tangenti e malversazioni. Un dato che è stato però contestato dal governo. Tra le malversazioni più diffuse vi sono costi gonfiati di forniture agli enti statali, falsi progetti che vengono però pagati e salari versati a lavoratori inesistenti.

ASIA/IRAQ - Allo studio del Patriarcato caldeo la creazione di un “Consiglio delle Chiese in Iraq”

Baghdad – Il Patriarcato di Babilonia sta studiando il progetto per la creazione di un “Consiglio delle Chiese in Iraq” che riunisca tutte le Chiese e le comunità ecclesiali presenti sul territorio iracheno, e possa essere riconosciuto come organismo unitario in grado di interagire anche con il governo centrale e i poteri politivi e amministrativi locali. Lo riferiscono le fonti ufficiali del Patriarcato caldeo consultate dall'Agenzia Fides. Al Consiglio dovrebbero aderire tutte le Chiese cattoliche, ortodosse, orientali pre-calcedoniane e evangelico-protestanti. Il nuovo organismo, nelle intenzioni che muovono la proposta del Patriarcato caldeo, dovrebbe rappresentare uno strumento utilizzato dalle Chiese e dalle comunità cristiane per affrontare insieme le conseguenze del conflitto con i jihadisti dell'autoproclamato Stato Islamico e i problemi connessi alle divisioni settarie che ancora mettono a rischio l'unità del Paese. Già a fine ottobre il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako Louis Raphael I ha rilanciato la proposta di proclamare il 2017 come “Anno della pace in Iraq”, promosso e sostenuto dalle Chiese e comunità cristiane attraverso momenti di preghiera ecumenica e iniziative ecclesiali e culturali condivise, per alimentare a vantaggio di tutto il popolo iracheno la “cultura della pace e della convivenza” nel Paese martoriato dai conflitti settari. .

VATICANO - Il Card. Filoni apre il National Catholic Forum a Lusaka: “La Chiesa qui è ancora giovane ma sicuramente in crescita”

Lusaka – “La Chiesa qui è ancora giovane ma sicuramente in crescita. I vostri sforzi portino frutto nelle vocazioni e nella proclamazione efficace del Vangelo. Il Santo Padre è vicino a voi e vi assicura che siete una parte essenziale della Chiesa di Dio. Siete nel cuore della Chiesa. Pertanto, continuate ad intensificare i vostri sforzi per promuovere il lavoro pastorale e l’evangelizzazione, esortando i giovani a cercare gli ideali evangelici, formandoli a creare autentiche famiglie cristiane fondate sul sacramento del matrimonio come istituzione indissolubile e permanente”. E’ questa l’esortazione del Card. Fernando Filoni all’apertura del National Catholic Forum, che si è svolta ieri pomeriggio, 9 novembre, a Lusaka. Nell’ambito della sua visita pastorale in Zambia, il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli è intervenuto all’apertura del Forum che riunisce Vescovi, rappresentanti delle associazioni del clero, dei religiosi e dei laici, per discutere sulla vita e la missione della Chiesa in Zambia nel 125° anniversario dell’evangelizzazione. “Attraverso l'impulso missionario dello Spirito Santo – ha detto il Cardinale -, i semi della fede sono stati portati qui in Zambia dai Padri Bianchi e dei Padri Gesuiti. In effetti, piccoli semi erano già presenti nella cultura nei costumi, in modo tale che oggi la fede è entrata nella vita di molti… Siete davvero benedetti qui con una società cristiana. Tuttavia, vi esorto a rimanere vigili per non permettere che forme di sincretismo diluiscano l’autentica verità di Gesù Cristo come è insegnata dalla Chiesa cattolica”.Dal momento che il Forum analizzerà la situazione pastorale del paese, il Card. Filoni ha esortato ad affidare ognuno e l’intera opera dell’evangelizzazione al Signore: “questa fiducia nel Signore è particolarmente necessaria alla luce delle sfide che il vostro amato Paese incontra in questo momento: la scarsa produzione agricola a causa della siccità, la disoccupazione, la povertà che ne deriva sentita da molti, il terribile flagello dell’Hiv/Aids e della malaria e la lotta per superare le divisioni tribali. Non scoraggiatevi, perché il Signore è con voi ad ogni passo del cammino e continuerà a servirsi di voi per far conoscere il Regno dei Cieli in terra”.Nella mattinata di ieri, il Card. Filoni aveva presieduto la celebrazione della Santa Messa nella Cattedrale del Bambino Gesù, a Lusaka. Nella festa liturgica della Dedicazione della Basilica Lateranense, Cattedrale di Roma, il Prefetto del Dicastero Missionario si è soffermato nell’omelia su due aspetti fondamentali: “Dio abita qui in mezzo a noi, Dio abita in noi e ci riempie con il suo Spirito in modo che possiamo portarlo a chi ne ha bisogno”.“Nella persona di Gesù Cristo, Dio si è fatto uomo ed ha abitato in mezzo a noi. In ogni chiesa cattolica in tutto il mondo, Dio continua ad abitare con noi nella Santissima Eucaristia” ha sottolineato il Cardinale, che riferendosi alla Prima lettura del giorno ha proseguito: “la presenza di Dio nelle sue chiese, attraverso la Parola e i Sacramenti, rinfresca, dà vita e porta il grande frutto della gioia”. Tornato al Padre, Gesù ci ha inviato lo Spirito Santo non solo ad abitare con noi, ma in noi, cosicchè ogni battezzato è diventato tempio di Dio in cui abita lo Spirito, come ricorda San Paolo. Ma il dono dello Spirito deve essere condiviso e portato agli altri. “Questa missione ha inizio prima di tutto nella famiglia, nelle nostre case, dove si vivono la carità e il perdono” ha detto il Cardinale, auspicando che le case siano sempre "una scuola di amore, di preghiera e di lavoro", come quella della Sacra Famiglia. “Dio si è fatto bambino per essere vicino a noi e suscitare una risposta d'amore da parte nostra – ha esortato il Card. Filoni -. Con Cristo come vero e unico fondamento, possa la grande opera di evangelizzazione, che prosegue in modo efficace qui in Zambia da oltre 125 anni, continuare ad attirare la gente di questa grande terra all'amore e alla misericordia di Dio”. Link correlati :Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in inglese Il testo integrale del discorso del Cardinale, in inglese

AMERICA/GUATEMALA - “La lotta alla corruzione è fondamentale” denunciano i Vescovi

Guatemala – In un comunicato intitolato “Dio ama la giustizia e il diritto”, i Vescovi del Guatemala denunciano una “paralisi istituzionale” che si manifesta in diversi modi, come l’ostruzionismo fra i deputati e le azioni che fermano il regolare svolgimento della giustizia, mentre la giustizia dovrebbe essere "veloce, imparziale e estranea a forze esterne" si legge nel comunicato pervenuto a Fides.Il documento ricorda la necessità di rafforzare la democrazia nei momenti difficili, per questo i Vescovi ripropongono quanto scritto nel giugno 2015, quando pubblicarono un documento sul bisogno della democrazia nella difesa del bene comune e sulla promozione della dignità umana: "Il primo principio di un popolo sovrano è di non sottomettersi a pressioni esterne o accettare condizioni per il paese"."La lotta alla corruzione è fondamentale, ma è necessario inquadrarla dentro obiettivi immediati di costruzione di un progetto nazionale" sottolineano i Vescovi. "La situazione socio-politica che stiamo vivendo è preoccupante e tocca tutti i guatemaltechi. Vogliamo un Guatemala diverso e ci siamo impegnati perché la verità del Vangelo sia il nostro più grande contributo al cambiamento sociale ed etico di cui come nazione abbiamo bisogno" conclude il testo, firmato dal Presidente della Conferenza episcopale, Sua Ecc. Mons. . Rodolfo Valenzuela Núñez, Vescovo della diocesi di Vera Paz, con la data del 6 novembre.Lo scorso mese, i guatemaltechi sono rimasti scioccati per i risvolti del processo contro un ex-ministro ed altre 10 persone coinvolte in un caso di corruzione ad alto livello. Secondo la stampa locale, sono però apparsi anche altri casi di corruzione alle dogane, fra i politici e i dirigenti delle banche.

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