Derniers flash de l'agence Fides

AFRICA/SUD SUDAN - “Lasciatemi incontrare i ribelli per mettere fine alle violenze” chiede il Vescovo di Yei

Juba - “Ho bisogno del permesso per evitare inutili sospetti ai diversi posti di blocco che dovrò superare” ha detto Sua Ecc. Mons. Erkolano Lodu Tombe, Vescovo di Yei in Sud Sudan, a Radio Easter, spiegando che ha fatto richiesta al governo di potersi recare nelle aree dei ribelli per cercare una mediazione nelle guerra civile. “La Chiesa non spia per nessuna parte in causa e il suo interesse nel cercare di incontrare i ribelli è quello di ottenere la fine dei combattimenti” ha sottolineato il Vescovo.L’amministrazione locale ha già approvato la richiesta di Mons. Tombe, ma il Ministro dell’Informazione dello Stato di Yei, Stephen Lado Onesimo, ha dichiarato che le autorità statali stanno aspettando la risposta e il permesso del governo nazionale di Juba. A Yei, città dell’Equatoria, nel Sud Sudan, negli ultimi mesi un’ondata di omicidi e massacri attribuiti a gruppi armati misti militari-civili ha colpito presunti fiancheggiatori dell’ex Vice Presidente Riek Machar. I massacri sono stati più volte denunciati da Mons. Tombe .

ASIA/IRAQ - I comunisti iracheni al Patriarca caldeo: grazie per il suo contributo alla riconciliazione nazionale

Baghdad – I comunisti iracheni rendono omaggio al Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, e lo ringraziano per il suo contributo alla riconciliazione nazionale e per il suo continuo sforzo di favorire il coinvolgimento di tutte le componenti politiche, etniche, sociali e religiose nella gestione delle istituzioni condivise. A comunicare la stima dei propri militanti al Patriarca è stata una delegazione di responsabili del Partito comunista iracheno, che hanno visitato la sede del Patriarcato caldeo lunedì 9 gennaio. In quell'occasione, la delegazione ha espresso anche le proprie felicitazioni al Patriarca per la già celebrata festa di Natale e per l'inizio del nuovo anno. Fondato nel 1934, il Partito comunista iracheno ha avuto un ruolo rilevante nello scenario politico iracheno fino agli anni Settanta del secolo scorso, prendendo parte a quasi tutte le insurrezioni nazionali e alle grandi manifestazioni politiche succedutesi nel Paese negli anni Quaranta e Cinquanta. Poi, a partire dalla fin degli anni Settanta, soffrì una dura repressione da parte del regime di Saddam Hussein. Si oppose all'invasione USA dell'Iraq nel 2003. .

ASIA/LIBANO - Il Presidente libanese Aoun, cristiano maronita, ricuce i rapporti con l'Arabia Saudita

Riyad – Il Presidente libanese Michel Aoun, cristiano maronita, ha iniziato la sua prima trasferta nella Penisola arabica ottenendo come primo risultato una sostanziale ricucitura dei rapporti con l'Arabia Saudita, che nell'ultimo anno avevano vissuto momenti di alta tensione, fino a provocare la sospensione di un pacchetto di aiuti militari, pari a 3 miliardi di dollari, che il governo saudita aveva in precedenza destinato alle forze armate libanesi. Nella giornata di martedì 10 gennaio, il colloquio avvenuto a Ryiad tra il Presidente Aoun e il Re saudita Salman, a giudizio di molti analisti potrebbe aprire una nuova pagina nei rapporti tra i due Stati, favorendo la stabilizzazione dell'area mediorientale. Secondo le dichiarazioni di un componente della delegazione libanese, riportate dalla stampa nazionale, è stato toccato anche il tema del blocco dei finanziamenti sauditi al Libano in campo militare, e si terranno presto colloqui tra i funzionari delle due parti incaricati di rendere operativo il trasferimento dei fondi. La nuova prospettiva che si apre ai rapporti tra Libano e Arabia saudita è un effetto della nuova stagione politica libanese, inaugurata dall'elezione alla carica di Presidente del generale Aoun, dopo più di due anni e mezzo di vacatio presidenziale, e irrobustitasi dopo l'insediamento a dicembre del nuovo governo, guidato dal leader sunnita Saad Hariri. Lo scorso anno l'Arabia saudita aveva congelato i finanziamenti al Libano per manifestare la propria diffidenza verso il ruolo influente giocato dal movimento sciita filo-iraniano Hezbollah sulla scena politica libanese. Negli ultimi anni, proprio Aoun e il suo Partito, il Movimento Patriottico Libero, sono stati i principali partner politici alleati con Hezbollah. La ricucitura – in via di perfezionamento – con l'Arabia Saudita conferma che la linea perseguita dal Presidente Aoun è quella di favorire anche a livello regionale – segnato dalla contrapposizione tra la stessa Arabia e l'Iran – il compromesso e l'accomodamento tra forze contrapposte, affinchè i diversi attori geopolitici vengano a patti, rinunciando a una parte delle proprie pretese. I diversi partner del Libano – ha sottolineato lo stesso Aoun in margine alla sua visita a Ryiad – hanno deciso di contribuire alla tenuta e allo sviluppo del Paese dei cedri, perchè si sono accorti che il rafforzamento del Libano favorisce “la sicurezza e la stabilità per tutti". .

AMERICA/REPUBBLICA DOMINICANA - “Risolvere rapidamente il problema della criminalità”: appello alle autorità di Mons. Peña Rodríguez

Puerto Plata – Il Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Dominicana, Sua Ecc. Mons. Gregorio Nicanor Peña Rodríguez, ha chiesto agli organi di sicurezza dello Stato di agire rapidamente nella lotta alla criminalità. Il Vescovo della diocesi di Nuestra Señora de la Altagracia en Higüey si è espresso fermamente parlando con la stampa: “dobbiamo trovare una soluzione ai problemi della criminalità nel modo giusto, non con la violenza, perché ogni atto violento genera altra violenza, scontri inutili”.Il Presule ha attribuito l'ondata di criminalità che si sta verificando nel paese alla mancanza di formazione nei valori, in particolare nell'ambito familiare, a casa, perché “quando l'uomo non ha alcuna formazione diventa una bestia”, ha ribadito.Mons. Peña Rodríguez ha fatto tali dichiarazioni al termine della Messa celebrata nella chiesa "Templo las Américas", che si trova nel quartiere Isabela Storica a Puerto Plata, in occasione della celebrazione del 523.mo anniversario della prima Messa celebrata in America, il 6 gennaio 1494."Le leggi sono buone, ma il problema è nell'applicazione: i giudici devono applicare la legge con giustizia e punire chi deve essere punito, non punire l'innocente" ha sottolineato il Vescovo, che ha concluso dicendo che "Cristo deve essere annunciato al popolo in modo che, con il suo messaggio, insieme possiamo eradicare la violenza dalla società".

AMERICA/COLOMBIA - Riprendono domani i dialoghi di pace governo-ELN, la Chiesa segue da vicino le trattative

Cali – Domani, 12 gennaio, riprendono i lavori del tavolo di dialogo fra il governo colombiano e il gruppo guerrigliero ELN a Quito, in Ecuador. L'Arcivescovo di Cali, Sua Ecc. Mons. Darío de Jesús Monsalve Mejía, membro della Commissione della Chiesa cattolica che segue il dialogo fra governo e ELN ha proposto l'applicazione del Diritto Internazionale Umanitario per poter andare avanti con il dialogo.La proposta è stata fatta dall'Arcivescovo perché la situazione, alla vigilia dell'incontro, è ancora tesa per la mancata liberazione da parte della guerriglia dell’ex parlamentare Odín Sánchez, sequestrato dall’aprile dell’anno scorso. La liberazione di Sánchez era stata considerata del Governo la condizione minima per aprire ufficialmente il tavolo delle trattative. Malgrado questo, il governo si è detto disponibile per l’incontro di domani, ma non si è pronunciato sulle proposte da portare.La Chiesa segue con molta attenzione la trattativa. Mons. Monsalve Mejia ha anche suggerito che la sede del dialogo venga spostata da Quito ad una località della Colombia, per una questione logistica di vicinanza e perché in Ecuador a febbraio si terranno le elezioni presidenziali.

ASIA/MALESIA - Tutti i bambini, anche apolidi, devono avere accesso all’istruzione

Petaling Jaya – A nessun bambino, che sia o meno in possesso di un certificato di nascita, dovrebbe essere negato l’accesso all’istruzione. La denuncia arriva da un avvocato malese sostenitore dei diritti umani. I bambini apolidi non sono gli unici ad essere privi di istruzione in Malesia. Infatti, i figli dei lavoratori locali delle piantagioni e gli Orang Asal, indigeni malesi, non hanno certificato di nascita e si trovano di fronte allo stesso problema. “Senza istruzione non hanno accesso neanche agli altri diritti. L’unico modo per interrompere questo circolo di privazione è dare loro la possibilità di frequentare gli studi primari e secondari” conclude l’attivista.

AFRICA/SUDAN - La morsa del freddo causa la morte di tanti bambini denutriti

Deribat – Un’ondata di freddo gelido continua a causare la morte di diversi bambini nella regione occidentale del Sudan. Già qualche settimana fa un gruppo di piccoli malnutriti non ha resistito al freddo. Secondo testimonianze locali giunte a Fides, a Dola, a sud di Deribat, si è abbattuta una seria ondata di freddo che si è andata ad aggiungere alla mancanza di generi alimentari, coperte, rifugi riscaldati, oltre all’assenza di centri sanitari e farmaci nell’area montuosa. La sicurezza alimentare è ancora più critica nello Jebel Marra rispetto al resto del Darfur, soprattutto perché gli agricoltori rischiano di scontrarsi con uomini armati che hanno lasciato il loro bestiame pascolare nei raccolti. I bombardamenti aerei su villaggi e terreni agricoli hanno costretto molti abitanti a fuggire verso i campi per sfollati o a cercare rifugio tra le montagne. Nei campi della zona dello Jebel Marra orientale la maggior parte delle scuole elementari ha posticipato l’apertura di un’ora la mattina per evitare il freddo più intenso.

ASIA/PAKISTAN - La legge sulle conversioni forzate torna al Parlamento del Sindh, con ampio consenso politico

Karachi - Il governatore della Provincia del Sindh, Saeeduzzaman Siddiqi, ha rinviato all’Assembla provinciale la proposta di legge sulle conversioni forzate che era stata recentemente approvata all'unanimità dalla stessa assemblea. La firma del governatore è necessaria per completare il processo legislativo e tramutare in legge una proposta approvata dal Parlamento provinciale. Come appreso da Fides, il rinvio è stato suggerito anche dal Primo ministro del Sindh, Syed Murad Ali Shah, del Partito Popolare del Pakistan , che guida il governo regionale, tra i promotori della legge. Lo stesso governo regionale, infatti, intende proporre alcuni cambiamenti al linguaggio del disegno di legge e dunque ha consigliato un riesame del documento in assemblea.Secondo fonti di Fides, il governatore del Sindh, che appartiene alla Pakistan Muslim League , ha ricevuto dal partito "Muttahida Qaumi Movement" la richiesta formale di respingere il disegno di legge, sostenendo che l'approvazione è stata quanto meno affrettata. Il governatore ha anche ricevuto una missiva del Consiglio dell'ideologia islamica che definisce quel disegno di legge "contrario all'islam".Il governatore, considerando tutte queste ragioni e notando il dibattito in corso, incoraggiando un "processo consultivo quanto più ampio e significativo possibile", ha rinviato il documento, auspicando che la promulgazione possa "sviluppare l'armonia tra le diverse religioni".Il disegno di legge ha ricevuto critiche in quanto conteneva alcune disposizioni definite "non conformi all'islam" e incostituzionale. Contestata era soprattutto la disposizione secondo la quale nessun cittadino minore di 18 anni può convertirsi all'islam, anche per sua libera volontà e scelta: disposizione, questa, considerata contro gli insegnamenti dell'Islam, ma anche in violazione della Costituzione.Interpellato dall'Agenzia Fides, il cattolico Anthony Naveed, assistente del Primo Ministro del Sindh e coordinatore dell'ufficio per l'armonia interreligiosa, non rileva un "dramma politico" nè vede un "allarme" per le minoranze religiose in questo processo e spiega: "Non si tratta di una bocciatura. E' in atto una semplice e normale procedura legislativa. L'iter prevede la possibilità che un disegno di legge possa essere rinviato all'assemblea, come accade per molte leggi. E molti partiti ritengono che un nuovo esame potrà apportare correzioni opportune. Il disegno di legge, proposto dal governo del PPP, molto attento ai diritti umani, alle minoranze religiose e ai diritti delle donne, è stato approvato anche da molti musulmani in assemblea. E va detto che, dopo la seconda lettura e l'eventuale nuova approvazione, non è prevista dalla procedura la firma del governatore e il documento diverrà legge automaticamente. Sono fiducioso nei meccanismi democratici e nella buona volontà dei politici del Sindh".

AMERICA/VENEZUELA - In aumento il tasso di denutrizione di bambini e anziani a causa della crisi

Caracas – Uno studio dell’Università Centrale del Venezuela stima che nel 2017 il tasso di denutrizione dei bambini in età scolare aumenterà del 3% rispetto al 2016, e raggiungerà tra i 350 e i 380 mila minori. E’ previsto che la mancanza di generi alimentari peggiori a causa della semina insufficiente del 2016 e della mancanza di risorse per importare cibo. Secondo i dati raccolti da Fides, in Venezuela ci sono 3.200.000 bambini minori di 5 anni, e tra questi il 12% soffrirà di denutrizione acuta grave nel 2017. Il problema colpirà anche le donne incinte, le persone anziane, i malati psichiatrici e i detenuti. Si registrerà una maggiore propensione alle malattie perché il sistema immunitario non avrà difese. La grave crisi economica che il Venezuela sta attraversando riporta livelli di inflazione incontrollabili, una forte caduta del PIL e la mancanza di generi alimentari e prodotti di prima necessità. Il Paese produce solo il 30% dei generi alimentari di cui ha bisogno e per importare quanto manca necessiterà di 900 milioni di dollari al mese quest’anno.

AFRICA/CAMERUN - Migliaia di bambini “speciali” hanno bisogno di terapie mediche e riabilitative

Sangmelima - Il Camerun è uno dei Paesi africani con la maggiore incidenza di disabilità nei bambini. Secondo le stime dell’Unicef, il 23% delle persone tra i 2 e i 9 anni vive con almeno un tipo di disfunzione mentale e motoria, spesso insorta a causa di malattie come malaria, lebbra, morbillo e resa ancora più invalidante dalla malnutrizione. Proprio per dare risposta alla scarsità di assistenza sanitaria di bambini orfani e con disabilità, più di 35 anni fa, nel sud del Camerun, l’organizzazione umanitaria Dokita Onlus ha dato vita a diversi centri specializzati. Tra questi il Foyer de l’Esperance, a Sangmelima, dove ogni anno trovano cure mediche e terapie riabilitative oltre 6 mila bambini e ragazzi con disabilità. Secondo la nota pervenuta all’Agenzia Fides, la responsabile è suor Laura Figueroa, missionaria della Congregazione delle Figlie dell’Immacolata Concezione, controparte locale di Dokita e punto di riferimento vitale per migliaia di bambini “speciali”. Per sostenere il lavoro di suor Laura e del Foyer de l’Esperance, fino al 28 gennaio Dokita Onlus ha lanciato la campagna “Tutti Uguali”: i fondi raccolti serviranno ad acquistare nuove apparecchiature per le cure fisioterapiche e per il laboratorio di confezionamento delle protesi, al sostegno scolastico per l’istruzione primaria di bambini con esigenze particolari e a realizzare diversi progetti di integrazione sociale, economica e culturale per giovani disabili.

AFRICA/CONGO RD - Il rapporto di esperti dell’ONU sulla RDC riceve il plauso di una Ong locale

Kinshasa - Un nuovo rapporto del Gruppo di esperti ONU sulla Repubblica Democratica del Congo ha ricevuto il plauso di una Ong del Nord Kivu, la provincia dell’est della RDC, dove si concentrano le attività illecite denunciate dal documento presentato al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.“Ci felicitiamo perché il Gruppo di Esperti ha dato prova di migliorare le ricerche e di diversificare le fonti ” afferma il comunicato, giunto a Fides, del Centro Studi per la promozione della pace, la democrazia e i diritti dell’uomo di Beni.“Il CEPADHO condivide le analisi sulle Forze Democratiche di Liberazione del Rwanda e sottolinea la necessità da parte delle forze armate congolesi e della MONUSCO di neutralizzare definitivamente questi ribelli rwandesi” afferma il comunicato. Gli unici rilievi presentati dal CEPADHO riguardano la mancata qualifica di “terroristi” dei membri dell’ADF e il silenzio dell’ONU sulla presenza in Rwanda e Uganda degli ex ribelli M23 in violazione degli accordi stipulati in precedenza.Il rapporto dell’ONU denuncia poi lo sfruttamento illegale delle ricchezze congolesi da parte di diversi gruppi armati locali, di altri Stati e di imprese straniere.

AFRICA/GAMBIA - Pressioni sul Presidente Jammeh perché ceda il potere, “ma no all’uso della forza” dice il Vescovo di Ziguinchor

Banjoul - I Paesi dell’Africa occidentale stanno intensificando le pressioni affinché il Presidente uscente del Gambia, Yahya Jammeh, ceda il potere il 19 gennaio dopo aver perso le elezioni del 1°dicembre, vinte da Adama Barrow .In un primo momento Jammeh, al potere da 22 anni, si era felicitato con Barrow, poi invece il 9 dicembre ha dichiarato di non riconoscere la vittoria del Presidente eletto ed ha presentato ricorso alla Corte Suprema di giustizia per invalidare il voto. Oggi, 10 gennaio, la Corte si riunisce per decidere sul ricorso presentato dal Presidente uscente.Nel frattempo una delegazione della Comunità Economica degli Stati dell’Africa Occidentale si recherà domani a Banjul per convincere Jammeh a cedere il potere.La delegazione è composta dal Presidente della Nigeria, Muhammadu Buhari, dalla Presidente della Liberia, Ellen Johnson Sirleaf e dall’ex Presidente del Ghana, John Dramani Mahama, che insieme a Buhari sono stati incaricati dalla CEDEAO/ECOWAS di mediare nella crisi gambiana.Il Ministro degli Esteri nigeriano Geoffrey Onyeama non ha escluso il ricorso della forza da parte degli Stati limitrofi per costringere alla resa Jammeh. Un’ipotesi che è però respinta da Sua Ecc. Mons. Mgr Paul Abel Mamba, Vescovo di Ziguinchor, capoluogo della Casamance, la regione del Senegal che confina con il Gambia .“Non bisogna privilegiare l’opzione militare” ha detto Mons. Mamba nell’omelia della Messa del 1° gennaio celebrata nei pressi della frontiera con il Gambia. “Ci sono tutte le componenti per un confronto violento che potrà distruggere tante vite e non porterà la calma nel Paese” ha avvertito il Vescovo, che ha concluso invitando tutti a pregare per la pace.

AFRICA/EGITTO - La “Casa della Fatwa”: è legittimo per i cristiani costruire chiese in uno Stato islamico

Il Cairo - La “Casa della Fatwa”, organismo egiziano presieduto dal Gran Mufti d'Egitto e incaricato di diffondere pronunciamenti orientativi e sciogliere dubbi e controversie riguardo all'applicazione dei precetti coranici, ha emesso un pronunciamento per confermare che è assolutamente legittimo consentire che i cristiani costruiscano chiese in una nazione islamica, nel dovuto rispetto delle leggi dello Stato. Nel pronunciamento si afferma anche che l'islam sostiene le leggi civili basate sul principio di eguaglianza tra i cittadini, e che lo stesso Profeta Mohammad si era mostrato favorevole al principio di “reciprocità” tra Stati con diversa identità religiosa. Il pronunciamento della “Casa della Fatwa” segue di poco l'annuncio dato dal Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi durante la sua partecipazione alla messa di Natale nella cattedrale copta ortodossa, quando il Capo di Stato ha reso nota l'intenzione di inaugurare entro il 2018 la chiesa copta più grande d'Egitto, che sorgerà ad opera del dipartimento di ingegneria delle Forze armate all'interno di un'area di più di 16mila metri quadri, nella nuova capitale che sta sorgendo ai margini della metropoli del Cairo.La Casa della Fatwa, in vista del Natale, aveva emesso anche un pronunciamento per ribadire che un musulmano non deve avere nessuna esitazione a porgere le proprie felicitazioni ad amici e conoscenti cristiani in occasione delle loro feste e solennità liturgiche. L'Organismo, con i suoi interventi, punta a confermare le iniziative delle istituzioni ufficiali dell'islam sunnita egiziano – a partire dall'Università di al Azhar – chiamate più volte dallo stesso Presidente al Sisi a contrastare la diffusione di dottrine estremiste e strumentalizzazioni del Corano in chiave jihadista. .

ASIA/IRAQ - Funzionario del Kurdistan iracheno: almeno 100 luoghi di culto distrutti o danneggiati dai jihadisti nella Piana di Ninive

Erbil – Sono almeno 100 gli edifici di culto vandalizzati o del tutto demoliti nei territori di Mosul e della Provincia di Ninive a partire dal giugno 2014, da quando i jihadisti dello Stato Islamico hanno imposto il loro dominio in quella regione. Lo riferisce Mariwan Naqshbandi, portavoce del ministero per gli affari religiosi della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, anticipando i contenuti di un rapporto in via di pubblicazione da parte della Commissione sui crimini compiuti dai miliziani di Daesh a Mosul e nella Piana di Ninive nel tempo in cui hanno mantenuto il controllo di quell'area. Nel documento – ha sottolineato il portavoce curdo, secondo fonti locali consultate dall'Agenzia Fides – viene fatto notare che la gran parte dei luoghi di culto distrutti o danneggiati sono chiese cristiane, insieme a un certo numero di templi yazidi o appartenenti a altre minoranze religiose. La Commissione sui crimini di Daesh – ha aggiunto Mariwan Naqshbandi - si avvale per la raccolta di informazioni del contributo delle truppe curde Peshmerga che contribuiscono alla guerra di liberazione contro lo Stato Islamico, ed è impegnata a raccogliere dati anche sulle violenze subite dalle donne – soprattutto yazide – durante l'occupazione jihadista. .

ASIA/INDONESIA - Studenti cattolici denunciano un leader islamico per "blasfemia"

Giacarta - L'Unione cattolica degli studenti universitari dell’Indonesia ha presentato una denuncia per blasfemia a carico del religioso musulmano Habib Rizieq Shihab, leader del Fronte dei Difensori dell'Islam , organizzazione estremista islamica che negli ultimi tempi ha promosso atti di ostilità e violenza contro la minoranza cristiana. Gli studenti cattolici accusano Habib Rizieq di aver offeso la fede cristiana in un video-discorso diffuso in Internet il 25 dicembre scorso.Come appreso da Fides, è stato lo studente cattolico Angelo Wake Kako, presidente dell'Unione, a citare Habib Rizieq e con lui altri due musulmani: Fauzi Ahmad, che ha caricato il video del discorso su un account "Instagram", e Saya Reya, che ha caricato il video su un account "Twitter"."L'affermazione di Rizieq sul Natale ha umiliato e ferito i cristiani", spiega Angelo Wake a Fides. "Tutti gli indonesiani dovrebbero rispettare la diversità e le altre religioni" ha detto. Rizieq è accusato di aver violato l'articolo 156 del codice penale, che configura il reato di "blasfemia" e prevede la pena massima di cinque anni di carcere. Il reato è lo stesso di cui è accusato il governatore di Giacarta, Basuki "Ahok" Tjahaja Purnama, che è sotto processo in un tribunale distrettuale di Giacarta nord.Gli studenti cattolici hanno riunito un team di 149 avvocati indonesiani pronti a dare il loro contributo e a garantire assistenza legale nel caso di blasfemia registrato ai danni di Rizieq. La polizia ha aperto una indagine sul caso che potrebbe finire in tribunale. Parlando a Fides, il vescovo Harun Yuwono, presidente della Commissione episcopale per gli affari ecumenici ed interreligiosi della Conferenza episcopale indonesiana, elogia "il coraggio dell’Unione cattolica degli studenti universitari", pur temendo una reazione scomposta degli estremisti di fronte a tale accusa che potrebbe essere interpretata come "aperta ostilità". Per questo il Vescovo esorta a coinvolgere altri credenti musulmani nel deplorare e stigmatizzare le offese portate alla fede cristiana, in modo da "mostrare che si ha sempre a cuore l'unità e la pace e l'armonia interreligiosa dell’Indonesia", ha detto. "Ad esempio i membri dell'organizzazione islamica Nahdlatul Ulama non apprezzano l'atteggiamento che umilia il cattolicesimo e disturba la pace in Indonesia, insultando le religioni non musulmane" . In una situazione ritenuta molto delicata, il Segretario esecutivo della Commissione episcopale per gli affari ecumenici e interreligiosi, p. Agustinus Ulahayanan, ha esortato i battezzati alla prudenza "per non innescare un conflitto sociale e religioso e a mantenere sempre l'unità", a "difendere la giustizia, la verità e la diversità nella cornice pluralistica dell'Indonesia, rispettando le religioni e chiedendo rispetto per la nostra". Dopo la denuncia degli studenti cattolici, anche lo "Student Peace Institute" , organizzazione studentesca non confessionale, che unisce studenti di tutte le religioni, ha presentato una denuncia alla polizia, segnalando che "il discorso di Habib Rizieq diffonde parole di odio e mina l'armonia interreligiosa in Indonesia".

AMERICA/STATI UNITI - Settimana delle Migrazioni: solidarietà e riconoscimento del contributo degli immigrati

Washington – “Questa Settimana Nazionale delle Migrazioni è l'opportunità di continuare il lavoro importante di accogliere lo straniero e di servire i più vulnerabili, come parte di una politica umanitaria d'immigrazione” si legge all’inizio del testo diffuso dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti in occasione della Settimana delle Migrazioni, che viene celebrata dalla Chiesa cattolica statunitense dall’8 al 14 gennaio.“La migrazione - scrivono i Vescovi - è un atto di grande speranza. I nostri fratelli e sorelle che sono costretti ad emigrare, soffrono separazioni familiari devastanti e spesso devono affrontare condizioni economiche disperate… Come cattolici negli USA, la maggior parte di noi può trovare storie nelle nostre famiglie di genitori, nonni o bisnonni che hanno lasciato il loro antico paese per un futuro promettente negli Stati Uniti".A 10 giorni dall'insediamento del neo presidente Donald Trump, la Conferenza Episcopale degli Stati Uniti è quindi tornata ad esprimersi sulla politica delle migrazioni. Il 15 novembre 2016, sette giorni dopo l'elezione del Trump, i Vescovi cattolici avevano inviato una lettera a Trump per congratularsi per la vittoria ma anche per esprimere l'augurio di iniziare il suo mandato "riconoscendo" il contributo degli immigrati alla nazione, e non separando le famiglie con il suo piano di espulsioni di massa annunciato durante la campagna elettorale .In conclusione l'USCCB sottolinea che i Vescovi e i religiosi devono difendere le famiglie senza documenti ed esprime sostegno ai "fratelli e sorelle" che arrivano nel paese per sfuggire alle persecuzioni e per lavorare sodo: "Siamo con voi" ribadisce il testo. Nelle comunità degli immigrati si temono le politiche restrittive annunciate dal nuovo Presidente .

VATICANO - Annunciare il Vangelo con mitezza e fermezza

Città del Vaticano – “Ecco lo stile di Gesù, e anche lo stile missionario dei discepoli di Cristo: annunciare il Vangelo con mitezza e fermezza, senza gridare, senza sgridare qualcuno, ma con mitezza e fermezza, senza arroganza o imposizione”. Lo ha sottolineato Papa Francesco all’Angelus di domenica 8 gennaio, festa del Battesimo di Gesù, dopo aver battezzato nella Cappella Sistina un gruppo di bambini. “La vera missione – ha detto il Papa - non è mai proselitismo ma attrazione a Cristo. Ma come? Come si fa questa attrazione a Cristo? Con la propria testimonianza, a partire dalla forte unione con Lui nella preghiera, nell’adorazione e nella carità concreta, che è servizio a Gesù presente nel più piccolo dei fratelli. Ad imitazione di Gesù, pastore buono e misericordioso, e animati dalla sua grazia, siamo chiamati a fare della nostra vita una testimonianza gioiosa che illumina il cammino, che porta speranza e amore”.Nella solennità dell’Epifania, 6 gennaio, Papa Francesco aveva ricordato all’Angelus la giornata dell’Infanzia Missionaria con queste parole: “L’Epifania è la Giornata dell’Infanzia Missionaria. Incoraggio tutti i bambini e i ragazzi che in tante parti del mondo si impegnano a portare il Vangelo e ad aiutare il loro coetanei in difficoltà. Saluto quelli che oggi sono venuti qui da Lazio, Abbruzzo e Molise, e ringrazio la Pontificia Opera dell’Infanzia Missionaria per questo servizio educativo”.

AMERICA/VENEZUELA - L’Assemblea Nazionale dichiara “l’abbandono dell’incarico” da parte del Presidente

Caracas – L'Assemblea Nazionale del Venezuela, in cui la maggioranza dei deputati è dell'opposizione, ha dichiarato ieri "l'abbandono dell'incarico" da parte del Presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, e ha chiesto una soluzione elettorale dinanzi alla crisi che attraversa la nazione perché "sia il popolo ad esprimersi attraverso il voto". "L' unico modo per risolvere i gravi problemi del paese è quello di restituire il potere al popolo del Venezuela e, di conseguenza, indire elezioni libere" si legge nell'accordo approvato con il consenso di 106 parlamentari su 167, molti più del minimo richiesto di 84.Ieri, in una sessione molto agitata, l'opposizione ha accusato Maduro di non adempiere ai suoi doveri e di far precipitare il paese in una crisi senza precedenti, con scarsità di cibo e medicine, la più alta inflazione al mondo e una criminalità dilagante. Maduro è ritenuto responsabile della "grave spaccatura dell'ordine costituzionale" per la violazione dei diritti umani e la devastazione delle basi economiche e sociali della nazione.Secondo la Costituzione del Venezuela, si legge nella nota pervenuta a Fides, la mancanza del Presidente viene dichiarata per la sua morte o le sue dimissioni, per la rimozione dalla carica da parte del Tribunale Supremo di Giustizia , per disabilità fisica o mentale, per la revoca popolare del suo mandato o "l'abbandono dell'incarico", come dichiarato ieri dall'Assemblea Nazionale.Il Presidente della Conferenza Episcopale del Venezuela, Sua Ecc. Mons. Diego Rafael Padrón Sánchez, Arcivescovo di Cumaná, aprendo sabato 7 gennaio i lavori dell’Assemblea plenaria dell’Episcopato, ha prima illustrato il cammino recente della Chiesa nel paese sudamericano con al primo posto la ricezione del magistero di Papa Francesco e del Vangelo della misericordia nella prospettiva di una sempre maggiore valorizzazione del laicato, quindi ha fatto un appello a “disarmare gli spiriti” e a rilanciare tutti insieme, governo, opposizioni e forze sociali, la strada impegnativa ma comunque obbligata del dialogo.

AMERICA/ECUADOR - Nomina del Direttore nazionale delle POM

Città del Vaticano – Il Card. Fernando Filoni, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, in data 8 gennaio 2017 ha nominato Direttore nazionale delle Pontificie Opere Missionarie in Ecuador per un quinquennio , il rev.do Ricardo Eduardo Garcia Loor, del clero arcidiocesano di Porto Viejo. Il nuovo Direttore nazionale ha 47 anni. Ha conseguito la licenza in Liturgia presso il Pontificio Istituto Liturgico S.Anselmo a Roma. E’ stato Segretario esecutivo della Commissione episcopale per la liturgia della Conferenza Episcopale dell’Ecuador. E’ stato parroco in diverse parrocchie e attualmente è parroco della parrocchia San Juan Apostol a Portoviejo, di recente creazione.

AFRICA/EGITTO - Il Presidente al Sisi: nella nuova capitale farò costruire la chiesa più grande della nazione

Il Cairo – Sarà la chiesa copta più grande d'Egitto, verrà inaugurata entro il 2018 nella nuova capitale che sta sorgendo ai margini della metropoli del Cairo, e avrà tra i suoi finanziatori diretti il Presidente egiziano Abdel Fattah al Sisi. L'annuncio del progetto è stato dato dallo stesso al Sisi in occasione della sua partecipazione alla liturgia del Natale nella Cattedrale copta ortodossa del Cairo, celebrata dal Patriarca Tawadros II. Il Presidente egiziano ha riferito di aver destinato 100mila sterline egiziane al primo finanziamento dell'iniziativa, che prevede la costruzione in contemporanea della più grande moschea e della più grande chiesa egiziane all'interno dell'ambizioso progetto urbanistico destinato a creare dal nulla una nuova città, dove verranno concentrati anche gli uffici del governo e le sedi delle istituzioni politiche. Nel corso del suo intervento – riportano i media egiziani – il Capo di Stato ha confermato anche l'impegno preso di far ricostruire tutte le chiese danneggiate o distrutte nell'estate 2013, durante i disordini seguiti alla deposizione dell'ex Presidente islamista Mohammed Morsi. Quella di quest'anno è stata la terza partecipazione del Presidente al Sisi alla messa di Natale nella Cattedrale copta ortodossa. Prima di lui, nessun Capo dello Stato egiziano era intervenuto di persona alla celebrazione di solennità cristiane. .

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