Derniers flash de l'agence Fides

ASIA/COREA DEL SUD - Il presidente Moon invita un parroco a benedire la Casa Blu: “Sii saggio come Salomone”

Seul – Da buon cattolico, prima di entrare e di stabilirsi in una nuova casa, il neo eletto presidente coreano Moon Jae-in ha pensato di far benedire la nuova abitazione. Si tratta della nota “Casa Blu”, residenza ufficiale del presidente della Repubblica della Corea del Sud, edificio che ospita anche gli uffici presidenziali ed è utilizzato per ricevere capi di Stato in visita in Corea. Il presidente Moon ha dunque pensato di chiamare “il suo parroco”, ovvero il sacerdote che guida la chiesa cattolica della Santissima Trinità nella vicina area di Hongje-dong, a Seul, zona nella quale il Moon abitava a partire dal gennaio scorso.Come appreso da Fides, don Paolo Ryu Jong-Man, parroco a Hongje-dong, ha accolto con gioia l’invito e il 13 maggio scorso, giorno in cui il presidente ha preso possesso della nuova abitazione, si è recato alla Casa Blu, sita al n.1 di Cheong Wa Dae, per impartire la benedizione di Dio sulle persone, sul luogo, sulle cose. Nella solenne cerimonia di benedizione il parroco, accompagnato da alcune suore, ha imposto le mani sul presidente e su sua moglie e ha pregato per lui, perchè “sia saggio come Re Salomone”. Poi gli ha detto. “Prima di prendere ogni decisione sullo stato, pregate lo Spirito Santo, Lui scenderà su di voi e vi darà la sua luce e la sua forza”.Don Paolo Ryu Jong-Man descrive il presidente Moon, che conosce bene, come “uomo molto umile, aperto e pio”, raccontando dell’atmosfera informale di amicizia fraterna che si respirava nella Casa Blu. Il presidente Moon, ha raccontato don Paolo, indossa sempre un anello del Rosario al suo quarto dito della mano sinistra: segno della sua devozione a Maria. L'ingresso nella Casa Blu è avvenuto nel giorno della festa della Madonna di Fatima, e dunque il suo servizio presidenziale alla nazione inizia sotto la protezione di Maria. Il parroco ha regalato alla coppia presidenziale un quadro ispirato al tema della pace.

VATICANO - Il Card. Filoni in Guinea equatoriale per ordinare tre Vescovi

Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, partirà domani, 18 maggio, per una visita pastorale in Guinea equatoriale, dove sabato 20 maggio presiederà a Mongomo la solenne concelebrazione eucaristica per l’ordinazione di tre Vescovi. Saranno presenti per la circostanza Vescovi del Gabon, del Camerun e del Congo. Due dei nuovi Vescovi sono i primi ordinari di altrettante diocesi appena erette. Il 1° aprile infatti il Santo Padre Francesco ha eretto in Guinea equatoriale le due nuove diocesi di Evinayong e Mongomo, per divisione delle diocesi di Bata ed Ebebiyin, rendendole suffraganee della sede metropolitana di Malabo. Il Papa ha nominato primo Vescovo di Evinayong il rev.do Calixto Paulino Esono Abaga Obono, del clero di Bata, e primo Vescovo della diocesi di Mongomo il p. Juan Domingo-Beka Esono Ayang, CMF, Economo del Seminario Claretiano di Bata. Nella stessa data il Santo Padre ha nominato Vescovo della diocesi di Ebebiyin il p. Miguel Angel Nguema Bee, SDB, Superiore provinciale dei Salesiani .Nel corso della sua visita pastorale, dal 18 al 25 maggio, il Card. Filoni presiederà anche la presa di possesso delle rispettive diocesi da parte dei nuovi Vescovi, incontrerà la Conferenza episcopale della Guinea equatoriale, oltre ad avere incontri con clero, religiosi e religiose delle diverse diocesi. Il 23 maggio il Prefetto del Dicastero Missionario visiterà Oyala, la nuova “capitale amministrativa” della Guinea equatoriale.La repubblica della Guinea equatoriale, ex colonia spagnola, è uno degli stati più piccoli e meno abitati dell’Africa continentale: secondo l’Annuario statistico della Chiesa, conta 759.000 abitanti, di cui 736.000 cattolici, e ha una superficie di 28.051 kmq.

ASIA/YEMEN - Emergenza colera: un terzo dei casi nel Paese riguarda i bambini

Sana’a – In Yemen è emergenza colera. A causa della mancanza di servizi pubblici basilari, come il sistema sanitario, l’approvvigionamento di acqua e la gestione dei rifiuti, la pandemia si sta propagando in tutto il Paese riportano le informazioni giunte a Fides. Secondo i dati dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Infanzia un terzo dei casi registrati riguarda i bambini. Le autorità locali riferiscono 11 mila casi sospetti e 250 pazienti contagiati. Nelle ultime tre settimane sono morte circa 130 persone in diverse province della nazione, la stessa cifra registrata nel 2016. Tra il 27 aprile e il 16 maggio l’Unicef ha individuato possibili sospetti di colera nelle province di Saná, Dhalea, Ibb, Taiz, Dhamar, Hajjah, Bayda, Amanat, Asima e Hudaydah. Inoltre circa 2,2 milioni di bambini soffrono di denutrizione, 462 mila di loro sono affetti dalla forma grave. Uno yemenita su due, con meno di 5 anni di età, non raggiunge lo sviluppo fisico e psicologico corrispondente alla sua età. La popolazione si trova ad affrontare una nuova crisi sanitaria. Il 25% dei casi sono nella provincia di Sana’a. Gli ospedali e i centri medici stanno avendo difficoltà ad assistere il grande numero di pazienti con sintomi di colera a causa della penuria di medici e personale infermieristico. La precedente epidemia era stata registrata l’inverno passato con 27 mila casi e 130 morti.

AFRICA /EGITTO - L'Unesco proclamerà patrimonio mondiale dell'umanità il "Cammino della Sacra Famiglia"

Il Cairo – L'Unesco si prepara a riconoscere come “patrimonio mondiale” dell'umanità il “Cammino della Sacra Famiglia”, l'itinerario che unisce i luoghi attraversati secondo tradizioni millenarie da Maria, Giuseppe e Gesù Bambino quando trovarono rifugio in Egitto per fuggire dalla violenza di Erode. A riferire la notizia ai media nazionali è stato Adel al Gindy, direttore generale delle relazioni internazionali dell'Autorità per lo sviluppo del turismo egiziano. I responsabili delle politiche egiziane per il turismo stanno da tempo puntando sul “Cammino della Sacra Famiglia” come itinerario da proporre alle agenzie specializzate nell'organizzazione dei pellegrinaggi cristiani, e ritengono che anche il riconoscimento dell'Unesco potrà favorire l'aumento dei flussi di pellegrini. Anche la recente visita di Papa Francesco in Egitto è stata colta dai responsabili politici del turismo egiziano come un'occasione per riproporre il grande Paese nordafricano tra le possibili mete di pellegrinaggio per i cristiani di tutto mondo, sulle orme della Sacra Famiglia. Papa Francesco, nei discorsi proonunciati durante la visita, ha fatto diversi riferimenti all'ospitalità offerta dall'Egitto a Gesù Bambino, Giuseppe e Maria costretti all'esilio. Prima della visita papale Nader Guirguis, membro di una Commissione ministeriale appositamente costituita per il riliancio del Cammino della Sacra Famiglia, aveva fatto anche riferimento a ipotesi storiche basate sul racconto dei Vangeli, secondo le quali la permanenza in Egitto della Sacra Famiglia potrebbe essersi protratta per alcuni anni. Lo scorso 9 maggio, meno di due settimane dopo la visita del Papa, il ministro del Turismo egiziano, Yahiya Rashid, si è recato anche in Vaticano a presentare il programma “Il viaggio della Sacra famiglia”. A tale riguardo, i media egiziani riferiscono di contatti intercorsi tra gli enti del turismo egiziano e l'Opera Romana Pellegrinaggi. I responsabili del turismo egiziano puntano in questo modo a compensare almeno in parte le ingenti perdite dell'industria turistica nazionale provocate dal terrorismo e dall'instabilità che domina l'intera regione. L'obiettivo è quello di inserire anche i pelleginaggi nei luoghi tradizionalmente legati al passaggio della Sacra Famiglia all'interno di pacchetti turistici che valorizzino anche il patrimonio storico e archeologico lasciato in eredità dalla civiltà egizia. Il rilancio del “Cammino della Sacra Famiglia” è da tempo al centro di proposte e vivaci dibattiti che coinvolgono politici e operatori egiziani del turismo. Le prime proposte di valorizzazione, anche in chiave turistica, del “Cammino della Sacra Famiglia” risalgono addirittura a vent'anni fa. .

ASIA/BANGLADESH - Minoranze religiose e attivisti nel mirino

Dacca – Negli ultimi tre anni le minoranze religiose in Bangladesh hanno affrontato attacchi mirati. Durante e dopo le elezioni del 2014, i villaggi abitatai da gruppi religiosi non musulmani sono stati oggetto di aggressioni e individui e gruppi legati a partiti islamisti hanno saccheggiato e bruciato proprietà e residenze di cittadini indù, cristiani e buddisti in diverse parti del paese. E’ quanto l’Agenzia Fides apprende da un rapporto stilato dalla “Conferenza cristiana dell'Asia” , unione tra diverse Chiese cristiane presbiteriane presenti in Asia, che ha inviato nelle scorse settimane una delegazione a indagare sulla situazione delle minoranze religiose in Bangladesh. La delegazione, composta da rappresentanti di diversi gruppi religiosi, osserva che alcuni partiti politici hanno strumentalizzato deliberatamente i sentimenti religiosi della gente comune per intensificare la tensione e la polarizzazioni intercomunitaria. Il tutto per trarne vantaggi politici. Non sono stati risparmiati, poi, gli attivisti dei diritti umani: “Negli ultimi due anni almeno dieci blogger laici, giornalisti e attivisti per i diritti umani sono stati uccisi solo perché promotori della libertà di pensiero, dell’armonia religiosa, della tolleranza e della trasparenza politica”, nota la delegazione. In una visita durata alcuni giorni, il team della CCA ha incontrato diverse organizzazioni della società civile, rappresentanti di gruppi religiosi di minoranza, chiese, organizzazioni ecumeniche e attivisti sociali. Il sentimento che accomuna la vita delle minoranze religiose in Bangladesh è la paura, afferma la nota della Commissione. La violenza estremista è un problema ricorrente nel paese, dove già in passato le minoranze religiose hanno subito intimidazioni , minacce e violenze compiute da gruppi estremisti islamici.Un fenomeno diffuso è il land grabbing: Almeno 431.000, afferma la nota inviata a Fides, gente in maggioranza appartenente a popolazioni indigene e minoranze religiose, continuano a vivere da sfollati interni, vittime di conflitti o perché scacciate dai loro terreni.Su circa 170 milioni di abitanti, i musulmani sunniti costituiscono il 90% della popolazione, gli indù sono il 9%, mentre le altre comunità costituiscono nel complesso circa l’1% della popolazione

AMERICA/VENEZUELA - I Vescovi del Venezuela riuniti in Assemblea straordinaria

Caracas – “La difficile situazione del paese e diversi contesti segnati dalle difficoltà che vive il Venezuela hanno imposto la convocazione della 43 Assemblea Straordinaria Plenaria dei Vescovi del Venezuela, dal 16 al 18 maggio, presso la sede della Conferenza Episcopale Venezuelana ”. Così afferma il comunicato della CEV inviato all’Agenzia Fides.“I Vescovi del Venezuela – prosegue il testo - si incontrano in questa Assemblea Straordinaria per fare un'analisi pastorale della situazione attuale del paese, in modo di elencare le sfide per l'azione evangelizzatrice della Chiesa nel contesto attuale. L'ultima riunione straordinaria si è tenuta nell'anno 2011, quando il Venezuela si preparava alle elezioni per scegliere una nuova Assemblea Nazionale, in mezzo a profonde controversie”.Il comunicato conclude: “Alla fine di questa 43 Assemblea Straordinaria Plenaria, i Vescovi del Venezuela pubblicheranno una Esortazione Pastorale frutto dell'incontro, del dialogo e della preghiera, in cui il discernimento e l'azione pastorale tracceranno un percorso per il Venezuela che desidera la pace, la giustizia e la verità. Ufficio Stampa CEV, 16 maggio 2017”.

AFRICA/MADAGASCAR - Anche in Madagascar celebrato il centenario della prima apparizione di Fatima

Fianarantsoa – “In occasione del centenario della prima apparizione della Madonna a Fatima, sono stati organizzati a Fianarantsoa due pellegrinaggi”. Lo racconta a Fides padre Albert Rainiherinoro, MI. “Il primo pellegrinaggio - continua p. Albert - si è tenuto ad Ambohidempona, presso la Madonna Stella della Speranza, statua emblematica della città di Fianarantsoa. L’altro, per la zona periferica sud della città, si è svolto invece ad Ilena. Durante questa celebrazione è stata benedetta la statua di cemento che ha sostituito la precedente, danneggiata dalla grandine perché era di gesso. Il 13 maggio, inoltre, è anche una data significativa per la storia del Madagascar perché 45 anni fa si è svolta la rivoluzione studentesca che ha messo fine alla prima Repubblica. Quasi ogni anno, nell’approssimarsi di questa occasione la situazione politica diventa tesa. Ecco perché durante entrambe le celebrazioni non sono mancate le preghiere per il Paese che sta vivendo un momento molto critico: mancanza di sicurezza, povertà estrema, corruzione diffusa, mancanza di un stato di diritto”. Padre Albert inoltre informa di un episodio increscioso accaduto la notte del 28 febbraio. E’ stato rubato uno dei pannelli fotovoltaici della pompa privando tutto il villaggio di Ilena dell’acqua .

AMERICA/VENEZUELA - Il Card. Brenes non farà parte della Commissione CELAM per il Venezuela, appello dell’UE

Managua – Il Cardinale Leopoldo Brenes, Arcivescovo di Managua, ha smentito di essere stato eletto presidente di una Commissione creata dal Segretariato generale del Consiglio Episcopale Latinoamericano per seguire la crisi politica e sociale in Venezuela . Il Porporato lo ha sottolineato al quotidiano “La Prensa” del Nicaragua, secondo il testo inviato a Fides.La 36a Assemblea Generale Ordinaria del Consiglio Episcopale Latinoamericano , svoltasi dal 9 al 12 maggio a San Salvador , con la partecipazione di 22 Vescovi della regione, aveva espresso la richiesta di "soluzioni urgenti" alla crisi politica, economica e sociale in Venezuela, e durante la conferenza stampa di giovedì 11 maggio aveva annunciato la creazione di una apposita Commissione presieduta appunto dal Card. Brenes.Ieri, lunedì 15 maggio, l'Unione Europea ha esortato il Venezuela a raggiungere una "soluzione pacifica" e ha invitato "tutte le parti" ad astenersi "dal commettere atti violenti" dopo sei settimane di proteste contro il presidente Nicolás Maduro che hanno lasciato 38 morti, riferisce la nota pervenuta a Fides.La situazione del paese sudamericano "preoccupa molto" i 28 rappresentanti dei paesi dell’UE, ha sottolineato la rappresentante della diplomazia europea, Federica Mogherini, all'arrivo ad una riunione dei ministri degli Esteri a Bruxelles, dove hanno adottato una dichiarazione sul paese sudamericano. I ministri degli Esteri europei hanno chiesto a "tutti gli attori politici e alle istituzioni in Venezuela di lavorare in modo costruttivo verso una soluzione della crisi" che sia basata sul rispetto dei diritti umani.

AFRICA/CENTRAFRICA - Il Cardinale Nzapalainga e il Vescovo Aguirre mediano con i ribelli a Bangassou

Bangui - Il Cardinale Dieudonné Nzapalainga, Arcivescovo di Bangui, è alla guida della missione di mediazione che ha convinto alcune centinaia di ribelli a lasciare Bangassou, la città nel sud-est della Repubblica Centrafricana dove si sono avuti gli episodi più drammatici di violenza che nelle ultime settimane insanguinano il Paese Alcune centinaia di ribelli appartenenti agli anti Balaka hanno accettato di lasciare la città dove mille persone erano state costrette a rifugiarsi nella moschea, altre 1.500 nella chiesa e 500 nell’ospedale. In aggiunta, 3.000 abitanti della città si sono rifugiati nella confinante Repubblica Democratica del Congo.Secondo informazioni giunte all’Agenzia Fides, domenica 14 maggio Sua Ecc. Mons. Juan Jose Aguirre Muños, Vescovo di Bangassou, ha rischiato la vita nel difendere i mille fedeli musulmani rifugiatisi nella moschea. Alcuni miliziani che assediavano il luogo di culto islamico, avevano sparato uccidendo una persona che si trovava a fianco al Vescovo che è rimasto illeso. La MINUSCA ha reso noto che sono in corso le operazioni di evacuazione dei fedeli rifugiati nella moschea.

AFRICA/GHANA - Il rispetto delle leggi e dei diritti umani è fondamentale per gestire la migrazione

Accra - “Le risorse naturali del Ghana sono diventate una maledizione invece che una benedizione, a causa dell’inquinamento incontrollato lasciato da coloro che sono coinvolti nell’estrazione illegale di pietre preziose” ha affermato John Peter Amewu, Ministro del Terre e della Risorse Naturali del Ghana, in un forum organizzato dal Ministero degli Esteri del Ghana con i rappresentanti diplomatici degli Stati europei e mediorientali accreditati ad Accra. Il Ministro ha lamentato il grande numero di stranieri coinvolti nelle attività illegali d’estrazione che distruggono terre, foreste e corsi d’acqua, creando danni permanenti all’ambiente. Il Ghana è però anche terra d’emigrazione e non solo d’immigrazione. La Ministra degli Affari Esteri e dell’Integrazione Regionale, Shirley Ayorkor Botchwey, ha chiesto ai diplomatici presenti di fare quanto è in loro potere per aiutare e proteggere i ghaniani che vivono nei loro rispettivi Paesi.La Ministra ha sottolineato che la questione della migrazione deve essere gestita in modo umano, proteggendo la dignità delle persone secondo le regole internazionali. Botchwey si è detta fortemente rattristata per le notizie dei ghaniani maltrattati in alcuni Paesi, ma ha altresì invitato le autorità locali a punire i ghaniani che violano le leggi dei Paesi dove risiedono affinché serva da monito per gli altri.

AMERICA - L’Osservatorio Socio-Pastorale del CELAM per costruire la “geopolitica della speranza”

Bogotà – Uno degli scopi della XXXVI Assemblea Ordinaria del Consiglio Episcopale Latinoamericano appena conclusa a San Salvador è stato quello di effettuare una valutazione del lavoro svolto finora dai diversi settori pastorali del CELAM. Tra questi figura l'Osservatorio Socio-Pastorale dell'America Latina. Secondo quanto riporta vidanuevadigital.com, il Piano Globale del CELAM per il quadiennio in corso , ha come una priorità quella di "rafforzare l'Osservatorio del CELAM, per gestire in modo organico il lavoro dei centri di ricerca e degli osservatori nel continente".Guardando al lavoro fatto in questa direzione, è stato rilevato il lancio del nuovo sito web dell’Osservatorio, nel dicembre scorso, e la prima riunione degli Osservatori e centri di ricerca in America Latina e nei Caraibi, dal 20 al 22 aprile, organizzata dalla Scuola Sociale del CELAM, responsabile dell’Osservatorio. Lo scopo della riunione era di conoscere il lavoro che ognuno sviluppa e camminare verso una configurazione continentale comune. Sono state 15 le organizzazioni, tra Osservatori e centri di ricerca di 10 paesi del continente , oltre al Vaticano, che hanno accolto con favore l'iniziativa della Scuola Sociale."Abbiamo centrato la nostra missione in quello che chiamiamo il metodo profetico di analisi della realtà, che comprende due dimensioni - ha detto in una lunga intervista la uruguaya Susana Nuin, direttrice dell’Osservatorio -. In primo luogo la necessità di osservare la realtà da diverse prospettive di analisi, assumendo un impegno per la nostra gente e denunciando le ingiustizie e tutto ciò che porta alla 'cultura della morte'. In secondo luogo, cerchiamo di essere attenti a cogliere dove Dio si sta manifestando nella storia…in quanto vogliamo aiutare a costruire la 'geopolitica della speranza' nel continente".

ASIA/PALESTINA - La Russia finanzia i restauri della “strada della Stella” a Betlemme

Betlemme – Il governo russo ha deciso di finanziare con 4 milioni di dollari i lavori di restauro e ricostruzione nel centro storico di Betlemme, la città natale di Gesù. In particolare, le opere di risanamento urbano si concentreranno sulla “strada della Stella”, che attraversa la città vecchia di Betlemme, e il reticolo di strade adiacenti. Il progetto di ristrutturazione delle vie e dei palazzi della città palestinese – ha spiegato all'agenzia Sputnik Aydar Aganin, capo dell'Ufficio di rappresentanza della Russia presso l'Autorità nazionale palestinese – sarà realizzato in collaborazione con il ministero palestinese per le finanze e con le autorità del comune di Betlemme, guidato dalla sindaca Vera Baboun. I lavori di ristrutturazione inizieranno nel settembre 2017. La “strada della Stella”, lunga circa un chilometro, è stata inserita nel 2012 nella lista del patrimonio mondiale dell’ umanità dell’ UNESCO, come “percorso dei Pellegrini”.Inizia alla rotatoria della sede dell'Azione Cattolica e finisce all’ arco chiamato Zarrarah, conosciuto anche dagli abitanti locali come “ Porta di Damasco” , antico ingresso alla città. Secondo la tradizione, per la strada della Stella passò anche la Sacra Famiglia, quando giunse nella città di Betlemme per la nascita di Gesù. Negli ultimi anni, anche la strada della Stella, un tempo ricca di botteghe e piena di vita, ha sofferto la crisi e il declino che affligge Betlemme, il cui territorio, attraversato dal “Muro di separazione” voluto dalle autorità d'Israele, appare circondato dagli insediamenti israeliani. Intanto, in occasione della sua recente visita a Mosca – dove ha incontrato anche il Presidente russo Vladimir Putin –, il Presidente palestinese Mahmud Abbas è stato ricevuto presso il Monastero San Daniele anche da Kirill, Patriarca di Mosca e di tutte le Russie. Nel corso del loro incontro, avvenuto lo scorso 12 maggio, il Patriarca Kirill ha ripetuto al Presidente Abbas che la preoccupazione per la salvaguardia dei luoghi sacri “è nel cuore di ogni ortodosso”, e ha ricordato come “lungo tutta la storia della sua presenza in Terra Santa, la Chiesa russa ha sempre cercato di aiutare il popolo palestinese, anche costruendo scuole e strutture mediche. Poi – ha aggiunto Kirill - ci fu un tempo in cui la Chiesa non era in grado di svolgere questa missione. Siamo lieti che oggi la Russia sta continuando la missione umanitaria nei territori palestinesi”. .

AFRICA/EGITTO - Inaugurata nel villaggio di Ismailia la chiesa costruita con le offerte dei musulmani

Minya – C'è voluto poco più di un anno per costruire la seconda chiesa del villaggio di Ismailia, nella provincia egiziana di Minya. E la relativa brevità dei tempi di edificazione del luogo di culto cristiano è stata dovuta anche al contributo finanziario offerto a sostegno del progetto dalla locale popolazione di fede musulmana. L'inaugurazione della nuova chiesa, dedicata a San Giorgio e alla Vergine Maria, è avvenuta la scorsa settimana e ha visto la partecipazione festosa di molti abitanti del villaggio, cristiani e musulmani. Nel suo intervento, il sindaco Ibrahim ha presentato la costruzione della chiesa come un segno visibile e concreto per irrobustire la concordia nazionale, realizzato grazie al contributo della popolazione locale e senza far ricorso a quei capitali stranieri che spesso finanziano l'edificazione di presidi di carattere religioso all'estero per espandere la propria rete di influenza politica o settaria.Nell'area del villaggio di Ismailia vivono circa 20mila egiziani, per un terzo cristiani copti e per due terzi musulmani sunniti. La decisione di costruire una seconda chiesa è stata presa poco più di un anno fa per evitare agli abitanti cristiani di doversi allontanare troppo dalle proprie case per prendere parte alle liturgie esponendosi al rischio di aggressioni e rapimenti. Il “comitato di riconciliazione” del villaggio di Ismailia, incaricato di prevenire o risolvere i conlflitti settari, aveva approvato nel marzo 2016 la costruzione della nuova chiesa copta, stabilendo anche l'area da destinare all'edificazine del luogo di culto. Nell'assemblea del comitato – riferirono allora fonti locali cunsultate dall'Agenzia Fides – i membri dell'organismo, in larga parte musulmani, avevano messo ai voti l'eventuale costruzione della chiesa e la localizzazione scelta. La proposta aveva ottenuto 49 voti favorevoli e solo 4 contrari. Il consenso quasi unanime alla costruzione della chiesa copta era stato accolto con sollievo dalle locali comunità cristiane, in un'area segnata in passato da diversi episodi di intolleranza settaria. .

AMERICA/MESSICO - Sacerdote accoltellato nella cattedrale subito dopo la messa

Città del Messico – Il sacerdote Miguel Angel Machorro, che ieri sera aveva appena finito di celebrare la messa delle 18 nella Cattedrale metropolitana di Mexico D.F. ed indossava ancora i paramenti sacri, è stato aggredito sull’altare da un uomo di una trentina di anni che gli ha inferto almeno tre pugnalate. Secondo i testimoni, alla richiesta di aiuto da parte del sacerdote, alcuni fedeli hanno chiamato i soccorsi mentre un altro gruppo di loro ha fermato l'aggressore e lo ha trattenuto mentre arrivavano le forze di sicurezza.La Conferenza Episcopale Messicana, secondo le informazioni raccolte da Fides, ha confermato il grave fatto e il nome del sacerdote. L'Arcidiocesi di Mexico, in un breve comunicato, ha fermamente condannato l'aggressione e l’Arcivescovo, il Cardinale Norberto Rivera, ha chiesto di pregare per la salute del sacerdote, le cui condizioni sono gravi. Un primo rapporto della Segreteria della Sicurezza di Città del Messico informa solo del nome dell’ aggressore, John Rock Schild, senza dare notizie della sua nazionalità o delle motivazioni del grave gesto.

AMERICA/COLOMBIA - Un aiuto per i bambini e le famiglie colpiti dalla valanga di fango a Mocoa

Mocoa - L’organizzazione internazionale SOS Villaggi dei Bambini è in prima linea al fianco delle popolazioni colpite dalla valanga di fango che si è abbattuta sulla città colombiana di Mocoa il 1 aprile scorso ed è costata la vita ad oltre 350 persone . L’Organizzazione, in particolare, offre sostegno e riparo ai bambini che hanno perso i propri cari e a tutte le famiglie che hanno perso la propria casa. Tra le iniziative fornisce attività ricreative ed educative ai bambini oltre che supporto psicologico alle famiglie per aiutarle a superare il trauma subito a causa della calamità naturale e promuove corsi di formazione per migliorare le condizioni igienico-sanitarie, fino a quando le utenze pubbliche non verranno completamente ripristinate. “Siamo particolarmente preoccupati per la salute sia fisica che emotiva dei bambini la cui vita quotidiana è stata interrotta” si legge nella nota del Direttore di SOS Villaggi dei Bambini Colombia inviata a Fides. “Molti bambini sono stati separati dalle loro famiglie o le hanno perse. Anche la loro istruzione è stata interrotta. Noi siamo attivi per accogliere i bambini e le famiglie in difficoltà ed aiutarli a superare ed uscire da questa crisi”. L’Organizzazione ha aperto un Centro di Sviluppo Sociale nel quartiere di El Progreso, dove offre cure e riparo ai bambini e alle famiglie che hanno perso le loro case e si occupa delle procedure di ricongiungimento dei bambini con le loro famiglie, coordinandosi con le autorità legali e governative per il ripristino dei diritti e la custodia.

EUROPA/ITALIA - La comunità cinese si riunisce a Napoli per la Giornata di preghiera per la Chiesa in Cina

Napoli – Domenica 21 maggio, alle ore 11,30, la comunità cattolica cinese in Italia si riunirà a Napoli, nella parrocchia S. Maria di Costantinopoli al Museo, per celebrare la Giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina. Secondo le informazioni pervenute a Fides, oltre alla comunità cattolica cinese di Napoli, è prevista la presenza dei fedeli cinesi che vivono in altre città italiane. La Giornata è fissata al 24 maggio, festa liturgica di Maria Ausilio dei cristiani, tuttavia la celebrazione è stata anticipata quest’anno alla domenica 21 maggio per favorire la partecipazione dei fedeli. Durante la solenne concelebrazione eucaristica in italiano e cinese, che sarà presieduta dal Card. Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli, e animata dalla comunità cinese, si pregherà per diverse intenzioni: perché la Chiesa “possa predicare il Vangelo in ogni angolo delle terra con verità e vigore”; perché il Signore doni a tutti i Vescovi della Cina “una fede salda” perché siano “consapevoli di condurre il gregge che Dio ha loro affidato”; per tutto il popolo cinese, perché “accolga presto la fede nel Cristo”; per tutti i fedeli cinesi che vivono in Italia ed i loro connazionali, perché “colgano l’opportunità del loro stato di immigrati per avvicinarsi alla conoscenza della nostra fede”. La “Giornata Mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina” è stata istituita da Papa Benedetto XVI dieci anni fa, nella Lettera inviata ai cattolici cinesi il 27 maggio 2007, solennità di Pentecoste, con queste parole: “Carissimi Pastori e fedeli tutti, il giorno 24 maggio, che è dedicato alla memoria liturgica della Beata Vergine Maria, Aiuto dei Cristiani – la quale è venerata con tanta devozione nel santuario mariano di Sheshan a Shanghai -, in futuro potrebbe divenire occasione per i cattolici di tutto il mondo di unirsi in preghiera con la Chiesa che è in Cina”. Oltre che in Cina, la Giornata viene celebrata dalle diverse comunità della diaspora cinese sparse nel mondo, in unione con la Chiesa universale e con il Successore di Pietro.

AFRICA/EGITTO - Vescovo copto ortodosso: il comitato permanente del nostro Sinodo aveva approvato la Dichiarazione comune di Papa Tawadros e Papa Francesco

Maadi – 18 a 1. Sono questi i dati espressivi dell'appoggio e delle resistenze che la DIchiarazione congiunta sottoscritta dal Patriarca copto ortodosso Tawadros II e da Papa Francesco a fine aprile aveva raccolto in seno all'organismo rappresentativo del Sinodo copto ortodosso, prima di essere firmata. Lo ha rivelato ai media egiziani Anba Daniel, Vescovo copto ortdosso della Diocesi di Maadi. Tre giorni prima della visita di Papa Francesco in Egitto - ha riferito Anba Daniel - il Patriarca Tawadros II aveva incontrato i membri del Comitato permanente del Santo Sinodo copto ortodosso, per sottoporre al loro giudizio il testo della Dichiarazione congiunta che avrebbe poi sottoscritto con il Vescovo di Roma. In quell'occasione, 18 vescovi su 19 espressero il loro appoggio al testo da sottoscrivere, contenente anche il passaggio relativo alla prassi dei cosidetti ri-battesimi. I dettagli del consenso quasi unanime espresso dall'organismo sinodale copto ortodosso alla Dichiarazione, riferiti da Anba Daniel, danno la misura dell'ampio appoggio che Papa Tawadros ha cercato e trovato tra i suoi confratelli vescovi, prima di sottoscrivere la Dichiarazione, e forniscono un criterio obiettivo per dare il giusto peso anche alle voci critiche espresse da alcuni esponenti della Chiesa copta ortodossa contro la firma di quel testo.La Dichiarazione comune, firmata venerdì 28 aprile al Cairo da Papa Francesco e dal Patriarca copto ortodosso Tawadros, contiene al paragrafo n. 11 il passaggio in cui il Papa e il Patriarca dichiarano che cercheranno, “in tutta sincerità, di non ripetere il Battesimo amministrato in una delle nostre Chiese ad alcuno che desideri ascriversi all’altra”, in obbedienza “alle Sacre Scritture e alla fede espressa nei tre Concili Ecumenici celebrati a Nicea, a Costantinopoli e a Efeso”. Tale passaggio, sottoscritto dal papa Tawadros a nome del Santo Sinodo della Chiesa copta ortodossa, esprime l'intenzione concreta di superare la prassi dei cosidetti “ribattesimi”, amministrati in alcuni casi da sacerdoti della Chiesa copta ortodossa che ribattezzano i nuovi fedeli provenienti da altre confessioni cristiane. Dopo la diffusione della Dichiarazione, sui blog e sui social media sono partiti attacchi contro Papa Tawadros, accusato da alcuni esponenti copti di voler sottomettere la Chiesa copta ortodossa alla Chiesa cattolica. .

AFRICA/COSTA D’AVORIO - Continuano le proteste dei militari ammutinati; a Odienné il Vescovo si unisce alla mediazione

Abidjan - Continuano ad Abidjan e Bouaké le proteste dei militari che sono scesi nelle strade sparando in aria e terrorizzando la popolazioneGli ammutinati chiedono il versamento della parte restante del bonus concesso dal governo a gennaio, quando si era verificato un analogo ammutinamento .Secondo informazioni giunte all’Agenzia Fides, a Odienné il Vescovo del luogo, Sua Ecc. Mons. Antoine Koné, è intervenuto insieme al capo del cantone, per convincere i militari ammutinati della locale caserma a restituire alcuni veicoli rubati all’amministrazione locale e per far cessare gli spari per le strade.I giovani di Odienné, esasperati per il forte turbamento arrecato alla vita civile, erano pronti a scendere per le strade ma sono stati dissuasi dal Vescovo e dalle autorità. La trattativa con gli ammutinati continua affinché a Odienné possa tornare la calma. La situazione economica della Costa d’Avorio è peggiorata per il crollo del prezzo del cacao, principale fonte di valuta estera del Paese.

AMERICA/PANAMA - Maria protagonista nel logo della GMG 2019 realizzato da una giovane panamense

Panama – La giovane Ambar Calvo, 20 anni, studentessa di architettura all’Università di Panama, è stata la vincitrice del concorso bandito per il logo della prossima Giornata Mondiale della Gioventù , che si terrà a Panama dal 22 al 27 gennaio 2019. Il logo è stato scelto tra 103 proposte valutate da una giuria composta da specialisti in progettazione grafica, marketing e altre professioni affini che hanno selezionato le 3 migliori proposte, a loro volta valutate dal comitato esecutivo della GMG, insieme con il Dicastero per i Laici, Famiglia e Vita a Roma. Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, Arcivescovo di Panama, si è detto entusiasta del talento di questa giovane panamense perché il disegno ‘è riuscito a catturare il messaggio che vogliamo inviare ai giovani di tutto il mondo, la piccolezza del nostro Paese, ma la grandezza del nostro cuore, aperto a tutti, senza escludere nessuno, dalla mano della Vergine Maria, modello di giovane coraggiosa, impegnata e generosa, che ha saputo dire sì alla chiamata di Dio".Nel logo si vedono il Canale di Panama, che simboleggia il percorso del pellegrino che scopre in Maria la via per incontrare Gesù; la silhouette dell’istmo di Panama, come luogo della sede della GMG; la Croce del Pellegrino; la sagoma della Vergine nel suo ‘Fiat’; le piccole macchie bianche come segno della corona di Maria, e dei pellegrini provenienti da tutti i continenti.

AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - Missionario domenicano denuncia la situazione dei contadini

El Seibo – “Se la ‘Central Romana’ ha osato nel gennaio 2016 distruggere le case di 80 famiglie alle 3 di notte, senza un ordine del Procuratore di Stato, poi ha rubato la loro terra e li ha lasciati senza lavoro a Villa Guerrero de Santa Cruz, El Seibo ... Se un imprenditore cubano ha osato devastare le coltivazioni di 600 piccoli agricoltori a Culebra Vicentillo, ma i contadini sono riusciti a reagire, allora è vero ciò che ha detto Dangelyn, una ragazza di 11 anni nella provincia di El Seibo parlando ai contadini: ‘Non ci lasceremo sconfiggere’.”Lo denuncia padre Miguel Ángel Gullón OP, missionario domenicano che attraverso una lunga riflessione racconta le terribili ingiustizie e gli abusi che le comunità rurali stanno subendo nella provincia di El Seibo , dove svolge il suo lavoro pastorale da 18 anni."Possiamo consolarci o giustificare tutto dicendo che non c'è niente da fare. Potremmo ricordare che la storia si ripete, che è lo stesso sempre. Ma nulla è più lontano dalla realtà, in quanto adesso germoglia una bella speranza nata da una profonda fede in Dio e radicata nelle forze di vita del comune Mata de Palma, che comprende le comunità di El Guaral, San Miguel, Aleman, El Cerrito e Cibahuete. Le parole di Dangelyn spaventano il cuore della nostra provincia impoverita dall’arricchimento spietato delle multinazionali straniere che traggono profitto dalla terra rubata ai contadini. Poi ci lasciano questa terra inquinata per molti anni a causa di erbicidi e insetticidi utilizzati e che sono anche cancerogeni secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità Salute", scrive nella sua riflessione padre Gullón.Per leggere la riflessione completa: https://www.dominicos.org/noticia/no-nos-dejemos-vencer/

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