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AMERICA/ARGENTINA - “Un minuto per la pace nel mondo”: giovedì 8 giugno alle 13

Buenos Aires - La Commissione nazionale Giustizia e Pace, l’Azione cattolica argentina, insieme al Dipartimento dei Laici, alla Commissione episcopale per l’ecumenismo, le relazioni con l’ebraismo, l’islam e le religiosi, diverse associazioni nazionali e internazionali, in comunione con la Conferenza episcopale argentina, promuovono di nuovo l’iniziativa “Un minuto per la pace”, da celebrare giovedì 8 giugno alle ore 13. In quel giorno, informa il comunicato pervenuto a Fides, ognuno è invitato a interrompere le proprie attività quotidiane e dedicare un minuto a riflettere, a pregare secondo la propria tradizione religiosa, e ad impegnarsi per la pace in tutto il mondo. Questo “minuto” potrà essere vissuto da soli o insieme ad altri, per strada o in chiesa, in famiglia, a scuola, nei luoghi di lavoro, in fabbrica, in ufficio… “Un minuto per la pace” è una proposta semplice, che ognuno può realizzare, che chiama ad offrire la propria preghiera e a farsi promotori di pace, nel terzo anniversario dello storico incontro tra Papa Francesco e i Presidenti Shimon Peres, di Israele, e Abu Mazen, Palestina, avvenuto l’8 giugno 2014 in Vaticano.A livello internazionale, l’iniziativa è sostenuta anche dal Foro internazionale di Azione Cattolica e dalla Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche .

AFRICA/SUD SUDAN - Morti 15 bambini per una vaccinazione mal amministrata

Juba - Quindici bambini sono morti in Sud Sudan per una vaccinazione contro il morbillo. I bambini, dell’età di 5 anni, abitavano il villaggio di Kapoeta, nel sud-est del Paese. Secondo un’inchiesta condotta con il supporto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell’UNICEF, circa 300 bambini sono stati vaccinati in una campagna di quattro giorni durante la quale una squadra medica locale ha usato una singola siringa per combinare diverse fiale di vaccino. Le fiale, fornite dall’UNICEF, sono state conservate in un edificio non adeguatamente refrigerato.Altri 32 bambini hanno sofferto le conseguenze della vaccinazione mal amministrata ma hanno superato la crisi.La squadra infermieristica aveva ricevuto una formazione dall’OMS e dai suoi partner ma non ha seguito scrupolosamente le procedure di somministrazione del vaccino.

AMERICA/PANAMA - Il 64% dei casi di lavoro minorile si concentra nel settore agricolo

Panamá – Degli oltre 23 mila bambini lavoratori censiti nella Repubblica di Panamá, il 64% si dedica ad attività agricole. Per questo motivo il Ministero del Lavoro e dello Sviluppo quest'anno ha focalizzato la sua campagna per sradicare il lavoro minorile nelle aree remote del Paese. Tema della campagna 2017 è stato: “I bambini e le bambine hanno diritti, proteggiamoli dal lavoro minorile”. Secondo le informazioni pervenute a Fides, vi hanno preso parte 23 istituzioni, con l’obiettivo di fare tornare i minori a scuola e offrire loro concrete opportunità di sviluppo. Secondo l’ultima ricerca dell’Istituto Nazionale di Statistica e Censimento, nel Paese è stato registrato un calo del 12% dei bambini lavoratori. L’Organizzazione Internazionale del Lavoro definisce come lavoro minorile “ogni tipo di lavoro che priva i bambini della loro infanzia e dignità e che pregiudica il suo sviluppo fisico e psicologico”. Obiettivo del Panama è diventare il primo paese dell’America Latina che si libera del lavoro minorile.

VATICANO - Il Messaggio di Papa Francesco per la Giornata Missionaria Mondiale 2017

Città del Vaticano - Al termine della Santa Messa della solennità di Pentecoste, celebrata in piazza San Pietro domenica 4 giugno, il Santo Padre Francesco ha introdotto la recita della preghiera mariana del “Regina Coeli” con queste parole: “oggi, festa di Pentecoste, viene pubblicato il mio Messaggio per la prossima Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra ogni anno nel mese di ottobre. Il tema è: ‘La missione al cuore della fede cristiana’. Lo Spirito Santo sostenga la missione della Chiesa nel mondo intero e dia forza a tutti i missionari e le missionarie del Vangelo. Lo Spirito doni pace al mondo intero; guarisca le piaghe della guerra e del terrorismo, che anche questa notte, a Londra, ha colpito civili innocenti: preghiamo per le vittime e i familiari”.Riportiamo di seguito il testo integrale del Messaggio per la Giornata Missionaria che si celebrerà il 22 ottobre.La missione al cuore della fede cristianaCari fratelli e sorelle,anche quest’anno la Giornata Missionaria Mondiale ci convoca attorno alla persona di Gesù, «il primo e il più grande evangelizzatore» , che continuamente ci invia ad annunciare il Vangelo dell’amore di Dio Padre nella forza dello Spirito Santo. Questa Giornata ci invita a riflettere nuovamente sulla missione al cuore della fede cristiana. Infatti, la Chiesa è missionaria per natura; se non lo fosse, non sarebbe più la Chiesa di Cristo, ma un’associazione tra molte altre, che ben presto finirebbe con l’esaurire il proprio scopo e scomparire. Perciò, siamo invitati a porci alcune domande che toccano la nostra stessa identità cristiana e le nostre responsabilità di credenti, in un mondo confuso da tante illusioni, ferito da grandi frustrazioni e lacerato da numerose guerre fratricide che ingiustamente colpiscono specialmente gli innocenti. Qual è il fondamento della missione? Qual è il cuore della missione? Quali sono gli atteggiamenti vitali della missione?La missione e il potere trasformante del Vangelo di Cristo, Via, Verità e Vita1. La missione della Chiesa, destinata a tutti gli uomini di buona volontà, è fondata sul potere trasformante del Vangelo. Il Vangelo è una Buona Notizia che porta in sé una gioia contagiosa perché contiene e offre una vita nuova: quella di Cristo risorto, il quale, comunicando il suo Spirito vivificante, diventa Via, Verità e Vita per noi . È Via che ci invita a seguirlo con fiducia e coraggio. Nel seguire Gesù come nostra Via, ne sperimentiamo la Verità e riceviamo la sua Vita, che è piena comunione con Dio Padre nella forza dello Spirito Santo, ci rende liberi da ogni forma di egoismo ed è fonte di creatività nell’amore.2. Dio Padre vuole tale trasformazione esistenziale dei suoi figli e figlie; trasformazione che si esprime come culto in spirito e verità , in una vita animata dallo Spirito Santo nell’imitazione del Figlio Gesù a gloria di Dio Padre. «La gloria di Dio è l’uomo vivente» . In questo modo, l’annuncio del Vangelo diventa parola viva ed efficace che attua ciò che proclama , cioè Gesù Cristo, il quale continuamente si fa carne in ogni situazione umana .La missione e il kairos di Cristo3. La missione della Chiesa non è, quindi, la diffusione di una ideologia religiosa e nemmeno la proposta di un’etica sublime. Molti movimenti nel mondo sanno produrre ideali elevati o espressioni etiche notevoli. Mediante la missione della Chiesa, è Gesù Cristo che continua ad evangelizzare e agire, e perciò essa rappresenta il kairos, il tempo propizio della salvezza nella storia. Mediante la proclamazione del Vangelo, Gesù diventa sempre nuovamente nostro contemporaneo, affinché chi lo accoglie con fede e amore sperimenti la forza trasformatrice del suo Spirito di Risorto che feconda l’umano e il creato come fa la pioggia con la terra. «La sua risurrezione non è una cosa del passato; contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo. Dove sembra che tutto sia morto, da ogni parte tornano ad apparire i germogli della risurrezione. È una forza senza uguali» .4. Ricordiamo sempre che «all’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva» . Il Vangelo è una Persona, la quale continuamente si offre e continuamente invita chi la accoglie con fede umile e operosa a condividere la sua vita attraverso una partecipazione effettiva al suo mistero pasquale di morte e risurrezione. Il Vangelo diventa così, mediante il Battesimo, fonte di vita nuova, libera dal dominio del peccato, illuminata e trasformata dallo Spirito Santo; mediante la Cresima, diventa unzione fortificante che, grazie allo stesso Spirito, indica cammini e strategie nuove di testimonianza e prossimità; e mediante l’Eucaristia diventa cibo dell’uomo nuovo, «medicina di immortalità» .5. Il mondo ha essenzialmente bisogno del Vangelo di Gesù Cristo. Egli, attraverso la Chiesa, continua la sua missione di Buon Samaritano, curando le ferite sanguinanti dell’umanità, e di Buon Pastore, cercando senza sosta chi si è smarrito per sentieri contorti e senza meta. E grazie a Dio non mancano esperienze significative che testimoniano la forza trasformatrice del Vangelo. Penso al gesto di quello studente Dinka che, a costo della propria vita, protegge uno studente della tribù Nuer destinato ad essere ucciso. Penso a quella celebrazione eucaristica a Kitgum, nel Nord Uganda, allora insanguinato dalla ferocia di un gruppo di ribelli, quando un missionario fece ripetere alla gente le parole di Gesù sulla croce: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?», come espressione del grido disperato dei fratelli e delle sorelle del Signore crocifisso. Quella celebrazione fu per la gente fonte di grande consolazione e tanto coraggio. E possiamo pensare a tante, innumerevoli testimonianze di come il Vangelo aiuta a superare le chiusure, i conflitti, il razzismo, il tribalismo, promuovendo dovunque e tra tutti la riconciliazione, la fraternità e la condivisione.La missione ispira una spiritualità di continuo esodo, pellegrinaggio ed esilio6. La missione della Chiesa è animata da una spiritualità di continuo esodo. Si tratta di «uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo» . La missione della Chiesa stimola un atteggiamento di continuo pellegrinaggio attraverso i vari deserti della vita, attraverso le varie esperienze di fame e sete di verità e di giustizia. La missione della Chiesa ispira una esperienza di continuo esilio, per fare sentire all’uomo assetato di infinito la sua condizione di esule in cammino verso la patria finale, proteso tra il “già” e il “non ancora” del Regno dei Cieli.7. La missione dice alla Chiesa che essa non è fine a sé stessa, ma è umile strumento e mediazione del Regno. Una Chiesa autoreferenziale, che si compiace di successi terreni, non è la Chiesa di Cristo, suo corpo crocifisso e glorioso. Ecco allora perché dobbiamo preferire «una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze» .I giovani, speranza della missione8. I giovani sono la speranza della missione. La persona di Gesù e la Buona Notizia da Lui proclamata continuano ad affascinare molti giovani. Essi cercano percorsi in cui realizzare il coraggio e gli slanci del cuore a servizio dell’umanità. «Sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato [...]. Che bello che i giovani siano “viandanti della fede”, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!» . La prossima Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi, che si celebrerà nel 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, si presenta come occasione provvidenziale per coinvolgere i giovani nella comune responsabilità missionaria che ha bisogno della loro ricca immaginazione e creatività.Il servizio delle Pontificie Opere Missionarie9. Le Pontificie Opere Missionarie sono strumento prezioso per suscitare in ogni comunità cristiana il desiderio di uscire dai propri confini e dalle proprie sicurezze e prendere il largo per annunciare il Vangelo a tutti. Attraverso una profonda spiritualità missionaria da vivere quotidianamente, un impegno costante di formazione ed animazione missionaria, ragazzi, giovani, adulti, famiglie, sacerdoti, religiosi e religiose, Vescovi sono coinvolti perché cresca in ciascuno un cuore missionario. La Giornata Missionaria Mondiale, promossa dall’Opera della Propagazione della Fede, è l’occasione propizia perché il cuore missionario delle comunità cristiane partecipi con la preghiera, con la testimonianza della vita e con la comunione dei beni per rispondere alle gravi e vaste necessità dell’evangelizzazione.Fare missione con Maria, Madre dell’evangelizzazione10. Cari fratelli e sorelle, facciamo missione ispirandoci a Maria, Madre dell’evangelizzazione. Ella, mossa dallo Spirito, accolse il Verbo della vita nella profondità della sua umile fede. Ci aiuti la Vergine a dire il nostro “sì” nell’urgenza di far risuonare la Buona Notizia di Gesù nel nostro tempo; ci ottenga un nuovo ardore di risorti per portare a tutti il Vangelo della vita che vince la morte; interceda per noi affinché possiamo acquistare la santa audacia di cercare nuove strade perché giunga a tutti il dono della salvezza.Dal Vaticano, 4 giugno 2017Solennità di PentecosteFRANCISCUS

VATICANO - Il Papa alle POM: "L'ottobre 2019 sarà un mese straordinario per la missio ad gentes"

Città del Vaticano - Nella mattina di oggi, 3 giugno, Papa Francesco ha ricevuto in udienza i partecipanti all’Assemblea delle Pontificie Opere Missionarie , consegnando ai presenti il seguente discorso, che riportiamo integralmente:Signor Cardinale, cari fratelli e sorelle,vi accolgo con gioia al termine della vostra Assemblea Generale e ringrazio il Cardinale Fernando Filoni per le sue parole. Con lui saluto tutti i Superiori, i Segretari Generali, i Direttori Nazionali e tutti voi qui presenti.Conoscete bene la mia preoccupazione circa le Pontificie Opere Missionarie, molto spesso ridotte a un’organizzazione che raccoglie e distribuisce, a nome del Papa, aiuti economici per le Chiese più bisognose. So che state cercando vie nuove, modalità più adeguate, più ecclesiali per svolgere il vostro servizio alla missione universale della Chiesa. Lasciamoci sostenere, in questo processo di urgente riforma, anche dall’intercessione dei santi Carlo Lwanga e compagni, martiri dell’Uganda, la cui memoria liturgica ricorre oggi.Per rinnovare l’ardore e la passione, motore spirituale dell’attività apostolica di innumerevoli santi e martiri missionari, ho accolto con molto favore la vostra proposta, elaborata assieme alla Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, di indire un tempo straordinario di preghiera e riflessione sulla missio ad gentes. Chiederò a tutta la Chiesa di dedicare il mese di ottobre dell’anno 2019 a questa finalità, perché in quell’anno celebreremo il centenario della Lettera Apostolica Maximum illud, del Papa Benedetto XV. In questo importantissimo documento del suo Magistero sulla missione, il Papa ricorda quanto sia necessaria, all’efficacia dell’apostolato, la santità della vita; raccomanda, pertanto, una sempre più forte unione con Cristo e un coinvolgimento più convinto e gioioso nella sua divina passione di annunciare il Vangelo a tutti, amando e usando misericordia verso tutti. Ciò risulta più che mai essenziale per la missione anche oggi. Uomini e donne “insigni per zelo e santità” sono sempre più necessari alla Chiesa e alla missione. “Chi predica Dio, sia uomo di Dio”, esortava Benedetto XV .Rinnovarsi richiede conversione, richiede di vivere la missione come opportunità permanente di annunciare Cristo, di farlo incontrare testimoniando e rendendo gli altri partecipi del nostro incontro personale con Lui. Auspico che la vostra assistenza spirituale e materiale alle Chiese le renda sempre più fondate sul Vangelo e sul coinvolgimento battesimale di tutti i fedeli, laici e chierici, nell’unica missione della Chiesa: renda l’amore di Dio prossimo ad ogni uomo, specialmente ai più bisognosi della sua misericordia. II Mese straordinario di preghiera e riflessione sulla missione come prima evangelizzazione servirà a questo rinnovamento della fede ecclesiale, affinché al suo cuore stia e operi sempre la Pasqua di Gesù Cristo, unico Salvatore, Signore e Sposo della sua Chiesa.La preparazione di questo tempo straordinario dedicato al primo annuncio del Vangelo ci aiuti ad essere sempre più Chiesa in missione, secondo le parole del Beato Paolo VI, nella sua Esortazione Apostolica Evangelii nuntiandi, magna carta dell’impegno missionario post-conciliare. Scriveva Papa Montini: «Evangelizzatrice, la Chiesa comincia con l’evangelizzare sé stessa. Comunità di credenti, comunità di speranza vissuta e partecipata, comunità di amore fraterno, essa ha bisogno di ascoltare di continuo ciò che deve credere, le ragioni della sua speranza, il comandamento nuovo dell’amore. Popolo di Dio immerso nel mondo, e spesso tentato dagli idoli, essa ha sempre bisogno di sentir proclamare le grandi opere di Dio , che l’hanno convertita al Signore, e d’essere nuovamente convocata e riunita da Lui. Ciò vuol dire, in una parola, che essa ha sempre bisogno di essere evangelizzata, se vuol conservare la freschezza, lo slancio e la forza, per annunziare il Vangelo» .Nello spirito dell’insegnamento del Beato Paolo VI, desidero che la celebrazione dei 100 anni della Maximum illud, nel mese di ottobre 2019, sia un tempo propizio affinché la preghiera, la testimonianza di tanti santi e martiri della missione, la riflessione biblica e teologica, la catechesi e la carità missionaria contribuiscano ad evangelizzare anzitutto la Chiesa, così che essa, ritrovata la freschezza e l’ardore del primo amore per il Signore crocifisso e risorto, possa evangelizzare il mondo con credibilità ed efficacia evangelica.Vi benedico tutti in questo giorno antecedente la solennità della Pentecoste. Chiedo alla Vergine Maria, Regina degli Apostoli e Madre della Chiesa, di spronarci sempre con la testimonianza della sua fede e con la rassicurante garanzia della sua materna intercessione. I beati apostoli Pietro e Paolo, i santi martiri Carlo Lwanga e compagni, il beato Paolo Manna non smettano mai di pregare Dio per tutti noi, suoi missionari.

ASIA/FILIPPINE - Il Vescovo di Marawi: “Speriamo e preghiamo”

Marawi - Ore di attesa e di grande tensione a Marawi, città sull’isola di Mindanao dove è in corso una vasta azione militare per scacciare i terroristi che il 23 maggio hanno occupato la città . Una trentina di militanti del gruppo terrorista "Maute", che ha proclamato fedeltà allo Stato Islamico, sono ancora annidati in un zona ristretta della città, circondata dall'esercito regolare. “Si tratta dell’ultima fase dell' assedio. E' una guerriglia porta a porta, i terroristi sono posizionati in luoghi ben protetti e in zone alte. Sono un numero limitato, ma agiscono come cecchini. I soldati procedono con molta cautela”, racconta a Fides Il Vescovo di Marawi, Edwin de la Pena."In quella zona – aggiunge – sono ancora intrappolati oltre 1500 civili, la maggior parte anziani e malati che non sono riusciti a fuggire. Per loro si cerca di predisporre pian piano operazioni di salvataggio. Non sappiamo dove siano i 200 ostaggi sequestrati e tenuti prigionieri dai terroristi, tra i quali i 15 cattolici e il nostro vicario diocesano p. Chito. Sappiamo che è un momento molto delicato. Siamo in trepidante attesa. Ora speriamo e preghiamo che tutta questa vicenda si concluda senza vittime. Sappiamo che ci sono dei contatti informali tra i terroristi e l'esercito, ma null'altro. Siamo incoraggiati dal fatto che molti musulmani ci esprimono solidarietà e sostegno. Chiediamo ogni giorno la benedizione e l’aiuto di Dio e della Vergine Maria, patrona della nostra prelatura”, conclude il vescovo.

AMERICA/MESSICO - Un Vescovo: sostegno e preghiera per i giornalisti che cercano la verità

Saltillo – Il Messico è uno dei paesi dove è più rischioso svolgere il mestiere di giornalistie dove i professionisti dell'informazione che cercano la verità subiscono aggressioni e attacchi mirati. Per questo "hanno bisogno del nostro sostegno e della nostra preghiera": lo ha detto il Vescovo della diocesi di Saltillo, mons. Raúl Vera López, celebrando nei giorni scorsi una Messa in occasione della "Giornata dei giornalisti", e pregando per coloro che sono stati uccisi svolgendo questa professione.Durante la messa, celebrata nella chiesa del Santo Cristo, il vescovo ha parlato sulle difficili condizioni in cui si pratica il loro lavoro. Dopo la messa si è svolto un breve incontro al quale hanno partecipato i giornalisti e corrispondenti dei vari media locali."Noi giornalisti, molte volte, abbiamo orari da schiavitù, passiamo ore impegnati nella ricerca; alcuni colleghi hanno stipendi molto bassi che non consentono loro di vivere con dignità o sostenere una famiglia", ha commentato un giornalista presente. Negli ultimi dieci anni, Messico è diventato uno dei paesi dove è a rischio svolgere questo mestiere. Secondo dati dalla stampa locale sono 6 giornalisti uccisi in poco più di 2 mesi. La commissione di protezione dei giornalisti ha registrato 42 giornalisti uccisi a partire dal 2006.

AMERICA/MESSICO - Un Vescovo: sostegno e preghiera per i giornalisti che cercano a verità

Saltillo – Il Messico è uno dei paesi dove è più rischioso svolgere il mestiere di giornalistie dove i pofessionisti dell'informazione che cercano la verità subiscono aggressioni e attacchi mirati. Per questo "hanno bisogno del nostro sostegno e della nostra pregheira": lo ha detto il vescovo della diocesi di Saltillo, Mons. Raúl Vera López, celebrando nei giorni scorsi una Messa in occasione della "Giornata dei giornalisti", e pregando per coloro che sono stati uccisi svolgendo questa professione.Durante la messa, celebrata nella chiesa del Santo Cristo, il vescovo ha parlato sulle difficili condizioni in cui si pratica il loro lavoro. Dopo la messa si è svolto un breve incontro al quale hanno partecipato i giornalisti e corrispondenti dei vari media locali."Noi giornalisti, molte volte, abbiamo orari da schiavitù, passiamo ore impegnati nella ricerca; alcuni colleghi hanno stipendi molto bassi che non consentono loro di vivere con dignità o sostenere una famiglia", ha commentato un giornalista presente. Negli ultimi dieci anni, Messico è diventato uno dei paesi dove è a rischio svolgere questo mestiere. Secondo dati dalla stampa locale sono 6 giornalisti uccisi in poco più di 2 mesi. La commissione di protezione dei giornalisti ha registrato 42 giornalisti uccisi a partire dal 2006.

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