Derniers flash de l'agence Fides

AFRICA/GAMBIA - Il Presidente eletto Barrow per la riconciliazione nazionale, sconfitto Jammeh da 22 anni al potere

Banjul - Il Presidente del Gambia, Yahya Jammeh, cederà il potere a gennaio, dopo aver perso le elezioni del 1°dicembre, vinte da Adama Barrow. Con il loro voto, gli elettori hanno posto fine in modo democratico a 22 anni di governo di Jammeh, che aveva conquistato il potere con un golpe nel 1994 ed era stato rieletto tre volte di seguito. Jammeh ha comunque riconosciuto la sconfitta. Barrow ha già iniziato le consultazioni per la formazione del nuovo governo ed ha incontrato il rappresentante speciale del Segretario Generale dell’ONU per l’Africa dell’Ovest e Sahel, Mohamed Ibn Chambas.Il primo punto all’ordine del giorno del nuovo Presidente è la liberazione dei prigioni politici e degli oppositori di Jammeh. Barrow ha lodato quest’ultimo per aver riconosciuto la sconfitta, “un fatto non sempre usuale in Africa”. Il Presidente eletto ha inoltre dichiarato che Jammeh potrà continuare a vivere nel Paese come un cittadino ordinario e che non vuole “condurre una caccia alle streghe”, aprendo la strada alla riconciliazione nazionale. Il Gambia ha una popolazione di 1.929.000 abitanti, di cui 43.000 cattolici.

AFRICA/CONGO RD - Crisi politica: “Un compromesso è possibile ma occorre la buona volontà di tutti” affermano i Vescovi

Kinshasa - “Un compromesso politico è ancora possibile, se le parti coinvolte si impegnano e danno prova di buona volontà. Restiamo disponibili ad offrire i nostri buoni uffici” afferma un comunicato della CENCO inviato all’Agenzia Fides. Il comunicato, firmato da S.E. Mons. Marcel Utembi Tapa, Arcivescovo di Kisangani e Presidente della CENCO, e da Mons. Fridolin Ambongo Besengu, Arcivescovo eletto di Mbandaka-Bikoro, Amministratore Apostolico di Bokungu-Ikela e Vice Presidente della CENCO, fa il punto sulla mediazione tra maggioranza e opposizione richiesta ai Vescovi dal Presidente Joseph Kabila e sostenuta dalla comunità internazionale.I Vescovi affermano che il lavoro di mediazione ha permesso “di rilevare che ci sono diversi punti di convergenza tra le parti” ma che rimangono divergenze importanti sui seguenti argomenti: rispetto della Costituzione e sue implicazioni con la crisi attuale; calendario elettorale; finanziamento delle elezioni; indipendenza della Commissione Elettorale Indipendente e del Consiglio Superiore dei mezzi audiovisivi congolesi; funzionamento delle istituzione durante il periodo di transizione.La CENCO media tra maggioranza e opposizione per stabilire date e procedure per le elezioni presidenziali, che dovevano tenersi entro dicembre 2016 alla scadenza del secondo e ultimo mandato di Kabila, e per decidere il governo provvisorio che dovrà governare il Paese fino alle elezioni.

AMERICA/HONDURAS - Evitare gli sprechi e vivere del necessario, soprattutto a Natale

Tegucigalpa – “Evitare gli sprechi e vivere del necessario soprattutto nel periodo di Natale, quando tanta gente sperpera denaro anche per il superfluo”: è l’appello lanciato agli honduregni dal Card. Óscar Andrés Rodríguez, Arcivescovo di Tegucigalpa. Nel corso della messa domenicale nella Cattedrale della città, il Cardinale ha anche lamentato “tanto odio e senso di sfida nella società” e ha invitato tutti ad un rinnovamento spirituale. “Abbiamo bisogno che la nostra vita cambi e si trasformi, abbandonando alcuni atteggiamenti, comportamenti e modificando il nostro modo di vivere”. Il Card. Rodrìguez ha sottolineato il fatto che il mondo continui ad essere “immerso nelle sue contraddizioni, violando e ignorando la giustizia, la pace e la fratellanza tra gli esseri umani”.

AMERICA/PARAGUAY - “Gli indigeni soffrono indifferenza, incomprensione e mancanza di rispetto dei loro diritti” denuncia Mons. Alfert

Caacupé – Alla Messa di ieri, domenica 4 dicembre, nella Basilica di Caacupé, il Vescovo del Vicariato Apostolico di Pilcomayo, Sua Ecc. Mons. Lucio Alfert, O.M.I. ha criticato il trattamento riservato agli indigeni del Paraguay. Ha esortato i giovani ad essere la speranza per i gruppi etnici e quindi a mettere fine all'ingiustizia,alla disuguaglianza e al rifiuto verso questo settore della popolazione. "Dio ci ha creati tutti in modo diverso ma con la stessa dignità" ha sottolineato Mons. Alfert durante l'omelia, e ha aggiunto: “siamo chiamati a vivere fraternamente in una società multietnica e multiculturale".Secondo le informazioni perveniute a Fides, alla celebrazione hanno partecipato circa 2.500 indigeni provenienti da diverse parti del paese, per lo più dal Chaco. Per questo motivo una lettura della Messa e la preghiera dei fedeli sono stati letti in nivaclé, la lingua nativa del Paraguay.Il Vescovo ha lamentato che "per la società essere diverso ‘è sbagliato’. Questo genera il rifiuto, lo scherno e la mancanza di rispetto dei diritti fondamentali delle comunità indigene" ha ribadito."Il vero problema dei paraguaiani è l'ignoranza delle diverse culture. Tra di noi, gli indigeni sono quelli che soffrono di più l'indifferenza, l'incomprensione, sono cacciati dalle loro terre, non sono rispettati i loro diritti" ha detto. Ha quindi aspramente condannato politici e trafficanti di droga che fanno uso delle terre ancestrali per le loro particolari finalità, abusando di quanti vi abitano."Non sarà facile sognare una nuova patria, se ci sono persone con troppo potere; spero solo che costoro ascoltino San Giovanni Batista, che definisce queste persone come razza di vipere" ha concluso il Vescovo.

OCEANIA - Il card. Ribat: “La Chiesa in Oceania ha fede, ma le popolazioni sono in pericolo”

Colombo – “La Chiesa in Oceania è vibrante nella fede. Nel complesso siamo una Chiesa giovane con comunità per lo più vivaci e dinamiche a livello pastorale e sociale. Il nostro impegno è la formazione permanente per i nostri fedeli. Dobbiamo ringraziare le Chiese dell’Asia, che ci hanno inviato missionari. Ma oggi siamo preoccupati per la condizione sociale delle nostre popolazioni, colpite dai cambiamenti climatici”: lo dice a Fides il card. John Ribat, primo cardinale della Papua Nuova Guinea, crcivescovo di Port Moresby, che ha partecipato all’undicesima assemblea plenaria della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Asia , tenutasi a Negombo in Sri Lanka. Il cardinale ha preso parte al meeting in qualità di presidente della Federazione delle Conferenze Episcopali dell'Oceania , che comprende Australia, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone, Fiji e 17 altre piccole nazioni del Pacifico. Complessivamente rappresenta 84 diocesi di 21 paesi, con diverse caratteristiche culturali, economiche e religiose, molti a maggioranza cristiana. “Colgo l'occasione per ringraziare i vescovi asiatici per l'invio di missionari nella nostra regione” nota Ribat. “La maggior parte dei nostri missionari attualmente provengono da paesi dell'Asia come l'India, Filippine, Indonesia e Vietnam”. Il 59enne arcivescovo racconta a Fides che in Oceania sono da poco terminate le celebrazioni per il 50° anniversario di fondazione di alcune diocesi in Papua Nuova Guinea e Isole Salomone, e “la crescita della Chiesa locale è stata possibile grazie al sostegno fraterno delle Chiese asiatiche”. Il card. Ribat è membro dei Missionari del Sacro Cuore, congregazione fondata nel 1854 da padre Jules Chevalier a Issoudun, in Francia.Spostando lo sguardo sulle questioni attuali, il cardinale rimarca a Fides: “Oggi una questione importante per le popolazioni dell’Oceania è quella dei cambiamenti climatici. Anche se non siamo noi i responsabili di questo problema, ne siamo fortemente colpiti” lamenta. Gli effetti negativi, spiega, includono l'aumento del livello del mare, l'acidificazione degli oceani, piogge in periodi insoliti, tutti fenomeni che danneggiano gravemente le comunità di pescatori e agricoltori della regione. “In alcuni casi, intere regioni e nazioni sono minacciate dall’indiscutibile innalzamento del livello dei mari. Ad esempio questo riguarda le isole Carteret, le isole Fead, Kiribati, le isole Marshall, le isole Mortlock, le isole Nukumanu, le isole Tokelau e Tuvalu”, ricorda.La vita e la condizione sociale delle popolazioni indigene dell'Oceania destano forte preoccupazione nel card. John Ribat: “Colpiti da continue inondazioni e siccità, le popolazioni hanno notevolmente ridotto la capacità produttiva dei terreni e i nativi sono spesso costretti a fuggire”, rileva, alimentando un fenomeno migratorio poco noto ma che tocca gli abitanti del continente.

AMERICA/VENEZUELA - Prima messa del neo Cardinale Porras a Mérida: un punto di riferimento per molti

Mérida – Il neo Cardinale venezuelano, Baltazar Enrique Porras Cardozo, ha celebrato ieri la prima Messa da Cardinale nella sua arcidiocesi di Mérida, cui hanno partecipato migliaia di fedeli provenienti dallo stato di Mérida e da altre città del paese. Secondo le informazioni pervenute a Fides, i concelebranti principali erano il Nunzio apostolico in Venezuela, l'Arcivescovo Aldo Giordano, e il Vescovo ausiliare di Caracas, Sua Ecc. Mons. Trino Fernández, in rappresentanza dell'Arcivescovo di Caracas, il Card. Jorge Urosa Savino, assente per motivi di salute. Inoltre erano presenti Vescovi, sacerdoti, seminaristi e religiosi venezuelani.Nell'omelia, pronunciata da Mons. Fernandez, il Vescovo ha parlato della forza e del coraggio del Card. Porras in tempi difficili come quelli che vive la democrazia venezuelana, e ha sottolineato il lavoro pastorale svolto durante tutto il suo ministero sacerdotale e come difensore dei bisognosi, diventando un punto di riferimento per molti nella Chiesa cattolica.Rivolgendosi ai presenti, Mons. Trino Fernández ha affermato la necessità di essere uniti dinanzi ai problemi del paese: "Dobbiamo fare insieme tutte le cose, in modo di continuare a prepararci ad affrontare le situazioni della vita. Non lasciamoci trasportare da qualsiasi messaggio o racconto di fantasia. Dal momento che abbiamo la fede, dobbiamo ricordare che siamo stati costruiti sulla pietra e non sulla sabbia, al fine di servire i più poveri".La Messa è stata celebrata ieri, domenica 4 dicembre, nello stadio Rincón Gutiérrez della Universidad de los Andes. Oltre a chiudere il Giubileo della Misericordia, la celebrazione ha anche aperto il duplice Giubileo per celebrare i 50 anni di ordinazione sacerdotale del neo Cardinale e i suoi 25 anni di servizio alla Chiesa di Mérida .

AFRICA/MADAGASCAR - Educare alla vita e all’amore: un centro nella diocesi di Fianarantsoa

Fianarantsoa – “Dal 2013 la diocesi di Fianarantsoa gestisce il Centro E.V.A. , il cui motto è ‘Proteggere la vita - Promuovere l’Amore’. Lo racconta a Fides padre Albert Rainiherinoro, M.I. “Il centro - continua p. Albert - è uno strumento al servizio della vita e della famiglia. Accoglienza, ascolto, consulenze e accompagnamento, formazione, informazione, materiali audiovisivi, libri e riviste: questi i servizi offerti. Inoltre a disposizione degli utenti ci sono una decina di volontari laici e un sacerdote. Il team risponde anche alle richieste esterne provenienti da varie strutture interessate ai temi dell’E.V.A. come scuole, parrocchie, prigioni, ecc. Vista la crescente richiesta di formazione, quest’anno abbiamo voluto organizzare due sessioni di formazione per i formatori. Tra i temi affrontati: cosa è l’E.V.A., la famiglia secondo la Dottrina sociale della Chiesa, fondamenti filosofici relativi alla famiglia, la concezione malgascia e la spiritualità della famiglia, la sessualità, comunicazione in famiglia, i metodi naturali di regolarizzazione della nascita. Alla fine del loro percorso formativo, i partecipanti al corso rinforzeranno il team del Centro, pur continuando la loro formazione permanente aggiornandosi sulle tematiche dell’E.V.A.” conclude il missionario camilliano.

VATICANO - Il Card. Filoni: San Francesco Saverio è all’origine della missionarietà moderna

Roma – “Francesco Saverio è all’origine di quella missionarietà moderna che si apriva ai nuovi mondi e che si andava affermando nel corso dei secoli XV e XVI” ha evidenziato il Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, il Card. Fernando Filoni, durante la Messa che ha presieduto la sera di sabato 3 dicembre nella chiesa romana del Gesù, nella festa del Santo Patrono delle Missioni.Nel 1506, quando nacque Francesco Saverio, erano passati quattordici anni dalla scoperta dell’America e otto dall’apertura delle rotte verso le Indie Orientali. “Si era, cioè, agli albori di quel secolo che avrebbe indotto la Sede Apostolica a occuparsi dell’evangelizzazione a Occidente, a Oriente e a Sud dell’Europa” ha ricordato il Cardinale, anche se poi, si dovrà attendere il 1599, alcuni decenni dopo la sua morte, per vedere la struttura antesignana della Congregazione di Propaganda Fide. “Le sue lettere, le sue relazioni e le sue gesta avevano avuto tanto rilievo in Europa da obbligare i Papi del tempo a manifestare ogni attenzione non solo nel finanziare i viaggi apostolici dei missionari, ma ad assumere l’iniziativa missionaria”.“Francesco Saverio si può effettivamente ritenere l’uomo che fu preso totalmente dalla grazia dello Spirito Santo per una missione” ha detto il Card. Filoni, ma “anche oggi il compito di evangelizzare è sempre urgente davanti a noi”. Seguendo le tracce di Paolo di Tarso e di Francesco Saverio, un immenso stuolo di missionari in questi secoli si sono succeduti nel portare il Vangelo in tutti i continenti, ed ancora oggi “la sfida missionaria ci spinge ad accogliere, con intima adesione, l'invito di Papa Francesco nell’essere una Chiesa in uscita, una comunità missionaria che sempre prende l’iniziativa per raggiungere tutti i popoli”. Sfida che appartiene a tutti i battezzati, compito affidato dal Signore risorto a tutta la sua Chiesa.Quindi il Prefetto del Dicastero Missionario ha accomunato Francesco Saverio, “il grande e straordinario viaggiatore missionario”, Teresa di Gesù Bambino, “la grande mistica di clausura sempre spiritualmente proiettata all’annuncio del Vangelo” e Paolina Jaricot, la giovane laica fondatrice dell’Opera della Propagazione della Fede, che, attraverso la Catena del Rosario e la raccolta delle offerte tra le operaie della fabbrica in cui lavorava, rendeva quelle giovani donne partecipi dell’opera missionaria. “Tre personalità, diverse e così profondamente amanti della missionarietà – ha messo in evidenza -, zelanti nel sostegno spirituale e materiale, assillate dal desiderio che Gesù Cristo fosse portato, conosciuto e amato da tutti gli uomini e da tutte le donne; tre personalità in cui troviamo come la sintesi, di tutto il Popolo di Dio che si slancia nell’annunzio del Vangelo”.Nella parte conclusiva dell’omelia, il Card. Filoni ha messo ancora in rilievo che “la missionarietà della Chiesa porta in sé la gioia dell’annunzio del Vangelo, il quale non è un bel libro di filosofia o di racconti edificanti, ma è l’incontro con Cristo; la missionarietà è portare, andare incontro a Cristo Signore”. Link correlati :Il testo integrale dell’omelia del Cardinale, in italiano

Páginas