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ASIA/CINA - Domenica delle Palme: prima colletta nazionale per le vittime dei disastri naturali

Pechino – Domenica 9 aprile, domenica delle Palme, si celebrerà per la prima volta una colletta nazionale in tutte le comunità cattoliche della Cina continentale. L’iniziativa è stata lanciata da Jinde Charites, l’ente che da 20 anni guida le opere caritative nel mondo cattolico continentale cinese, ed è stata accolta con grande disponibilità da vescovi, sacerdoti e laici. Sua Ecc. Mons. Giuseppe Xu Hong Gen, Vescovo della diocesi di Su Zhou, ha sottolineato che si tratta di “una occasione per unire tutta la Chiesa, e insieme testimoniare la fede e la carità, promuovendo l’evangelizzazione”. Per don Wang dao Yu, sacerdote di Shen Zhen, l’iniziativa “consolida il senso di appartenenza alla Chiesa”.Secondo le notizie pervenute all’Agenzia Fides, Jinde Charites ha invitato “diocesi, parrocchie, congregazioni e istituti religiosi, associazioni e movimenti ecclesiali ad aderire alla domenica della colletta nazionale cinese che si terrà ogni domenica delle Palme”. L’appello continua: “Sia durante la liturgia della domenica della Passione di Cristo che durante la nostra meditazione nella Settimana santa, quando guardiamo nostro Signore Gesù Cristo sulla croce, non possiamo trascurare il Cristo presente nelle vittime dei vari disastri e i loro bisogni”, come “ci ha chiesto Papa Francesco nel suo messaggio per la Quaresima 2017, che incoraggia tutti nella Chiesa universale a partecipare attivamente alla campagna caritativa quaresimale. Abbiamo visto tante diocesi e parrocchie che stanno rispondendo al Papa con concrete testimonianze di carità”. A partire dall’eucaristia “doniamo anche un’offerta concreta per testimoniare Gesù e il suo Vangelo di Amore”.Numerose comunità hanno già fatto gesti concreti di adesione alla colletta: una diocesi ha disposto una somma di 7.500 euro come fondo base. Sua Ecc. Mons. Xiao Ze Jiang, Vescovo di Gui Zhou, ha ricordato: “noi siamo stati aiutati nel 2008, durante la tempesta di ghiaccio e neve. Oggi vogliamo e dobbiamo aiutare gli altri che sono nel bisogno in segno di solidarietà cristiana”.

ASIA/SIRIA - Strage di Idlib, il Vescovo Antoine Audo: vicenda destabilizzante, pesano gli interessi delle forze coinvolte nella guerra

Aleppo – “In questa situazione così frammentata, con tanti interessi e attori in gioco, è difficile poter essere sicuri al cento per cento di come stanno le cose. Ma per quello che conosciamo in base alle nostre esperienze, non riesco proprio a immaginare che il governo siriano sia così sprovveduto e ignorante da poter fare degli 'errori' così madornali”. Sono queste le prime considerazioni che il Vescovo siriano Antoine Audo, alla guida della diocesi caldea di Aleppo, condivide con l'Agenzia Fides riguardo al bombardamento con armi chimiche realizzato presso Khan Shaykun, nella provincia siriana di Idlib, in una zona ancora in mano a milizie anti-Assad, a cominciare da quelle del fronte qaidista al Nusra. Il bombardamento ha provocato la morte di decine di persone, compresi molti bambini. Il Vescovo Audo, responsabile di Caritas Siria, ammette che gli scenari del conflitto siriano appaiono spesso enigmatici e manipolati da contrapposte propagande: “e già in altri passaggi delicati della guerra” aggiunge il Vescovo caldeo, “episodi di uso delle armi chimiche hanno avuto un impatto destabilizzante sull'intero quadro. Due giorni fa, il Presidente USA Donald Trump aveva detto che Assad fa parte della soluzione del problema siriano. Adesso fa dichiarazioni per dire il contrario. Ci sono interessi delle forze regionali implicate nella guerra. Conviene sempre tener conto di questo, soprattutto quando certe cose si ripetono con dinamiche molto simili, e innescano le stesse reazioni e gli stessi effetti già sperimentati in passato”. Il 21 agosto 2013 si verificò un attacco chimico a Gutha, nei sobborghi sud-orientali di Damasco in mano alle forze anti-Assad. L'attacco avvenne dopo che l'allora Presidente USA Barack Obama, circa un anno prima, aveva indicato proprio l'utilizzo di armi chimiche come “linea rossa” per un possibile intervento armato contro la Siria. Governo siriano e milizie anti-Assad si sono sempre rinfacciati a vicenda la responsabilità di quell'attacco. Su iniziativa russa, quella fase di acuta crisi internazionale – segnata dall'ombra di un imminente intervento militare diretto degli USA contro il regime di Assad – fu risolta con l'adesione della Siria alla Convenzione sulle armi chimiche, e con la successiva distruzione dell'arsenale chimico siriano, avvenuta sotto l'egida dell'ONU. .

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