Derniers flash de l'agence Fides

ASIA/INDONESIA - Nomina del Vescovo di Sintang

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 21 dicembre 2016, ha nominato Vescovo della diocesi di Sintang il P. Samuel Oton Sidin, O.F.M. Cap., Parroco di S. Francesco d’Assisi a Tebet, Jakarta.Il Rev.do P. Samuel Oton Sidin, O.F.M. Cap., è nato il 12 dicembre 1954 a Pontianak. Dopo le scuole elementari, ha frequentato il Seminario Minore di Nyarumkop. Entrato nell’Ordine dei Frati Cappuccini nel 1977, ha completato gli studi filosofici e teologici presso il Seminario Maggiore Inter-diocesano di Pematangsiantar a Medan . Ha emesso i voti perpetui il 18 luglio 1982 ed è stato ordinato sacerdote il 1° luglio 1984.Dopo l’Ordinazione ha svolto i seguenti incarichi: 1984-1985: Vicario parrocchiale a Nyarumkop; 1985-1990: Studi per la Laurea in Spiritualità presso l’Antonianum, a Roma; 1990-1993: Vice-Maestro dei Novizi; 1993-1997: Maestro dei Novizi; 1997-2003: Ministro della Provincia dei PP. Cappuccini di Pontianak; 2003-2008: Direttore della Casa Rumah Pelangi ed incaricato per il progetto di conservazione della foresta; 2009-2012: Ministro della Provincia dei Cappuccini di Pontianak; dal 2012: Parroco della Parrocchia S. Francesco d’Assisi a Tebet, Jakarta.La diocesi di Sintang, eretta nel 1961, è suffraganea dell’Arcidiocesi di Pontianak. Ha una superficie di 62.193 kmq e una popolazione di 979.300 abitanti, di cui 252.400 sono cattolici. Ci sono 36 parrocchie, 67 sacerdoti , 7 Fratelli Religiosi, 64 Religiose e 21 seminaristi maggiori.

ASIA/PAKISTAN - Amnesty: la legge sulla blasfemia è flagrante violazione dei diritti umani

Islamabad - La legge sulla blasfemia in vigore in Pakistan è spesso usata contro le minoranze religiose o in modo strumentale e serve a rafforzare gruppi di vigilantes musulmani intenzionati a minacciare o uccidere le persone accusate. Per questo va abrogata. Lo afferma un nuovo rapporto di Amnesty International titolato “As good as dead’ The impact of the blasphemy laws in Pakistan” inviato all'Agenzia Fides.“Ci sono prove schiaccianti che la legge sulla blasfemia viola i diritti umani e incoraggia le persone ad applicarla per loro tornaconto. Una volta che una persona viene accusata, il sistema le offre ben poca protezione, la presume colpevole e non la tutela da coloro che vogliono usarle violenza” , spiega Audrey Gaughram, direttrice del programma "Temi globali" di Amnesty International.Il rapporto spiega come le persone accusate di blasfemia portino avanti "una lotta impari per vedersi riconosciuta l’innocenza". E, anche se vengono prosciolte e rilasciate, spesso dopo lunghi ritardi, possono ancora subire minacce di morte. Il documento di Amnesty osserva che, una volta registrata una denuncia per blasfemia, la persona accusata può essere arrestata anche senza che la polizia verifichi se la denuncia è fondata. Piegandosi alla pressione di folle infuriate e di leader religiosi estremisti, spesso la polizia trasmette il caso a un magistrato senza compiere le opportune indagini e verificare le prove. Inoltre quando l’accusa è formalizzata, il rilascio su cauzione può essere negato e "si prospetta un processo dai tempi lunghi e iniquo, come nel noto caso di Asia Bibi, condannata a morte nel 2010" e oggi in attesa del giudizio della Corte Suprema.E’ ben noto il fenomeno, ricorda il testo , per cui gruppi o singole persone si fanno giustizieri "minacciando o uccidendo le persone accusate e quelle a loro legate, come i familiari, gli avvocati e i membri della comunità di appartenenza". Anche gli operatori del sistema giudiziario, come magistrati, avvocati, agenti di polizia, sono intimiditi e non possono operare in modo efficace e imparziale.Amnesty International spiega come la legge sulla blasfemia si presti all’abuso e violi gli obblighi internazionali del Pakistan di rispettare e proteggere una serie di fondamentali diritti umani, come le libertà di religione, credo, opinione ed espressione. L’organizzazione chiede l’abrogazione di questa legge - strumentalizzate spesso per colpire le persone più vulnerabili, come i bambini, le persone con disabilità mentale, gli appartenenti alle minoranze religiose - e invita il governo pakistano ad adottare l’adozione di nuove norme che rispettino in pieno il diritto internazionale. La legge di blasfemia è composta da tre articoli del codice penale pakistano che puniscono con l’ergastolo o la pena di morte il vilipendio al Corano, all’islam e al Profeta Maometto.

AFRICA/CONGO RD - Rapite due attiviste dei diritti umani, una terza gravemente ferita, nell’est del Paese

Kinshasa -Gravi violenze contro tre attiviste della società civile nel Nord Kivu, nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Le tre donne fanno parte della Coalition des femmes pour la protection des droits humains, un collettivo per il rispetto dei diritti umani nell’altopiano di Ruzizi nel Territorio d’Uvira.Secondo quanto comunicato all’Agenzia Fides le tre attiviste avevano percorso i villaggi della zona per sensibilizzare la popolazione sulla non violenza e il rispetto della Costituzione, alla vigilia della scadenza del secondo e ultimo mandato del Presidente Josesph Kabila alla mezzanotte del 19 dicembre . Si voleva soprattutto informare la popolazione che il passaggio del potere tra un Presidente e il suo successore è un diritto costituzionale garantito a tutti i congolesi. Nel corso dei loro spostamenti le tre donne hanno ricevuto diverse minacce telefoniche. La sera del 19 dicembre alcuni militari delle forze armate congolesi sono entrati a forza nelle abitazioni delle attiviste. Grace Tulinabitu è stata gravemente ferita e torturata mentre diversi oggetti personali le sono stati rubati. Sono state invece rapite Judith Chekanabo e Armelle Mwamini e di loro si sono perse le tracce.Oggi, 21 dicembre, Papa Francesco ha lanciato un accorato appello per la grave crisi nella RDC. “Coloro che hanno responsabilità politiche ascoltino la voce della propria coscienza, sappiano vedere le crudeli sofferenze dei loro connazionali e abbiano a cuore il bene comune” ha detto il Papa. “Alla luce di un recente incontro che ho avuto con il Presidente e il Vice-Presidente della Conferenza Episcopale della Repubblica Democratica del Congo, rivolgo nuovamente un accorato appello a tutti i congolesi perché in questo delicato momento della loro storia, siano artefici di riconciliazione e di pace”.

ASIA/PAKISTAN - I cristiani celebrano il compleanno del Profeta, i musulmani il Natale

Lahore - Il dialogo e le buone relazioni islamo-cristiane si costruiscono anche con la reciproca partecipazione alle principali festività delle rispettive religioni. Accade così che i francescani di Lahore hanno festeggiato il compleanno del profeta Maometto in una celebrazione interreligiosa tenutasi a Lahore, alla presenza di leader religiosi e fedeli musulmani e, per l'occasione, i membri delle due comunità si sono scambiati gli auguri di Natale, come riferisce a Fides p. Victor Sawera OFM, organizzatore dell'evento. “Abbiamo letto brani tratti dalla Bibbia e del Corano. Alcuni religiosi islamici hanno offerto la preghiera della sera nella cappella del centro francescano. Erano presenti diversi imam come Syed Abdul Khabir Azad, imam della Moschea reale di Lahore, che hanno apprezzato la celebrazione del compleanno del profeta in una casa cristiana: questo può essere di esempio a tutti i cittadini del Pakistan" racconta a Fides p. Sawera, rimarcando che "il dialogo interreligioso e la promozione della pace e dell'armonia sono nel DNA della spiritualità francescana e oggi sono indispensabili", ribadendo "l'urgenza di lavorare di più per la costruzione della pace e l'armonia tra le nazioni e le religioni. Per noi francescani, essere ponti di pace è una vocazione" ha concluso.Lo stesso spirito si è respirato nella celebrazione natalizia proposta nei giorni scorsi dall’Ambasciata del Pakistan a Roma: l'ambasciatore Nadeem Riyyaz della Repubblica islamica del Pakistan in Italia ha ospitato la celebrazione cui hanno partecipato seminaristi pakistani, suore e sacerdoti che studiano a Roma, così come i membri dei consigli generali delle congregazioni religiose che hanno case o missioni in Pakistan. Come appreso da Fides, nel corso della festa, accompagnata da canti natalizi in lingua urdu, punjabi, italiano e inglese, p. Robert McCulloch, procuratore generale della Società Missionaria di San Colombano, ha ringraziato l'ambasciatore Riyyaz per aver voluto ospitare la festa di Natale, estendendo gli auguri per la ricorrenza di Eid-e-Milad-ul-Nabi, il compleanno del Profeta Maometto. Il Natale si celebra all'Ambasciata del Pakistan in Italia per il quinto anno consecutivo: la tradizione è stata iniziata dall'ambasciatore Tehmina Janjua, attualmente in servizio diplomatico presso le Nazioni Unite a Ginevra, con l'intento di lavorare per l'armonia religiosa. Entrambi gli ambasciatori hanno ricevuto la loro formazione in scuole cattoliche in Pakistan.

AFRICA/NIGERIA - Rapito un altro sacerdote nella regione del Delta

Abuja - Rapito un altro sacerdote cattolico in Nigeria. Si tratta di p. Jude Onyebadi, parroco della chiesa di San Pietro e Paolo a Issele-Azagba, nella regione del Delta, nel sud del Paese. Secondo notizie pervenute all’Agenzia Fides, è stato sequestrato il 16 dicembre da tre uomini armati che si sospetta siano pastori Fulani, nella sua piantagione di ananas.I rapitori avrebbe richiesto inizialmente 50 milioni, poi scesi a 20, di Naira per la liberazione del sacerdote.Il Direttore delle Comunicazioni Sociali della diocesi di Issele-Uku, Charles Uganwa, ha confermato il rapimento ed ha invitato i rapitori a rilasciare l’ostaggio senza condizioni, ricordando che la Chiesa cattolica non paga riscatti.Nel 2016 diversi sacerdoti cattolici sono stati rapiti in Nigeria, specie nelle regioni del sud. don Sylvester Onmoke, Presidente dell’Associazione dei preti diocesani della Nigeria ha qualificato “la recente ondata di rapimenti di sacerdoti e religiosi come un assalto alla Chiesa” .

AFRICA/SUDAN - Emergenza sanitaria: chiusi altri 11 centri sanitari in Darfur, Blue Nile e South Kordofan

Karthoum - Decine di strutture sanitarie sostenute dall’Organizzazione mondiale della sanità nelle aree del Sudan, lacerate dai conflitti, rischiano la chiusura per la mancanza di fondi. Un milione di persone rischiano così di ritrovarsi esposte a gravi epidemie. Undici cliniche sono già state chiuse in Darfur, Blue Nile e South Kordofan, da dove milioni di persone sono state sfollate o fuggono anni di combattimenti tra le truppe governative e i gruppi armati. Il rischio di chiusura a causa della mancanza di liquidità c’è anche per altre 49 cliniche di queste aree, come ha dichiarato il responsabile della Oms in Sudan, nel comunicato pervenuto a Fides. La chiusura potrebbe avere un forte impatto sui servizi di vaccinazioni, oltre che lasciare circa 323 mila donne in età fertile e bambini con meno di 5 anni privi di accesso alle cure mediche. C’è il rischio anche di un elevato numero di epidemie dovute ai lunghi spostamenti che le persone devono fare per raggiungere i dispensari più vicini. Oltre la metà di queste strutture sanitarie si trovano in Darfur, dove sono state sfollate più di due milioni e mezzo di persone. Anni di conflitti nel South Kordofan e nel Blue Nile hanno causato lo sfollamento di 600 mila persone. In Sudan sono stati accolti il 25% di tutti i sud sudanesi in cerca di riparo, fuggiti dalle guerre. Si tratta di oltre 250 mila persone. I finanziamenti per il settore sanitari in Sudan sono drasticamente diminuiti negli ultimi due o tre anni. La crisi di liquidità dell’Oms e delle altre ong è acuta: molte cliniche non hanno denaro per poter acquistare farmaci o per pagare il personale sanitario.

AMERICA/MESSICO - Solidarietà della diocesi di Cuautitlán per l’esplosione al mercato di articoli pirotecnici

Tultepec – “Ci uniamo a tutti i lavoratori del mercato di San Pablito a Tultepec in questa tragedia” scrive il Vescovo di Cuautitlán, Sua Ecc. Mons. Guillermo Ortiz Mondragón, esprimendo solidarietà alle vittime dell’esplosione verificatasi nel pomeriggio di ieri, 20 dicembre, al mercato di fuochi d'artificio di San Pablito. Secondo le ultime agenzie, la tragedia ha lasciato 31 morti, 72 feriti e 48 scomparsi. In poco più di un’ora 6 esplosioni hanno fatto scomparire 300 stand del mercato pirotecnico più famoso del Messico. Esprimendo la sua vicinanza anche a nome di sacerdoti, religiosi e laici della diocesi di Cuautitlán, nel comunicato il Vescovo ricorda che questa città in particolare è nota per la confezione di articoli pirotecnici, che le hanno fatto guadagnare riconoscimenti e premi in tutto il mondo."Circa dieci anni fa è stato ristrutturato, diventando uno dei più sicuri in America Latina" continua il testo inviato a Fides, ricordando che ha perfino la certificazione dell'istituto di difesa. Si calcola che in quel mercato si gestiscono più di 300 tonnellate di fuochi d'artificio.Mons. Ortiz Mondragon informa che oggi celebrerà la Messa “nella speranza della risurrezione dei nostri morti e per la pronta guarigione delle vittime, colpite sia nella salute che nel lavoro”.

AMERICA/ARGENTINA - La droga è tra le nuove forme di povertà da affrontare con urgenza

Buenos Aires – "Dobbiamo aiutare ad alzarsi coloro che sono caduti ed impedire ad altri che sono vulnerabili di cadere ... Non potremmo mai sostituire le famiglie, ma come Chiesa, siamo famiglia di Dio, e dobbiamo fare ogni sforzo per creare uno spazio in cui i ragazzi riescano a sentirsi curati e protetti": lo ha detto Sua Ecc. Mons. Ariel Edgardo Torrado Mosconi, Vescovo di Nueve de Julio, nell'incontro di coordinamento della lotta alla droga della sua Diocesi, nella zona nord di Buenos Aires.Il Vescovo, davanti a una trentina di persone, fra cui 17 rappresentanti dei tanti distretti in cui si divide la diocesi, ha sottolineato che dopo un anno di monitoraggio nella diocesi sul flagello della droga fra i giovani, "tutti dobbiamo impegnarci a lavorare nella prevenzione". Poi ha proposto la creazione di centri di accoglienza e supporto in coordinamento con la Caritas: "dobbiamo anche cambiare il pensiero corrente che la Caritas regali solo abiti e alimenti. Oggi ci sono nuove forme di povertà che dobbiamo affrontare con urgenza".All'incontro è intervenuto anche Pablo Vidal, della Pastorale contro la droga-dipendenza della Caritas, per spiegare il lavoro dei Centri di Quartiere che lavorano in questo campo. Ha citato come esempio il Centro Caacupé, al centro di Buenos Aires, che all’apertura nel 2008 contava solo 7 ragazzi, oggi conta più di mille famiglie.L'incontro si è concluso con l'impegno di verificare la reale possibilità di creare un centro in ogni distretto. La diocesi di Nueve de Julio situata nella zona nord della "Grande Buenos Aires" ha una superficie di 57.016 km2, e una popolazione di circa 410.000 abitanti di cui cattolici il 91%

EUROPA/ITALIA - Appello del Rettor Maggiore ai Salesiani per la missione “ad gentes”

Roma – Il Rettor Maggiore dei Salesiani di Don Bosco , Don Ángel Fernández Artime, ha lanciato ai Salesiani di tutto il mondo un appello missionario “ad gentes”, rivolgendosi a “tutti quei Confratelli che si sentono chiamati dal Signore a vivere la vocazione salesiana in questa forma particolare: disponibili ad essere salesiani missionari ‘ad gentes, ad exteros, ad vitam’.”Tre sono le motivazioni alla base di questo appello. La missione evangelizzatrice nel mondo chiede ai Salesiani “di aprirci ancora di più nel dare risposta a tante richieste che ci giungono continuamente dalla Chiesa”. Inoltre “in alcune nazioni dei cinque continenti mancano salesiani che possano offrire il loro servizio, mentre in altri posti le forze apostoliche sono più numerose”. Cita quindi i giovani che attendono “nel contesto del Progetto Europa, nel Medio Oriente, nei paesi a maggioranza musulmana, nelle isole dell’Oceania, nel Sud Sudan, nella Mongolia, in Siberia, Cambogia e Malesia, così come i giovani migranti del continente americano”.Infine occorre recuperare la grande “passione missionaria” di don Bosco. Il Rettor Maggiore scrive nel suo appello di aver visitato 44 Ispettorie del mondo negli ultimi anni, e ciò lo ha reso consapevole che “è stato lo slancio missionario del nostro Padre a rendere universale la Congregazione nella Chiesa e nel mondo”.Don Ángel Fernández Artime lancia quindi un “forte appello” e invita alla generosità e alla preghiera, esortando Direttori e Ispettori a non spegnere in nessun modo “l’inquietudine missionaria dei giovani Confratelli e di nessun altro Confratello, limitando il loro sguardo e il loro interesse solo alla propria Ispettoria”.

ASIA/INDIA - Nomina di Vescovi Ausiliari di Bombay

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 20 dicembre 2016, ha nominato Vescovi Ausiliari dell’arcidiocesi di Bombay : il rev.do Allwyn D’Silva, Vicario Episcopale di Bombay, e il rev.do Barthol Barretto, del clero di Bombay, Parroco e Vicario Foraneo. Al rev.do D’Silva è stata assegnata la sede titolare vescovile di Dura e al rev.do Barretto è stata assegnata la sede titolare vescovile di Strongoli.Il Rev.do Allwyn D’Silva è nato il 20 aprile 1948, a Mumbai, nell’Arcidiocesi di Bombay. Ha compiuto gli studi di Filosofia e Teologia al St. Pius X College, Goregaon, Arcidiocesi di Bombay. Ha ottenuto un Baccellierato in Scienze Politiche ed Economiche presso l’Università di Delhi e un Master in Scienze Politiche presso la Mumbai University. È stato ordinato sacerdote il 19 aprile 1975. Dopo l’Ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: 1975-1976: Vicario parrocchiale di St. Anthony Parish a Vakola; 1976-1977: Ministero presso il National Vocations Centre a Pune; 1977-1986: Responsabile delle vocazioni, con residenza presso St. Anthony Parish a Vakola; 1986-1988: Vicario parrocchiale a St. Jude Parish a Jeri-Meri, Mumbai; 1988-1994: Parroco a St. Jude Parish a Jeri-Meri, Mumbai; 1991-1994: Decano del Decanato South East Salsette; 1994-2000: Priest-in-charge di St. Jude Church a Maladi East; 2000-2007: Priest-in-charge di St. Anthony’s Church a Dharavi; 2002-2007: Decano del Decanato North Mumbai; 2007-2011: Parroco di Our Lady of Nazareth Parish a Bhayandar; 2007-2011: Decano del Decanato di Bhayandar; dal 2011: Parroco di St. John the Baptist Parish a Thane; dal 2012: Vicario Episcopale di Bombay.È altresì membro del Consiglio Pastorale, del Consiglio Presbiterale, della Commissione della Giustizia e della Pace, Co-Presidente del Centre for Peace Trust, Direttore dell’Ufficio Arcivescovile per l’Ambiente, Direttore del Prison Ministry India a Mumbai, nonché Segretario del Climate Change Desk della Federation of Asian Bishops’ Conferences . Ha insegnato per oltre 35 anni presso il St. Pius X College a Mumbai.Il Rev.do Barthol Barretto è nato il 16 settembre 1961, a Mahim, Mumbai, nell’Arcidiocesi di Bombay. Ha compiuto gli studi di Filosofia e Teologia al St. Pius X College, Goregaon, Mumbai. Ha un Bachelor of Arts in Storia conseguito presso la Bombay University, Mumbai. È stato ordinato sacerdote l’8 aprile 1989 per l’Arcidiocesi di Bombay.Dopo l’Ordinazione sacerdotale, ha ricoperto i seguenti incarichi: 1989-1993: Vicario parrocchiale di St. Xavier Parish, a Dabul; 1993-1995: Direttore aggiunto della Sezione Giovani del Diocesan Pastoral Centre a Bandra; 1995-1999: Direttore della Sezione Giovani del Diocesan Pastoral Centre a Bandra; 1999-2002: Priest-in-charge della St. Francis Xavier Parish Unit, a Panvel; 2002-2004: Parroco di St. Lawrence Parish, a Wagle Estate, Thane ed in pari tempo Decano del Decanato di Thane; 2004-2008: Segretario dell’Arcivescovo; 2008-2011: Parroco di St.Thomas Parish, a Goregaon East e Direttore Spirituale presso il St. Pius X College a Goregaon; dal 2010: Amministratore di St. Pius X College a Goregaon e Decano del Decanato di Borivli; dal 2011: Parroco di Immaculate Conception Parish a Borivli.

ASIA/TERRA SANTA - L'Arcivescovo Pizzaballa: la legge per 'silenziare' le moschee rappresenterebbe un “precedente pericoloso”

Gerusalemme -– L'Arcivescovo Pierbattista Pizzaballa OFM, Amministratore apostolico sede vacante del Patriarcato latino di Gerusalemme, ha manifestato la propria contarietà al progetto sostenuto dal governo israeliano per togliere dalle moschee d'Israele gli altoparlanti ultilizzati per diffondere l'Adhan, la chiamata alla preghiera islamica, di solito fatta dal muezzin cinque volte al giorno dal minareto. “Io credo che si tratti di un precedente pericoloso. Mi auguro che questo progetto di legge non vada avanti. Ci sono altri modi per risolvere il problema dell'inquinalmento acustico” ha dichiarato l'Arcivescovo Pizzaballa in occasione della conferenza stampa prenatalizia tenuta ieri, lunedì 19 dicembre, presso la sede del Patriarcato latino di Gerusalemme. Il disegno di legge, approvato dalla Commisisone ministeriale per la legislazione a metà novembre e ora al vaglio del Parlamento, è stato motivato dalla necessità di proteggere i cittadini israeliani dai “rumori”. L'iniziativa legislativa è stata bollata da parte palestinese come una provocazione, con cui - a detta del Presidente palestinese Abu Mazen - si rischia di “far sprofondare la regione in un baratro”. Durante la conferenza stampa di ieri l'Arcivescovo Pizzaballa ha anche citato la vicenda della Valle di Cremisan, dove il Muro di separazione voluto dal governo d'Israele è stato costruito “nonostante i nostri molteplici appelli alle autorità israeliane”. L'esproprio delle terre delle famiglie cristiane realizzato per costruire il muro – ha aggiunto l'Arcivescovo - “rappresenta un sequestro della loro eredità”. Delineando anche le linee guida dell'incarico ricevuto dal Papa come Amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, Pizzaballa ha sottolineato che “la nostra Chiesa locale qui in Terra Santa riconosce anche il proprio bisogno di rinnovamento spirituale, e sta entrando in un periodo di riforma in termini di amministrazione, organizzazione e lavoro pastorale”. .

AFRICA/CONGO RD - Scontri a Lubumbashi; “uccisa una ragazza e una parrocchia saccheggiata” secondo fonti locali

Kinshasa - “La popolazione, soprattutto dei quartieri periferici, è scesa nelle strade per protestare. Ci sono stati scontri con le forze dell’ordine, con sparatorie. Abbiamo notizia di una studentessa uccisa da un proiettile vagante. Sono state date alle fiamme delle automobili e alcuni negozi sono stati saccheggiati. Anche una parrocchia è stata saccheggiata” riferiscono all’Agenzia Fides fonti della Chiesa da Lubumbashi, la seconda città della Repubblica Democratica del Congo ed ex capoluogo della vecchia provincia del Katanga. “Al momento la tensione è un po’ diminuita, ma le strade rimangono deserte ed anche i mezzi pubblici non circolano, sono presenti solo la polizia e l’esercito”.La popolazione è scesa in strada per protestare per le mancante elezioni presidenziali che dovevano tenersi quest’anno, mentre ieri a mezzanotte è scaduto il secondo e ultimo mandato del Presidente uscente Joseph Kabila. Lubumbashi è il feudo elettorale di Moïse Katumbi, l’ex governatore del Katanga, considerato come uno dei maggiori candidati alla Presidenza, una volta che si terranno le elezioni. Katumbi però è stato accusato di un tentato golpe ed è riparato all’estero .Kabila, che intende rimanere al potere fino all’elezione del suo successore, ha nominato un nuovo governo frutto dell’accordo del 18 ottobre tra la maggioranza presidenziale e una parte dell’opposizione. La maggior parte degli oppositori, raccolta sotto la sigla “Le Rassemblement”, chiede invece che Kabila lasci immediatamente il potere. Il leader di “Le Rassemblement”, lo storico oppositore Étienne Tshisekedi, ha lanciato un appello alla popolazione a non riconoscere più Kabila come Capo dello Stato. La capitale Kinshasa, come le altre maggiori città congolesi sono ferme, con la popolazione bloccata in casa e le forze dell’ordine che pattugliano le strade.

AMERICA/PANAMA - “Il Medico a casa tua”: iniziativa a favore delle persone più vulnerabili

Panama City - Le iniziative sanitarie di Città del Messico, denominate “Médico en tu casa” e “Cunas CDMX”, sono state presentate alle autorità del Ministero della Salute di Panama che vuole metterle in atto a favore delle persone meno favorite. Attraverso un Accordo di Cooperazione, appena firmato dal capo del Governo di Città del Messico e dal Ministro della salute panamense, verrà avviato il progetto anche a Panama. Tra gli obiettivi quello di portare alle persone più bisognose assistenza medica preventiva. Secondo gli esperti, attraverso questa politica sociale sarà possibile consolidare uno schema di salute a domicilio adeguato e di qualità per aiutare tutti quelli che non hanno la previdenza sociale. Secondo le informazioni pervenute a Fides, il programma “Cunas CDMX”, già adottato in altri Stati messicani, prevede tra gli altri la lotta contro le cosiddette morti bianche. L’iniziativa consiste nella consegna di materiale pediatrico con diversi articoli per il neonato e una carta informativa per il bambino da 0 a 6 anni. Inoltre le autorità locali ritengono che la funzionalità del programma “Médico en tu casa” abbia consentito di firmare alleanze a livello internazionale in Colombia, Dubai, Kuwait, Cuba, Ucraina, Lituania, Cina e prossimamente in Francia e Uruguay. A Città del Messico grazie al programma sono state visitate circa 2.600.000 famiglie, assistite 259.600 persone in condizioni vulnerabili e 28.345 donne incinte. Tra le altre prestazioni, anche servizi sanitari a 206.612 adulti, a 47.816 persone disabili, e 20.425 cure odontoiatriche a domicilio.

AMERICA/STATI UNITI - Migranti centroamericani “cercano alloggio” insieme ai Vescovi

El Paso – Un gruppo di 30 migranti centroamericani sono stati gli ospiti speciali della "Posada Sin Fronteras", che è stata organizzata dalle diocesi di El Paso e di Las Cruces , per le strade del centro della città di El Paso lo scorso fine settimana.Cercare “Posada” è una rappresentazione tipica della tradizione messicana nel tempo di Natale, e consiste nel chiedere simbolicamente alloggio e cibo a qualcuno, ricordando così la Vergine Maria e San Giuseppe nei giorni prima della nascita di Gesù. Coloro che partecipano pregano e cantano, infine si mangia tutti insieme e si fa festa.I migranti “pellegrini” hanno cercato “posada” insieme al Vescovo di El Paso, Sua Ecc. Mons. Mark Seitz, ed al Vescovo di Las Cruces, Sua Ecc. Mons. Oscar Cantu, e si sono rivolti a vari enti di beneficenza che hanno marciato per le strade della città. Dopo aver cantato e pregato sono stati accolti presso la Casa dell'Annunciazione e la Rock House Cafe.“Sono lieto di comunicare che proprio mentre si stava effettuando la ‘posada’ è arrivato alla Casa dell'Annunciazione un bus con 30 persone che sono state affidate alle nostre cure da parte delle autorità dell’immigrazione" ha detto Ruben Garcia, direttore della Casa Annunciazione."Come cattolici siamo pronti a continuare ad aiutare i nostri fratelli che hanno bisogno di cibo, di vestiti e di dormire, questi giorni sono molto importanti per aiutare coloro che hanno bisogno di noi" ha detto Mons. Seitz nell'accogliere i migranti che ascoltavano con attenzione.L'impegno della comunità cattolica è stato evidenziato anche dalla presenza del Vescovo Oscar Cantu, che ha fatto il pellegrinaggio per strada, mentre il gruppo marciava con la musica e la danza .Secondo la nota pervenuta a Fides dalla Casa Annunciazione, in questo periodo di Natale-Capodanno sono in arrivo a El Paso circa 500 migranti che hanno bisogno di cibo, vestiti e riparo.

AMERICA/VENEZUELA - “La soluzione non è la barbarie”: l’Arcivescovo di Ciudad Bolivar dopo le violenze e i saccheggi

Ciudad Bolivar – “Siamo fermamente convinti che la soluzione non è la barbarie, gli atti di vandalismo e l'irrazionalità. Siamo in grado di risolvere i nostri conflitti in un quadro civile, pacifico e democratico. La violenza è l'arma di coloro che non hanno ragione" afferma il comunicato di Sua Ecc. Mons. Ulises Antonio Gutiérrez Reyes, Arcivescovo di Ciudad Bolivar, pubblicato il 19 dicembre dopo gli episodi di vandalismo e saccheggio dei negozi della città avvenuto durante il fine settimana.“Siamo un popolo identificato con la giustizia e la pace, rispettoso dei valori morali e spirituali radicati nelle nostre famiglie. E' vero che in Venezuela stiamo attraversando tempi difficili... Viviamo in una società in cui alla radice si trova il peccato strutturale, che impone quindi sempre la cultura della morte, il caos e la confusione" continua il testo, pervenuto a Fides.“Invitiamo tutti a rimanere protagonisti del bene comune, a farci ascoltare, a far valere i nostri diritti, rifiutando ogni forma di violenza, e in nessun caso a prendere parte a questi atti che contraddicono la nostra condizione di cristiani” ribadisce l’Arcivescovo. “Siamo molto preoccupati per il silenzio dei media, sia a livello nazionale e regionale, ciò ha incoraggiato voci, ansia e panico nella popolazione" conclude il comunicato.Secondo dati raccolti da Fides, circa 450 negozi sono stati completamente svuotati e distrutti, molti addirittura incendiati senza motivo. “E' la prima volta nella storia che accade una cosa del genere a Ciudad Bolivar, questa è una città che vive di commercio. L’80% del movimento economico della città è generato dal commercio, non ci sono industrie, e questo ci colpisce molto" ha detto il presidente della Camera di Commercio dello stato di Bolivar. Molte testimonianze sulle reti sociali denunciano come causa principale di questa particolare situazione le ultime misure economiche del governo contro la popolazione . Gli stessi Vescovi avevano messo in guardia sul pericolo di questo tipo di reazione.

AMERICA/PERU’ - Dimissioni del Vicario Apostolico di Yurimaguas e nomina dell’Amministratore Apostolico

Città del Vaticano – Il Santo Padre Francesco, in data 17 dicembre 2016, ha accettato la rinuncia al governo pastorale del Vicariato Apostolico di Yurimaguas , presentata da S.E. Mons. José Luis Astigarraga Lizarralde, C.P., e ha nominato Amministratore Apostolico sede vacante et ad nutum Sanctae Sedis del medesimo Vicariato, il P. Jesús María Aristín Seco, C.P., attualmente Segretario Generale dei PP. Passionisti a Roma.

EUROPA/ITALIA - Morto il Superiore generale dei Missionari Saveriani

Roma - Ieri, domenica 18 dicembre, verso le 4,30 del mattino, è morto all’ospedale Santo Spirito di Roma, dove era ricoverato da qualche tempo, il Superiore Generale dei Missionari Saveriani , Padre Luigi Menegazzo. Negli ultimi giorni il suo stato di salute si era aggravato, ed è deceduto per crisi cardio-respiratoria. Secondo le informazioni diffuse dalla curia generalizia, i funerali si svolgeranno a Roma, nella Casa generalizia di viale Vaticano 40, martedì 20 dicembre alle ore 10, 30. A Parma, nel Santuario Conforti della Casa Madre, ci sarà una Veglia di preghiera alle ore 20, 45 di martedì 20, e la celebrazione eucaristica mercoledì 21, alle ore 10, 30.Nato nel 1952 a Cittadella, in provincia di Padova, padre Menegazzo entrò dai Saveriani nel 1963. Ordinato sacerdote il 25 settembre 1977, conseguì una licenza in missiologia all’Università Gregoriana nel 1989. E’ stato missionario in Giappone dove si impegnò nella pastorale e nell’approfondimento degli studi sullo scintoismo. Ha insegnato Storia e fenomenologia delle religioni presso l’Istituto teologico saveriano di Parma. Nel 2001 ha assunto l’incarico di Vicario generale della congregazione e il capitolo generale del 2013 lo ha eletto Superiore generale.

ASIA/GIORDANIA - L'Arcivescovo Lahham: dopo l’attentato a Karak, cancellati i festeggiamenti per il Natale in segno di solidarietà con le vittime

Karak - “Dopo il feroce attacco terroristico di Karak, che ha provocato tanto dolore in tutta la Giordania, la Chiesa cattolica ha preso la decisione di cancellare i festeggiamenti collegati alla solennità del Santo Natale. Celebreremo solo le Sante Messe, non ci saranno prima e dopo momenti e iniziative di festa, in segno di lutto e di solidarietà con le vittime dell'attacco terrorista”. Così l'Arcivescovo Maroun Lahham, Vicario patriarcale per la Giordania del Patriarcato latino di Gerusalemme, riferisce all'Agenzia Fides l'indicazione che i Vescovi cattolici hanno fatto giungere a tutte le comunità e le parrocchie del Regno Hascemita, dopo l'assalto perpetrato da un commando terrorista a Karak, 120 km a sud di Amman, nella giornata di ieri, domenica 18 dicembre. I terroristi hanno compiuto diverse azioni contro militari e forze di polizia, anche presso il famoso castello crociato che domina la cittadina giordana, provocando la morte di 10 persone . Alla fine della giornata, 4 terroristi, asserragliatisi proprio nel castello di Karak, sono stati uccisi dalle forze armate giordane. Sono state avviate indagini per identificare provenienza e affiliazione degli uomini armati responsabili dell'assalto, che erano in possesso di armi automatiche, mentre cinture esplosive, ordigni e altre armi sono stati sequestrati in una casa di Qatraneh, città nel deserto a nord di Karak, identificata come base logistica di una cellula terrorista.

AFRICA/CENTRAFRICA - Dopo tre anni duemila sfollati lasciano la parrocchia San Salvatore grazie alla Caritas

Bangui - Sono tornati a casa circa 2.000 sfollati che erano stati ospitati presso la parrocchia San Salvatore, nel 2 ° distretto di Bangui, dopo tre anni di vita nel campo d’accoglienza.Don Paterne Zolo, vicario della parrocchia di San Salvatore, ha detto che il ritorno degli sfollati interni è stato aiutato finanziariamente dalla Caritas Bangui e ogni famiglia ha ricevuto un sussidio proporzionale alle dimensioni del nucleo familiare. "Se si tratta di una singola persona la somma è 50.000 franchi CFA, 75.000 franchi per una famiglia di medie dimensioni e quelle più grandi hanno ricevuto 150.000. Si tratta di una somma che permette di affittare almeno una casa " ha detto il sacerdote secondo le notizie inviate a Fides."Durante il suo soggiorno a Bangui, Papa Francesco aveva promesso di fare un gesto per gli sfollati per facilitare il loro ritorno. Questa promessa si è materializzato ed è la Caritas che ne assicura la sua gestione " ha detto una fonte anonima al Reseau des Journalistes pour le Droits de l’Homme .

ASIA/SRI LANKA - Una nuova legge cambierà l’accesso all’informazione nel Paese

Colombo – I festeggiamenti per il 69.mo anniversario dell’indipendenza dello Sri Lanka, che si celebrerà il prossimo 4 febbraio, avranno un valore particolare per i mezzi di comunicazione di questo Stato insulare dell’Asia meridionale, se la nuova Legge sul Diritto all’Informazione entrerà in vigore in questa data. Nell’ultimo decennio, nel Paese, sono stati assassinati oltre 20 giornalisti e operatori del mondo della comunicazione. Secondo notizie pervenute a Fides, la legge risale a vent’anni fa e l’iniziativa prese piede nel 1998 con la Dichiarazione di Colombo sulla Libertà dei Mezzi di Comunicazione e Responsabilità Sociale. Nel 2004 fu avviata la redazione del progetto di legge sulla Libertà di informazione. L’iniziativa legislativa fu presentata in Parlamento ma non è stato possibile votarla a causa della caduta del Governo. Finalmente quest’anno, il 24 giugno, il Parlamento l’ha approvata. Rimane tuttavia molta strada da fare ma, nonostante gli ostacoli, le istituzioni vanno avanti con l’obiettivo di annunciare che entro il 4 febbraio i cittadini dello Sri Lanka potranno per la prima volta avere la legge sul diritto all’informazione DAI. “Con questa legge i politici ci dovranno pensare più di una volta prima di fare qualcosa, perchè adesso la gente ha diritto ad avere accesso all’informazione e il governo ha il dovere di darle” si legge in una dichiarazione dei responsabili dei Mezzi di Comunicazione. Perchè la Legge possa funzionare è richiesto un cambiamento nel modo di lavorare dei funzionari oltre che trasparenza.

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